Sarah Jackson

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Sarah Jeanette Sherman Jackson (Detroit, 13 novembre 1924Halifax, 18 maggio 2004) è stata un'artista canadese. Ha lungamente sperimentato l'applicazione delle nuove tecnologie in campo artistico e si è distinta come una delle più importanti esponenti della Digital Art del XX secolo.

Sarah Jackson e la sua scultura Mythological Figure II 1972

Biografia e carrieramodifica | modifica sorgente

Figlia di emigrati polacchi stabilitisi a Detroit, studia presso la Wayne University di Detroit ottenendo un diploma in studi umanistici. Fin dagli anni dell’Università sviluppa interesse per la musica, la danza e la poesia: l’incontro a New York con il poeta inglese W.H. Auden è determinante, in quanto è lui che la incoraggia ad indirizzare la sua creatività verso l’arte figurativa[1].

Dopo la laurea conseguita nel 1948, discutendo una tesi su colore e struttura nella scultura primitiva e contemporanea, si trasferisce in Messico, dove insegna Scultura e Lingua Inglese al Mexico City College.

Nel 1949 parte alla volta di Parigi, con una lettera di presentazione per Pablo Picasso.

A Parigi Sarah Jackson incontra lo scultore Costantin Brancusi e lo scrittore Henri Pierre Roché (autore del romanzo Jules and Jim) che la aiuta ad organizzare la sua prima grande mostra di sculture in gesso al “Salon des Réalités Nouvelles”.

Sarah Jackson e Emilio Scanavino a Londra, 1951

Dopo il matrimonio con l’architetto Anthony Jackson, la coppia parte alla volta di Londra, dove nel 1951 Sarah Jackson espone le sue sculture in una mostra personale di grande successo presso la "Apollinaire Gallery". Ed è ancora a Londra che lo scultore Henry Moore le spiega l’importanza della forma in una vera e propria lezione personale.

Nel 1956 le sue opere e quelle del marito sono esposte, unitamente alle opere dell’artista Emilio Scanavino, nella mostra This is Tomorrow alla Whitechapel Art Gallery. Nello stesso anno Sarah e Anthony Jackson si trasferiscono in Canada: dal 1956 Sarah continua a creare figure astratte sperimentando i mezzi espressivi offerti dalla pittura e dal disegno oltre che dalla scultura.

Alla fine degli anni ’50 comincia a modellare con la cera figure di persone, animali e piante in movimento per poi trasformarle in sculture in bronzo attraverso una fonderia di New York, specializzata nella realizzazione di opere artistiche.

Determinante nel 1961 è l’incontro con il multimilionario collezionista americano Joseph. H. Hirshhorn, il quale acquista numerosi disegni e sculture della Jackson, che fanno oggi parte della collezione del Hirshhorn Museum di Washington.

Agli inizi degli anni ’60 la coppia si stabilisce definitivamente ad Halifax, dove Anthony ricopre l’incarico di professore al Nova Scotia Technical College ( oggi dipartimento della Dalhousie University) e dove Sarah sarà nominata "artist in residence" dal 1978 al 1989.

Sempre alla ricerca di quanto le nuove tecnologie possono offrire al suo desiderio di sperimentazione, a partire dal 1975 comincia a creare opere in bianco e nero e poi a colori attraverso una fotocopiatrice che le permette di spostare e modellare le forme in una fusione armonica e dinamica.

Proprio a metà degli anni ’70 Sarah Jackson viene riconosciuta pioniera della copy art a livello internazionale.

Oltre a diventare la promotrice di numerose mostre di copy art in Canada e negli U.S.A. , organizza diverse mostre di mail art, spinta dalla convinzione che la mail art possa essere un ideale e democratico mezzo di scambio e contatto tra gli artisti e il pubblico.

Sempre negli anni ’70 continuano le sue sperimentazioni con la scultura e crea numerose opere in schiuma di poliuretano.

A partire dagli anni ’90 fino al 2004 (anno della morte), l’artista si dedica esclusivamente all’arte attraverso il computer, creando immagini digitali con un programma di arte grafica: Sarah Jackson diventa così in breve tempo una delle più interessanti e innovative artiste della digital art del nuovo millennio[2].

In Italia è stata invitata ad esporre a Pisa alla prima e seconda edizione del Mini-Graphic & Painting World-Wide Show (1999 e 2000) e ha partecipato alle due mostre di mail art organizzate presso la scuola media Giuseppe Perotti di Torino (1987 e 1990)[3], collaborando attivamente con Lidia Chiarelli e con la scrittrice inglese Aeronwy Thomas al progetto di Immagine & Poesia[4] progetto che si è in seguito sviluppato nel grande movimento artistico letterario oggi diffuso a livello internazionale.

