Storia del fumetto italiano

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Fino alla prima guerra mondiale: le originimodifica | modifica sorgente

Il 27 dicembre 1908 (data in cui uscì il primo numero del Corriere dei Piccoli, supplemento domenicale illustrato del Corriere della Sera fondato da Silvio Spaventa Filippi) viene tradizionalmente considerata la data di nascita del fumetto italiano[1].

In quest'epoca l'unico formato è quello della storia che si conclude in una tavola, copiato dalla tavola domenicale dei fumetti americani. Inoltre, in queste tavole dai colori vivaci non venivano inserite le nuvolette; la vicenda era invece narrata da strofette di ottonari a rima baciata poste sotto le vignette. Questa forma, peraltro comune a tutta Europa, durerà sul "Corrierino" fino alla fine degli anni settanta.

Secondo taluni tale scelta era dovuta a motivi grafici: le nuvolette costituivano un eccessivo vuoto grafico non gradito ad Antonio Rubino, illustratore e collaboratore fondamentale del Corrierino fino al 1959. In realtà la cultura letteraria italiana del tempo, in particolare i professori e i maestri, era ancora lontana dal concepire libri per l'infanzia finalizzati al puro intrattenimento. Il fumetto quindi era visto come strumento educativo, atto a contribuire alla formazione dei giovani ragazzi. In particolare, sul piano della lingua doveva educare alla metrica della poesia ed alla prosa dei romanzi. Perciò ogni imitazione del linguaggio parlato era da evitarsi. Quanto ai contenuti, essi non dovevano essere diseducativi, meglio se moraleggianti.

I principali personaggi del Corriere dei Piccoli dell'epoca, quelli ancor oggi ricordati sono:

  • Il negretto Bilbolbul viene considerato il primo vero personaggio italiano, creato nel 1908 dal noto illustratore Attilio Mussino. Le storie, dal carattere surreale, erano ambientate in un'Africa immaginaria e si basavano sulla rappresentazione dell'impossibile tramite un gioco di metafore.
  • Dei tanti personaggi creati da Antonio Rubino, altro grande illustratore dell'epoca, quello oggi più ricordato è Quadratino, apparso nel 1910 e protagonista di surreali vicende in cui la geometria della scuola e la grafica liberty si confondono.

Accanto ai personaggi italiani il Corriere dei Piccoli pubblicava altrettanti personaggi umoristici americani, distribuiti dal King Features Syndicate.

Il primo dopoguerra: il periodo "classico" del Corriere dei Piccolimodifica | modifica sorgente

A differenza degli Stati Uniti, il fumetto in Italia è considerato adatto solo ad un pubblico infantile e quindi considerato mezzo espressivo per chi ancora non sa leggere o vuole semplicemente divertirsi.

Con l'avvento del Fascismo il Corriere dei Piccoli dovette scendere a compromessi con il regime e divenne mezzo di propaganda. Nonostante ciò, i personaggi allora più popolari, tuttora ricordati, non hanno nulla di fascista. Nel febbraio del 1923 nelle edicole italiane comparve Il Balilla, giornalino a fumetti propagandistico in forte concorrenza con il Corrierino, dal quale infatti prese ispirazione per la grafica, e che propose nuove storie incentrate su personaggi eroici, i primi nella storia del fumetto italiano. Pochi mesi più tardi uscì un altro concorrente di forte ispirazione cattolica, Il Giornalino delle Edizioni Paoline.

I personaggi più famosi di quest'epoca, tutti apparsi sul Corriere dei Piccoli sono:

Gli anni trenta: arrivano le nuvolette e le avventuremodifica | modifica sorgente

Le prime riviste a fumetti italiane erano dirette ad un pubblico infantile e pubblicavano materiale d'importazione. Il primo settimanale italiano a fumetti pubblicato fu Jumbo, edito da Lotario Vecchi, apparso in edicola il 17 dicembre 1932, il quale pubblicava storie a puntate di produzione britannica e propose una convivenza tra la vecchia didascalia e il ballon. Il 31 dicembre dello stesso anno, considerata la crescente notorietà dei personaggi disneyani, l'editore Nerbini pubblicò il primo numero di Topolino. Il personaggio già appariva, a partire dal 30 marzo 1930 su L'illustrazione del Popolo.

