Sprint Cup Series

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando l'approfondimento sulla stagione in corso, vedi NASCAR Sprint Cup Series 2012.
Sprint Cup Series
Categoria Stock car (Vetture derivate da modelli di serie)
Nazione Stati Uniti Stati Uniti d'America
Prima edizione Stagione 1949
Motori 3 case costruttrici:
Stati Uniti Chevrolet
Stati Uniti Ford
Giappone Toyota
Pneumatici Pneumatico slick fornito dalla Goodyear Stati Uniti
Pilota campione
(2013)
Stati Uniti Jimmie Johnson
Squadra campione
(2013)
Stati Uniti Hendrick Motorsports
Sito web ufficiale NASCAR.com

La NASCAR Sprint Cup Series (spesso abbreviato in Sprint Cup o Cup Series) è il più importante campionato automobilistico (in gergo "serie") organizzato, gestito e di proprietà della "National Association for Stock Car Auto Racing" (NASCAR). In origine la serie si chiamava "Strictly Stock Series" (1949) e poi "Grand National Series" (1950–1970). Quando la NASCAR iniziò ad affittare i diritti sul nome della serie alla R. J. Reynolds Tobacco Company la serie venne chiamata "Winston Cup Series" (1971–2003). Quando lo stesso contratto venne stipulato con la Sprint Nextel Corporation la serie diventò "NEXTEL Cup Series" (2004–2007). Dal 2008 la NEXTEL decise di promuovere il marchio Sprint, di sua proprietà, ed alla serie venne attribuito il nome attuale di Sprint Cup Series[1].

Il vincitore del campionato piloti è determinato da un sistema di punteggio in cui i punti vengono assegnati in base ai piazzamenti al termine della gara e al numero di giri in cui il pilota è stato in testa alla gara stessa. La stagione è divisa in due parti. Dopo le prime 26 gare, i primi 10 piloti della classifica, più i due piloti che hanno ottenuto il maggior numero di vittorie e che si sono classificati tra l'undicesimo ed i ventesimo posto ai punti, diventano gli unici a poter competere per il titolo, lottando nelle ultime 10 gare con una differenza di punti (arbitrariamente) ridotta al minimo. Questo sistema viene chiamato "Chase for the Championship" (lett. "Inseguimento per il campionato")[2].

La serie ha radici profonde nel sud-est degli Stati Uniti d'America, area in cui si corrono metà delle 36 gare stagionali. Nel 2009 la Daytona 500, la gara più prestigiosa, è stata seguita in TV, di circa 16 milioni di spettatori nei soli Stati Uniti[3]. Nonostante tutte le gare si tengano negli Stati Uniti d'America, in passato alcune gare si sono corse in Canada, ed alcune gare di spettacolo (promozionali, fuori campionato) si sono svolte sia in Giappone che Australia.

Le vetture della Sprint Cup Series sono uniche nel mondo dell'automobilismo. I motori sono sufficientemente potenti da permettere di raggiungere velocità superiori ai 320 km/h (200 mph) ma il peso elevato, unito ad un pacchetto aerodinamico (relativamente) semplice, rende le auto poco maneggevoli. Il regolamento sulla forma delle vetture e sui telai è molto restrittivo per garantire la parità tra le squadre e l'elettronica è generalmente spartana.

Storiamodifica | modifica sorgente

Strictly Stock & Grand Nationalmodifica | modifica sorgente

Nel 1949, la NASCAR presentò la divisione "Strictly Stock" dopo aver approvato le gare della divisione "Modified and Roadster" nel 1948. Si corsero 8 gare, su sette differenti ovali da "dirt track" e sul circuito cittadino di Daytona Beach (il Daytona Beach Road Course)[4].

La primissima gara di NASCAR "Strictly Stock" si corse sulla Charlotte Speedway il 19 giugno 1949. La gara fu vinta da Jim Roper dopo che Glenn Dunnaway venne squalificato quando si scoprì che le molle delle sue sospensioni posteriori erano state modificate. Il primo campione della serie fu Red Byron. La divisione fu rinominata "Grand National" per la stagione 1950, riflettendo l'intenzione della NASCAR di rendere il proprio settore sportivo più professionale e più prestigioso. Questo nome venne mantenuto fino al 1971.

