The Day the Music Died

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The Day the Music Died
Memoriale sul luogo dell'incidente.
Memoriale sul luogo dell'incidente.
Tipo di evento Incidente
Data 3 febbraio 1959
Tipo Volo controllato contro il suolo causato da errore del pilota dovuto probabilmente a maltempo
Luogo Mason City, Iowa
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Coordinate 43°13′12″N 93°23′00″W / 43.22°N 93.383333°W43.22; -93.383333Coordinate: 43°13′12″N 93°23′00″W / 43.22°N 93.383333°W43.22; -93.383333
Tipo di aeromobile Beechcraft Bonanza
Operatore Dwyer Flying Service in Mason City, Iowa
Numero di registrazione N-3794N
Partenza Aeroporto di Mason City
Destinazione Moorhead, Minnesota (Stati Uniti)
Passeggeri 3
Equipaggio 1
Vittime 4
Sopravvissuti Nessuno
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Stati Uniti d'America

senza fonte

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The Day the Music Died (traducibile in lingua italiana come Il giorno in cui la musica morì) - talvolta indicata anche come The Day the Rock Died: Il giorno in cui il rock morì - è la locuzione convenzionale con cui viene ricordato un disastro aereo accaduto nello Iowa (USA) il 3 febbraio 1959.

In quel giorno persero la vita tre popolari musicisti, ancor giovani ma già icone del rock and roll: Buddy Holly (vero nome Charles Hardin Holley, nato il 7 settembre 1936), The Big Bopper (Jiles Perry Richardson, nato il 24 ottobre 1930) e Ritchie Valens (Richard Steven Valenzuela, nato il 13 maggio 1941)[1].

La locuzione è ricavata dai versi di una canzone scritta anni dopo, nel 1970, dal cantautore Don McLean, intitolata American Pie[2].

« I can't remember if I cried
When I read about his widowed bride,
But something touched me deep inside
The day the music died. »
« Non ricordo se piansi
Quando lessi della sua sposa diventata vedova,
Ma qualcosa mi colpì profondamente
Il giorno in cui la musica morì. »

Storiamodifica | modifica sorgente

Poco dopo l'una di notte il Beechcraft Bonanza guidato dal giovane e inespertosenza fonte pilota Roger Peterson, che volle decollare nonostante le cattive condizioni meteorologichesenza fonte (la zona era interessata da nevicate), perse quota all'improvviso - probabilmente per un disorientamento del pilota - andandosi a schiantare in una piantagione di granturco poco fuori Mason City, la località da cui era decollato, otto miglia a nord di Clear Lake, nello Iowa.

Nell'impatto il pilota e i tre passeggeri persero la vita. I tre musicisti, impegnati in una lunga tournée nel Midwest, si erano esibiti quella sera alla Surf Ballroom di Clear Lake e si erano rimessi subito in viaggio: la sera dopo avrebbero dovuto tenere un altro spettacolo nel Nord Dakota.

Sul luogo in cui avvenne l'incidente è stato inaugurato il 16 settembre 2003 un monumento a ricordo dell'evento.

Eventi precedenti il disastromodifica | modifica sorgente

Il Winter Dance Party dell'inverno 1959 era un tour di più complessi musicali e cantanti solisti che prevedeva una serie di concerti da tenersi nell'arco di tre settimane - dal 23 gennaio al 15 febbraio - in ventiquattro città. I problemi logistici che si presentarono agli organizzatori a causa delle distanze fra una località e l'altra furono notevoli. Inoltre, subito dopo la partenza della tournée si scoprì che il pullman adibito al trasporto di musicisti e attrezzature non era equipaggiato per affrontare viaggi in condizioni rese difficoltose dalla neve e, in generale, dal maltempo invernale. Il batterista del gruppo di Holly, Carl Bunch, dovette ricorrere alle cure dei medici per un principio di congelamento agli arti inferiori[3].

Buddy Hollymodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Buddy Holly.

La Surf Ballroom di Clear Lake, nello Iowa, non doveva essere una data del tour ma gli organizzatori, per occupare una serata rimasta scoperta, chiamarono Carroll Anderson, manager della Surf Ballroom proponendo lo spettacolo. Questi accettò e venne fissata la data del 2 febbraio.

Quando Buddy Holly arrivò al locale si mostrò assai contrariato con i musicisti del gruppo per il cattivo funzionamento del pullman ventilando la possibilità di affittare un volo charter per il trasferimento a Moorhead, nel Minnesota, da dove avrebbero poi raggiunto Fargo (Dakota del Nord). Secondo lo speciale televisivo Behind the Music: The Day the Music Died prodotto dal canale satellitare VH-1, Holly quella sera era indispettito anche per il fatto di non poter disporre di un cambio di biancheria né di poter far lavare quella che indossava poiché la locale tintoria quel giorno era chiusa per riposo.

