Serie D

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando la Serie D in altri sport, vedi Serie D (disambigua).
Serie D
Logo della competizione
Sport Football pictogram.svg Calcio
Tipo Club
Federazione FIGC
Paese Italia Italia
Organizzatore Lega Nazionale Dilettanti
Titolo Campione d'Italia Dilettanti
Apertura Settembre
Partecipanti 166 squadre
Formula 9 gironi all'italiana
Promozione in Lega Pro Seconda Divisione
Retrocessione in Eccellenza
Sito Internet Sito ufficiale
Storia
Fondazione 1948 come Promozione
Detentore 600px Blu Savoia e Giallo Ombreggiato.png Ischia Isolaverde
Edizione in corso Serie D 2012-2013
Scudetto.svg
Trofeo o riconoscimento

La Serie D è la massima competizione dilettantistica della Federazione Italiana Giuoco Calcio, e la quinta in ordine di graduatoria all'interno del campionato italiano di calcio; ad essa partecipano 166 squadre[1] divise in 9 gironi (sette da 18 squadre e due da 20), suddivisi su base geografica.

L'organizzazione della manifestazione, che è l'unica a carattere dilettantistico su scala nazionale, è demandata dalla Lega Nazionale Dilettanti al Dipartimento Interregionale.

Indice

Regolamento modifica

In deroga a quanto disposto dalle NOIF, dal 2011 anche in Serie D è stata introdotta la classifica avulsa come discriminante a fine torneo, mentre in precedenza era in vigore la disputa degli spareggi.

Promozioni modifica

Le squadre che arrivano prime in ogni girone vengono promosse in Seconda Divisione, già Serie C2. Invece le squadre che si piazzano dalla seconda alla quinta posizione si affrontano nei play-off, le cui 9 vincitrici insieme con la migliore semifinalista e le 2 finaliste della Coppa Italia Serie D si scontrano tra loro, per determinare una classifica utile per un eventuale ripescaggio in Seconda Divisione, in caso di mancate iscrizioni.

Sempre le squadre prime in ogni girone si affrontano poi nella poule da cui uscirà la squadra che vincerà lo scudetto diventando Campione d'Italia Dilettanti.

  • Poule Scudetto: le società classificate al primo posto in ciascuno dei singoli gironi verranno suddivise in tre gironi triangolari. Accedono alla fase successiva le prime classificate di ciascun girone nonché la migliore seconda. Le quattro squadre così ammesse, saranno accoppiate e daranno vita alle semifinali (con partite di andata e ritorno), le vincitrici disputeranno poi la finale, valida per l'assegnazione del titolo di Campione d'Italia Dilettanti, in un unico incontro da svolgersi in campo neutro. In caso di parità di punti valgono, nell'ordine, differenza reti, gol segnati, gol segnati in trasferta, sorteggio. Per la scelta della migliore seconda i criteri sono: punti totalizzati, differenza reti, gol segnati, gol segnati in trasferta, sorteggio. Per le semifinali (in caso di parità di gol nei 180'): gol segnati in trasferta; se sussiste la parità, si battono i calci di rigore. Per la finale, in caso di parità al 90', si battono direttamente i calci di rigore.
  • Play-off: la squadra classificata al 2º posto si scontrerà con la squadra classificata al 5º posto; quella arrivata al 3º contro la squadra classificata al 4º posto. Si gioca in gara unica, in casa della meglio classificata in campionato. In caso di parità di punteggio al termine dei 90', si effettueranno i tempi supplementari, e se sussiste la parità avanza la squadra meglio classificata nella stagione regolare, ossia quella che gioca in casa. Le vincenti delle due sfide si incontreranno in una finale per accedere alla fase successiva con i criteri già esposti (si gioca in gara unica, in casa della meglio classificata in campionato, in caso di parità di punteggio al termine dei 90', si effettueranno i tempi supplementari, e se sussiste la parità avanza la squadra meglio classificata nella stagione regolare, ossia quella che gioca in casa). Parteciperanno alla seconda fase della competizione le 9 società vincenti i play-off del rispettivo girone più la migliore semifinalista di Coppa Italia. La cinque squadre vincenti questi confronti (sempre in gara unica), unitamente alla finalista della Coppa Italia Serie D, acquisiranno il diritto a disputare il turno successivo. Le tre vincenti più la squadra vincitrice della Coppa Italia saranno le quattro ammesse alle semifinali. In gara unica sarà disputata la finale, in campo neutro. In caso di parità di punteggio al termine dei due tempi di gioco, si procederà alla esecuzione dei calci di rigore.

Retrocessioni modifica

In base all'articolo 49 delle NOIF federali e alle correlate disposizione della LND, da ogni girone retrocedono quattro squadre in Eccellenza: le ultime due classificate direttamente e le due perdenti nei playout, che si disputano tra le squadre classificate dal 13º al 16º posto (gironi da 18) o dal 15º al 18º posto (gironi da 20) a condizione però che fra tali squadre non vi sia un distacco superiore a 8 punti.