Il sette volte campione della Winston Cup Richard Petty.

Negli annali della NASCAR si parla della stagione "Strictly Stock" del 1949 come della prima stagione della storia della "Grand National", diventata poi "Cup Series". La Martinsville Speedway è la sola pista del programma del 1949 ad essere anche nel programma della stagione in corso.

Invece di un programma fisso che prevede una gara per ogni week-end con più partecipanti che concorrono in ogni evento come avviene oggi, il programma della "Grand National" includeva vari eventi (più di sessanta in alcune stagioni) e poteva capitare che due o tre eventi si svolgessero nello stesso fine settimana e, talvolta, che due gare si svolgessero lo stesso giorno in due Stati differenti.

Nei primi anni, la maggior parte delle corse della "Grand National" si tennero su piste ovali sterrate corte dove la lunghezza di un giro di pista andava da meno di un quarto di miglio (400 metri) a poco più di mezzo miglio (800 metri) o su ovali sterrati più grandi, le cui dimensioni andavano da mezzo miglio ad un miglio. 198 delle prime 221 corse della "Grand National" si tennero su piste sterrate. La Darlington Raceway venne inaugurata nel 1950 e divenne la prima pista completamente asfaltata della serie, con una lunghezza di oltre un miglio (1,6 km). Nel 1959, quando venne inaugurata la Daytona International Speedway, il programma prevedeva ancora più gare su piste sterrate che su piste asfaltate. Durante il corso degli anni '60 con la costruzione di nuove "superspeedway" (piste di almeno 2 miglia) e con l'asfaltatura delle vecchie piste sterrate il numero di gare su sterrato diminuì[5].

L'ultima gara su una strada sterrata si svolse il 30 settembre 1970 sul "mezzo-miglio" della State Fairgrounds Speedway a Raleigh, North Carolina. Fu vinta da Richard Petty su una Plymouth che era stato venduta dalla Petty Enterprises a Don Robertson e ripresa indietro in affitto per quella gara.[5]

Winston Cupmodifica | modifica sorgente

Dal 1972 fino al 2003, la serie principale serie gestita dalla NASCAR si chiamò "Winston Cup Series". Era sponsorizzata dal marchio "Winston" dall'azienda produttrice di sigarette "R. J. Reynolds Tobacco Company". Nel 1971, negli Stati Uniti, venne emanata la legge "Public Health Cigarette Smoking Act" che vietava la pubblicità delle sigarette in televisione ed alla radio. Le aziende produttrici di tabacco cominciarono, allora, a sponsorizzare eventi sportivi sia per spendere il denaro previsto nel budget di pubblicità, sia per aggirare il divieto della legge sulla pubblicità del tabacco in televisione. Negli ultimi anni la sponsorizzazione della R.J.R. divenne più controversa a seguito delle forti restrizioni sulla pubblicità del tabacco imposte dalla legislazione statunitense.

I cambiamenti che risultarono dal coinvolgimento della RJR, così come la riduzione del calendario da 48 a 31 gare all'anno, segnarono, nel 1972, l'inizio dell'"era moderna" della NASCAR. La stagione venne accorciata ed il sistema di punteggio venne modificato varie volte nei 4 anni successivi. Le gare sui "dirt track" (piste sterrate) vennero tolte dal calendario così come le gare su tracciati ovali più corte di 250 miglia (402 km). Il fondatore della NASCAR, Bill France, Sr., passò il controllo della NASCAR a suo figlio maggiore, Bill France, Jr.. Nell'agosto del 1974, France Jr. chiese al pubblicista della serie, Bob Latford, di progettare un sistema di punteggio in cui si fossero assegnati gli stessi punti in tutte le gare, senza considerare la lunghezza delle gare o l'ammontare del premio in denaro che viene assegnato al vincitore delle singole gare[6]. Questo sistema faceva sì che i piloti migliori avrebbero dovuto correre tutte le gare per poter diventare campioni della serie. Questo sistema di punteggio venne adottato, senza modifiche, dal 1975 finché non venne istituita la "Chase for the Championship" nel 2004.

