Santa Bibiana

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Santa Bibiana

Vergine e martire

Nascita Roma, 347
Morte Roma, 361-363
Venerata da Chiesa cattolica
Santuario principale Basilica di Santa Bibiana, Roma
Ricorrenza 2 dicembre
Attributi colonna e frusta, palma del martirio, daga; solitamente rappresentata legata ad una colonna
Patrona di epilessia, malattie mentali

Bibiana, detta anche Viviana o Vibiana (Roma, 347Roma, 361-363), secondo la tradizione, è stata una giovane cristiana romana che subì il martirio sotto Giuliano l'Apostata.

La leggendamodifica | modifica sorgente

La storia legata alla santa è avvolta nella leggenda ed è menzionata per la prima volta nel Liber Pontificalis. Nel capitolo dedicato alla biografia di Papa Simplicio (468-483), si racconta che il papa «...consacrò una basilica dedicata alla santa martire Bibiana, che contiene il suo corpo, nelle vicinanze del Palatium Lucianum» (scil.: Licinianum, v. Horti Liciniani)[1].

Le notizie storiche relative alla vita della santa sono in realtà assai scarne. Gli unici riferimenti alla sua storia si rintracciano nel testo della Passio Bibianae, opera di un autore del VII secolo, anche se del tutto inattendibili. Stando a questo testo, ricco di notizie praticamente infondate, come per esempio il martirio della santa a Roma sotto l'imperatore Giuliano (361-363), personaggio al quale non è possibile attribuire persecuzioni nella capitale, Bibiana era una giovane nobile, discendente da una famiglia cristiana dai tempi di Costantino (306-337).

Bibiana sarebbe nata a Roma nel 347 da Flaviano, un cavaliere romano e prefetto di Roma sotto gli imperatori Costantino e Costanzo (350-361), e da Dafrosa, una discendente di una famiglia consolare. Anche in questo caso, le fonti storiche ci spingono a distinguere la realtà dalla leggenda; in effetti, l'unico prefetto di Roma che porti quel nome, Giunio Flaviano, è menzionato nell'anno 311. Il testo tramanda anche il nome di una sorella di Bibiana, una certa Demetria.

Una volta salito al trono l'imperatore Giuliano, il quale ripristinò le crudeli persecuzioni contro i cristiani, Flaviano fu costretto ad abbandonare la sua carica di prefetto, passandola nelle mani di un suo acerrimo rivale e acceso sostenitore del paganesimo, un tale Aproniano. Sorpreso mentre seppelliva i martiri Prisco, Priscilliano e Benedetto, il padre della santa venne bollato come uno schiavo e in seguito esiliato ad Aquas Taurinas (forse l'attuale Montefiascone), dove venne martirizzato nel dicembre 361.

A partire da quel momento, Bibiana e Demetria si rinchiusero nella loro abitazione insieme alla madre Dafrosa, riunendosi in preghiera e nell'attesa del loro imminente martirio. Le sante non tardarono infatti ad essere arrestate perché cristiane, venendo rinchiuse in carcere e condannate a morire d'inedia. Grazie ad un miracolo, la sentenza si rivelò fallimentare, cosicché il prefetto decise di infliggere loro una morte cruenta: Dafrosa venne decapitata il 6 gennaio 362, mentre Demetria, rinchiusa nuovamente in carcere e minacciata di severe punizioni, professò la sua fede e spirò, in preda a una forte ansia.

Aproniano pensò invece di risparmiare la sola Bibiana, facendola affiancare da una turpe mezzana di nome Rufina, esperta di intrighi amorosi e di seduzioni del piacere. Nemmeno il pensiero di una vita mondana ebbe effetto sulla giovanissima santa, la quale, fedele alle sue virtù, proclamò nuovamente la sua fede. Il prefetto, offeso dalla scelta di Bibiana, decise allora di destinarla allo stesso martirio dei suoi parenti: legata ad una colonna e flagellata senza pietà con le «piombate», ovvero con fasci di verghe e pallini di piombo, la santa spirò quattro giorni dopo, secondo la tradizione, a quindici anni.

Il corpo della santa, sempre secondo la leggenda, venne esposto ai cani randagi su ordine dello stesso Aproniano, i quali lo lasciarono perfettamente illeso. Le spoglie vennero dunque raccolte dal presbiterio Giovanni che le collocò nel palazzo del padre, allora affidato ad Olimpia (o Olimpina), una matrona romana, parente di Flaviano.

Proverbimodifica | modifica sorgente

Il giorno di Santa Bibiana (2 dicembre) è oggetto di un proverbio "meteorologico":

  • Santa Bibiana, quaranta jorna e na simana (Sicilia)
  • Santa Bibian-a, quaranta dì e na sman-a (Piemonte)
  • C chiov all dì d Sanda B'bbjn, va chiov quaranda dì e na stt'mn (Rutigliano, Puglia)

([il tempo che fa a] Santa Bibiana, [lo farà per] quaranta giorni ed una settimana).

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Liber Pontificalis, ed. Duchesne, I, 249.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Alfredo Cattabiani, Santi d'Italia, Volume secondo, Milano, BUR, 2004. ISBN 88-17-00335-2.

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Agiografia su Santa Bibiana in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.

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