Sylvain Maréchal

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Pierre Sylvain Maréchal

Pierre Sylvain Maréchal (Parigi, 15 agosto 1750Montrouge, 18 gennaio 1803) è stato uno scrittore, poeta e agitatore politico francese, che si distinse durante la Rivoluzione Francese.

Fu molto legato a Gracco Babeuf, precursore del comunismo. Desideroso di liberare l'uomo da ogni schiavitù, Sylvain Maréchal fu uno dei più importanti esponenti dell'ateismo durante la Rivoluzione.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Figlio di Pierre Maréchal e di Brigide Meunier, Pierre Sylvain Maréchal nacque il 15 agosto 1750 a Parigi, dove il padre possedeva un negozio di vini. Nonostante il padre lo avesse destinato al commercio fin dall'infanzia, intraprese studi di legge, ma presto si dedicò alla letteratura, componendo a 20 anni una serie di odi pastorali (le Bergeries), la cui buona accoglienza gli fruttò un posto di bibliotecario al Collège des Quatre-Nations, che gli permise una vasta erudizione.[1]

Influenzato dalle idee di Rousseau, Condillac, Voltaire, Helvétius, Diderot e Meslier, Maréchal affrontò per la prima volta il problema dell'ineguaglianza sociale nel Livre de tous les âges (1779), cominciando a propugnare un socialismo agrario che puntasse alla comunità dei beni e criticando l'assolutismo dei suoi tempi. Nel 1780 pubblicò Fragments d'un poème moral sur Dieu, opera in cui indicò nel socialismo e nell'ateismo i metodi per liberare l'umanità dalla schiavitù. In seguito alla pubblicazione dell'opera Livre échappé au déluge (1784), nella quale espose le sue idee riguardanti religione, società e morale, lo scrittore perse il proprio posto di bibliotecario.[1]

Nel 1788 Maréchal pubblicò Almanach des honnêtes gens, proponendo un nuovo calendario diviso in 36 decadi in cui sostituì i nomi dei santi con quelli di letterati e sapienti nelle loro date di nascita o di morte; l'indignazione generale che accompagnò la pubblicazione dell'opera, che fu poi presa come base del calendario rivoluzionario francese entrato in vigore nel 1793,[2] gli costò tre mesi di reclusione al carcere di Saint-Lazare.[3]

Uscito dal carcere, Maréchal divenne nel 1790 il redattore capo del giornale Revolutions de Paris, dal quale condusse violente campagne di stampa contro il clero e la monarchia; repubblicano fervente durante le prime fasi della Rivoluzione francese, in seguito, pur componendo un Hymne à l'Être suprème per ingraziarsi Robespierre,[4] non prese parte alla lotta tra Girondini e Giacobini. Tuttavia la presa di potere da parte del Direttorio lo portò ad una critica sempre più radicale; si avvicinò così alle posizioni politiche di Gracco Babeuf e scrisse il Manifeste des Égaux ("Manifesto degli Eguali", 1796), in cui propugnava ancora una volta la comunione dei beni e criticava la Costituzione del 1795.[5] Alla scoperta della congiura degli Eguali, tuttavia, riuscì a sfuggire alle persecuzioni grazie all'abitudine di pubblicare le sue opere politiche in forma anonima.[6]

Dopo avere scritto nel 1801 il Projet d’une loi portant défense d’apprendre à lire aux femmes ("Progetto di legge per vietare alle donne di imparare a leggere"), un'opera misogina contraddittoria per una delle menti più progressiste dell'epoca, Sylvain Maréchal morì a Montrouge il 18 aprile 1803.

Operemodifica | modifica sorgente

Periodo classicomodifica | modifica sorgente

  • Bergeries (1770)
  • Chansons anacréontiques (1770)
  • Essais de poésies légères suivis d’un songe (1775)
  • Fragments d’un poème moral sur Dieu (1780)

Periodo pre-rivoluzionariomodifica | modifica sorgente

  • Dieu et les prêtres (1781)
  • Fragments d’un poème philosophique (1781)
  • L'Âge d’Or, recueil de contes pastoraux (1782)
  • Livre échappé du déluge (1784)
  • Almanach des Honnêtes Gens (1788)
  • Apologues modernes, à l’usage d’un dauphin (1788)

Periodo rivoluzionariomodifica | modifica sorgente

  • Dame Nature à la barre de l’Assemblée nationale (1791)
  • Jugement dernier des rois (1793)
  • Le Tableau Historique des évènements révolutionnaires de l'an II (1795)
  • Manifeste des égaux (Manifesto degli Eguali, 1796)
  • Pensées libres sur les prêtres (1798)
  • Le Lucrèce français (1798)
  • Culte et Lois d’une société d’hommes sans Dieu (1798)
  • Les Voyages de Pythagore (1799)
  • Histoire universelle en style lapidaire (1800)
  • Dictionnaire des Athées anciens et modernes (1800)
  • Pour et contre la Bible (1801)
  • Projet d’une loi portant défense d’apprendre à lire aux femmes (Progetto di legge per vietare alle donne di imparare a leggere, 1801)
  • La Femme abbé (1801)

Opere postumemodifica | modifica sorgente

  • Histoire de la Russie, réduite aux seuls faits importants (1807)
  • De la vertu (1807)

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b (FR) Institut International d'histoire social - Sylvain Maréchal. URL consultato il 28-03-2011.
  2. ^ (EN) Encyclopædia Britannica. URL consultato il 29-03-2011.
  3. ^ Quérard pag. 521, vol. 5.
  4. ^ Fichera pag. 172.
  5. ^ Manifesto degli Eguali (PDF). URL consultato il 03-04-2011.
  6. ^ Erica J. Mannucci. Pitagora e la Rivoluzione francese: attualità politica ed eredità culturali in un viaggio immaginario nel Mediterraneo antico. (PDF). URL consultato il 03-03-2011.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • (FR) Maurice Dommanget, Sylvain Maréchal: l'égalitaire., R. Lefeuvre, 1950.
  • Erica J. Mannucci, Finalmente il popolo pensa. Sylvain Maréchal nell'immagine della Rivoluzione francese, Napoli, Guida, 2012.
  • (FR) Daniel Mornet, Les Origines intellectuelles de la Révolution française 1715–1787, Armand Colin, 1967.
  • (FR) Joseph Marie Quérard, La France littéraire, ou Dictionnaire bibliographique des savants, historiens et gens de lettres de la France,: ainsi que des littérateurs étrangers qui ont écrit en français, plus particulièrement pendant les XVIIIe et XIXe siècles ..., Firmin Didot père et fils, 1833.
  • Antonio Fichera, Breve storia della vendetta: arte, letteratura, cinema : la giustizia originaria.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

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