Tricase

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Tricase
comune
Tricase – Stemma Tricase – Bandiera
Panorama
Panorama
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Lecce-Stemma.png Lecce
Sindaco Antonio Giuseppe Coppola (centro-sinistra) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 39°56′00″N 18°22′00″E / 39.933333°N 18.366667°E39.933333; 18.366667 (Tricase)Coordinate: 39°56′00″N 18°22′00″E / 39.933333°N 18.366667°E39.933333; 18.366667 (Tricase)
Altitudine 98 m s.l.m.
Superficie 42,64 km²
Abitanti 17 737[1] (29-02-2012)
Densità 415,97 ab./km²
Frazioni Depressa, Lucugnano
Rioni: Caprarica del Capo, Marina Serra, Tricase Porto, Sant'Eufemia, Tutino
Comuni confinanti Alessano, Andrano, Miggiano, Montesano Salentino, Specchia, Tiggiano
Altre informazioni
Cod. postale 73039
Prefisso 0833
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 075088
Cod. catastale L419
Targa LE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 183 GG[2]
Nome abitanti tricasini
Patrono san Vito
Giorno festivo 15 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Tricase
Posizione del comune di Tricase all'interno della provincia di Lecce
Posizione del comune di Tricase all'interno della provincia di Lecce
Sito istituzionale

Tricase è comune italiano di 17.737 abitanti[1] della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel Capo di Leuca, a 53,4 km dal capoluogo provinciale[3], include un tratto della costa orientale del basso Salento. Fa parte del Consorzio Intercomunale Capo Santa Maria di Leuca, aderente al club dei borghi autentici d'Italia[4]. Parte del suo territorio ricade nel Parco naturale regionale Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase.

Geografia fisicamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.

Territoriomodifica | modifica sorgente

Quercia dei Cento Cavalieri

Il territorio del comune di Tricase, che occupa una superficie di 42,64 km² nella parte meridionale della provincia di Lecce, rientra nella cosiddetta Regione delle serre salentine, per via delle modeste formazioni collinari che ne costituiscono la fisionomia orografica. Nell'insieme il territorio è prevalentemente pianeggiante; l'altimetria è compresa tra i 0 e i 135 metri sul livello del mare. Il territorio comunale insiste su sabbioni pliocenici (carparo), che si estendono a sud verso la Masseria del Mito, e ad est e a sud, dove si addossano al calcare compatto, risalente all'Eocene, della Serra di Caprarica del Capo. Inoltre presso la frazione di Lucugnano si trovano sabbie argillose di colore giallo che hanno favorito lo sviluppo della lavorazione della terracotta, peraltro attività di rilievo nell'economia locale.
Dall'ottobre 2006 parte del suo territorio[5] rientra nel Parco Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali. Di particolare interesse naturalistico sono le querce vallonee, esemplari di alberi unici in tutta l'Europa occidentale, esistenti solo nel Salento e nei Paesi Balcanici. Il litorale, alto e frastagliato, è interessato dalla presenza di grotte calcaree, come la Grotta Matrona, e di piccole insenature. La costa tricasina, estesa per circa 8 km dalla Torre del Sasso a levante sino al promontorio del Calino a ponente, comprende le due località di Tricase Porto e Marina Serra.

Confina a nord con il comune di Andrano, a ovest con i comuni di Miggiano, Montesano Salentino e Specchia, a sud con i comuni di Alessano e Tiggiano, a est con il Mare Adriatico[6].

Climamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Santa Maria di Leuca.

Dal punto di vista meteorologico Tricase rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle Serre Salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[7].

Tricase Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,4 13,0 14,8 18,1 22,6 27,0 29,8 30,0 26,4 21,7 17,4 14,1 13,2 18,5 28,9 21,8 20,6
T. min. mediaC) 5,6 5,8 7,3 9,6 13,3 17,2 19,8 20,1 17,4 13,7 10,1 7,3 6,2 10,1 19,0 13,7 12,3
Precipitazioni (mm) 80 60 70 40 29 21 14 21 53 96 109 83 223 139 56 258 676
Umidità relativa media (%) 79,0 78,9 78,6 77,8 75,7 71,1 68,4 70,2 75,4 79,3 80,8 80,4 79,4 77,4 69,9 78,5 76,3

Storiamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Salento e Storia della Puglia.
Le origini del nome

Tricase, anticamente denominato Treccase, poi Trecase, successivamente Tricasi o Tricasium, deve il suo nome all'unione di tre casali differenti che, unendosi, diedero origine ad un unico nucleo abitativo[9]. L'etimologia più accreditata tuttavia traduce il nome Tricase come inter casas, vale a dire, un paese formatosi in mezzo ad altri casali[10].