  • Play-out: le squadre classificate al 13º e 14º posto disputeranno in trasferta la prima delle due gare previste, rispettivamente contro la 16ª e 15ª. L'esito degli incontri determinerà la permanenza di due società in Serie D e, per contro, la ulteriore retrocessione di due società nel campionato di Eccellenza. In caso di parità di punteggio dopo lo svolgimento degli incontri predetti, per determinare la squadra vincente si terrà conto delle differenza reti; in caso di ulteriore parità, ai fini della salvezza o della retrocessione sarà determinante la migliore posizione di classifica conseguita dalle società interessate al termine del Campionato. Se però vi sono più di 8 punti di differenza tra la 13ª e la 16ª o tra la 14ª e la 15ª classificata allora i play out tra quelle squadre non vengono più disputati e la 16ª e la 15ª retrocedono direttamente.

Storia modifica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Evoluzione dei livelli del calcio italiano.

L'antenata della Serie D non nacque come da più parti erroneamente ritenuto nel 1952[2] con la riforma del calcio italiano di quell'anno, ma nel 1948 con la riforma del campionato di Serie C, al quale partecipavano un numero assolutamente sproporzionato di squadre. In quell'anno infatti il presidente federale Ottorino Barassi propose di resettare la struttura della piramide calcistica italiana riportandola, come già si era fatto nel 1935, alla situazione del 1929. Se però la Seconda Divisione congegnata da Leandro Arpinati tra il 1928 e il 1929 perse nel giro di due anni il suo carattere interregionale per venire assegnata all'ambito regionale, nel 1948 Barassi volle che la Promozione mantenesse come quarto livello un respiro più ampio di quello localistico. Il campionato fu quindi gestito da tre diverse Leghe Interregionali, le stesse che si erano sobbarcate gli ultimi due tornei di Serie C. La manifestazione voleva riesumare non solo nel nome, ma anche nella sostanza quella Promozione che era stata soppressa nel 1922: il valore delle squadre cui vi partecipavano nei due casi era infatti equivalente, essendo del tutto simile la numerosità delle società partecipanti alle categorie ad esse superiori.

Il campionato si chiamò poi IV Serie dal 1952 al 1957, Campionato Interregionale dal 1957 al 1958 e nuovamente IV Serie fino al 1959, quando assunse la denominazione di Serie D.

Nel 1978 con la riforma della Lega Nazionale Semi-Pro la Serie C fu sdoppiata in Serie C1 e Serie C2 e il campionato di Serie D perse lo status di Semi-Professionisti. La Serie D divenne di fatto il quinto livello del calcio italiano e la categoria ritornò a livello dilettanti cambiando la denominazione in Campionato Interregionale dalla stagione 1981-82.

Assunse l'attuale configurazione a 162 squadre e 9 gironi a partire dalla riforma del 1992, anno in cui cambiò nome in Campionato Nazionale Dilettanti, per poi tornare all'attuale nome di Serie D nel 2000.

Scudetto Dilettanti modifica

Lo Scudetto Dilettanti venne introdotto per la prima volta nel 1958 dal Commissario FIGC Bruno Zauli avendo questi attuato la netta divisione fra "Professionisti", "Semiprofessionisti" e "Dilettanti" risolvendo e regolamentando ciò che la Carta di Viareggio non aveva mai regolamentato nel 1926; quest'ultima infatti non aveva mai impedito alle squadre regionali di poter stipulare dei contratti e pagare ai propri giocatori dei rimborsi spese, usando i termini "mancato guadagno" e "non-dilettanti" pur di poter avviare al professionismo il calcio italiano.

I titoli assegnati dalla IV Serie fino a quel momento non possono adesso essere intesi quali "Scudetti Dilettanti" perché il dilettantismo puro all'epoca era attuato solo dalle società sportive regionali nelle categorie regionali inferiori (Promozione, Prima e Seconda Divisione e dalle squadre della Lega Giovanile), anche perché il titolo assegnato fino a quel momento era attribuito dalla Lega di IV Serie quale risultato finale del torneo fra le vincenti i singoli gironi di IV Serie (Campione Italiano di IV Serie).

Dal 1958 fino al 1962 la lotta per lo Scudetto venne riservata alle sole squadre della categoria inferiore, cioè alle prime classificate nei vari gironi regionali del Campionato Nazionale Dilettanti[3]. Dal 1962-1963 la Lega Nazionale Dilettanti decise di non assegnare più il titolo, che fu reintrodotto a partire dal 1992-1993. La formula attuale prevede gare di play-off tra le 9 squadre vincitrici dei propri gironi della Serie D. Chi si aggiudica la finale vince lo Scudetto Dilettanti.


Albo d'oro della Lega di IV Serie modifica

Albo d'oro Scudetto Dilettanti modifica

Albo d'oro play-off modifica


Le squadre modifica


Note modifica

  1. ^ Dopo le otto esclusioni rispetto alle 168 squadre in organico nella stagione 2011-2012, e il successivo inserimento di due ripescate e quattro società in sovrannumero.
  2. ^ Storia della Serie D su serie-d.com.
  3. ^ Così come è stato definito dai comunicati ufficiali F.I.G.C. delle stagioni dal 1957-1958 al 1961-1962 inseriti nella "Ristampa del Bollettino Ufficiale F.I.G.C." e conservati dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

Voci correlate modifica


calcio Portale Calcio: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di calcio