Successivamente nacquero riviste rivolte agli adolescenti, che pubblicavano i neonati fumetti d'avventura americani. Il 14 ottobre 1934 sempre Nerbini lanciò L'Avventuroso che ebbe molto successo per l'eliminazione delle didascalie a favore delle nuvolette e ospitò quasi esclusivamente fumetti d'avventura americani, quasi tutti distribuiti dal King Features Syndacate. Un mese dopo Lotario Vecchi fece uscire L'Audace, che anch'esso pubblicava soprattutto materiale americano. Invece i fratelli Del Duca lanciarono Il Monello nel 1933 e L'Intrepido nel 1935, pubblicando solo materiale italiano. Analogamente il 1º gennaio 1937 nacque il settimanale di orientamento cattolico Il Vittorioso, pubblicato fino al 1966 e che propose una serie di fumetti rigorosamente dal sapore nazionale. Nel 1936 esordì Argentovivo, il quale lanciò i famosi fumettisti Walter Molino e Rino Albertarelli.

Nel frattempo il fumetto avventuroso statunitense continuava a collezionare un crescente numero di appassionati. Tuttavia, nel 1938 il regime cercò di opporsi ai "contagiosi" comics americani proibendone la pubblicazione, con l'eccezione di Topolino. Il provvedimento ebbe l'effetto di far crescere i primi eroi autoctoni, sostitutivi di quelli americani, ma non inferiori per qualità o originalità. I principali fra questi primi fumetti d'avventura italiani sono:

Il secondo dopoguerra: ad ogni personaggio una rivistamodifica | modifica sorgente

L'Italia del dopoguerra è impoverita e non si può permettere di pagare i diritti delle strisce americane. Così nasce una produzione "casereccia" di fumetti d'avventura, che rimpiazzi quelli americani, rispettando la divisione in generi che era propria di questi. Il formato tipico di questo nuovo fumetto italiano sarà quello dell'"albo" interamente occupato da una sola storia di un solo personaggio. Si tratta, per lo più, di una produzione di non grande livello, ma abbondante.

Il primo genere a nascere è quello dei giustizieri dall'identità segreta, eroi umani mascherati, eredi italiani dell'Uomo mascherato:

Un altro genere, questo tipicamente italiano, fu quello delle persone modeste che combattono contro bande di malviventi:

Non poteva mancare il genere della giungla, con i "tarzanidi":

Ma il genere più fecondo sarà quello western:

In tutte queste storie si ripeteva lo schema della lotta dei "buoni" contro i "cattivi".

Gli anni del dopoguerra, sono però anche gli anni d'oro di una rivista-contenitore, il cattolico Il Vittorioso. Esso ospitò innanzitutto le tavole fantasmagoriche e grottesche del maggior autore di fumetti umoristici dell'epoca, Benito Jacovitti, il quale per il "Vitt" creò I 3P, le avventure umoristiche dei ragazzi Pippo, Pertica e Palla. Nel 1957 "Jac" inventò per Il Giorno dei Ragazzi le storie del cowboy che beveva solo camomilla Cocco Bill. L'unicità di Jacovitti sta nel fatto che abbia rotto con il formato umoristico del Corriere dei Piccoli, ovvero le storie di una tavola, senza introdurre sistematicamente il formato striscia: erano famose le sue tavole in cui disponeva personaggi ed oggetti riempiendole completamente in modo molto personale.