Tricase sorge in una zona ricca di testimonianze preistoriche e megalitiche (menhir, specchie, ecc.). Mancano documenti attendibili per risalire alle primitive vicende di Tricase, che rimangono legate esclusivamente ad alcune versioni, secondo le quali, tra il X e l'XI secolo, esistevano tre casali che, unendosi, determinarono la nascita del primo nucleo abitativo dell'odierna Tricase. Sebbene molti storici sono concordi con questa ipotesi, diversamente lo sono per i nomi dei tre casali: per lo storico Luigi Tasselli i casali si chiamavano Trunco, Monesano e Amito Cuti; per Antonio Micetti Menderano, Voluro e San Nicola; per Girolamo Marciano Abatia, Trunco e Manerano, per Michelangelo d'Elia Trunco, Manerano e Voluro.

Tricase alla fine del XIX secolo

Le prime informazioni certe si hanno a partire dalla fine del XII secolo, quando era feudatario un certo Demetrio Micetti, i cui successori furono spodestati da Carlo I d'Angiò, dopo la Battaglia di Benevento del 1266, perché sospettati di aver appoggiato gli Svevi. Il feudo di Tricase venne ceduto a Nasone de Galerato verso il 1270, passò poi ad Angelo de Cafalia e in seguito a Goffredo de Lavena. Successivamente fu incluso nel Principato di Taranto e nel 1401 fu concesso in feudo a Raimondello Orsini Del Balzo da Ladislao di Durazzo, re di Napoli. A Raimondello successe il figlio Giovanni Antonio che governò fino al 1419, anno in cui il feudo fu acquistato da Baldassarre ed Antonello Della Ratta. Nel 1480 subì i saccheggi dei Turchi che riuscirono ad espugnare la città di Otranto (Battaglia di Otranto). Dopo il 1540, il casale di Tricase passò da Ludovico Benavola di Napoli a Pirro Castriota-Scanderbeg, nobile famiglia di origine albanese, e nel 1569 fu venduto a Federico Pappacoda, al quale successe il figlio Cesare. Da Cesare Pappacoda passò, nel 1588, a Scipione Santabarbara che, a sua volta, la rivendette il 20 dicembre dello stesso anno ad Alessandro Gallone, i cui discendenti lo possedettero fino al 1806, anno di eversione della feudalità. I Gallone si fregiarono del titolo di Principi, ottenuto a Madrid il 24 marzo del 1651 da Filippo IV di Spagna. Di questa importante Famiglia si ricorda che Maria Bianca Gallone, ultima Principessa di Tricase, è morta nel 1982[11].

Simbolimodifica | modifica sorgente

Tricase-Stemma.png

Profilo araldico dello stemma:

« Partito, di rosso alle tre case al naturale e d'azzurro al pino marittimo al naturale sormontato da una stella di bianco in capo. Lo scudo è sormontato dalla corona di città araldicamente disposta. »
(Comuni-Italiani.it)


Monumenti e luoghi d'interessemodifica | modifica sorgente

Architetture religiosemodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese di Tricase.
Chiesa Natività della Beata Vergine Maria

Chiesa della Natività della Beata Vergine Mariamodifica | modifica sorgente

La chiesa madre della Natività della Beata Vergine Maria fu edificata sul luogo delle precedenti chiese parrocchiali, a partire dal 1736, anno in cui si decise di ampliare la struttura ormai insufficiente per l'accresciuto numero della popolazione.

Il progetto di ingrandimento del tempio fu affidato al domenicano fra Tommaso Manieri. I lavori iniziarono, ma di lì a poco vennero sospesi in quanto risultò compromessa la stabilità della struttura. Nel 1763 si affidò l'esecuzione di un nuovo progetto al copertinese Andrea Preite, che nel 1781 consegnò l'edificio al culto. Il completamento della facciata avvenne nel 1785.

La chiesa conserva arredi e suppellettili dei precedenti templi, come il rinascimentale fonte battesimale e tele del XVI-XVII secolo[12].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa della Natività della Beata Vergine Maria (Tricase).
Chiesa di San Domenico

Chiesa di San Domenicomodifica | modifica sorgente

La chiesa di San Domenico è annessa al convento dei Domenicani, la cui fondazione è attestata nel XV secolo. La chiesa fu edificata tra il 1679 e il 1704, su un preesistente impianto devastato più volte dai Turchi tra XV e XVI secolo.

La facciata, ultimata nel XVIII secolo, presenta un portale sormontato dalla statua di San Domenico di Guzmán e dai busti di San Pietro e San Paolo, titolari del convento.

L'interno, a navata unica, è scandito da otto profonde cappelle intervallate da statue policrome di santi domenicani. In fondo alla navata, dietro all'altare maggiore, è collocato il coro, intagliato in legno di noce, realizzato dal tricasino Oronzo Pirti[13].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di San Domenico (Tricase).
Chiesa di San Michele Arcangelo

Chiesa di San Michele Arcangelomodifica | modifica sorgente

La chiesa di San Michele Arcangelo fu commissionata nel 1624 da Cesare Gallone, figlio del barone Alessandro. Dubbia è la paternità dell'opera, attribuita da Paone a Mastro Marcello da Lecce; Calvesi e Manieri-Elia attribuiscono invece tale paternità a Giovanni Maria Tarantino di Nardò.

