Sede suburbicaria di Porto-Santa Rufina

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Sede suburbicaria di Porto-Santa Rufina
Portuensis-Sanctae Rufinae
Chiesa latina
La Storta (Roma) - Sacri Cuori di Gesù e Maria 2.JPG
Suffraganea della diocesi di Roma
Regione ecclesiastica Lazio
Vescovo Gino Reali
Sacerdoti 215 di cui 72 secolari e 143 regolari
1.395 battezzati per sacerdote
Religiosi 286 uomini, 674 donne
Diaconi 12 permanenti
Abitanti 360.000
Battezzati 355.000 (97,7% del totale)
Superficie 2.000 km² in Italia
Parrocchie 53 (5 vicariati)
Erezione III secolo (Porto)
VI secolo (Santa Rufina)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Rito Romano
Cattedrale Cattedrale dei Sacri Cuori di Gesù e Maria
Concattedrali Concattedrale dei Santi Ippolito e Lucia
Santi patroni Sante Rufina e Seconda
Indirizzo Via del Cenacolo 53, 00123 La Storta - ROMA, Italia
Sito web www.diocesiportosantarufina.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2008 * *
Chiesa cattolica in Italia
Porto-Santa Rufina
Sede suburbicaria
Stemma cardinalizio generico
Titolare Roger Etchegaray
Istituzione III secolo
titolo di Santa Rufina unito a quello di Porto nel 1119
Dati dall'annuario pontificio

La sede suburbicaria di Porto-Santa Rufina (in latino: Portuensis-Sanctae Rufinae) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea della diocesi di Roma appartenente alla regione ecclesiastica Lazio. Nel 2004 contava 300.000 battezzati su 307.000 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Gino Reali.

Territoriomodifica | modifica sorgente

La diocesi comprende il vasto territorio che si estende a nord-ovest della città di Roma, e comprendente i comuni di: Fiumicino, Cerveteri, Ladispoli, Santa Marinella, Riano, Castelnuovo di Porto, la frazione di Santa Severa Nord del comune di Tolfa, e gran parte della giurisdizione appartenente ai Municipi: XV, XVI, XVIII, XIX e XX del comune di Roma.

La chiesa cattedrale è dedicata ai Sacri Cuori di Gesù e Maria ed è sita in località La Storta, nel comune di Roma. Fino alla sua costruzione e dedicazione, nel 1950, fungeva da cattedrale la chiesa dei santi Ippolito e Lucia al Porto di Traiano, oggi concattedrale. La chiesa di Santa Maria Maggiore di Cerveteri era l'antica cattedrale della diocesi. Tra le chiese di maggior interesse storico presenti in diocesi ricordiamo la chiesa di Santa Maria Maggiore a Cerveteri e la chiesa della Madonna di Ceri, sempre nel comune di Cerveteri.

Il territorio della diocesi è suddiviso in 55 parrocchie, raggruppate in 5 vicariati foranei: La Storta-Castelnuovo di Porto, Porto Romano, Selva Candida, Maccarese, Cerveteri-Ladispoli-Santa Marinella.

Storiamodifica | modifica sorgente

Questa diocesi è formata dall'unione di due sedi suburbicarie. Porto, l'antico porto principale di Roma, situato sulla riva del Tevere prospiciente Ostia; e Santa Rufina, un villaggio sorto intorno alla basilica delle sante sorelle martiri Rufina e Seconda, situata lungo la via Cornelia, che corrisponde all'attuale via Boccea.

Portomodifica | modifica sorgente

La fede cristiana mise radici nella zona di Porto molto presto. Sono noti i nomi di vari martiri di Porto: Ippolito - tradizionalmente conosciuto come primo vescovo di Porto, martire verso il 250, le cui reliquie furono scoperte nel 1975 nel corso di scavi nel sito archeologico dell'Isola Sacra (Fiumicino) - Ercolano, Giacinto, Marziale, Saturnino, Epitteto, Maprile e Felice. A Porto il senatore Pammachio fece costruire intorno al 370 un grande xenodochium, un ospizio per i pellegrini. Fra gli altri vescovi sono da ricordare Donato (di data incerta) che costruì la basilica di Sant'Eutropio; Felice, contemporaneo di San Gregorio Magno; Giovanni, legato al sesto Concilio ecumenico (680); Gregorio, che accompagnò papa Costantino a Costantinopoli (710); Citonato, presente alla consacrazione dell'antipapa Costantino II (767); Rodoaldo, che agì difformemente dalle istruzioni ricevute nel caso di Fozio a Costantinopoli (862), e che fu deposto per avere favorito il divorzio di Lotario II di Lotaringia; Formoso, che divenne papa (891); Benedetto, che partecipò alla consacrazione di papa Leone VIII (963); Gregorio III (circa 985 - 991) che fece costruire un sistema di irrigazione del territorio della diocesi; papa Benedetto VIII e papa Benedetto IX, dei Conti di Tuscolo, furono entrambi vescovi di Porto; Maurizio (1097), inviato da papa Pasquale II per rimettere ordine negli affari religiosi di Terra Santa.