Nel genere avventuroso sul Vittorioso apparivano le storie di uno tra i disegnatori più amati e raffinati del dopoguerra, Franco Caprioli, le cui storie, come quella del celebre Moby Dick, erano ambientate per la maggior parte nei mari del Sud. Sempre sulle pagine del Vittorioso Sebastiano Craveri propose Zoolandia, una serie di storie avvincenti i cui protagonisti erano animali antropomorfizzati. Infine, per la stessa rivista nel 1951 Lino Landolfi creò il poliziotto italoamericano Procopio. Le storie erano raccontate dai suoi antenati che avevano vissuto in prima persona grandi fatti storici.

Questa è l'epoca di maggior diffusione anche per le riviste-contenitore della Casa Editrice Universo, Il Monello e L'Intrepido. Esse pubblicavano molti fumetti inglesi ed americani. Il più famoso personaggio italiano da esse ospitato fu Pedrito el Drito di Antonio Terenghi.

In questo periodo nasce anche un nuovo tipo di fumetto, più realistico, rivolto in particolar modo alle lettrici: il fotoromanzo. Tra i più famosi quelli pubblicati dalla rivista Grand Hotel dei fratelli del Duca e Bolero Film di Mondadori.

Gli anni cinquanta videro l'incredibile successo dei fumetti tascabili. Uscirono in Italia le storie disneyane pubblicate da Arnoldo Mondadori, le quali ebbero molto successo. Bisogna premettere che esse risultavano firmate da Walt Disney, e lo sarebbero state anche dopo la morte dell'interessato, fino agli anni ottanta, quando finalmente furono riconosciute ufficialmente le paternità delle singole storie. Nel 1953 Romano Scarpa creò alcune storie di Topolino, come Il doppio segreto di Macchia Nera e sempre nel 1953 Giovan Battista Carpi entrò nel mondo Disney creando diverse storie. Nel 1958 fu pubblicata la "grande parodia" Dottor Paperus di Luciano Bottaro. Con l'arrivo di Giorgio Cavazzano, negli anni settanta, i fumetti disneyani furono modernizzati dal suo stile molto più dinamico.

Molti furono i personaggi che adottarono lo stesso formato di Topolino, alcuni erano disegnati dagli stessi autori che lavoravano a tale rivista:

Anni sessanta: arrivano i cattivi e gli intellettualimodifica | modifica sorgente

In questi anni al fumetto viene riconosciuta una dignità di linguaggio pari a quella del romanzo tradizionale e una forte importanza artistica, questo grazie anche agli studi di importanti autori quali Umberto Eco, con il suo Apocalittici e integrati, Roberto Giammanco, Elio Vittorini, Oreste del Buono e altri. In questo clima nasce il primo Salone del fumetto di Bordighera, che l'anno successivo si trasferirà a Lucca (in seguito chiamato Lucca Comics). Data la crescente importanza attribuitagli, questo strumento comunicativo va sempre più specializzandosi in base alle diverse fasce di età e differenti target socio-culturali rappresentati da una variegata gamma di consumatori.

Simmetricamente all'interesse degli intellettuali per il fumetto, nasce un fumetto rivolto al pubblico colto, il cosiddetto "fumetto d'autore". Le opere di questo filone verranno ospitate prevalentemente su riviste-contenitore. La più importante di esse è certamente Linus, fondata nel 1965 da Giovanni Gandini con la consulenza di Oreste del Buono e tuttora in edicola. Altre riviste saranno Sgt. Kirk di Ivaldi ed Eureka dell'Editoriale Corno, entrambe nate nel 1967, ed Il Mago edito da Mondadori (1972-1980).

Con Dino Battaglia, uno dei creatori di Asso di Picche il fumetto d'autore italiano viene rinnovato sia dal punto di vista narrativo che grafico, con cambiamenti repentini della visuale tra le vignette e un disegno più emotivo e dinamicizzato. Ma l'evento più importante riguardo alla storia del fumetto d'autore moderno, non solo italiano, è da considerarsi l'uscita del capolavoro di Hugo Pratt Una ballata del mare salato, primo episodio del suo più famoso personaggio Corto Maltese. Viene così inaugurato un nuovo modo di narrare con un fumetto più riflessivo, letterario, di narrativa, in cui le vicende, dal ritmo moderno, si svolgono in ambienti dal sapore esotico e sparsi in tutto il mondo. È il riflesso dell'utopia e di quella ricerca di libertà, avventura dell'autore. Questi due autori approderanno nella loro fase matura a Linus.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fumetto nero italiano.