Il sette volte campione della Winston Cup Dale Earnhardt.

Sin dal 1982 la Daytona 500 è stata la prima gara non "di spettacolo" dell'anno.

Il canale televisivo ABC Sport trasmise delle telecronache parziali o totali delle gare della Grand National di Talladega, North Wilkesboro, Darlington, Charlotte e Nashville nel 1970. Questi eventi furono molto meno entusiasmanti della gran parte delle corse della Grand National e la ABC smise di trasmettere le dirette. Alcune gare furono comunque trasmesse, in differita e rimontate, nel programma sportivo della ABC "Wide World of Sports"[7].

Nel 1979 la Daytona 500 divenne la prima gara di "stock car" ad essere trasmessa in tutti gli Stati Uniti dall'emittente CBS. All'inizio dell'ultimo giro i due piloti in testa, Cale Yarborough e Donnie Allison, si urtano, vanno a sbattere contro il muro e sono costretti al ritiro regalando, così, a Richard Petty la vittoria. Subito dopo, Yarborough, Allison, e il fratello di quest'ultimo, Bobby Allison, vengono ripresi dalla televisione nazionale mentre fanno a pugni. Questo evidenziò la drammaticità e quanto fosse emozionante questo sport, facendolo diventare più "appetibile" per le trasmissioni televisive. Fortunatamente per la NASCAR, la gara avvenne proprio mentre era in atto una grande tempesta di neve lungo costa orientale degli Stati Uniti e ciò fece sì che un pubblico numerosissimo, costretto in casa dal cattivo tempo, venisse a conoscenza di questo sport.

A partire dal 1981, una cena di premiazione si svolgeva il primo venerdì sera di dicembre, presso l'hotel Waldorf-Astoria di New York, inizialmente nella sala Starlight. Nel 1985 la cerimonia venne spostata nella "Grand Ballroom", una sala più ampia, dove si tenne fino al 2001. Nel 2001 non ci fu la cena e si optò per una cerimonia di premiazione più semplice. Nel 2002 la cerimonia si tenne presso la "Hammerstein Ballroom", una famosa sala da ballo di Manhattan. Dal 2003 si tornò alla formula classica della cena presso la Grand Ballroom del Waldorf-Astoria Hotel.

Nel 1985 la Winston presentò un nuovo premio chiamato "Winston Million" (il milione della Winston. Tra il 1985 ed il 1997, ad ogni pilota che avesse vinto tre delle quattro gare più prestigiose della serie sarebbe stato dato un milione di dollari. Questo premio è stato vinto solo due volte nel corso della sua esistenza. Bill Elliott lo vinse nel 1985 e Jeff Gordon nel 1997. Nel 1998 venne sostituito con un premio simile, il "Winston No Bull 5", che assegnava un milione di dollari ad ogni pilota che avesse vinto una gara prestigiosa dopo aver finito almeno nei "Top 5" della precedente gara prestigiosa[8].

La serie ha avuto una grande crescita di popolarità negli anni '90[9]. Nel 1994, la NASCAR tenne la prima Brickyard 400 sulla Indianapolis Motor Speedway. Tra il 1997 ed il 1998, il monte-premi per il vincitore della la Daytona 500 triplicò. Questo coincise con un calo di popolarità dell'"American Championship car racing".

Nel 1999, la NASCAR approvò un nuovo contratto di trasmissione televisiva con Fox Broadcasting Company, Turner Broadcasting System, ed NBC. Questo particolare contratto televisivo, firmato per otto anni dalla Fox e sei anni da NBC e Turner, è stato valutato in 2,4 miliardi di dollari[10].

NEXTEL & Sprint Cupmodifica | modifica sorgente

Nel 2003 la R.J.R. annunciò che dall'anno successivo non avrebbe più sponsorizzato la massima serie. la NASCAR trovò allora un nuovo sponsor nella NEXTEL, una società di telecomunicazioni. Dal 2004 la serie venne, quindi, chiamata "NEXTEL Cup Series".