Fu probabilmente Formoso che nella seconda metà del IX secolo trasferì la sede della diocesi nell'isola Tiberina, dove sorse la nuova cattedrale della diocesi. Il territorio originario della diocesi, soggetto alle invasioni dei saraceni e spopolato, fu invece abbandonato. Nel 1018 la bolla Quoties illa di papa Benedetto VIII riferisce ormai di un totale abbandono e del definitivo trasferimento della cattedrale e dell'episcopio nella basilica di San Bartolomeo all'Isola. Durante l'episcopato di Giovanni V, papa Leone IX definì i confini della diocesi in rapporto a quella di Selva Candida; furono confermati a Porto la zona di Trastevere e l'isola Tiberina.

Sempre nell'XI secolo la sede vescovile di Ceri fu abbandonata e i vescovi di Porto estesero la loro giurisdizione a quella città.

Storicamente, i vescovi di Porto divennero i secondi cardinali del Sacro Collegio, dopo quelli di Ostia che furono i primi.

Selva Candida - Santa Rufinamodifica | modifica sorgente

La diocesi di Selva Candida deve la sua origine alla basilica sorta sul luogo del martirio delle Sante Rufina e Seconda sulla via Cornelia. Il primo vescovo noto è Adeodato che presenziò nel 501 ad un sinodo tenuto da papa Simmaco; un omonimo è menzionato in un altro sinodo del 499 come Adeodatus lorensis; ciò fa supporre che i vescovi di Lorium sulla via Aurelia abbiano trasferito la loro residenza a Selva Candida. Successore di Adeodato è Valentino, vicario di Roma durante l'assenza di papa Vigilio; ebbe le mani tagliate da Totila.

Fra gli altri vescovi di Santa Rufina sono da ricordare: Tiberio (594), Orso (680), Niceta (710), Ildebrando (906) e Pietro II (1026-1049) che si vide confermare la giurisdizione sulla Città Leonina, Trastevere, e l'Isola Tiberina. La residenza dei vescovi di Selva Candida era sull'Isola Tiberina accanto alla chiesa dei Santi Adalberto e Paolino, mentre quella dei vescovi di Porto era sulla stessa isola vicino alla chiesa di San Giovanni. I vescovi di Selva Candida, inoltre, giungendo i confini della diocesi fino al fiume Tevere, godevano di grandi prerogative relative alle celebrazioni nella Basilica di San Pietro in quanto si trovava all'interno del territorio della diocesi. Questi privilegi furono gradualmente aboliti solo dopo la fine della cattività avignonese, quando i pontefici trasferirono la propria residenza dal Laterano al Vaticano.

Il più famoso di questi prelati fu il cardinale Umberto di Silvacandida (1057-1063) che accompagnò papa Leone IX dalla Borgogna a Roma; fu inviato a Costantinopoli per ricomporre le controversie fatte sorgere da Michele Cerulario. Si scagliò contro gli errori dei greci e contro Berengario (1051-1063). L'ultimo vescovo di questa sede fu Mainardo.

Porto e Santa Rufinamodifica | modifica sorgente

Papa Callisto II, nel 1119, unì la sede di Porto con quella di Selva Candida (chiamata anche Santa Rufina). Secondo Cappelletti già con il vescovo Vincenzo di Porto (1106) le due sedi furono unite ad personam, unione che divenne definitiva con il vescovo Pietro attorno al 1119.

Fra i cardinali vescovi più noti delle sedi unite possiamo ricordare: Pietro (1116 - 1123); Theodevinus (1133), tedesco, inviato in varie missioni in Germania ed in Terra Santa; Bernardo (1159) che si adoperò per portare la pace tra papa Adriano IV e Barbarossa; Theodinus (1177) che esaminò la causa di San Tommaso Becket; Cencio Savelli (1219); Romano Bonaventura (1227) di che ottenne la conferma di tutti i diritti della sua sede; Ottone Candido (1243), dei marchesi di Monferrato, inviato in molte occasioni come legato di papa Innocenzo IV presso Federico II; Robert Kilwardby, già arcivescovo di Canterbury, avvelenato a Viterbo (1280); Matteo d'Acquasparta (1290), già generale francescano e rinomato teologo; Giovanni Minio (1302), generale francescano; Giacomo Arnaldo d'Euse (1312) futuro papa Giovanni XXII; Pietro Orsini (1374) che in seguito aderì allo Scisma d'Occidente.

Il 28 luglio 1452 la diocesi di Santa Rufina fu separata dalla sede suburbicaria di Porto, ma già l'anno successivo, dopo la morte del cardinale Francesco Condulmer le due sedi furono riunite.

