Sopravvenienze attive

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Le sopravvenienze sono componenti straordinari di reddito nel senso che dipendono generalmente da accadimenti aziendali che non sono direttamente imputabili al core business (oggetto sociale) dell'azienda.

Le sopravvenienze possono essere di due tipi: attive e passive.

Il termine aiuta a capire il riflesso in bilancio: se si tratta di "sopravvenienza attiva", per esempio, si deve intendere letteralmente che "sopravviene l'attivo" (o comunque sopravviene una posta dell'attivo): pertanto una sopravvenienza attiva potrà essere dovuta, ad esempio, a maggiori accantonamenti del necessario (cioè ho stanziato costi in bilancio più alti di quanti me ne "servono" e pertanto, eliminando la parte dei costi eccedente quella che interessa, sto facendo "sopravvenire l'attivo"; o anche l'incasso di crediti che avevo girato a perdita perché di dubbio incasso (stralcio dalla contabilità); e via discorrendo. Discorso uguale ma inverso si fa per le sopravvenienze passive.

Le sopravvenienze attive sono componenti positive del reddito che derivano da costi ed oneri sostenuti in esercizi precedenti e vengono meno in un determinato esercizio. Si considerano sopravvenienze attive: 1) spese, perdite ed oneri dedotti in precedenti esercizi 2) ricavi o altri proventi conseguiti di ammontare superiore a quelli che hanno formato il reddito in esercizi precedenti 3) ricavi o la sopravvenuta insussistenza di oneri e spese riportati in esercizi precedenti

Le scritture in partita doppia sono le seguenti:

Esempio: Credito non incassabile: 100 => stralcio dalla contabilità:

Perdita su crediti(CE) a Credito inesigibile cliente XXX(SP) 100

Dopo un mese, due mesi, il tempo che si vuole, il cliente XXX paga e pertanto avrò la seguente scrittura:

Credito inesigibile cliente XXX(SP) a Sopravvenienza attiva (CE) 100

Banca c/c(SP) a Credito inesigibile cliente XXX(SP) 100

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