Nel 2006 la fusione tra Sprint e NEXTEL fece sì che la serie venisse rinominata "Sprint Cup Series" , a partire dalla stagione 2008[1].

Il trofeo Sprint Cup è disegnato dalla Tiffany & Co., è d'argento e rappresenta un paio di bandiere a scacchi che sventolano.

Per il 2009, il boom di popolarità degli anno '90 era finito. Gli indici di ascolto televisivi nel corso degli ultimi dieci anni era stato più o meno stagnante. Nelle critiche dei tifosi di lunga data si aveva la sensazione che la serie avesse perso il suo fascino tradizionale, abbandonando i luoghi del sud degli Stati Uniti in favore di nuovi mercati. Veniva espresso anche un certo malcontento per l'introduzione nella serie della Toyota, unica azienda non statunitense in tutto il complesso della NASCAR[11]. L'amministratore delegato Brian France, figlio di Bill France, Jr., diventò il principale obiettivo delle critiche dei tifosi[12].

Chase for the Championshipmodifica | modifica sorgente

Il cinque volte campione della NEXTEL/Sprint Cup Jimmie Johnson.

Quando, nel 2004, la NEXTEL inizio a sponsorizzare la serie principale della NASCAR si usò una nuova formula per la definizione del campione della serie usando a modello il sistema adottato dalla USARacing Pro Cup Series per sviluppare le principali modifiche nel sistema di assegnazione dei punti[13]. Dopo le prime 26 gare avviene un taglio ed i piloti e le scuderie ai primi 10 posti della classifica a punti (ed eventualmente quelli che sono a pari punti - senza spareggi) vengono inseriti nella "Chase for the Championship". Ai partecipanti alla "Chase" vengono aumentati i punti in classifica fino ad un livello matematicamente irraggiungibile dagli altri piloti esclusi dalla "Chase" (circa 1800 punti di vantaggio sul primo pilota rimasto fuori dalla "Chase"). Dalla prima Chase del 2004 a quella del 2010 il totale dei punti di ogni pilota che prendeva parte alla Chase veniva azzerato e gli venivano assegnati 5000 punti più 10 punti aggiuntivi per ogni vittoria ottenuta nelle prime 26 gare. Il formato delle corse rimane lo stesso ed i punti vengono assegnati allo stesso modo nelle ultime 10 gare. Colui che è in testa ai punti dopo la trentaseiesima gara viene incoronato campione della Sprint Cup.

Tra gli importanti cambiamenti nel sistema di punteggio entrati in vigore nel 2011, sono stati modificati anche i criteri di idoneità e il ripristino punti. Ora, i primi 10 piloti della classifica si qualificano automaticamente per la Chase. Ad essi si aggiungono altri due piloti in "wild card", per la precisione i due piloti con il maggior numero di gare vinte che si sono classificati tra l'11° ed il 20º posto nella classifica piloti. Il loro punteggio di base viene azzerato e vengono loro assegnati manualmente 2.000 punti, un livello che dovrebbe essere di circa 1.000 punti superiore a quello del primo pilota al di fuori della Chase. Notare che col nuovo sistema di assegnazione dei punti, il vincitore della gara può guadagnare un massimo di 48 punti, a differenza dei 195 che si potevano guadagnare col vecchio sistema in uso prima del 2011. I 10 qualificati automaticamente ricevono un bonus di 3 punti per ogni gara vinta durante la stagione regolare, mentre i due "wild card" non ricevono alcun bonus del genere. Come in passato, il formato di gara per le ultime 10 gare resta lo stesso, senza modifiche al sistema di assegnazione dei punti rispetto alle prime 26 corse[14].

Per incoraggiare la competizione continua tra tutti i piloti, vengono assegnati anche dei premi ai piloti che concludono la stagione pur non rientrando nella Chase. Il pilota meglio piazzato al di fuori della Chase (dal 2007, è il 13º posto al termine della stagione) viene assegnato un bonus (circa 1 milione di dollari) e una posizione sul palco al banchetto di premiazione di fine stagione. Il banchetto di premiazione si concentra ora sulla sola Chase, e tutti gli altri premi e sponsorizzazioni sono spostati ad un pranzo all'hotel Cipriani il giorno prima del banchetto.