Il volo fu organizzato con Roger Peterson, pilota locale ventunenne che lavorava per la Dwyer Flying Service di Mason City, Iowa. Fu concordato un compenso di trentasei dollari per ciascuno dei tre passeggeri del Beechcraft Bonanza B35 (V-tail).

Big Boppermodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Big Bopper.

Il disc jockey e cantante JP Richardson aveva avuto nei giorni precedenti una fastidiosa forma influenzale e chiese a un musicista di Holly, Waylon Jennings, se poteva cedergli il posto sull'aereo e Jennings acconsentì senza problemi. Quando Holly seppe che Jennings non avrebbe preso l'aereo gli augurò scherzosamente di congelare sul vecchio bus e il musicista, altrettanto scherzosamente, augurò a Holly che il suo aereo potesse schiantarsi.

Questo scambio di battute - con l'involontario e lugubre [mal]augurio ha condizionato, nonostante le circostanze scherzose in cui avvenne, per tutta la vita Jennings che non ha mai saputo darsene pace[4][5].

Ritchie Valensmodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ritchie Valens.

Ritchie Valens non aveva mai volato in un aereo da turismo prima di allora e chiese ad un altro musicista di Holly, Tommy Allsup, di cedergli il posto. Allsup non accettò né rifiutò subito la richiesta, ma propose di sorteggiare il posto con il lancio di una monetina.

Contrariamente a quanto narrato in film biografici come La Bamba, il sorteggio non avvenne, complice lo stesso Holly, all'aeroporto appena prima del decollo dell'aereo ma fu effettuato da un disc jockey alla sala da ballo alla fine dello spettacolo. Valens vinse il sorteggio e con esso il posto a sedere sull'aereo per quella notte[4].

Anche a Dion DiMucci del gruppo Dion & The Belmonts - quarto nome in cartellone insieme a Holly, Big Bopper e Valens - fu offerto di prendere l'aereo, ma il musicista declinò l'invito poiché riteneva il prezzo del biglietto troppo oneroso[6].

L'impattomodifica | modifica sorgente

Appena dopo l'una di notte del 3 febbraio l'aeroplano decollò dall'aeroporto municipale di Mason City. Cinque minuti dopo il proprietario del Dwyer Flying Service vide le luci del velivolo che iniziavano a discendere dal cielo verso il terreno[7]. Dalla torre di controllo si attendevano comunicazioni dal pilota riguardo al piano di volo, ma Peterson non contattò mai i tecnici dell'aeroporto. Diversi tentativi di Dwyer di contattarlo non andarono a buon fine. Erano le 3:30 del mattino quando dall'aeroporto Hector di Fargo comunicarono di non avere avuto contatti con il velivolo.

Intorno alle 9.15 del mattino Dwyer decollò a sua volta con un piccolo aeroplano per ripercorrere la medesima rotta che si riteneva Peterson avesse seguito. Fu sufficiente un breve lasso di tempo per scorgere i resti del velivolo che aveva impattato sul terreno in un appezzamento coltivato a granoturco situato a circa otto chilometri a nord-ovest dell'aeroporto

A Carroll Anderson, il manager della Surf Ballroom, che aveva condotto gli artisti all'aeroporto assistendo alla loro partenza, toccò il triste compito dell'identificazione dei cadaveri. I corpi di Holly e Valens giacevano poco distante dall'aeroplano mentre quello di Richardson fu rinvenuto in un campo accanto a quello dell'impatto.

Secondo quanto affermò il coroner della contea, è presumibile che tutti gli occupanti del Bonanza abbiano trovato nell'incidente morte istantanea essenzialmente per traumi alla testa. In particolare il certificato di morte di Holly precisava che il cantante aveva riportato fratture multiple tali da causargli la morte istantanea:

The body of Charles H. Holley was clothed in an outer jacket of yellow leather-like material in which four seams in the back were split almost full length. The skull was split medially in the forehead and this extended into the vertex region. Approximately half the brain tissue was absent. There was bleeding from both ears, and the face showed multiple lacerations. The consistency of the chest was soft due to extensive crushing injury to the bony structure. The left forearm was fractured 1/3 the way up from the wrist and the right elbow was fractured. Both thighs and legs showed multiple fractures. There was a small laceration of the scrotum.[8]

Il corpo di Charles H. Holley era vestito con un giaccone giallo in similpelle, nel quale quattro cuciture nella schiena erano strappate quasi in tutta la loro lunghezza. Il cranio era scisso medianamente sulla fronte con estensione alla regione vertebrale. Approssimativamente metà del tessuto cerebrale era mancante. Era presente sanguinamento da entrambe le orecchie, ed il viso presentava lacerazioni multiple. La consistenza della cassa toracica era molle a causa di ampie lesioni da urto sofferte dalla struttura ossea. L'avambraccio sinistro era fratturato per 1/3 partendo dal polso ed il gomito destro era fratturato . Entrambe le gambe presentavano fratture multiple. Era presente una leggera lacerazione allo scroto.