Con la messa in discussione dei vecchi canoni della società nasce la figura dell'eroe negativo, dalla personalità forte e ingegnosa, che non si riconosce nell'ordine sociale esistente e per questo assume atteggiamenti anarcoidi. Questo antieroe si maschera per non farsi riconoscere e per non essere nessuno, non può fare a meno di rubare ed è continuamente sopraffatto da un forte desiderio di morte e distruzione. È la nascita in Italia del fumetto nero, il quale prende ispirazione dal suo predecessore francese Fantax, creato nel 1945 da Marcel Navarro e Pier Mouchotte.

Fra i principali personaggi di questo filone troviamo:

  • Diabolik, il più celebre, ideato dalle sorelle Giussani nel 1962. Il protagonista impersonifica un cinico e violento assassino, un ladro mascherato all'antitesi del superuomo. Anche la sua compagna, Eva Kant, rispecchia un nuovo modo di rappresentare la femminilità, più vicina al modello maschile. Collaborarono alla creazione grafica gli illustratori Luigi Marchesi, Enzo Facciolo, Glauco Coretti, Sergio Zambinoni e Franco Paludetti.
  • Sulla scia di Diabolik escono altri protagonisti mascherati come Kriminal, creato da Magnus e Max Bunker nel 1964. Stavolta incontriamo un personaggio ancora più violento e malvagio, emblema di morte e vendetta.

Anche le protagoniste femminili diventano più forti e spregiudicate:

  • Satanik, la rossa del diavolo, ideata nel 1964 da Magnus e Bunker. È una donna fredda e crudele che utilizza la magia nera per portare a termine i suoi piani perversi. Grazie e un filtro magico riesce a ringiovanire e attirare i suoi amanti.
  • La nuova cultura che sta per affermarsi si rispecchia anche nelle vicende della bella fotografa milanese Valentina, creata da Guido Crepax e uscita nel 1965 su Linus. Non c'è sadismo in lei, ma disinvoltura, mancanza di pudore, il protagonismo in una vita reale.
  • Nel 1966 si ha la nascita del fumetto erotico popolare italiano con l'Isabella de Frissac di Giorgio Cavedon e Sandro Angiolini. Detta la "duchessa dei diavoli", la protagonista vive nella Francia settecentesca di Luigi XIII e si presenta con un atteggiamento maschile, aggressivo, spudorato e provocatorio. A cavallo tra l'erotico e l'antieroe del fumetto nero troviamo protagonisti di altre testate spesso, ma non sempre, femminili, come Lucifera, Jacula, Sukia Vartàn o più raramente maschili Goldrake, e numerose altre testate di fumetti popolari erotici e pornografici (pornografico, porno-horror, sexy) italiani.

Tra le altre principali pubblicazioni dell'epoca ritroviamo:

Anni settanta: la contestazionemodifica | modifica sorgente

Sono gli anni della contestazione. Il fumetto, per il buon riscontro con il pubblico giovanile, la velocità di rappresentazione, e l'immediatezza, diviene medium dell'opposizione dei movimenti antagonisti e scena di una satira di costume e di politica molto aggressiva, metaforica e talvolta irreale. Linus diverrà il centro di produzione di questo tipo di fumetti. Anche dal punto di vista narrativo avviene un rinnovamento dovuto al rigetto dell'avventura classica di stampo anglosassone, considerata troppo filoamericana, a favore della più nobile "letteratura grafica".

