Tornese

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Filippo II di Francia (1180-1223): Denier tournois.
Denier tournois 1270.jpg
+PHILIPVS•REX , croce patente TVRONVS•CIVIS, castello tornese.
AR 0,88 g
Chinon, dopo il 954, denier
Denier Chinon 954.jpg
TVRON, busto diademato a destra +CAINONI CASTRO, croce ripiena.
AR 1,48 g
Ludovico I il Pio: denier, ca. 822-840
Denier Louis le Pieux.jpg
+ HLVDOVVICVS IMP, croce; punti in ogni quarto. + XPISTIANA RELIGIO, tempietto con croce sopra.
AR 1,65 g
Denaro di Carlo il Calvo
Charles le chauve Tours.jpg
San Luigi dei Francesi (1226-1270): Gros tournois ca. 1266
Louis IX gros 1266.jpg
Filippo IV di Francia: Maille Blanche (mezzo grosso) ca. 1285.
Maille blanche 1285.jpg
Filippo IV di Francia: Maille tierce à l'O rond (1/3 grosso). Coniato 1306-1314.
Maille tierce ca. 1306.jpg

Il tornese, o denaro tornese, era un denaro d'argento emesso per la prima volta agli inizi dell'XI secolo dall'Abbazia di San Martino a Tours in Francia.

Assieme al parisino e all'angevino fu una delle monete più importanti della Francia medievale.

La lira tornese fu la moneta ufficiale della Francia fino alla riforma monetaria del 1789, che ne decretò la fine e la sostituzione con il franco germinale.

Gli inizimodifica | modifica sorgente

Il nome francese denier tournois o semplicemente tournois deriva dal basso latino turonus, corruzione di turonensis, cioè "di Tours". Nei documenti medievali la moneta veniva comunque indicata con il nome corretto di denarius turonensis o semplicemente turonensis.

Il termine turonus fu usato già prima del IX secolo per indicare le monete coniate a Tours (+ TVRONVS•CIVIS) nella legenda intorno alla croce.

Dopo la chiusura della zecca comitale agli inizi dell'XI secolo, i monaci dell'Abbazia di San Martino di Tours decisero di aprire una zecca nella loro sede, a Saint Pierre le Peullier, subito fuori dalle mura cittadine.

Inizialmente furono scelti tipi con la rappresentazione dell'effigie reale, usati al tempo di Carlomagno e Ludovico il Pio ed in seguito da altri re francesi come Carlo il Calvo (843-877) o Luigi IV d'Oltremare (936 - 954).

Al posto del nome reale l'abbazia pose la legenda CAPVT SCI MARTINI (Caput Sancti Martini, testa di San Martino). Al rovescio la croce e la legenda + TVRONVS CIVIS.

In seguito questi tipi furono adottati dai conti della Touraine a Chinon e di conseguenza, al tempo di Lotario (941-986) a Tours si decise di cambiare il tipo e si scelse il cosiddetto tipo del tempio.

Questo tipo era già stato usato in precedenza in particolare al tempo di Ludovico il Pio (814-840) e rappresentava un tempio cristiano, o forse un battistero, circondato dalla legenda XRISTIANA RELIGIO.

Questo tipo era stato usato anche al tempo di Carlo il Calvo nella stessa Tours.

Con gli anni il tipo del tempio fu gradualmente deformato ed assunse la caratteristica forma del cosiddetto châtel tournois.

Il castello tornese caratterizzò le monete di Tours e le loro imitazioni fino al tempo di Carlo il Saggio che fu re di Francia dal 1364 al 1380.

L'affermazionemodifica | modifica sorgente

Tra la fine del XII secolo e gli inizi del XIII Filippo Augusto (1165-1223) conquistò, tra gli altri, i territori della valle della Loira e con essi Tours.

Il denaro tornese, e la sua lira che ne costituiva il multiplo nominale, entrò quindi nell'orbita reale e si affiancò al denaro parisino che sino a quel momento era stato la moneta ufficiale dei Capetingi.

Fino ad allora il denaro tornese era stato considerato solamente una moneta locale ed era tollerata nel territorio dei Plantageneti come equivalente all'angevino.

In questo periodo la società subisce un'esplosione demografica, si sviluppa una classe di salariati che si affianca ai mercanti ed ai proprietari terrieri. Aumenta di conseguenza la richiesta di moneta ed in particolare di moneta minuta.

Era già diffusa l'abitudine di tagliare in due i denari, che ancora costituivano l'unico tipo di moneta coniata, per ricavarne delle maglie, cioè dei mezzi denari.

Il valore del tornese era inferiore al denaro parisino: per quattro parisini si avevano cinque tornesi.

Questo minor valore lo faceva preferire nelle transazioni di minore importanza, ma frequenti, mentre il denaro parisino aveva un valore troppo elevato per i commerci minuti.

Filippo Augusto fece quindi pressione sui monaci per aumentare la produzione dei tornesi che inizialmente mantennero i tipi tradizionali. Poi nel 1191 il tipo "TVRONVS CIVIS - croce" fu sostituito dal tipo "PHILIPVS - croce".

In seguito Filippo decretò che il denier tournois fosse l'unica moneta nei territori occidentali del regno.

Negli ultimi anni del regno ci fu un altro cambiamento dei tipi che divennero: "PHILIPVS REX - croce" e "TVRONVS CIVIS - castello".

Sotto Luigi VIII e Luigi IX si completò la penetrazione del tornese nel resto del regno.

Luigi IX, imitando le città italiane che da anni coniavano grossi, emise a sua volta un grosso tornese dal valore di 12 denari.

