Stadio delle Alpi
Coordinate: 45°06′34.42″N 7°38′28.54″E / 45.1095611°N 7.6412611°E
| Stadio delle Alpi | |
|---|---|
| Informazioni | |
| Ubicazione | Strada comunale di Altessano, 131 Torino |
| Inizio lavori | 1988 |
| Inaugurazione | 1990 |
| Chiusura | 2006 |
| Demolizione | 2009 |
| Copertura | Tutti i settori |
| Pista d'atletica | 8 corsie |
| Mat. del terreno | Erba |
| Dim. del terreno | 105 × 68 m |
| Proprietario | Comune di Torino (1990-2003) |
| Progetto | Studio Hutter |
| Uso e beneficiari | |
| Calcio | |
| Capienza | |
| Posti a sedere | 69 295 |
Lo Stadio delle Alpi, chiamato semplicemente Delle Alpi, era uno stadio di Torino che si trovava in strada comunale di Altessano, 131.
Era stato progettato dallo Studio Hutter per Italia '90. Contava 69 041 posti a sedere, disposti su 3 anelli per un'altezza dal campo di 33 metri con il 90% al coperto, più 254 di tribuna stampa per un totale di 69 295 posti.
I lavori di costruzione iniziarono nel giugno 1988 e il campo da gioco venne realizzato ad un livello di −10 m sul piano campagna. Lo stadio venne costruito in gran parte con prefabbricati in cemento, cosa che permise l'ultimazione dell'impianto in meno di due anni.
Nel 2003 la Juventus ha acquistato dal Comune di Torino per 99 anni il diritto di superficie sull'area dello stadio. Nel 2006 lo stadio è stato chiuso alle attività sportive. Nel 2008 la società bianconera ha presentato infine il progetto per l'abbattimento dello Stadio delle Alpi, portato a termine nel marzo 2009, e la costruzione sopra quell'area del nuovo impianto di sua proprietà, lo Juventus Stadium, inaugurato l'8 settembre 2011.[1]
Indice |
Cenni storici modifica
Progetto modifica
Subito dopo l'assegnazione da parte della FIFA del campionato mondiale di calcio 1990 all'Italia, nel 1984 il club calcistico torinese della Juventus, per bocca dell'allora presidente Giampiero Boniperti, presentò in Regione il progetto per un impianto nuovo proponendo come luogo il Campo Volo di Collegno, comune della prima cintura ovest della Città di Torino. Già dall'inizio, quindi, si prospettava l'idea di un nuovo stadio data l'inadeguatezza dell'esistente Stadio Comunale, datato 1934 e situato nel centro della città. In particolare, Boniperti ipotizzava uno stadio da 80 000 posti tutti a sedere ed al coperto (la capienza del vecchio Comunale era allora di circa 65 000 posti, ma di dimensioni notevolmente più piccole in quanto la maggioranza dei posti era in piedi). Diverse nuove proposte furono avanzate tra il 1984 ed il 1985 da privati all'allora Assessore allo Sport del Comune, Elda Tessore, che da parte comunale proponeva invece una sicuramente meno dispendiosa ristrutturazione del già esistente Comunale, con copertura e ampliamento della capienza fino a 77 500 spettatori.
Anche i potenziali siti di costruzione si moltiplicarono. Dall'iniziale proposta di Collegno, che venne giudicata troppo onerosa (le opere di urbanizzazione sarebbero state ingenti), si proposero nuovi luoghi nell'area comunale di Torino, tra i quali:
- l'area dell'esistente Stadio Comunale (con conseguente demolizione dello stesso);
- l'adiacente area di Piazza d'Armi, allora (e tuttora) adibita a parco;
- un'area non antropizzata ad ovest del Parco della Pellerina;
- l'area dell'ex Aeroporto di Torino, denominata allora "Campo Lisa", nel quartiere di Mirafiori Sud;
- l'area della Cascina Continassa, nel quartiere delle Vallette.
Il 22 maggio 1986, il Comune di Torino decise per quest'ultima ipotesi. Il 14 dicembre dello stesso anno, il Comune sceglie il progetto dell'Acqua Marcia, che prevede due varianti, con e senza pista di atletica leggera. Il progetto da 70 000 posti a sedere fu redatto dagli architetti Sergio Hutter, Toni Cordero e Franco Ossola (figlio dell'omonimo calciatore del Torino, caduto assieme ai compagni nella tragedia di Superga). La scelta del nome fu caratterizzata da un fervente dibattito. Vi furono svariate proposte, che andarono da "Nuovo Stadio Comunale" a "Stadio Grande Torino", un nome ricco di storia, ma ovviamente poco gradito alla società e ai tifosi bianconeri che avrebbero dovuto condividere lo stadio con la società granata. Fra l'altro, nel 1989 era tragicamente scomparso Gaetano Scirea, storica bandiera della Juventus degli anni settanta ed ottanta, e si era ovviamente aggiunta la possibilità di includere anche lui fra i candidati ad avere l'intitolazione dell'impianto. Una delle proposte più interessanti fu quella di intitolare l'impianto a Vittorio Pozzo, personalità profondamente legata a Torino, nonché commissario tecnico dell'Italia campione del mondo nel 1934 e nel 1938. Vi fu però l'opposizione di chi sosteneva che il nome di Pozzo fosse troppo legato ai trionfi sportivi del ventennio fascista, sicché alla fine venne scelta la denominazione, decisamente più neutrale, di "Stadio delle Alpi".