Questo sistema ad eliminazione è stato messo in pratica principalmente per aumentare la competizione per i punti nelle ultime gare della stagione, ed indirettamente, per aumentare l'indice di ascolto televisivo durante la stagione della NFL che inizia più o meno quando inizia la "Chase" (ricordiamo che il campionato di football americano è molto popolare negli Stati Uniti). Per di più, la "Chase" forza anche le squadre a dare il meglio durante tutte le tre fasi della stagione: la prima e la seconda parte della stagione regolare e la "Chase"[15].

Fino all'introduzione del sistema della "Chase", un pilota avrebbe potuto vincere il campionato con una o più gare d'anticipo rispetto alla fine della stagione (come avviene ancora oggi nella Formula 1) in quanto era matematicamente impossibile per gli altri piloti guadagnare abbastanza punti per raggiungere il pilota in testa alla classifica prima della fine del campionato. Con l'introduzione della "Chase for the Championship" ciò non si è mai verificato, nonostante sia matematicamente possibile fino a che non si corrano le ultime due gare.

Negli Stati Uniti, tra il 2004 ed il 2006 la "Chase" è stata trasmessa in TV da NBC e TNT. Tra il 2007 ed il 2009, è stata la ESPN on ABC a trasmettere tutte e dieci le gare della "Chase" in quanto parte dei nuovi contratti televisivi stipulati con la NASCAR. Nel 2010 solo la corsa tenutasi sulla Charlotte Motor Speedway è stata trasmessa sulla ABC, tutte le altre gare sono andate in onda sulla ESPN.

Vincitori della Chase for the Championshipmodifica | modifica sorgente

Anno Pilota (numero di coppe vinte) Proprietario scuderia Numero Vettura Partenze (Gare totali) Vittorie Top 10 Pole Punti (margine)
2004 Kurt Busch Jack Roush 97 Ford Taurus 36 (36) 3 21 1 6506 (8)
2005 Tony Stewart (2) Joe Gibbs 20 Chevrolet Monte Carlo 36 (36) 5 25 3 6533 (35)
2006 Jimmie Johnson Jeff Gordon
Rick Hendrick
48 Chevrolet Monte Carlo SS 36 (36) 5 24 1 6475 (56)
2007 Jimmie Johnson (2) 48 Chevrolet Monte Carlo SS / Chevrolet Impala SS 36 (36) 10 24 4 6723 (77)
2008 Jimmie Johnson (3) 48 Chevrolet Impala SS 36 (36) 7 22 6 6684 (69)
2009 Jimmie Johnson (4) 48 Chevrolet Impala SS 36 (36) 7 22 6 6492 (141)
2010 Jimmie Johnson (5) 48 Chevrolet Impala 36 (36) 6 23 2 6622 (39)
2011 Tony Stewart (3) Tony Stewart
Gene Haas
14 Chevrolet Impala 36 (36) 5 19 1 2403 (0)

Albo d'oromodifica | modifica sorgente

Anno Pilota Serie
1949 Red Byron Strictly Stock
1950 Bill Rexford Grand National
1951 Herb Thomas
1952 Tim Flock
1953 Herb Thomas
1954 Lee Petty
1955 Tim Flock
1956 Buck Baker
1957 Buck Baker
1958 Lee Petty
1959 Lee Petty
1960 Rex White
1961 Ned Jarrett
1962 Joe Weatherly
1963 Joe Weatherly
1964 Richard Petty
1965 Ned Jarrett
1966 David Pearson
1967 Richard Petty
1968 David Pearson
1969 David Pearson
1970 Bobby Isaac
1971 Richard Petty