L'inchiesta giudiziariamodifica | modifica sorgente

L'inchiesta giudiziaria condotta subito dopo il fatto consentì di accertare che il disastro aereo fu dovuto ad una combinazione di maltempo abbinato ad un errore del pilota dovuto probabilmente a disorientamento spaziale. Il giovane e inesperto pilota Peterson, che stava ancora perfezionando la preparazione per il volo notturno. La poca dimestichezza con la strumentazione di bordo, inoltre, abbinata appunto alle cattive condizioni del tempo, potrebbe avere indotto il pilota a credere di essere in fase di ascendente anziché discendente[7]. Va detto che - sempre secondo l'inchiesta - il pilota non fu messo adeguatamente sull'avviso a proposito delle condizioni meteo che avrebbe incontrato durante la rotta.

Nel 2007, il figlio di Richardson ha ottenuto che sul corpo del padre venisse compiuta un'autopsia supplementare per verificare l'esito della perizia necroscopica compiuta a suo tempo. La richiesta è stata fatta anche per fare piena luce sull'eventualità che a bordo dell'aereo vi sia stata l'esplosione accidentale da una rivoltella calibro 22 appartenuta a Holly, trovata due mesi dopo nel campo in cui avvenne il disastro. Si voleva inoltre accertare se Richardson si fosse allontanato in qualche modo con le proprie gambe dal luogo dell'impatto, considerato che il suo corpo fu rinvenuto a distanza da lì.

L'autopsia del 2007 confermò l'esito di quella precedente: il corpo di Richardson risultava in buono stato di conservazione sebbene presentasse molteplici fratture, tali da confermare la sua morte istantanea[9][10].

Memorialemodifica | modifica sorgente

Nel 1988, Ken Paquette, un appassionato dell'era degli anni cinquanta proveniente dal Wisconsin, ha fatto erigere una statua in acciaio raffigurante una steel guitar ed un insieme di tre dischi ciascuno con i nomi dei tre cantanti morti nella sciagura aerea[11]. Il monumento è posizionato sul terreno privato di una fattoria, poco distante dall'incrocio tra la 315th Street e la Gull Avenue, a otto chilometri a nord di Clear Lake.

Lo stesso Paquette ha fatto erigere un monumento analogo dedicato ai tre musicisti alla Riverside Ballroom di Green Bay, nel Wisconsin, dove Holly, Big Bopper e Valens suonarono la notte del 1º febbraio 1959, quindi due sere prima del disastro. Questo secondo memorial è stato inaugurato il 17 luglio 2003[12].

Nel febbraio 2009 un ulteriore monumento è stato eretto da Paquette sul luogo del disastro in memoria del pilota Roger Peterson[13]

Altre occorrenzemodifica | modifica sorgente

The Day the Music Died è anche il titolo di un film del 1977 diretto da Bert Tenzer ed interpretato da Mel Winkler.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Vedi: (EN) Check-Six.com - Celebrity Crashes
  2. ^ Theodore Thimou, Preview: The Twice-Famous Don McLean Plays Rams Head in Bay Weekly, 28 dicembre 2006. URL consultato l'11 settembre 2008.
  3. ^ Most Frequently Asked Questions..., BuddyHollyOnline.com.
  4. ^ a b VH1's, Behind the Music: "The Day the Music Died", intervista con Waylon Jennings
  5. ^ Waylon's Buddy: Jennings Never Forgot His Mentor, CMT.
  6. ^ Dion the Wanderer, Back "In Blue" in Fresh Air, NPR.
  7. ^ a b Civil Aeronautics Board, Aircraft Accident Report, NTSB, 23 settembre 1959. URL consultato il 4 febbraio 2009.
  8. ^ Ralph E. Smiley, M.D., Death Certificate language, Fiftiesweb. URL consultato il 30 gennaio 2009.
  9. ^ Bill Griggs, Big Bopper Exhumation. URL consultato il 30 gennaio 2009.
  10. ^ Autopsy of "Big Bopper" to Address Rumors About 1959 Plane Crash, Washington Post, 18 gennaio 2007.
  11. ^ Scott Michaels, The Death of Buddy Holly, Findadeath. URL consultato il 30 gennaio 2009.
  12. ^ Jennifer Jordan, The Day the Music Died, Articles Tree, 11 aprile 2007. URL consultato il 30 gennaio 2009.
  13. ^ Jennifer Jordan, Memorial to Buddy Holly pilot dedicated at crash site in Des Moines Register, 2 febbraio 2009. URL consultato il 14 aprile 2009.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Larry Lehmer, The Day the Music Died: The Last Tour of Buddy Holly, the Big Bopper and Ritchie Valens, illustrated, Music Sales Group, 2004 (vedi). ISBN 0-8256-7287-2.
  • Scott Schinder, Martin Huxley, Quinton Skinner, The Day the Music Died, illustrated, Pocket Books, 2000. ISBN 0-671-03962-8.
  • Staton Rabin, Oh Boy! The Life and Music of Rock "n" Roll Pioneer Buddy Holly, illustrated, Van Winkle Publishing (Kindle), 2009.

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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