Tomba di Giovanni e Piero de' Medici

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Coordinate: 43°46′29.01″N 11°15′13.41″E / 43.774725°N 11.253725°E43.774725; 11.253725

Tomba di Giovanni e Piero de' Medici
Tomba di Giovanni e Piero de' Medici
Autore Andrea del Verrocchio
Data 1469-1472
Materiale Marmo, bronzo, pietra serena
Dimensioni 358 cm × 601 cm 
Ubicazione Basilica di San Lorenzo, Firenze

La Tomba di Giovanni e Piero de' Medici è un'opera in marmi, bronzo e pietra serena di Andrea del Verrocchio e si trova nella Basilica di San Lorenzo a Firenze, nell'intercapedine tra il transetto sinistro (Cappella delle Reliquie) e la Sagrestia Vecchia. Risale al 1469-1472 e misura 601x358 cm.

Storiamodifica | modifica sorgente

Il monumento venne commissionato da Lorenzo de' Medici per la sepoltura del padre Piero, morto nel 1469, e dello zio Giovanni, morto nel 1463. L'opera venne completata nel 1472.

Descrizione e stilemodifica | modifica sorgente

Il monumento funebre riprese la tipologia dell'arcosolio rinascimentale usato da Bernardo Rossellino nel Monumento a Leonardo Bruni (1450) e da Desiderio da Settignano nel monumento funebre a Carlo Marsuppini, segnando un punto di arrivo di questa tipologia.

Il sepolcro, invece di essere addossato a una parete, si trova al di sotto di un arco che apre un'intercapedine tra i due vani, i quali erano entrambi sotto il patronato dei Medici. Il sarcofago è in porfido e poggia su uno zoccolo. È decorato da zampe leonine e girali bronzee, che riprendono il modello di Desiderio da Settignano, mentre il motivo del medaglione centrale, in serpentino verde, venne ispirato dal tabernacolo di Santa Maria a Peretola e dalla tomba di Benozzo Federighi di Luca della Robbia. Lo zoccolo poggia su tartarughe bronzee, ispirate all'Ercole e Anteo di Antonio del Pollaiolo, mentre la grata bronzea, fingente una corda intrecciata, che scherma l'apertura tra i due vani, venne probabilmente ripresa dalla tomba di Neri Capponi in Santo Spirito, del Rossellino.

La decorazione non presenta figure umane scolpite, ma è basata sulla rarità preziosa dei materiali e sull'impeccabile esecuzione. La novità del monumento sta soprattutto nell'originale collocazione in un ambiente di passaggio, con la grata che scherma il trapaso tra pieni e vuoti, facendo vibrare la luce sulle sue maglie.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, I tempi dell'arte, volume 2, Bompiani, Milano 1999. ISBN 88-451-7212-0

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

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