Stefano Ceccanti

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sen. Stefano Ceccanti
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Stefano Ceccanti
Luogo nascita Pisa
Data nascita 27 gennaio 1961
Partito Partito Democratico
Legislatura XVI
Gruppo Partito Democratico
Circoscrizione Piemonte
Incarichi parlamentari
  • Membro della Giunta per il Regolamento
  • Membro della 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali)
  • Membro della Commissione parlamentare per la semplificazione della legislazione

Stefano Ceccanti (Pisa, 27 gennaio 1961) è un costituzionalista e politico italiano. È stato senatore nella XVI Legislatura in Piemonte nella lista del Partito Democratico.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Laureato in scienze politiche con lode presso l'Università di Pisa, è stato presidente della Federazione universitaria cattolica italiana (FUCI) dal 1985 al 1987. A Pisa, nel periodo delle scuole secondarie superiori, aveva militato nel Movimento studenti di Azione cattolica e nella Lega Democratica, l'organizzazione dei cattolici democratici guidata da Pietro Scoppola, Achille Ardigò e Paolo Giuntella.

È professore ordinario di diritto pubblico comparato presso la Facoltà di scienze politiche dell’Università "La Sapienza" di Roma (in aspettativa obbligatoria per mandato parlamentare dal 29 aprile 2008 fino al febbraio 2013). Allievo del costituzionalista bolognese Augusto Barbera, ha svolto numerose attività di consulenza in campo giuridico-istituzionale a livello nazionale (Commissione bicamerale per le questioni regionali, X legislatura, Commissione bicamerale per le riforme istituzionali, XI legislatura), regionale (Friuli-Venezia Giulia - Toscana) e provinciale (Trento).

È stato consulente dell'ufficio legislativo del gruppo DS-L'Ulivo alla Camera dei deputati.

Nel 1993 è stato promotore del Movimento dei Cristiano Sociali, sotto le direzioni di Pierre Carniti, Ermanno Gorrieri, Giorgio Tonini e Mimmo Lucà. Ne è uscito dopo le elezioni Politiche 2008 ritenendone ormai conseguita la ragione sociale con la nascita del Pd.

Nel 2005 è stato garante delle elezioni primarie dell'Unione.

Nella XV Legislatura, in qualità di capo dell'Ufficio Legislativo del Ministro per i diritti e per le pari opportunità Barbara Pollastrini, ha seguito le leggi finanziarie, contribuendo all’inserimento di vari interventi di incentivazione per il lavoro femminile, predisponendo i principali disegni di legge in materia di parità e di lotta alle discriminazioni di varia natura e quello relativo a interventi preventivi e di certezza della pena sulla violenza contro le donne. Nella medesima legislatura è stato consulente giuridico del Presidente del Senato Franco Marini.

Collabora con diverse riviste di settore (per esempio Quaderni costituzionali e Nomos) ed è commentatore costituzionalista per diversi quotidiani nazionali, inclusi Il Riformista, Europa, Il Secolo XIX, l'Unità, L'Adige e Il Mattino, nonché blogger per l'Huffington Post.

È stato tra i membri del Comitato promotore dei referendum elettorali.

È presidente del Comitato Scientifico dell'associazione ulivista "Libertà Eguale", e promotore dell'Associazione "Qualelaicità".

Oltre ad essere uno tra gli ispiratori del progetto del Partito Democratico ed eletto all’Assemblea Costituente, è anche uno dei principali autori dello Statuto del PDsenza fonte, nonché tra i coautori del progetto di riforma elettorale detta “Vassallo-Ceccanti”.

Al Senato nella scorsa legislatura è stato relatore di minoranza sul cosiddetto "lodo Alfano" e sul conflitto di attribuzioni sollevato dalla maggioranza contro la magistratura sul "Caso Englaro", vedendo in entrambi i casi prevalere poi le ragioni espresse in sede parlamentare attraverso le sentenze della Corte Costituzionale. È stato relatore insieme a Lucio Malan (Pdl) della riforma della legge elettorale europea con l'introduzione dello sbarramento al 4 per cento. È stato relatore sulla legge di approvazione della modifica dell'Intesa con la Tavola valdese relativa all'otto per mille e insieme a Filippo Saltamartini della legge sul distacco di 7 comuni del Montefeltro che dalle Marche sono passati all'Emilia-Romagna.

In vista delle elezioni per la XVII legislatura ha espresso pubblicamente la propria amarezza e stupore per non essere stato ricandidato[1]. È quindi rientrato in servizio presso l'Universita' di Roma.

Operemodifica | modifica sorgente

Bibliografia principale:

  • Le istituzioni della democrazia tra crisi e riforma (Dehoniane, Roma, 1991)
  • Il sistema semi-presidenziale francese, in S. Ceccanti – O. Massari – G. Pasquino, Semipresidenzialismo. Analisi delle esperienze europee, (Il Mulino, Bologna, 1996).
  • La forma di governo parlamentare in trasformazione (Il Mulino, Bologna, 1997)
  • Un contributo in "Il governo. Gli esecutivi nelle democrazie contemporanee", di S. Fabbrini e S. Vassallo,(Laterza, 1999)
  • Una libertà comparata. Libertà religiosa, fondamentalismi, società multietniche (Il Mulino, Bologna, 2001)
  • Il progetto Penelope, in La tela di Prodi. Una Costituzione per un’Europa più democratica,a cura di G. Tognon.(Baldini e Castoldi, Milano, 2003)
  • Le democrazie protette e semi-protette da eccezione a regola. Prima e dopo le Twin Towers (Giappichelli, Torino, 2004)
  • Come chiudere la transizione, con S. Vassallo.(Il Mulino, Bologna, 2004).
  • Come reagiscono gli ordinamenti giuridici alle culture altre?, con Susanna Mancini, in Multiculturalismo: ideologie e sfide, di C. Galli(Il Mulino, Bologna 2006).
  • Laicità e istituzioni democratiche, in Laicità. Per una geografia delle nostre radici, a cura di G. Boniolo.(Einaudi, Torino, 2006)
  • Al cattolico perplesso, Borla, Città di Castello 2010
  • Changements constitutionnels en Italie in AA. VV. Les Mutations constitutionnelles. Actes de la journée d’etude du 5 avril 2013, Société de Législation comparée, Paris, 2013

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  1. ^ http://www.huffingtonpost.it/stefano-ceccanti/non-sono-candidato-amarez_b_2433838.html

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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