San Maurizio Canavese

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
San Maurizio Canavese
comune
San Maurizio Canavese – Stemma San Maurizio Canavese – Bandiera
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Torino-Stemma.svg Torino
Sindaco Paolo Biavati (lista civica) dal 7/05/2012
Territorio
Coordinate 45°13′00″N 7°38′00″E / 45.216667°N 7.633333°E45.216667; 7.633333 (San Maurizio Canavese)Coordinate: 45°13′00″N 7°38′00″E / 45.216667°N 7.633333°E45.216667; 7.633333 (San Maurizio Canavese)
Altitudine 317 m s.l.m.
Superficie 17,51 km²
Abitanti 9 763[1] (31-12-2010)
Densità 557,57 ab./km²
Frazioni Ceretta, Malanghero
Comuni confinanti Caselle Torinese, Cirié, Leini, Robassomero, San Carlo Canavese, San Francesco al Campo
Altre informazioni
Cod. postale 10077
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001248
Cod. catastale I024
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti sanmauriziesi
Patrono san Maurizio martire
Giorno festivo 22 settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
San Maurizio Canavese
Localizzazione del Comune di San Maurizio Canavese nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di San Maurizio Canavese nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

San Maurizio Canavese (San Morissi in piemontese) è un comune italiano di circa 10.000 abitanti della provincia di Torino.

Storiamodifica | modifica sorgente

Molto più esteso dell'attuale era l'antico territorio di San Maurizio Canavese, che comprendeva le terre delimitate dal corso della Stura a Sud e tutta la Vauda di San Francesco a Nord, divenuta Comune autonomo alla fine del XVIII secolo.[2]

Nell'antichità pre-romana la zona fu forse abitata dalle tribù liguri-celtiche; alla tarda romanità appartengono alcuni reperti trovati in paese (tegolone, frammento di lapide) ed il toponimo "Stefanico" indicante l'assegnatario di fondi da coltivare, al di qua della Stura. Più tardi il nucleo abitato venne talora indicato come "Lifiniasco", ma già nel primo secolo dopo il Mille si legge nei documenti il nome di "vicus de Sancto Mauritio", poiché al condottiero della Legione Tebea era dedicata la cappella del castello.

Alla fine del XIII secolo il paese, facente parte della castellania di Ciriè, era in possesso del marchese di Monferrato, poi passò definitivamente ai Savoia.

Il XIV secolo è ricordato per alcuni fatti importanti, come la concessione degli Statuti, la costruzione delle "bealere", dei molini, dei battitoi per la carta, delle concerie. Per il borgo di San Maurizio è fondamentale la data del 1335, anno in cui la marchesa Margherita di Savoia cedette alla Comunità il terreno necessario per la fondazione del nuovo abitato, a poca distanza dall'antico, ma munito di opere di fortificazione e difesa, in grado di proteggere gli abitanti dalle frequenti incursioni.

Lo spostarsi delle attività nel nuovo centro provocò la graduale scomparsa del primitivo nucleo e anche del castello che risulta fosse attiguo alla Pieve. Questa continuò ad esercitare le funzioni di parrocchia fino al 1813 ma, poco per volta, le cerimonie sacre vennero celebrate nella nuova chiesa voluta dalle Compagnie di Santa Croce e del Corpus Domini, nonché dalla Comunità. Questa chiesa è l'attuale parrocchia di San Maurizio Martire. All'interno della chiesa parrocchiale sono conservati un'interessante decorazione marmorea in marmi piemontesi (1789) che comprende l'altare maggiore e la decorazione dell'abside attorno alla pala di Bartolomeo Caravoglia raffigurante il martirio di San Maurizio e dei suoi compagni; recenti ricerche d'archivio hanno permesso di ricondurre tutto l'apparato marmoreo alla distrutta chiesa del convento torinese dell'Annunziata (detto anche delle monache celestine o turchine, dal colore della loro veste) e all'architetto chierese Mario Ludovico Quarini.[3] Accanto alla chiesa si trova il campanile realizzato dall'architetto sanmauriziese Lodovico Bò; i primi documenti risalgono al 1764.[4]

L'attività agricola costituì in passato la principale fonte di sostentamento. L'intero paese era costituito da isolati che comprendevano le abitazioni civili, le tettoie, le stalle, i cortili, le porte carraie; i forni ed i pozzi erano sovente in comproprietà. Solo a partire dal XVII secolo, quando si impiantarono i grandi cascinali, fu possibile praticare metodi più razionali nelle coltivazioni e nell'allevamento del bestiame, sfruttando le vaste estensioni dei terreni e la buona possibilità di irrigazione.