In seguito occuparono la sede: Rodrigo Borgia (1476) futuro papa Alessandro VI; Gian Pietro Carafa (1553) futuro papa Paolo IV; Alessandro Farnese il giovane (1578); Fulvio Giulio della Corgna (1580); Ulderico Carpegna (1675) che lasciò un'eredità per sostenere le spese delle missioni popolari da tenersi ogni quattro anni; Pietro Ottoboni (1687), futuro Papa Alessandro VIII; Flavio Chigi (1693) che ampliò ed abbellì la cattedrale; Vicenzo Maria Orsini (1715), futuro papa Benedetto XIII; Bartolomeo Pacca (1821).

Dal XVI secolo la sede di Porto e Santa Rufina fu riservata al vice decano del Collegio cardinalizio; quando il decano cessava dal suo servizio per decesso o per elezione al papato, gli succedeva il cardinale vescovo di Porto e Santa Rufina, che optava per la sede suburbicaria di Ostia e Velletri, che era propria del decano. Questo fatto comportò episcopati generalmente molto brevi.

All'inizio del XIX secolo la diocesi si trovava ancora in uno stato di abbandono, tanto che il suo vescovo Leonardo Antonelli la definì «uno scheletro arido e spolpato», indicandone le cause del declino nelle invasioni saracene del Medioevo e nell'insalubrità del clima. La diocesi era spopolata, come ancora la si troverà nel 1853, quando un censimento registrerà appena 3.030 abitanti affidati a 12 parrocchie.

Il 10 dicembre 1825 Civitavecchia fu separata dalla diocesi di Viterbo e Toscanella e unita a quella di Porto e Santa Rufina, ma il 14 giugno 1854, fu nuovamente resa indipendente e unita a Corneto (odierna diocesi di Civitavecchia-Tarquinia).

Deve essere ricordato anche il cardinale Luigi Lambruschini che restaurò la cattedrale ed il palazzo vescovile di Porto.

Il 5 maggio 1914 papa Pio X, con il motu proprio Edita a Nobis, abolì il conferimento della sede di Porto e Santa Rufina al vice decano del Collegio cardinalizio. Lo stesso motu proprio stabilì che da quel momento in poi il decano del Sacro Collegio avrebbe unito la sede di cui era titolare con quella di Ostia e conseguentemente gli episcopati dei vescovi di Porto e Santa Rufina hanno cessato di essere particolarmente brevi.

Nel 1921 la popolazione della diocesi era pari a circa 10.000 abitanti, a cui se ne aggiungevano circa 12.000 che vi risiedevano stagionalmente per i lavori agricoli. Sorgevano 19 parrocchie. Il territorio rimase pressoché spopolato fino alle bonifiche degli anni trenta, che estirparono la malaria.

Nel 1926 il gesuita tedesco Leopold Fonck diede inizio alla costruzione di una chiesa che avrebbe voluto dedicare a santa Margherita Maria Alacoque, i lavori rimasero incompiuti fino a quando nel 1948 il cardinale Tisserant non li riprese. Nel giro di due anni la costruzione fu completata e dedicata ai Sacri Cuori di Gesù e Maria il 25 marzo 1950; il 7 marzo precedente fu elevata al rango di nuova cattedrale della diocesi con il decreto Episcopalis Cathedra della Congregazione Concistoriale.

Il 25 febbraio 1953 fu istituito il capitolo della cattedrale con la bolla Qui cognoverit di papa Pio XII.

Con la nomina dell'arcivescovo Andrea Pangrazio il 2 febbraio 1967, ha avuto inizio la serie di vescovi suburbicari residenziali, non cardinali, in conformità al motu proprio Suburbicariis Sedibus dell'11 aprile 1962.

Il 30 settembre 1986 la diocesi ha assunto la denominazione di sede suburbicaria di Porto-Santa Rufina per la plena unione delle due sedi.