Campionati vinti dai pilotimodifica | modifica sorgente

Pilota Totale Stagioni
Richard Petty 7 1964, 1967, 1971, 1972, 1974, 1975, 1979
Dale Earnhardt 7 1980, 1986, 1987, 1990, 1991, 1993, 1994
Jimmie Johnson 5 2006, 2007, 2008, 2009, 2010
Jeff Gordon 4 1995, 1997, 1998, 2001
Lee Petty 3 1954, 1958, 1959
David Pearson 3 1966, 1968, 1969
Cale Yarborough 3 1976, 1977, 1978
Darrell Waltrip 3 1981, 1982, 1985
Tony Stewart 3 2002, 2005, 2011
Herb Thomas 2 1951, 1953
Tim Flock 2 1952, 1955
Buck Baker 2 1956, 1957
Joe Weatherly 2 1962, 1963
Ned Jarrett 2 1961, 1965
Terry Labonte 2 1984, 1996

Gare vinte dai pilotimodifica | modifica sorgente

Pilota Grand National
(1949-1971)
Winston Cup
(1972-2003)
Sprint Cup
(2004-2011)
Tot.
Petty, RichardRichard Petty 119 81 0 200
Pearson, DavidDavid Pearson 58 47 0 105
Gordon, JeffJeff Gordon 0 64 21 85
Allison, BobbyBobby Allison 18 66 0 84
Waltrip, DarrellDarrell Waltrip 0 84 0 84
Yarborough, CaleCale Yarborough 14 69 0 83
Earnhardt, DaleDale Earnhardt 0 76 0 76
Johnson, JimmieJimmie Johnson 0 6 49 55
Wallace, RustyRusty Wallace 0 54 1 55
Petty, LeeLee Petty 54 0 0 54
Jarrett, NedNed Jarrett 50 0 0 50
Johnson, JuniorJunior Johnson 50 0 0 50
Thomas, HerbHerb Thomas 48 0 0 48
Baker, BuckBuck Baker 46 0 0 46
Elliott, BillBill Elliott 0 44 0 44
Tony Stewart 0 17 27 44
Flock, TimTim Flock 40 0 0 40
Martin, MarkMark Martin 0 33 7 40

In navajo i piloti ancora in attività.

Campionati vinti dai costruttorimodifica | modifica sorgente

Il trofeo Winston Cup del 1992, vinto da Alan Kulwicki

Questa tabella mostra l'albo d'oro del campionato per case costruttrici[16]. Tutte le aziende sono di nazionalità statunitense.

Costruttore Totale Stagioni
Chevrolet 29+1 con Ford 1958, 1959, 1971, 1972, 1974, 1976, 1977, 1979, 1980, 1983, 1984, 1985 (con Ford), 1986, 1987, 1989, 1990, 1991, 1993, 1995, 1996, 1998, 2001, 2003, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011
Ford 15+1 con Chevrolet 1957, 1960, 1963, 1964, 1965, 1968, 1969, 1985 (con Chevrolet), 1988, 1992, 1994, 1997, 1999, 2000, 2002, 2004
Oldsmobile 4 1949, 1950, 1951, 1978
Hudson 3 1952, 1953, 1954
Buick 2 1981, 1982
Chrysler 2 1955, 1956
Dodge 3 1966, 1975, 2012
Plymouth 2 1967, 1970
Pontiac 2 1961, 1962
Mercury 1 1973


Le vetturemodifica | modifica sorgente

Specifiche tecnichemodifica | modifica sorgente

Un classico motore da NASCAR Sprint Cup Series.