Sergio Toppi, proveniente da una decennale esperienza nel Corriere dei Piccoli, è da considerarsi un innovatore in questo senso. Nel 1974 esordisce sul Messaggero dei Ragazzi mostrando caratteristiche nell'uso forte del nero e rompendo i tradizionali schemi delle vignette, con temi di grande impatto emotivo. Tra le sue creazioni, la collana Un uomo un'avventura e la serie Il collezionista. Molto importante sarà il contributo dei fumettisti sudamericani e soprattutto argentini, tra cui Alberto Salinas e Arturo del Castillo.

Tra le altre principali pubblicazioni dell'epoca ritroviamo:

La rivoluzione sessuale accentua la disinvoltura delle protagoniste femminili che si mostrano senza veli e assumono atteggiamenti maschili:

La rivista mensile Il Mago di Mondadori pubblica il delizioso e particolarissimo Grosky Hotel di Marco Di Tillo e Fabio Petrassi.

La casa editrice Edizioni Ottaviano si specializza in opere a fumetti impegnate culturalmente e politicamente:

Il fumetto esce dall'ambito esclusivo delle pagine stampate per sbarcare anche nella televisione, con i programmi Gulp! (1972) e SuperGulp! (1977-1981). Per Gulp! Bonvi, insieme al regista De Maria, creò ex novo il personaggio di Nick Carter. A Supergulp!, finalmente trasmesso a colori, collaborarono alcuni grandi nomi del fumetto e del cartone animato italiano, tra cui Bonvi, Bruno Bozzetto, Hugo Pratt, Silver, Sergio Bonelli.

Anni ottanta: le nuove avanguardie e l'effetto tvmodifica | modifica sorgente

Tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta si colloca un periodo di passaggio tra gli anni della ribellione e la perdita di un centro di riferimento; gli autori guardano anche alle avanguardie degli anni quaranta per sperimentare nuove forme di narrazione, tra emozione e razionalità. È soprattutto il momento in cui il fumetto comincia a essere riesplorato e riassaporato nelle nuove forme che va assumendo: le nuove generazioni non riconoscono più la sola televisione come un veicolo possibile per la propria immaginazione.senza fonte

Nel 1980 esce il mensile Frigidaire, rivista culturale di fumetti e altro, che racchiude in sé le visioni più controcorrente: su quelle pagine il fumetto è solo uno dei tanti strumenti con cui si sondano angoli della realtà e del pianeta giudicati e trattati come autentiche miniere per l'immaginario artistico e politico degli autori. Vi collaborano Stefano Tamburini, creatore di Ranxerox, cibernetica violenza ispiratrice del cult movie Terminatorsenza fonte, e Filippo Scòzzari, creatore del Dottor Gek, di Primo Carnera, e di Suor Dentona, altrettante declinazioni di uno "squisito disgusto" per quello che si è diventati. Il ribellismo giovanile, la volontà di autodistruzione, l'affondamento delle ideologie, la droga, il culto della violenza, il punk, sono rappresentati dall'autore Andrea Pazienza che su Frigidaire crea nel 1980 Massimo Zanardi, studente diabolico, cinico figlio di una società malata.

Nel gruppo Valvoline, costituito da giovani bolognesi inseguitori delle avanguardie artistiche, il fumetto è reinventato, in linea con il mondo che sta cambiando. Collaborano Igort (Igor Tuveri), sperimentatore grafico e di narrazione, Giorgio Carpinteri, dal tratto cubista e i contenuti demenzial-noir, Roberto Baldazzini, più vicino alla scuola pop e creatore di Baldo.

Su Alter Alter Lorenzo Mattotti pubblica, nella ricerca di nuove espressioni e simboli, Incidenti, Il Signor Spartaco e Fuochi.

Massimo Mattioli è un illustratore dallo spirito antagonista e creatore di situazioni cattive e permeate di sesso, sadismo e ironia come Joe Galaxy. Ma era stato anche fra i fondatori del gruppo Cannibale e del mensile Frigidaire.

