Sedini

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Sedini
comune
Sedini – Stemma
Sedini – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Sassari-Stemma.png Sassari
Sindaco Stefano Ruiu (lista civica) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 40°51′00″N 8°49′00″E / 40.85°N 8.816667°E40.85; 8.816667 (Sedini)Coordinate: 40°51′00″N 8°49′00″E / 40.85°N 8.816667°E40.85; 8.816667 (Sedini)
Altitudine 350 m s.l.m.
Superficie 41,49 km²
Abitanti 1 352[1] (31/12/2012)
Densità 32,59 ab./km²
Frazioni Littigheddu
Comuni confinanti Bulzi, Castelsardo, Laerru, Nulvi, Santa Maria Coghinas, Tergu, Valledoria
Altre informazioni
Cod. postale 07035
Prefisso 079
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 090065
Cod. catastale I565
Targa SS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti sedinesi
Patrono sant'Andrea
Giorno festivo 30 novembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Sedini
Posizione del comune di Sedini all'interno della provincia di Sassari
Posizione del comune di Sedini all'interno della provincia di Sassari
Sito istituzionale

Sedini (Sèddini in sedinese) è un comune italiano di 1.352 abitanti della provincia di Sassari in Sardegna.

Geografia fisicamodifica | modifica sorgente

Territoriomodifica | modifica sorgente

Sedini si trova al centro della regione dell'Anglona nel nord della Sardegna, all'interno rispetto alla costa del golfo dell'Asinara. Dista circa 50 km dal capoluogo Sassari e confina con i comuni di Castelsardo, Tergu, Valledoria, Laerru, Bulzi e Nulvi. È collocato fra le due colline di la Maglina e lu Padru. Il territorio ha in generale una conformazione collinare, ma non mancano tratti di pianura, anche abbastanza estesi, dove si praticano l'agricoltura estensiva e l'allevamento.

Storiamodifica | modifica sorgente

Costume tradizionale di Sedini

Il territorio doveva essere abitato già in epoca preistorica, per la presenza di numerose grotte che avrebbero potuto servire da abitazioni. Nel centro abitato vi è una domu de janas, insieme di tombe ipogeiche scavate nella roccia, la cui costruzione è attribuita al neolitico.

Anticamente Sedini si chiamava Setini o Setin. Varie ipotesi ancora non avvalorate fanno derivare il nome dalla città biblica di Setin (con il significato di "aiuto", "asilo", "rifugio"), dalla quale Giosuè inviò i propri esploratori a Gerico prima di conquistarla, che ipotizzerebbe per l'insediamento una presunta origine ebraica, o che vi abitassero nuclei di ebrei, come a Martis, Laerru e Perfugas. Una seconda ipotesi fa derivare il toponimo dal nome del suo primo abitante, un certo Francesco Sètin.

Monumenti e luoghi di interessemodifica | modifica sorgente

  • Nella valle del rio Silanis sono presenti numerose testimonianze d'importanza storica e artistica. Fra queste la chiesa di San Nicola di Silanos (XI secolo), Santa Maria in Solio, Santa Barbara (rimaneggiata nel XVII secolo) e San Pancrazio.
  • La chiesa parrocchiale di Sant'Andrea apostolo.
  • La domu de janas di Sedini, ubicata nella via principale del paese è di dimensioni notevoli. È stata utilizzata verso la fine del XIX e gli inizi del XX secolo come prigione, successivamente come casa di civile abitazione ed attualmente ospita un museo etnografico.
  • La fossa di la Lòriga è una grotta naturale che si apre sulla collina di lu Padru, che comprende camere di circa 10 metri di altezza con stalattiti e stalagmiti.
  • Il nuraghe Lu Paddru, nel versante sud dell'altipiano omonimo, in località La tanca di lu runaghi, è il sito nuragico più interessante del territorio. Costruito con massi di pietra calcarea conserva, ancora intatta nell'ogiva, la camera interna; intorno alla torre sono ben visibili i resti di alcune capanne del circostante villaggio.
  • La grotta di Conchi ubicata nell'omonima località.

Societàmodifica | modifica sorgente

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[2]

Galleria fotograficamodifica | modifica sorgente

Sedini notturno grande.jpg

Magnify-clip.png
Veduta notturna del centro storico

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ http://demo.istat.it/bilmens2012gen/index.html
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente


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