Inaugurazione modifica
In nuovo Delle Alpi venne inaugurato la sera del 31 maggio 1990, con una partita amichevole tra una selezione mista di calciatori della Juventus e del Torino, scesa in campo con una speciale divisa gialloblu (i colori della Città di Torino), e i portoghesi del Porto, neovincitori della Primeira Divisão.[2] Prima del fischio d'inizio venne osservato un minuto di silenzio in memoria dei caduti del Grande Torino, delle vittime della strage dell'Heysel, e di Gaetano Scirea.[3] Il calciatore Haris Škoro siglò il primo gol assoluto nel nuovo impianto.
| Torino 31 maggio 1990, ore 20:30 CEST Amichevole |
Juve/Toro |
4 – 3 (3 – 1) referto |
Stadio delle Alpi (41 660 spett.)
|
| Škoro Alessio |
Marcatori | |
La prima partita ufficiale disputata nel nuovo stadio ebbe invece luogo il 10 giugno successivo, nell'ambito del Campionato mondiale di calcio 1990, con l'incontro della fase a gruppi tra il Brasile e la Svezia. Il brasiliano Careca siglò la prima rete ufficiale al Delle Alpi.
| Torino 10 giugno 1990, ore 21:00 UTC+1 |
Brasile |
2 – 1 (1 - 0) referto |
Stadio delle Alpi (62 628 spett.)
|
| Careca |
Marcatori | |
I problemi modifica
Ben presto l'impianto fu afflitto da molti problemi. Il principale risultò quello dei costi di manutenzione della copertura e del terreno di gioco, di molto superiori ad ogni più infausta previsione pre-costruzione. Il secondo problema risiedeva nella non buona visibilità del campo, soprattutto dai lati delle curve, poiché tra questo e le tribune era stata collocata una pista di atletica leggera, che fu costruita essenzialmente per poter usufruire dei finanziamenti del CONI, dal momento che il suo impiego effettivo si limitò a qualche raro evento come la IAAF Grand Prix Final del 1992. La presenza della pista, tuttavia, non consentiva all'impianto una efficiente flessibilità funzionale, così lo stadio venne impiegato quasi esclusivamente per le partite di calcio. Il Delle Alpi aveva inoltre un tipo di impianto di irrigazione che causava una sorta di "allagamento" del terreno, cosa che ha procurato problemi circa la perfetta tenuta del manto erboso.
Il passaggio di proprietà e la demolizione modifica
| Per approfondire, vedi Juventus Stadium. |
L'impianto rimase di proprietà del Comune di Torino fino al giugno 2003, quando la Juventus acquistò per 25 milioni di euro il diritto di superficie sull'area dello Stadio delle Alpi per la durata di 99 anni; contemporaneamente il Comune cedette per la cifra di 6 milioni di euro al Torino l'area dell'ex Stadio Comunale (oggi Stadio Olimpico), all'epoca utilizzato come campo d'allenamento dalla squadra bianconera, in cambio dell'impegno della società a ristrutturarlo in vista dei XX Giochi olimpici invernali del 2006. La società granata nel frattempo fu costretta a pagare l'affitto del Delle Alpi ai bianconeri fino al 2006 per continuare a giocarci.
Nel novembre 2008 iniziò la demolizione dello stadio, conclusasi nel marzo del 2009. Sulle sue ceneri (riutilizzando comunque una buona parte della sua struttura) è stato costruito il nuovo Juventus Stadium.
Struttura modifica
Originariamente, l'intero Stadio delle Alpi era suddiviso in tre livelli: basso (primo), medio (secondo) e alto (terzo). Con una capacità di 15.260 posti a sedere, la Curva Scirea è stato il settore dello scenario occupato durante le gare casalinghe dai nuclei più accesi della Tifoseria della Juventus. Il nome è originato in omaggio al libero e capitano della squadra bianconera e della Nazionale italiana, Gaetano Scirea (1953-1989), morto in un incidente stradale in Polonia mentre era allenatore in seconda della squadra. Era sita alle spalle di Corso Ferrara.[4] La Curva Maratona era situata sul lato nord dello stadio. Con una capacità di 15.260 posti a sedere, è stato il settore occupato durante le gare casalinghe del Torino dai nuclei più accesi della sua tifoseria organizzata. La Tribuna Est del Delle Alpi è stato il punto di incontro delle famiglie all'interno dell'impianto. Nella parte sinistra aveva un settore separato riservato ai tifosi delle squadre ospiti. La Tribuna Ovest è stato il più costoso stand del Delle Alpi. Il suo secondo livello era riservato esclusivamente per la stampa, commentatori e personaggi importanti avendo incluso palchi d'onore.