Giuseppe Palumbo sulle pagine di Frigidaire idea Ramarro, verde supereroe masochista, muscoloso e immortale. La sperimentazione cromatica e di forme avviene soprattutto per mano di Massimo Giacon, illustratore di tavole ipercolorate, dalle linee spezzate e i cromatismi a contrasto e Francesca Ghermandi, ideatrice di personaggi semiantropomorfi, dai forti contrasti cromatici e vicende futuristiche, entrambi ispirati da neo rivisitazioni dell'universo Walt Disney, e ospitati a più riprese sulle pagine di Frigidaire.

Tra le altre pubblicazioni, oltre a quelle de Il Giornalino:

Le maggiori libertà di linguaggio, la caduta delle censure, il graffitismo formale danno vita a storie di donne sempre più spregiudicate:

Non mancano la satira di costume e di politica, al bando dalle ipocrisie. Uno fra i più celebrati vignettisti satirici italiani di questi anni è Giorgio Forattini, di cui innumerevoli sono le pubblicazioni.

Tra le altre principali pubblicazioni ritroviamo:

Anni novanta: fenomeni d'importazionemodifica | modifica sorgente

Le tecnologie avanzano e l'interattività con loro, ne è un esempio il lavoro di Ro Marcenaro che ha utilizzato il computer per creare le tavole della riproduzione a fumetti del Candido di Voltaire. Nel frattempo continua a imperversare la satira politica, con Danilo Marmotti e il suo Milan Dog. Dopo una crisi del fumetto negli anni ottanta verso l'inizio degli anni novanta avviene una ripresa, grazie alla rinascita dell'interesse verso i supereroi del fumetto americano, in particolare col nuovo ciclo di avventure di Batman, scritte da Frank Miller. L'importazione dei cartoni animati giapponesi ha dato il via ad un altro fenomeno importante: quello dei manga, i fumetti giapponesi.

Un altro motivo che riportò alla ripresa del mercato fu l'enorme successo del fumetto Dylan Dog di Tiziano Sclavi (edito da Bonelli). Uscito nelle edicole nel 1986 inizialmente non suscita molto interesse, dopo circa due anni tuttavia diventa un fenomeno cult, raggiungendo tali livelli di vendita da essere uguagliato, in Italia, solamente da Topolino e da Tex. Dylan Dog è rimasto tra i più conosciuti e la Bonelli è divenuta una casa editrice di tendenza, la principale realtà editoriale nel panorama del fumetto italiano.

Un altro fumetto particolarmente apprezzato in questo decennio e nel successivo è Rat-man di Leo Ortolani pubblicati dalla Panini Comics e Cult Comics in formato Rat-Man Collection. Il personaggio nasce come una parodia dei supereroi americani, è un supereroe che riesce sempre a risolvere le sfide contro i supercriminali come il Buffone Janus Valker ed altri con metodi buffi e impossibili, anche grazie ai suoi compagni di prodotti americani e giapponesi, con sempre meno spazio nelle case editrici per gli autori italiani, sempre a eccezione della Bonelli. Oltre a Rat-man la Marvel Italia da alle stampe Fandango di Davide Toffolo, la storia e le avventure dei suoi Cinque allegri ragazzi morti. Una rock band di zombie costretti a viaggiare per l'Italia in cerca di avventure. Toffolo insieme al gruppo dei Kappa Boys hanno caratterizzato il fumetto nella seconda metà degli anni novanta e in tutto il decennio successivo.

I Kappa Boys sono un gruppo di ragazzi con base a Bologna appassionati di manga. Uno dei loro primi progetti editoriale oltre a Mangazine, forse la prima fanzine italiana a trattare di fumetto giapponese, è stata la creazione di Mondo Naif, titolo anche di una delle canzoni più significative del gruppo di Davide Toffolo, i Tre allegri ragazzi morti. Mondo Naif è una miniserie uscita in edicola di tre numeri con storie di ragazzi e adolescenti ambientate a Bologna. Il gruppo di sceneggiatori e illustratori di Mondo Naif sono: Otto Gabos, Andrea Baricordi, Massimiliano De Giovanni, Andrea Accardi, Giovanni Mattioli, Davide Toffolo, Vanna Vinci autrice anche della striscia umoristica La bambina filosofica[3].

