Telex

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Il termine telex (acronimo di TELeprinter EXchange) indica un sistema di telecomunicazione sviluppato a partire dagli anni trenta e largamente usato nel XX secolo per la corrispondenza commerciale tra aziende.

Il sistema è costituito da una rete di telecomunicazione a commutazione di circuito, inizialmente basata su un sistema simile alla teleselezione telefonica, e da apparecchi terminali chiamati telescriventi o semplicemente, nell'uso comune, telex. Fu dunque a tutti gli effetti un'evoluzione del telegrafo per la comunicazione dati a distanza tra due utenti attraverso un terminale molto simile ad una macchina per scrivere ed un primo passo verso le future reti di calcolatori.

Il telex è ancora in uso per particolari applicazioni quali la diffusione di notizie, bollettini meteorologici e comunicazioni militari. Nel settore commerciale è ormai sostituito dai servizi Internet.

In Italia il servizio Telex è ufficialmente cessato alla fine del 2001.[1]

Negli Stati Uniti fu sviluppato nello stesso periodo del telex un sistema alternativo: il Teletype Wide-area eXchange (TWX).

Storiamodifica | modifica sorgente

Un terminale telex T100 di fabbricazione Siemens

La comunicazione telegrafica si era ampiamente sviluppata fino agli anni '30, ed erano già entrate nell'uso le telescriventi, ma un punto debole era l'instradamento automatico dei messaggi. I gestori delle linee telegrafiche iniziarono a sviluppare sistemi in grado di connettere automaticamente le telescriventi tra loro. Queste macchine furono chiamate telex. La trasmissione del segnale di commutazione avveniva per mezzo di impulsi (in modo simile a come avveniva fino agli anni ottanta con i telefoni a disco combinatore), quindi il messaggio era inviato utilizzando il codice Baudot. Questo primo sistema telex, chiamato tipo A era in grado di instradare in modo del tutto automatico le comunicazioni.

La prima rete telex estesa fu realizzata in Germania negli anni 30. La rete era utilizzata dall'apparato burocratico del governo.

Alla velocità di 45,5 bit al secondo e fino a 25 canali trasmissibili su una linea telefonica, fecero del telex il sistema più conveniente per le comunicazioni a grande distanza disponibile all'epoca.

A partire dagli anni sessanta si iniziò ad utilizzare lo stesso codice Baudot per definire l'instradamento, realizzando il telex di tipo B.
Lo sviluppo fu rapidissimo. Prima ancora che fossero disponibili sistemi di connessione telefonica automatica a lunga distanza, molti paesi tra cui l'Africa centrale e l'Asia disponevano di collegamenti telex basati su ponti radio a microonde. Spesso questi erano i primi sistemi installati dai servizi postali e telegrafici dei governi.
Il più diffuso standard, il CCITT R.44, impiega un sistema di correzione di errore e suddivisione del canale in divisione di tempo. Molti operatori sfruttavano questi canali 24 ore su 24 per ottimizzarne la produttività.
Il costo degli apparati necessari continuò a scendere, e i radioamatori iniziarono ad operare in radio-telex con appositi software e adattatori per collegare la scheda audio del computer con la radio ricetrasmittente.

I telegrammi ed i cablogrammi vengono trasmessi su reti telex dedicate, ove non ancora si utilizzino mezzi più moderni. Nel mondo sono ancora operative (2005) oltre tre milioni di linee telex.

Nel 1975 a Cuba ed in Pakistan erano ancora impiegati telex di tipo A a 45 bit/s. Il telex è ancora impiegato nelle burocrazie dei paesi del terzo mondo per il suo basso costo.

In diverse dittature che hanno soppresso telefono, fax ed Internet il servizio telex è stato lasciato operativo in quanto consente la comunicazione interna e nello stesso tempo può essere facilmente controllato.

Radiotelexmodifica | modifica sorgente

Il telex via radio HF è ancora utilizzato nel settore marittimo ed è uno degli elementi del sistema GMDSS.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Circolare del Ministero delle Comunicazioni 30 novembre 2001 n. 1249

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

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