Santuario della Madonna di Monte Berico

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Basilica Santuario della Madonna di Monte Berico
Il Santuario di Monte Berico
Il Santuario di Monte Berico
Stato Italia Italia
Regione Veneto
Località Vicenza
Religione Cattolica
Titolare Maria
Diocesi Diocesi di Vicenza
Stile architettonico Barocco
Inizio costruzione 1688
Completamento 1703
Sito web http://www.monteberico.it
La cupola

Il Santuario della Madonna di Monte Berico domina la città di Vicenza dal colle posto a sud-ovest della città. È costituito da due chiese: la prima di stile gotico, la seconda è una basilica in stile classico e barocco.

La costruzione delle due chiese è legata alle due apparizioni della Madonna in questo luogo ad una contadina di Sovizzo di nome Vincenza Pasini: la prima il 7 marzo 1426, l'altra il 1º agosto 1428. In quegli anni, una grave epidemia di peste imperversava a Vicenza, provocando moltissime vittime. Nella sua apparizione, la Madonna chiese la costruzione del santuario per far cessare la peste. La tradizione popolare vuole che, dopo la seconda apparizione, venne costruita la prima chiesa in soli tre mesi, alla fine dei quali la peste fu debellata.

Del 1821 sono le campane in scala di Si2.

Dal 1978 la Madonna di Monte Berico è il principale patrono della città di Vicenza e della sua diocesi.

La gestione del santuario venne affidata inizialmente ai religiosi dell'Ordine di Santa Brigida, poi i frati dovettero lasciare il santuario per decisione di Papa Eugenio IV e la chiesa passò ai Servi di Maria, che la gestiscono ancora oggi.

Indice

Le due chiesemodifica

Il complesso del santuario visto dal parco del Museo del Risorgimento e della Resistenza

La prima chiesa gotica, costituita da un piccolo tempio eretto in seguito all'apparizione, realizzato nel 1428, venne restaurata e incorporata all'inizio del XVIII secolo nel Santuario mariano. La basilica venne progettata dell'architetto vicentino Carlo Borella, iniziata nel 1688 e conclusa nel 1703, in stile barocco.

Nel 1826 si avviò la costruzione di un nuovo campanile, disegnato da Antonio Piovene. Del 1821 sono le 15 campane in scala di Si2, suonate tutt'oggi secondo la tecnica dei concerti di campane alla veronese.[1] Nel 1860 fu avviato il restauro della facciata, ad opera dell'architetto Giovanni Miglioranza. Le sculture sulle facciate sono opera di Orazio Marinali e bottega. Rappresentano santi e allegorie di virtù. Sulla facciata verso i portici (prospetto orientale) sopra l'ingresso, è rappresentata la Vergine che appare a Vincenza Pasini, opera di Orazio Marinali, del quale sono anche i gruppi scultorei sopra il portale del prospetto settentrionale (Vincenza Pasini di fronte ai deputati di Vicenza) e sopra il portale del prospetto occidentale (posa della prima pietra della chiesa votiva).

Le opere d'artemodifica

All'interno del santuario sono contenute molte opere d'arte di alcuni importanti artisti, tra le quali in particolare:

La cena di San Gregorio Magno di Paolo Veronese si svolge in una grandiosa loggia con colonne corinzie: è una scenografia che richiama le architetture di Palladio. Al centro di una lunga tavola sta Gregorio Magno alla cui destra c'è Gesù in veste di pellegrino che svela la propria identità divina scoperchiando la coppa. Intorno stanno dodici poveri che il pontefice invitava quotidianamente alla sua mensa. Sono presenti anche valletti dagli sfarzosi costumi. In basso a sinistra c'è una scimmia in catene, in basso a destra un cane. Nella simbologia religiosa il cane è la fedeltà (qui, fedeltà alla Chiesa), la scimmia è l'eresia, il paganesimo (qui tenuti in catene. Una scultura raffigurante una scimmia in catene si trova sulla facciata della basilica verso Piazzale della Vittoria).[2] La tela fu tagliata in 32 pezzi dai soldati austriaci il 10 giugno 1848 e poi restaurata per volontà dell'imperatore Francesco Giuseppe.

La Pietà di Bartolomeo Montagna è un esempio di Vesperbild. L'opera rivela influssi nordici e ferraresi.[3] La scena è altamente drammatica: la Maddalena dolente fissa le piaghe di Gesù, il dolore coinvolge profondamente oltre alla Madonna sia San Giovanni, che è a destra di Cristo morto, sia Giuseppe d'Arimatea che sta sulla sinistra (secondo uno scritto recentemente scoperta si tratta invece di San Giuseppe). Alla base dell'affresco si vedono una mela e una farfalla nonché una pianta di aquilegia. Nella simbologia religiosa la mela rinvia al peccato originale di Adamo ed Eva (riscattato dalla morte di Cristo), la farfalla simboleggia la resurrezione e l'aquilegia il dolore della Vergine Maria per la morte di Cristo.[4].

Davanti all'altar maggiore, sopra le arcate, sta un grande telero del pittore veneziano Giulio Carpioni (XVII secolo) commissionato dall'Ordine vicentino dei Mercanti dopo una grave carestia: la Madonna che appare al podestà Grimani. Si tratta di un'allegoria della città di Vicenza che è posta ai piedi della Vergine di Monte Berico in atteggiamento di devozione e riconoscenza. La tela del 1651 raffigura anche una dedica di riconoscenza al podestà di Vicenza Francesco Grimani, rappresentato a destra della lapide.

Entrando dalla porta che si affaccia sul Piazzale della Vittoria, a destra si incontrano alcune pale d'altare: la prima è di Pietro Gagliardi (1888) rappresentante la Vergine che appare ai sette santi fondatori dell'Ordine dei Servi di Maria. Più avanti, oltre la porta sulla destra, c'è una tela del 1796 opera di François-Guillaume Ménageot, pittore del neoclassicismo, raffigurante il Bimbo Gesù seduto su un muretto tra la Vergine e San Giuseppe con gli angeli adoranti. Di rilievo è anche la pala d'altare di Palma il Giovane con l'Incoronazione della Vergine, Trinità e Santi.

Notemodifica

  1. ^ Il campanile del santuario ospita 15 campane più richiamo per le messe (13 in si2) e due semitoni (Fa4 e Sib5) inceppate alla veronese, compiendo le oscillazioni a 360° sia quando vanno a bicchiere e sia quando scendono.
  2. ^ Dizionari dell'arte, La natura e i suoi simboli, ed. Electa.
  3. ^ Enciclopedia dell'Arte, Garzantina, pag. 811.
  4. ^ Dizionari dell'arte, La natura e i suoi simboli, ed. Electa

Voci correlatemodifica

Altri progettimodifica

Collegamenti esternimodifica