Cronotassi dei vescovimodifica | modifica sorgente

Vescovi di Portomodifica | modifica sorgente

  • Gregorio † (menzionato nel 314)
  • Donato † (IV o V secolo)
  • Anonimo † (IV o V secolo)
  • Pietro † (menzionato nel 465)
  • Glicerio ? † (menzionato nel 474 nominato vescovo di Salona)
  • Erennio † (menzionato nel 487)
  • Casto † (menzionato nel 501)
  • Felice † (prima del 590 - dopo il 599)
  • Albino † (menzionato nel 649)
  • Giovanni † (prima del 679 - dopo il 692)
  • Giorgio † (prima del 710 - dopo il 721)
  • Gregorio II † (prima del 743 - dopo il 761)
  • Citonato † (menzionato nel 767)
  • Giovanni II † (menzionato nel 797)
  • Stefano † (menzionato nell'826)
  • Rodoaldo † (prima dell'853 - 864 deposto)
  • Formoso † (864 - 876 deposto)
  • Valperto † (876 - dopo l'879)
  • Valentino † (menzionato nell'883)
  • Formoso † (883 - 891 eletto papa) (per la seconda volta)
  • Silvestro † (menzionato nell'898)
  • Crisogono † (dopo il 904)
  • Costantino † (menzionato nel 956)
  • Benedetto I † (prima del 960 - 964 deposto)
  • Benedetto I † (circa 967 - dopo il 969) (per la seconda volta)
  • Gregorio III † (prima del 985 - dopo il 991)
  • Benedetto II † (menzionato nel 998)
  • Giovanni III † (1001 - 1012 eletto papa con il nome di Benedetto VIII)
  • Benedetto III † (1012 - 1033 eletto papa con il nome di Benedetto IX)
  • Giovanni IV † (1033 - 1046 deceduto)
  • Giorgio II † (1046 - ?)
  • Giovanni V Conti † (prima di aprile 1048 - circa 1066)
  • Giovanni VI † (circa 1066 - dopo il 1095)
  • Maurizio † (1097 - 1106 deceduto)

Vescovi di Santa Rufina (o Selva Candida)modifica | modifica sorgente

  • Adeodato † (menzionato nel 501)
  • Valentino † (prima del 546 - dopo il 553)
  • Tiberio ? † (menzionato nel 594)[1]
  • Orso † (menzionato nel 680)
  • Niceta † (menzionato nel 710)
  • Tiberio † (menzionato nel 721)
  • Benedetto I † (menzionato nel 742)
  • Epifanio † (menzionato nel 743 - dopo il 745)
  • Gregorio † (prima del 761 - dopo il 769)
  • Giovanni † (prima dell'823 - dopo l'826)
  • Leone † (prima dell'853 - dopo l'867)
  • Tidone † (menzionato nell'872)
  • Gregorio † (menzionato nell'879)
  • Benedetto II † (menzionato nell'884)
  • Ildebrando † (prima del 906 - dopo il 910)
  • Guido (o Tidone II) † (prima del 963 - dopo il 969)
  • Crescenzio I † (menzionato nel 993)
  • Benedetto III † (menzionato nel 1012)
  • Gregorio † (? - 1025 deceduto)
  • Pietro I † (1026 - 6 ottobre 1035 deceduto)
  • Pietro II † (circa 1036 - 1049 o 1050 deceduto)
  • Crescenzio II † (1049 o 1050 - circa 1051 deceduto)
  • Umberto di Silvacandida, O.S.B. † (circa 1051 - 5 maggio 1061 deceduto)
  • Mainardo (o Maginardo), O.S.B. † (16 maggio 1061 - dopo il 1070)
    • Adalberto o Alberto, O.S.B. † (4 novembre 1084 - febbraio 1101 eletto antipapa) (pseudocardinale dell'antipapa Clemente III)
    • Sede vacante

Cardinali vescovi di Porto e Santa Rufinamodifica | modifica sorgente

Cardinali vescovi di Porto, Santa Rufina e Civitavecchiamodifica | modifica sorgente

Cardinali vescovi suburbicari di Porto e Santa Rufinamodifica | modifica sorgente

Cardinali vescovi del titolo suburbicario di Porto e Santa Rufina, poi Porto-Santa Rufinamodifica | modifica sorgente

Vescovi di Porto e Santa Rufina, poi Porto-Santa Rufinamodifica | modifica sorgente

Statistichemodifica | modifica sorgente

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 307.000 persone contava 300.000 battezzati, corrispondenti al 97,7% del totale. Il numero degli abitanti è in rapida crescita a motivo della forte e continua espansione abitativa della città di Roma fuori del Grande Raccordo Anulare.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 46.350 46.870 98,9 40 26 14 1.158 14 110 22
1969 108.188 109.065 99,2 104 52 52 1.040 125 626 45
1980 130.000 135.000 96,3 175 73 102 742 1 221 820 51
1990 183.000 185.000 98,9 205 79 126 892 1 297 804 51
1999 237.000 247.000 96,0 204 71 133 1.161 5 352 916 52
2000 253.630 259.230 97,8 181 60 121 1.401 6 387 880 52
2001 254.000 260.000 97,7 193 76 117 1.316 6 252 910 52
2002 273.000 280.000 97,5 199 81 118 1.371 7 204 880 52
2003 300.000 307.000 97,7 174 67 107 1.724 7 244 764 52
2004 300.000 307.000 97,7 215 72 143 1.395 7 286 674 52

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Vescovo ipotetico, menzionato in un falso diploma di papa Gregorio I.

Fontimodifica | modifica sorgente

Per la sede di Portomodifica | modifica sorgente

Per la sede di Santa Rufinamodifica | modifica sorgente

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

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