Immaginimodifica | modifica sorgente


Premimodifica | modifica sorgente

  • Award of excellence, Art Museum Association of America, 1985
  • Grant, Nova Scotia Government, 1990

Mostre collettive e personali (selezione)modifica | modifica sorgente

  • Salon des Réalités nouvelles, Musée des Beaux Arts, Parigi, 1949
  • Solo show, Apollinaire Gallery, Londra, 1951
  • London group, New Burlington Galleries, Londra, 1952
  • This is Tomorrow, Whitechapel Art Gallery, Londra, 1956
  • Solo show, Here and Now Gallery, Toronto, 1959
  • Sarah Jackson and Marion Scott, Montreal Museum of Fine Arts, Montreal, Quebec, 1960
  • Sculpture 60, Sculpture Society of Canada, Montreal, Quebec
  • Solo show, Dalhousie University Art Gallery, Halifax, Nova Scotia, 1964
  • Confrontation 67, Quebec Sculptors Association, Place des Arts, Montreal, Quebec, 1967
  • Solo show, Xerographic Art, Galerie Scollard, Toronto, Ontario, 1976
  • Copie-Art, Motivation V, Montreal, Quebec, 1981
  • International Mail/Copier Art Exhibition, Technical University of Nova Scotia, Halifax, 1985
  • The book as Art, National Museum of Women in the Arts, Washington, DC, 1987
  • International Exhibition of Visual Poetry of Sao Paulo, Brazil, 1988
  • Group A-Z, Vasarely Museum, Budapest, Hungary, 1991
  • MIDE Collection, Eden Court Gallery, Inverness, Scotland, 1993
  • Copy art Show, XeroX Parc, Palo Alto, California, 1993
  • First Biennale Art Electro-Images, Berlin, Germany, 1994
  • International Copy Art Expo, Gallery Artbeam, Seul, South Korea, 1995
  • Copy Book Art, Maerz Gallery, Linz, Austria, 1996
  • ComputerKunst ’98, Gladbeck, Saalack, Dresden, Germany, 1998
  • Pisa ’99, Pisa 2000, Mini graphic& Painting: International Biennial, Pisa, 1999, 2000
  • Nobel Peace Project, Upland Studio, Nobel, Ontario, 2000
  • 1/2000, Collège Jacques Cartier, Chauny, France, 2000

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Enrique Gual, El arte abstracto de Jeanette Sherman in La Propiedad, Mexico, vol. 4, 1° febbraio 1949, p. 9.
  • Robert Melville, The New Sculptors in Harper's Bazaar, vol. 46, gennaio 1952, pp. 33 - 34.
  • Pierre Rouve, Sculpture de Sarah Jackson in Prisme des arts, vol. 6, novembre 1956, p. 42.
  • Robert Guy, Eros et humour chez Sarah Jackson in Vie des Arts, vol. 20, spring 1975, pp. 30 - 31.
  • Peter Bromley, Sarah Jackson in Visual Arts News, vol. 1, fall 1977, pp. 6 - 7.
  • Ramona Macdonald, Sarah Jackson in National Film Board of Canada, 1980, pp. 10 minutes video.
  • Donna Smyth, Sarah Jackson's Eyeconography in Atlantic Provinces Book Review, vol. 12, maggio - giugno 1985, p. 16.
  • Alexa Thompson, Digital Colours: Sarah Jackson's Copier Art in ArtsAtlantic, vol. 8, winter 1988, pp. 37 - 40.
  • Who's Who in American Art 1995 - 1996, R. R.Bowker U.S.A. p.588..
  • David Liss, What happened to the Pioneers ? in Artfocus, vol. 4, winter 1996, pp. 20 - 23.
  • Sarah Jackson: Spirit Journey / Bodies of work in Art Gallery of Nova Scotia, 2001.
  • Elissa Barnard, Jackson's journey in The Sunday Herald, 30 settembre 2001.
  • Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, Words Images Sounds. Poesia Arte Musica e le tecnologie del terzo millennio in Label Europeo 2003., Risa ed., 2004, pp. 82 - 84.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ * Sarah Jackson: Spirit Journey / Bodies of work in Art Gallery of Nova Scotia, 2001.
  2. ^ * Elissa Barnard, Jackson's journey in The Sunday Herald, 30 settembre 2001.
  3. ^ “A Scuola di Creatività: Aeronwy Thomas e Sarah Jackson” | immaginepoesia
  4. ^ http://lnx.mediaperotti.it/content/premio-label-europeo-2003

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Controllo di autorità VIAF: 94816819








Creative Commons License