Teatro Grande (Brescia)

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Coordinate: 45°32′12.43″N 10°13′14.74″E / 45.536787°N 10.220761°E45.536787; 10.220761

Teatro Grande di Brescia
Teatro Grande (Sala).jpg
Scorcio della sala
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Brescia
Indirizzo Via Paganora 19/a, 25121 Brescia
Dati tecnici
Tipo Sala a ferro di cavallo con cinque ordini di loggiati
Fossa presente
[1]
Questa voce riguarda la zona di:
Corso Zanardelli
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Il Teatro Grande di Brescia è il principale teatro di Brescia, situato a metà di corso Giuseppe Zanardelli. Venne costruito, e rimodernato più volte, in un arco di tempo che va dalla prima metà del XVIII secolo fino a metà del XIX.

Il nome "Grande" deriva dalla precedente denominazione "Il Grande" in onore di Napoleone Bonaparte.

Storiamodifica | modifica sorgente

Il Teatro vero e proprio sorge sul luogo di un primo teatro pubblico, costruito intorno al 1664. Esso, a sua volta, si era sviluppato sull'area concessa, nel 1643 dalla Repubblica di Venezia all'Accademia degli Erranti che vi edificò la propria sede ad opera degli architetti Avanzo. La costruzione era inizialmente delimitata dalle mura meridionali della cittadella. L'Accademia riuniva la nobiltà cittadina in varie attività di esercizio equestre e di scherma, matematica, morale e ballo. Il palazzo era composto da una vasta sala superiore, raggiunta da un maestoso scalone, e da un portico al pian terreno. Il porticato circondava un'area che gli accademici utilizzavano come maneggio, poi adattata a teatro con due interventi, nel 1664 e nel 1710. Il teatro del 1664 venne rifatto nel 1735-39 dall'architetto Manfredi, con la collaborazione di Antonio Righini e Antonio Cugini, due noti scenografi ed architetti teatrali dell'ambito dei Bibbiena padre e figlio. Nel 1745 al portale seicentesco vennero aggiunte due aperture minori, che conducono ad una scalinata ed all'atrio. Nel 1760-69 venne aggiunto un ridotto, quale sala accademica degli Erranti, in stile rococò, realizzato dall’architetto Antonio Marchetti e affrescato dal Battaglioli, dal Giugno e dallo Scalvini. La copertura è arricchita da un vasto affresco del veneziano Francesco Zugno, con figure allegoriche celebrative delle Arti e delle Scienze. Dal ridotto si accede alla sede della ‘Reggenza’ dell'Accademia, oggi caffetteria, affrescata nel 1787 dal Tellaroli, ed ancora ad una saletta affrescata nel 1811 dal Teosa, con raffigurazioni allusive al gioco d'azzardo, che vi si praticava.

Nel 1780 venne aggiunto un nuovo porticato, realizzato dagli architetti Antonio Vigliani e Gaspare Turbini. Nel 1789, lo stesso Turbini ridisegnò la facciata conservando, della preesistente opera seicentesca, tre finestroni sul fronte verso corso Zanardelli.

Nel 1806 l'architetto Luigi Canonica, il maggiore progettista teatrale dell’epoca, ricostruì la sala "a ferro di cavallo", con cinque ordini di palchi, i due superiori trasformati nel 1904 in galleria e loggione. La vecchia sala del 1735, venne demolita nel 1809 e sostituita dalla nuova, inaugurata nel 1810, con un grande spettacolo operisitico musicato per l'occasione dal Mayr. La decorazione, opera del Teosa, rappresentava una allegoria delle vittorie di Napoleone, dipinte dal Vantini, mentre il palco reale venne ornato di una sovraporta con una allegoria della Notte (ancora esistente).

Nel 1862 lo scenografo parmigiano Magnani disegnò una nuova decorazione della sala, con fastosi ornati neobarocchi, mentre la volta veniva affrescata dal pittore Campini. Ridisegnò la Sala delle Statue, alla sommità della scalinata che sale dall’atrio, successivamente arricchite con i busti di bronzo del commediografo bresciano Girolamo Rovetta di Leonardo Bistolfi del 1911 e di Giuseppe Verdi eseguito da Domenico Ghidoni nel 1901.

Nel 1894 il ridotto venne ritoccato dal Tagliaferri, che 'rifece l’antico', come usava all’epoca: egli aggiunse specchiere e putti in gesso ad opera di Francesco Gusneri e statue affrescate di Bortolo Schermini.

Nel 1912 il teatro viene riconosciuto come monumento nazionale con atto di vincolo del 22 marzo.

Nel 1914 lo scalone d'ingresso venne decorato dal pittore bresciano Gaetano Cresseri con due grandi affreschi monocromi rappresentanti La tragedia e La commedia.

Nel 2002 venne aggiunto, alla Sala delle Statue, il terzo busto di bronzo raffigurante il pianista bresciano Arturo Benedetti Michelangeli, in occasione del settimo anniversario della morte dell’artista. Sempre in sua memoria, ogni anno in teatro ha luogo il famoso festival pianistico internazionale che da sempre richiama l'attenzione degli appassionati di tutto il mondo.

Gli aspetti proprietari e di gestionemodifica | modifica sorgente

La Società del Teatro Grande è stato di fatto l’organo amministrativo e rappresentativo del teatro fino al 2010. Istituita nel 1911 e iscritta come società semplice, era composta dai proprietari dei palchi e viene rappresentata legalmente dalla Deputazione, organo formato da cinque membri: due eletti dall'Assemblea dei Soci, due nominati dal Comune di Brescia e uno dall'Amministrazione Provinciale.

Dal 1º luglio 2010 la gestione del Teatro Grande è passata dalla Società Semplice del Teatro Grande, che tuttora mantiene la proprietà della struttura, alla Fondazione del Teatro Grande di Brescia, Fondazione di diritto privato costituita il 30 dicembre 2009 per volontà del Comune di Brescia, che ha come fine statutario quello di «contribuire alla formazione sociale e culturale dalla collettività a livello nazionale e internazionale attraverso la diffusione della cultura dello spettacolo dal vivo, delle arti musicali e teatrali in ogni loro forma.»senza fonte

La Fondazione ha una compagine sociale mista pubblico/privata, che, in base alle tipologie e modalità di contributo, si divide tra Soci Fondatori Originari, Soci Fondatori, Soci Sostenitori Aderenti e Soci Sostenitori Ordinari.

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Voci correlatemodifica | modifica sorgente

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