Storia della Sicilia vandala

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La dominazione vandala della Sicilia iniziò nel 440, con la conquista da parte del re Genserico, e si concluse tra il 484 e il 496, sotto il regno di Guntamundo, che perse l'ultima città vandala nell'isola, Lilibeo.

Genserico divenne re nel 428, alla morte del fratello Gunderico. Dopo aver conquistato tutto il Nordafrica, nel 440 si unì ai berberi. A Cartagine, la sua base, mise a punto una grande flotta con la quale, nello stesso anno, sbarcò in Sicilia. I vandali iniziano a razziare l'isola, distruggendo Palermo e impedendo anche alle navi bizantine di Teodosio II di approdare per provare a combattere i barbari.

Nel 442 ciò che rimaneva dell'Impero romano d'Occidente riconobbe le conquiste vandale e fu così creato uno stato vero e proprio. Nel 476 Odoacre, re degli eruli, iniziò una sanguinosa guerra contro i vandali, riscattando però quasi tutta la Sicilia con un tributo. L'unica roccaforte vandala rimase Lilibeo.

Sotto Gutemondo, nipote di Genserico, tra il 484 e il 496, la Sicilia fu conquistata interamente dagli ostrogoti, che comunque si limitarono a depredarla.

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