Strada statale 127 Settentrionale Sarda
| Strada statale 127 Settentrionale Sarda |
|
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regioni | |
| Dati | |
| Classificazione | Strada statale |
| Inizio | Olbia |
| Fine | SS 131 presso Sassari |
| Lunghezza | 130,058[1] km |
| Provvedimento di istituzione | Legge 17/05/1928 n° 1094[2] |
| Gestore | ANAS |
La strada statale 127 Settentrionale Sarda (SS 127), è una strada statale italiana. È la più antica via di collegamento del nord della Sardegna.
Indice |
Percorso modifica
Da Olbia a Tempio Pausania modifica
Inizia a Olbia (uno dei capoluoghi della provincia di Olbia-Tempio), dalla strada statale 125 Orientale Sarda, e si snoda verso ovest attraverso l'interno dell'isola incontrando paesaggi suggestivi. Da Olbia la strada sale pian piano verso i rilievi centrali, toccando le località di Telti, Calangianus e Tempio Pausania (l'altro capoluogo della provincia gallurese). In questo tratto è particolarmente apprezzata dai mototuristi, in virtù delle innumerevoli curve e dei paesaggi spettacolari che attraversa. A Tempio Pausania la strada incrocia la strada statale 392 del Lago del Coghinas e la strada statale 133 di Palau.
Da Tempio Pausania a Sassari modifica
Da Tempio Pausania il tracciato digrada verso le colline del nord dell'isola, supera il bivio per Bortigiadas (dopo il quale si diparte la strada statale 672 Sassari-Tempio a scorrimento veloce) e quindi superato il fiume Coghinas entra nella provincia di Sassari verso Perfugas. Prosegue quindi verso ovest, su un percorso piuttosto curvilineo dove sale di quota, e attraversa Laerru (dove diparte la strada statale 134 di Castel Sardo), Martis (dove diparte la strada statale 132 di Ozieri), Nulvi e Osilo. Dopo alcuni chilometri, digradando nuovamente, arriva infine a Sassari, terminando innestandosi sul nuovo tracciato della strada statale 131 Carlo Felice a sud-ovest della città.
Strada statale 127 bis Settentrionale Sarda modifica
| Strada statale 127 bis Settentrionale Sarda |
|
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regioni | |
| Dati | |
| Classificazione | Strada statale |
| Inizio | SS 131 presso Sassari |
| Fine | Porto Conte |
| Lunghezza | 46,937[1] km |
| Provvedimento di istituzione | Legge 17/05/1928 n° 1094[2] |
| Gestore | ANAS |
La strada statale 127 bis Settentrionale Sarda (SS 127 bis), è una strada statale italiana. Praticamente è la continuazione della strada statale 127 Settentrionale Sarda (da Sassari) verso la costa occidentale dell'isola, Alghero e la Riviera del Corallo.
Percorso: da Sassari ad Alghero modifica
Ha origine nel capoluogo, dall'ovest della città, intersecando dapprima la strada statale 131 Carlo Felice, e prosegue verso Alghero attraversando alcuni paesi tra cui Uri e passando nelle vicinanza del lago artificiale del Cuga. Giunta ad Alghero, la attraversa in un tratto urbano lungo pochi km da est a nord, per proseguire, dopo aver toccato Fertilia prima e Maristella poi, fino alla baia di Porto Conte.
Recentemente, al tracciato originario tuttora esistente e di competenza ANAS, sono state effettuate delle rettifiche dall'abitato di Uri fino al bivio con la strada provinciale che collega Olmedo ad Alghero, abbattendo i tempi necessari a collegare il capoluogo di provincia alla città catalana in circa mezz'ora di macchina. Questo a patto di passare dalla strada provinciale che collega Sassari con Ittiri, che ha carattere di scorrimento veloce a due corsie. Il collegamento Sassari-Alghero è però più trafficato nella sua direttrice principale e più fluida, la strada statale 291 della Nurra.
Con la costruzione del nuovo tracciato della strada statale 131 Carlo Felice tra Sassari e Porto Torres, è variato il caposaldo iniziale della strada, ora posto in corrispondenza dell'intersezione con il nuovo tracciato della SS 131. I primi 1,652 km sono stati conseguenzialmente dismessi e ceduti al comune di Sassari.
Note modifica
- ^ a b Adeguamento dei canoni e dei corrispettivi dovuti per l'anno 2012 per la pubblicità stradale, p. 26. ANAS
- ^ a b Elenco delle strade statali e delle autostrade, ANAS, 1992