Il nuovo millennio: le nuove tecnologiemodifica | modifica sorgente

Con la rete anche il modo di scambiare e creare fumetti sta cambiando. Infatti, oltre ai noti vantaggi offerti dal file sharing, cominciano a nascere nuove testate edite e vendute direttamente ed esclusivamente su Internet, il cosiddetto "fumetto online".

Il mondo dei fumetti cartacei continua comunque a sopravvivere, sia con le stampe dei vari personaggi classici Bonelli, Rat-man e altri, sia con la pubblicazione di nuove testate. Tra queste spicca W.I.T.C.H. di Elisabetta Gnone, prodotto dalla Disney Italia, e che ha riscosso un grande successo soprattutto tra le giovani lettrici. La Rainbow S.p.A. di Iginio Straffi produsse su Merchasting dei magazine su Winx Club e Huntik - Secrets & Seekers.

Fu anche realizzato un nuovo supereroe italiano Capitan Novara, con episodi a monopagina di Fabrizio de Fabritiis da cui è stato tratto un cortometraggio amatoriale, Capitan Novara - Un giorno da supereroe.[4] Capitan Novara è un supereroe che vive le sue avventure in un universo popolato anche da altri supereroi come la squadra della VCO FORCE, Aronauta, Lady Venezia, El Sanse, Comandante Italia o Dottor Torino. Alcuni di questi personaggi vivono avventure all'interno di serie a loro dedicate, come ad esempio Aronauta o General Varese, quest'ultimo ambientato 200 anni nel futuro di Capitan Novara. Le serie, infatti, sono legate tra loro da una forte continuity narrativa.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Barbieri, op. cit., p. 97
  2. ^ Le Nuvole parlanti
  3. ^ Pagina ufficiale de La bambina filosofica
  4. ^ http://free4ever.wix.com/un-giorno-da-supereroe

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • René Clair, I primi eroi, Milano, Garzanti, 1965.
  • Claudio Bertieri, AZ comics, Roma, Archivio Internazionale della Stampa a Fumetti, 1969.
  • Antonio Faeti, Guardare le figure - Gli illustratori italiani dei libri per l'infanzia, Torino, Einaudi, 1972.
  • Palmiro B. Boschesi, Manuale dei fumetti, Milano, Mondadori, 1976.
  • Graziano Origa, L'enciclopedia del fumetto, Milano, Edizioni Ottavano, 1977.
  • Ferruccio Giromini, Marilù Martelli, Gulp! 100 anni a fumetti. Un secolo di disegni, avventure, fantasia, Milano, Electa, 1996.
  • Moliterni C., Mellot P., Denni M., Il fumetto - Cent'anni di avventura, Milano, Universale Electa, 1996.
  • Luca Raffaelli, Il fumetto, Milano, Il Saggiatore, 1997.
  • Luca Raffaelli, L'Italia a strisce, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
  • Gianni Bono, Guida al Fumetto Italiano, Milano, Epierre, 2003 (prima edizione 1993).
  • Franco Restaino, Storia del fumetto - Da Yellow Kid ai manga, Torino, UTET, 2004.
  • Daniele Barbieri, Breve storia della letteratura a fumetti, Roma, Carocci, 2009. ISBN 8843048805.
  • Renato Genovese, L'avventurosa storia del fumetto italiano - Quarant'anni di fumetti nelle voci dei protagonisti, Roma, Castelvecchi Editore, 2009. ISBN 9788876153464.
  • Fabio Gadducci, Leonardo Gori, Sergio Lama, Eccetto Topolino - Lo scontro culturale tra fascismo e fumetti, Battipaglia (SA), Nicola Pesce Editore, 2011. ISBN 8897141048.
  • Gianni Bono, Matteo Stefanelli, Fumetto!, Milano, Rizzoli, 2012. ISBN 978-88-17-06004-2.

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