Toni Ortelli

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Toni Ortelli in una discesa in corda doppia dalla Piccola Ciamarella. Sullo sfondo svetta l'Uia di Bessanese.[1]

Antonio "Toni" Ortelli (Schio, 25 novembre 1904Torino, 3 marzo 2000) è stato un alpinista, direttore di coro e compositore italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Dalla nativa Schio si trasferì per motivi di studio in Piemonte, dove fu collaudatore di auto e poi disegnatore tecnico alla Cogne[2] prima di diventare uno dei grandi protagonisti dell'alpinismo torinese degli anni trenta e quaranta.

È famoso nel mondo alpinistico per avere scritto e donato al Coro della SOSAT di Trento il canto di ispirazione popolare La Montanara, composto nel luglio 1927, quando ancora frequentava l'Università di Torino, durante un'escursione al Pian della Mussa nel comune di Balme, e completato in serata, al rientro, con gli amici trentini nel locale torinese di via Mazzini la "Tampa artistica". «Lontano, verso l'Alpe della Ciamarella, un canto giovanile si alza nell'azzurro, forse un pastorello, confuso con il suo gregge, attende che il sole cammini verso Bessans, dietro i Denti del Collerin, per tornarsene a valle. "Lassù tra le montagne fra boschi e valli d'or..." cantavo senz'avvedermene», così descrisse l'episodio lo stesso Ortelli.[3]

In seguito la canzone è stata armonizzata per coro a quattro voci da Luigi Pigarelli ed è stata tradotta in 148 lingue[4]. L'immediato successo e notorietà del brano gli valse l’appellativo di "Goffredo Mameli della montagna" e, sessant'anni dopo, la cittadinanza onoraria del comune di Balme; ma il commento forse più appropriato fu quello rilasciato dalla vedova Maria Assunta Cravero nel 2002, per i 75 anni della Montanara: «Finché canteranno questa canzone, lui non morirà mai».[5] Toni aveva sposato Maria nel 1935, donna di grande intelligenza e cultura che condivise la sua vita avventurosa e ne difese, dopo la morte, la figura e l'opera. Gli sopravvisse infatti undici anni: è morta nel 2011, a 103 anni, lucidissima fino a pochi mesi prima del decesso e con una memoria formidabile.[6]

Ortelli rimase sempre legato sentimentalmente alla città vicentina in cui era nato, che lo ricambiò concedendogli vari premi e onorificenze, come una medaglia d'oro nel 1960, l'intitolazione a La Montanara della rassegna corale annuale scledense (Ortelli ne fu ospite d'onore alla prima edizione del 1986 e alla sua memoria è stata dedicata la 24ª edizione nel 2010),[7] la cittadinanza onoraria conferitagli nel 1999, qualche mese prima della sua scomparsa (era stato colpito da un ictus nel 1987)[8] e, nel 2012, l'intitolazione al suo nome di una via cittadina.[9]

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Foto dal sito I camosci bianchi.
  2. ^ "Addio Ortelli, autore della Montanara", sul Corriere della Sera del 4 marzo 2000, p. 38.
  3. ^ Riportato da Conighi e Pedrotti, op. cit.
  4. ^ Luciano Santin, L’ottantenne “Montanara”, http://messaggeroveneto.gelocal.it/. URL consultato il 07-2-2014.
  5. ^ Elisabetta Zanellato, "L'inno delle montagne: La montanara", su Barmes News, n. 32. luglio 2009, pp. 12-13 (consultabile anche sul sito del Comune di Balme).
  6. ^ "Maria, morta a 103 anni la vera «Montanara»", su Il Giornale di Vicenza del 23 dicembre 2011.
  7. ^ "La Montanara, 4 cori ricordando Toni Ortelli", su SchioThienePiù del 20 ottobre 2010.
  8. ^ Luca Valente, "Ortelli, che onore per Schio", su Informa Schio del febbraio 2000 (consultabile sul sito dell'autore).
  9. ^ "Cerimonia degli Auguri: l'orgoglio della Città laboriosa e solidale", sul sito del Comune di Schio.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Elio Conighi e Mauro Pedrotti, Note in paradiso. Il coro della SAT: una vita nel canto popolare, Trento, Reverdito, 1983.

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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