L'impianto audio modifica
L'impianto audio del Delle Alpi era collocato ad un'altezza di 40 metri dal centro del campo sorretto da tiranti in acciaio che attraversavano lo stadio. Il cluster centrale conteneva 12 amplificatori che pilotavano 96 altoparlanti, per un peso complessivo di 7 700 kg ed una dimensione di 3 metri di altezza, 6,45 metri di base e 8 metri di copertura. I dodici amplificatori avevano una potenza totale di 21 600 W RMS, e generavano una pressione sonora massima di 100 dB a una distanza di oltre 100 metri.
Per fare sentire il suono nel cluster erano necessari:
- 1 mixer a 24 canali
- 2 equalizzatori
- 10 finali di potenza
- 2 distributori di segnali
- 6 processori audio
- 2 giradischi
- 1 registratore a bobine
- 1 registratore a cassette
- 1 radio
- 1 microfono
- 1 radiomicrofono
Le partite modifica
Torino-Ajax (2-2), finale d'andata della Coppa UEFA 1991-1992, disputata il 29 aprile 1992, è stata la partita in cui lo Stadio delle Alpi ha fatto registrare il record di pubblico con 65 377 spettatori,[5] mentre Juventus-Real Madrid (3-1), semifinale della UEFA Champions League 2002-2003, disputata il 14 maggio 2003, è stata la partita in cui è stato stabilito il record d'incasso con 3 369 980 €.[6] L'impianto inoltre ha ospitato anche cinque partite dei Mondiali del 1990:
| Data | Giornata | Partita | Ris | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| Mondiali del 1990 | |||||
| 10 giugno 1990 | Gruppo C | 2-1 | |||
| 16 giugno 1990 | Gruppo C | 1-0 | |||
| 20 giugno 1990 | Gruppo C | 1-0 | |||
| 24 giugno 1990 | Ottavi di finale | 0-1 | |||
| 4 luglio 1990 | Semifinale | 1-1 d.t.s., 4-3 d.c.r | |||
Attività extracalcistiche modifica
Il Delle Alpi ha ospitato numerosi concerti di artisti di fama internazionale, e anche l'ottava IAAF Grand Prix Final.
Concerti modifica
Sovente si è trattato dell'unica data italiana di molti prestigiosi Tour: indimenticabili i concerti dei Guns N' Roses all'apice del loro successo, dei Metallica che scelsero Torino sede del loro più grande fanclub italiano, dei Pink Floyd con il Division Bell Tour o ancora l'Elevation Tour degli U2. Il 2 ottobre 2007, è stata l'unica data italiana anche per la storica "reunion" dei The Police con il loro Live in Concert Tour di fronte a 65.000 fan. Tappe al Delle Alpi anche per Madonna e per gli AC/DC, alla loro seconda presenza in uno stadio torinese dopo le tappe degli anni 80 allo Stadio Comunale di Torino. Anche i The Rolling Stones tornarono a Torino suonando qui il 28 luglio 1990. Tra gli italiani, Vasco Rossi ha qui tenuto ben 8 concerti (l'ultimo il 5 ottobre 2008) ma si sono fermati al Delle Alpi anche Ligabue, Eros Ramazzotti, Claudio Baglioni e Renato Zero.
Note modifica
- ^ Timothy Ormezzano, La scommessa della Juve, uno stadio senza barriere, repubblica.it, 8 settembre 2011. URL consultato in data 9 settembre 2011.
- ^ Campionato 1989-1990. archiviotoro.it
- ^ Torino/Juventus - Porto 4-3 (3-1). archiviotoro.it
- ^ Lo Stadio delle Alpi. icbernareggio.it. URL consultato in data 9 settembre 2011.
- ^ Giancarlo Padovan, Casagrande rianima il Toro alle corde, Corriere della Sera, 30 aprile 1992, p. 41.
- ^ Lodovico Maradei, È la Juve il vero Dream Team, La Gazzetta dello Sport, 15 maggio 2003, p. 2.
Bibliografia modifica
- Maurizio D'Angelo, Operazione Delle Alpi, Lulu.com, 2012.
Voci correlate modifica
Altri progetti modifica
Commons contiene immagini o altri file sullo Stadio delle Alpi
Collegamenti esterni modifica
- Approfondimento dedicato agli stadi italiani del futuro sul blog di Cliclavoro - Portale pubblico del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
- Mappa degli stadi italiani










