Simonetta Vespucci

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Ritratto postumo di Simonetta Vespucci (1476-80 circa) di Sandro Botticelli
Altro ritratto di Botticelli
Ritratto di Piero di Cosimo

Simonetta Cattaneo Vespucci (Fezzano, 28 gennaio (?) 1453Firenze, 26 aprile 1476) fu una nobildonna del Rinascimento, amata da Giuliano de' Medici, il fratello minore di Lorenzo il Magnifico.

Ritenuta dai suoi contemporanei come la più bella donna vivente, fece da modella a Sandro Botticelli per la Nascita di Venere e numerosi altri dipinti. Fu musa ispiratrice anche per numerosi altri artisti, tra i quali si distinse Piero di Cosimo, che dipinse il Ritratto di Simonetta Vespucci, nel quale è raffigurata come Cleopatra con un aspide al collo.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Nata dai nobili genovesi Gaspare Cattaneo della Volta e Cattochia Spinola de Candia nel 1453, gli storici non sono concordi circa il suo luogo di nascita, se Genova o Fezzano di Portovenere (La Spezia), il cui nome fu poi leggendariamente legato proprio alla nascita di questa "Venere vivente".

Il matrimoniomodifica | modifica sorgente

Nell'aprile del 1469, andò incontro al giovanissimo sposo Marco Vespucci, un cugino lontano di Amerigo Vespucci, nella chiesa gentilizia di San Torpete, assistita dal Doge e da tutta l'aristocrazia genovese.

Una versione più accreditata ritiene che Simonetta accompagnò giovinetta i genitori in esilio nella villa che la famiglia Cattaneo possedeva a Fezzano di Portovenere. La madre aveva sposato in prime nozze Battista Fregoso (1380-1442) da cui aveva avuto una figlia, Battistina, andata sposa al duca di Piombino Jacopo III Appiano. Nell'esilio i Cattaneo furono anche ospitati dall'Appiani a Piombino dove Piero Vespucci, padre di Marco, era spesso ospite per ragioni di affari. A Piombino venne combinato il matrimonio tra Simonetta e Marco.

Il giovane sposo era da poco stato inviato dal padre Piero a Genova per studiare i sapienti ordinamenti del Banco di San Giorgiosenza fonte, di cui era procuratore appunto Gaspare Cattaneo, che nel 1464 era stato testimonio della dedizione di Genova a Francesco Sforza, duca di Milano. Marco Vespucci, accolto dai Cattaneo, si era innamorato perdutamente di Simonetta e il matrimonio era stato una logica conseguenza visto l'interesse dei Cattaneo a legarsi con una potente famiglia di banchieri fiorentini, intimi dei Medici. La recente caduta di Costantinopoli e la perdita delle colonie orientali aveva infatti particolarmente colpito la famiglia Cattaneo.

L'arrivo a Firenzemodifica | modifica sorgente

La coppia si stabilì a Firenze. L'arrivo degli sposi coincise con l'assunzione di Lorenzo il Magnifico a capo della Repubblica. I due fratelli Lorenzo e Giuliano accolsero gli sposi nel palazzo di via Larga e in loro onore organizzarono una sontuosa festa nella villa di Careggi. Si susseguirono brevi anni di feste e ricevimenti in una vita sontuosa di cui la corte medicea era il centro.

L'apice si raggiunge con il "Torneo di Giuliano", un torneo cavalleresco svoltosi in piazza Santa Croce nel 1475. Giuliano, secondo quanto immortalato dal poemetto Stanze per la giostra di Angelo Poliziano, vi partecipò, vincendo, perché vi era in lizza un ritratto di Simonetta dipinto dal Botticelli, sul quale era riportata l'iscrizione La Sans Pareille, "La senza paragoni". Simonetta fu la trionfatrice e venne proclamata "regina del torneo". La sua straordinaria bellezza e la sua grazia avevano ormai conquistato tutti, in primis Giuliano. Il Pulci le dedicò alcuni leziosi sonetti e anche il Magnifico la celebrò nelle sue Selve d'Amore.

Ma sarà la pittura a lasciarci numerose e splendide testimonianze di questa fanciulla che rimane considerata la più bella donna del Rinascimento. Di lei vi è un ritratto del Botticelli alla Galleria Palatina e un altro di Piero di Cosimo al Museo Condé di Chantilly.

La mortemodifica | modifica sorgente

L'esistenza di Simonetta comunque fu una vera e propria meteora fugace, perché solo un anno dopo moriva di tisi, il 26 aprile 1476, all'età di ventitré anni. Per la sua scomparsa Lorenzo il Magnifico scrisse il sonetto che inizia con "O chiara stella che co' raggi tuoi...", dove la immagina salita in cielo ad arricchire il firmamento.

Ma soprattutto parlano della sua bellezza i celebri quadri di Sandro Botticelli del quale tutta l'opera fu ispirata da Simonetta anche dopo morta: La nascita di Venere, la Primavera e il Sogno di Giuliano, che il Poliziano aveva suggerito a Botticelli. Alla sua morte il grande artista lasciò scritto di essere sepolto ai suoi piedi, infatti venne sepolto nella chiesa di Ognissanti, patronata dalla famiglia Vespucci.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Marcello Vannucci, Le donne di casa Medici, Newton Compton Editori, Roma 1999, ristampato nel 2006 ISBN 8854105260

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

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