Oltre al grosso furono coniata la maglia bianca (maille blanche), la moneta da mezzo grosso e la maglia terza (maille tierce) da 1/3 di grosso.

La lira tornese dal valore di 240 denari fu coniata solo più tardi. Una delle prime monete con questo valore è il famoso Franc à cheval di Giovanni il Buono (1350 - 1364).

Il denaro tornese fu imitato dai fratelli di Luigi IX di Francia, nei regni franchi dell'Oriente Latino, in Germania (Turnos, Turnose, Weißpfenning), nei Paesi Bassi, in Portogallo (tornez).

In Italia il tornese fu coniato a Napoli dal regno di Alfonso I d'Aragona fino alla fine del Regno delle Due Sicilie.

La finemodifica | modifica sorgente

Dopo Carlo V i tipi cambiarono e sparì lo chatel tournois. La livre tournoise rimase la moneta ufficiale del regno di Francia fino alla rivoluzione francese, quando fu creato il franco.

Stranamente i rivoluzionari scelsero per la nuova moneta che sostituiva la lira, la parola franco, che era stata usata per indicare una moneta d'oro dal valore di una lira tornese, al tempo di Giovanni il Buono.

Mediterraneomodifica | modifica sorgente

La moneta fu imitata anche nel Vicino Oriente crociato, dove fu conosciuto come "tornese del Levante" o "dell'Oriente Latino".

In seguito alle crociate il tournois era diventato popolare nel Mediterraneo orientale e in poco tempo divenne la moneta nazionale.

Nel 1249 Luigi IX concesse a Guglielmo II di Villehardouin, principe d'Acaia il diritto di coniarne nel suo principato.

Denari tornesi furono coniati un po' ovunque: a Tebe; a Chiarenza nel principato d'Acaia; nella Grecia continentale dai Baroni franchi; in Epiro, Grecia e nelle Isole Ionie dai Napoletani; nelle varie isole dai Signori latini; a Scio dai Genovesi.

Venezia coniò per le sue colonie varie pezzature, tra cui il tornesello.

Tornesi furono coniati anche dagli Imperatori bizantini nel XIII e nel XIV secolo.

Italiamodifica | modifica sorgente

In Italia ebbero questo nome alcune monete, tra cui:

  • Tornese dei Savoia: denaro coniato dal conte Aimone di Savoia (1330 – 1343) imitante il doppio tornese di Filippo IV il Bello. Aveva il tipo dello châtel tournois.
  • Tornese di Campobasso: moneta coniata dal conte Nicolò II (Conte Cola) (1450-1462) ad imitazione dei coevi denari coniati in Acaia.
  • Tornesello (piccolo tornese): era una moneta d'argento emessa a Venezia dal doge Andrea Dandolo (1343-1254) e dai successori con gli stessi tipi del soldino. Imitava i tornesi dell'Acaia.

Il più noto tornese coniato in Italia è il tornese napoletano. Fu una moneta di rame emessa dagli Aragona a Napoli alla metà del XV secolo e battuta fino al 1861.

Le prime monete emesse recavano l'immagine del re seduto di fronte sul trono e la croce di Gerusalemme al rovescio. Furono emessi anche in altre zecche del regno: Barletta, Gaeta, Capua, Cosenza, Isernia, Lecce ecc.

Valeva 1/20 di carlino o 6 cavalli.

Il sistema completo era così articolato:

1 ducato = 5 tarì
1 tarì = 2 carlini
1 carlino = 10 grana
1 grano = 2 tornesi
1 tornese = 6 cavalli.

Il tornese di Carlo di Borbone (1734-1759) recava al rovescio le scritta "HILARITAS" su tre righe. La moneta da tre tornesi era chiamata anche "Publica" per la scritta "PVBLICA LÆTITIA" che recava al rovescio.

La moneta da tre tornesi di Ferdinando IV aveva invece la scritta "PVBLICA COMMODITAS". Sulla moneta da un tornese era scritta l'indicazione del valore "TORNESE CAVALLI VI" su quattro righe. Furono coniate anche monete da 10, 8, e 5 tornesi, tutte di rame.

Durante la Repubblica Napolitana del 1799 furono coniate due monete da 6 e 4 tornesi. Entrambe recavano al diritto il fascio consolare sormontato dal berretto frigio.

La seconda monetazione di Ferdinando IV (1799-1805) presenta monete da 6 e 4 tornesi. Sulla moneta da un tornese c'era l'indicazione del valore in cavalli.

Durante i regni di Giuseppe Bonaparte (1806-1808) e di Gioacchino Murat (1808-1815) non furono emessi tornesi.

Con il ritorno al trono di Ferdinando e con la sua terza monetazione, quelle del 1815 e del 1816, furono coniate monete da "OTTO TORNESI" e da "CINQUE TORNESI".

Con la quarta monetazione, emessa dopo il 1816, quando Ferdinando riunì i due regni e prese quindi il nome di Ferdinando I, furono emesse monete da dieci, otto, cinque e quattro tornesi. La moneta da un tornese fu emessa solo nel 1817 ed era la moneta di minor valore coniata.

Francesco I (1825-1830) emise solo le monete da 10, 5, 2 tornese e quella da "TORNESE UNO", mentre Ferdinando II (1830-1859) coniò quelle da 10, 5, 3, 2, 1 1/2 da 1 e da 1/2 tornese. Su tutte le monete il valore era espresso in lettere.

L'ultimo Borbone di Napoli, Francesco II (1859-1861), durante il breve regno, coniò monete da 10, 5 e 2 tornesi.

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