San Maurizio non può vantare lavorazioni tipiche; l'artigianato ed il commercio occupavano una bassa percentuale di abitanti. La disponibilità della forza idraulica favorì l'impianto di piccole officine, ora quasi tutte scomparse; sovente gli addetti a queste lavorazioni svolgevano un doppio lavoro, mandando avanti contemporaneamente l'agricoltura di tipo familiare di cui si è detto, coadiuvati dalle donne e dai bambini.

La coltivazione e la lavorazione della canapa, come quella della seta, costituirono una discreta possibilità di integrazione degli scarsi redditi famigliari; esse erano praticate in gran parte dalle donne e permisero loro di acquisire le conoscenze di un lavoro di tipo "industriale" che trovò poi applicazione nei cotonifici del primo Novecento.

Durante il Risorgimento, San Maurizio, assieme a Fenestrelle, divenne un luogo di prigionia per soldati del Regno delle Due Sicilie che rifiutarono di prestare giuramento a Vittorio Emanuele II. Le ricerche attuali hanno permesso di valutare, sulla scorta dei documenti disponibili, l'effettiva consistenza e realtà del campo militare di San Maurizio.[5]

Dal 1869 entrò in funzione la stazione Ciriè-Lanzo che fu utilissima per gli spostamenti degli operai. La ferrovia favorì in modo determinante lo sviluppo delle attività lavorative nelle Valli e anche i sanmauriziesi si adattarono a fare i "pendolari", in massima parte verso le fabbriche del torinese.

Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, il prof. Carlo Angela padre del famoso conduttore Piero Angela, antifascista, direttore sanitario della casa di cura per malattie mentali "Villa Turina Amione", offrì rifugio a numerosi antifascisti ed ebrei, falsificando le cartelle cliniche per giustificarne il ricovero. Alla Liberazione, Carlo Angela fu nominato sindaco di San Maurizio Canavese. Il 29 agosto 2001, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito a Carlo Angela l'alta onorificenza di Giusto tra le nazioni. Dal 3 giugno 2003, una strada del paese porta il nome di Carlo Angela e una targa è stata apposta all'ingresso della clinica di fronte al Palazzo Comunale.[6]

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze stranieremodifica | modifica sorgente

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 390 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 195 2,05%

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1994 1998 Daniele Balma lista civica Sindaco
1998 2002 Daniele Balma lista civica Sindaco
2002 2007 Roberto Canova lista civica Sindaco
2007 2012 Roberto Canova lista civica Sindaco
2012 in carica Paolo Biavati lista civica Sindaco

Gemellaggimodifica | modifica sorgente

San Maurizio Canavese è gemellato con:

Persone legate a San Maurizio Canavesemodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Le notizie storiche sul paese sono tratte liberamente da Clemente Novero, Giancarlo Destefanis, Giuseppe Balma Mion, Ël paìs dle “teste quadre”, analisi storica, ambientale, artistica della Comunità di San Maurizio Canavese, Tipolito Melli, Borgone di Susa 1981.
  3. ^ Carlo Balma Mion, Un altare ritrovato di Mario Ludovico Quarini. Dalla chiesa del monastero dell’Annunziata di Torino alla parrocchiale di San Maurizio Canavese, in “Bollettino della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti”, Nuova Serie, vol. 57-58, 2010, pp. 115-127.
  4. ^ Carlo Balma Mion, Lodovico Bò (1721-1800). Misuratore, Soprastante, Architetto, Trento, Ed. UNI Service, 2007, pp. 72-75.
  5. ^ Alessandro Barbero, I prigionieri dei Savoia. La vera storia della congiura di Fenestrelle, Laterza, Roma 2012.
  6. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45, Mondadori, Milano 2006, pp.18-19.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Novero Clemente, Destefanis Giancarlo, Balma Mion Giuseppe, Ël paìs dle “teste quadre”, analisi storica, ambientale, artistica della Comunità di San Maurizio Canavese, Tipolito Melli, Borgone di Susa 1981
  • Balma Mion Giuseppe, Muri archi colori: l'antica chiesa plebana di San Maurizio Canavese, Tipolito Melli, Borgone di Susa, Associazione Amici di San Maurizio 2001
  • Balma Mion Carlo, Lodovico Bò (1721-1800). Misuratore, Soprastante, Architetto, UNI-Service, Trento, 2007, ISBN 9788861780606
  • Balma Mion Carlo, Un altare ritrovato di Mario Ludovico Quarini. Dalla chiesa del monastero dell’Annunziata di Torino alla parrocchiale di San Maurizio Canavese, in “Bollettino della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti”, Nuova Serie, vol. 57-58, 2010, pp. 115-127.
  • Destefanis Giancarlo, Prima pagina, notizie di cronaca e storia sanmauriziese, Tipolito Melli, Borgone di Susa, Associazione Amici di San Maurizio 2011

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Piemonte Portale Piemonte: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Piemonte







Creative Commons License