Rappresentanti delle case costruttricimodifica | modifica sorgente

Casa costruttrice Modello Anni di attività Campionati
Alfa Romeo Italia Modello sconosciuto 1962[19] 0
American Motors Stati Uniti Nash Ambassador primi anni cinquanta 0
Hudson Hornet primi anni '50 3
AMC Matador 1971–78 0
Aston Martin Regno Unito Modello sconosciuto 1953 0
Austin-Healey Regno Unito Austin-Healey Sprite 1961–62 0
Chrysler Stati Uniti Dodge Coronet 1953–57; 1965–68 2
Dodge 440 1964
Dodge Charger/Daytona 1966–77; 2005–2007
Dodge Magnum 1978–80
Dodge Mirada 1980–82
Dodge Intrepid 2001–04
Dodge Avenger 2007 (COT)
Dodge Charger R/T 2008–oggi
Chrysler 300 1954–56 2
Chrysler Imperial 1983–85
Plymouth Belvedere 1959–67 2
Plymouth Road Runner/Superbird 1968–74
DeSoto 1952 e 1959 0
Ford Stati Uniti Ford Fairlane 1955–59 e 1966–67 15
Ford Fusion 2006–oggi
Ford Galaxie 1960–66
Ford Taurus 1998–2005
Ford Torino/Talladega 1968–77
Ford Thunderbird 1959–60; 1977–97
Mercury Monterey anni cinquanta 1
Mercury Comet/Cyclone 1966–67
Mercury Cyclone/Mercury Montego 1968–80
Lincoln 1949–57 0
Edsel 1959 0
General Motors Stati Uniti Buick Regal 1981–85, 1988–91 2
Buick Century 1976–80
Buick LeSabre 1986–87
Cadillac 1949–55 0
Chevrolet Bel Air 1955–58 27
Chevrolet Chevelle/Malibu 1964–80
Chevrolet Chevelle Laguna 1973–77
Chevrolet Impala 1979–80; 2010–2012[20]
Chevrolet Impala SS 2007(COT)-2009
Chevrolet Lumina 1989–94
Chevrolet Monte Carlo/Monte Carlo SS 1971–88, 1995–2007 0
Oldsmobile 88 1949–60 4
Oldsmobile Cutlass/Cutlass Supreme 1976–94
Oldsmobile Delta 88 1986–87
Pontiac Catalina 1959–63 3
Pontiac Firebird 1970
Pontiac Grand Prix 1981–2003
Jaguar Regno Unito Jaguar XK120 1953–56 0
Kaiser-Frazer Stati Uniti Henry J 1949–54 0
MG Motor Regno Unito MG T-type 1954 0
MG MGA 1960–63
Packard Stati Uniti Modello sconosciuto 1950-56 0
Porsche Germania Porsche 356 1953–54 0
Studebaker Stati Uniti Modello sconosciuto 1950-62 0
Toyota Giappone Toyota Camry 2007–oggi 0
Triumph Motor Company Regno Unito Modello sconosciuto 1960 0
Tucker Stati Uniti 1948 Tucker Sedan 1950 0
Volkswagen Germania Volkswagen Beetle 1953 0
Willys Stati Uniti Modello sconosciuto 1952-54 0

I record della Cup Seriesmodifica | modifica sorgente

  • Maggior numero di vittorie per un singolo modello di vettura: 59 vittorie (tra il 1957 ed il 1960), Chevrolet del 1957
  • Maggior numero di campionati vinti: Richard Petty e Dale Earnhardt (7 entrambi)
  • Maggior numero di campionati con la "Chase for the Cup": Jimmie Johnson (5)
  • Maggior numero di campionati vinti consecutivamente: Jimmie Johnson (5, dal 2006 al 2010)
  • Campione più giovane: Bill Rexford, 23 anni
  • Campione più anziano: Bobby Allison, 45 anni
  • Minor numero di vittorie in una stagione di campionato: 1 (alla pari) Benny Parsons, Bill Rexford, Ned Jarrett, Matt Kenseth
  • Maggior numero di vittorie in carriera: 200, Richard Petty
  • Maggior numero di vittorie nell'era moderna (dal 1972 ad oggi): 85, Jeff Gordon
  • Minor numero di partenze prima di vincere una gara (alla pari) Jamie McMurray, Trevor Bayne
  • Maggior numero di vittorie in una stagione: 27, Richard Petty
  • Maggior numero di vittorie in una stagione dell'era moderna: 13 (alla pari), Jeff Gordon e Richard Petty
  • Maggior numero di partenze in carriera: 1185, Richard Petty
  • Margine di vittoria minore: 0,002 secondi (alla pari): Jimmie Johnson, Aaron 499 2011; Ricky Craven, Carolina Dodge Dealers 400 2003
  • Margine di vittoria più ampio in giri: 22 giri, Ned Jarrett, Spartanburg 1965
  • Margine di vittoria più ampio in distanza: 19,25 miglia (30,98 km), Ned Jarrett, Southern 500 1965
  • Maggior numero di stagioni consecutive con almeno una vittoria: 18, Richard Petty, 1960-1977
  • Maggior numero di partenze consecutive: 788 partenze, Ricky Rudd (soprannominato "Iron Man", "l'uomo di ferro")
  • Pilota più giovane a vincere una gara: Joey Logano, 19 anni, 35 giorni (Lenox Tools 301 2009)
  • Pilota più anziano a vincere una gara: Harry Gant, 52 anni, 219 giorni (alla Champion Spark Plug 400 del 1992)
  • Maggior numero di cambi di piloti alla testa di una gara: Aaron's 499 del 2010 (88 cambi di leadership tra i 29 piloti)
  • Pilota più giovane a vincere la Daytona 500: Trevor Bayne, 20 anni e 1 giorno, nel 2011
  • Velocità di qualifica più alta: Bill Elliott, 212.809 mph (342,5 km/h) sulla Talladega Superspeedway (First Union 400 del 1987)

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b (EN) Officials to announce series name change to Sprint Cup, NASCAR.com, 6 luglio 2007. URL consultato il 24 settembre 2011.
  2. ^ (EN) All About NASCAR, ShaveMagazine.com. URL consultato il 24 settembre 2011.
  3. ^ (EN) Sprint Cup Series Television Ratings 2009, jayski.com. URL consultato il 24 settembre 2011.
  4. ^ (EN) NASCAR Strictly Stock Results for 1949, racing-reference.info. URL consultato il 24 settembre 2011.
  5. ^ a b (EN) Fielden, Greg, "NASCAR Cleans Up", Speedway Illustrated, September 2004.
  6. ^ (EN) Jason Mitchell, "How Do They Do That?: Winston Cup Point System" in Stock Car Racing, vol. 36, n. 10, ottobre 2001. ISSN 0734-7340.
  7. ^ (EN) Greg Fielden, NASCAR Chronicle, Lincolnwood, Illinois, USA, Publications Intl. [agosto 2003], 2006, p. 36. ISBN 0-785-38683-1.
  8. ^ (EN) Winston to Substitute "No Bull 5" for "Winston Million", TheAutoChannel.com, 10 ottobre 1997. URL consultato il 24 settembre 2011.
  9. ^ (EN) NASCAR's Greatest Moments - Part 3 - 1990 - Present Day, AutoRacing1.com, 26 luglio 2001. URL consultato il 24 settembre 2011.
  10. ^ (EN) NASCAR Pulls Into Prime Time, Forbes.com, 10.07.03. URL consultato il 24 settembre 2011.
  11. ^ (EN) Is NASCAR losing traditional fan base?, DeseretNews.com, 18 aprile 2006. URL consultato il 24 settembre 2011.
  12. ^ (EN) Rebecca Gladden, NASCAR's Brian France: Finally Answering the Clue Phone?, InsiderRacingNews.com, 25 gennaio 2008. URL consultato il 24 settembre 2011.
  13. ^ (EN) The USAR Championship Trail, CircleTrack.com, febbraio 2009. URL consultato il 26 settembre 2011.
  14. ^ (EN) 10-race Chase for the Cup crowns series champ, NASCAR.com, 28 gennaio 2011. URL consultato il 2 ottobre 2011.
  15. ^ (EN) Nextel Cup finale gets big ratings, UsaToday.com, 22 novembre 2004. URL consultato il 21 ottobre 2011.
  16. ^ (EN) Sprint Cup Page, Racing-Reference.info. URL consultato il 21 ottobre 2011.
  17. ^ (EN) diandra, Why the New Car Won't Turn, Part I: The Center of Gravity, StockCarScience.com, 19 maggio 2008. URL consultato il 24 settembre 2011.
  18. ^ Race Engine Technology Issue 027
  19. ^ (EN) 1962 International 200, Racing-Reference.info. URL consultato il 24 ottobre 2011.
  20. ^ (EN) Chevrolet working hard on its car of the future, NASCAR.com, 18 gennaio 2011. URL consultato il 24 ottobre 2011.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

automobilismo Portale Automobilismo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di automobilismo







Creative Commons License