Presenta una facciata irrobustita agli angoli da pilastri con paraste terminanti in capitelli ionici e un coronamento, in stile catalano-durazzesco, che incornicia lo stemma dei Gallone.

L'interno è a navata unica con volta a spigolo, impreziosita da elaborate chiavi di volta in pietra leccese e festoni. L'altare maggiore è dominato da una grande statua policroma dell'Arcangelo Michele che atterra il drago[12].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di San Michele Arcangelo (Tricase).
Chiesa Madonna di Costantinopoli

Chiesa della Madonna di Costantinopolimodifica | modifica sorgente

La chiesa della Madonna di Costantinopoli fu edificata nel 1685 da Jacopo Francesco Arborio Gattinara, marchese di San Martino, così come riportato sull'architrave dell'ingresso principale. È conosciuta anche come chiesa Nuova o chiesa dei Diavoli, per via di una leggenda che la vuole edificata dal diavolo in una notte a seguito di una scommessa.

Possiede un'insolita forma ottagonale, scandita all'interno da arcate a tutto sesto.

Per tutto il XVIII secolo la chiesa venne officiata; il progressivo decadere dell'edificio spinse il vescovo Masselli ad interdirla al culto nel 1878. Nel 1966 fu acquistata dall'amministrazione comunale che, agli inizi del XXI secolo, ha provveduto al restauro.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa della Madonna di Costantinopoli (Tricase).
Convento dei Cappuccini

Chiesa e convento dei Cappuccinimodifica | modifica sorgente

La chiesa e convento dei Cappuccini furono edificati nel 1578.

La chiesa presenta una semplice facciata, arricchita solo da una nicchia barocca contenente la statua dell'Immacolata. Alla base della nicchia è incisa la data 1784, anno in cui la chiesa fu interessata da lavori di ristrutturazione e rinnovamento.

In corrispondenza della finestra e della porta d'ingresso è posta una caditoia a scopo difensivo, elemento presente anche su tutto il perimetro del convento.

L'interno, a navata unica, custodisce un altare maggiore ligneo, finemente intarsiato, e numerose tele distribuite lungo i muri laterali.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa e convento dei Cappuccini (Tricase).
Abbazia del Mito

Abbazia di Santa Maria del Mitomodifica | modifica sorgente

L'abbazia di Santa Maria del Mito, nota anche con la desinenza "de Amito", è un complesso abbaziale fondato dai monaci italo-greci tra l'VIII e il IX secolo. Nel tempo, l'abbazia si evolse in un notevole centro di cultura e diventò una masseria totalmente autosufficiente.

Da un documento del 1533 si apprende che l'Universitas di Tricase ricorse persino a Carlo V per assumere le sue difese. Nel Seicento la situazione del complesso fu misera a causa delle scorrerie dei pirati e delle continue spartizioni e invasioni di terreni fra i feudi circostanti.

Nei secoli successivi la situazione degradò sempre più, fino al completo abbandono della struttura. Dell'abbazia resta molto poco, nell'ordine di ruderi e lacerti di murature. Ben conservata è la torre colombaia[14].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Abbazia di Santa Maria del Mito.

Cappella della Madonna di Loretomodifica | modifica sorgente

La cappella della Madonna di Loreto risale al XVIII secolo.

Presenta una sobria facciata, sul cui portale è affrescata l'immagine della Vergine.

L'interno, ad aula unica, è caratterizzato da un pavimento a mosaico eseguito nel 1879 dai fratelli Peluso. Conserva un piccolo altare, sovrastato da una tela riproducente la "Madonna col Bambino", e una statua lignea della Madonna di Loreto.

Altre chiesemodifica | modifica sorgente

Architetture militarimodifica | modifica sorgente

Palazzo Gallonemodifica | modifica sorgente

Palazzo Gallone
Il fianco Nord del palazzo

Il nucleo più antico del castello è costituito dal grande torrione posto a sud-est, a base scarpata e difeso da garitte e caditoie. Fu edificato nel XV secolo ed era dotato di un recinto fortificato e un ponte levatoio, secondo i dettami dell'architettura militare dell'epoca.

Le prigioni collocate all'interno conservano ancora i graffiti dei prigionieri. Una cinta muraria con fossato, lunga 400 metri, completava il sistema di difesa insieme ad altre torri più piccole.

A partire dal 1660, Stefano Gallone, principe di Tricase, ottenuti in permuta dall'Universitas il torrione e la vicina torre a ovest, iniziò la costruzione del palazzo sui resti di una preesistente dimora baronale. Utilizzando i massi della cortina muraria esistente fece realizzare il fronte del nuovo palazzo di aspetto austero, ingentilito da decorazioni nel portale sormontato dallo stemma dei Gallone.

La facciata orientale si articola su tre piani e presenta un elegante loggiato archivoltato. All'interno, gli ambienti del pian terreno ospitavano un mulino, un forno, le stalle e i magazzini. Il piano nobile disponeva di cinque appartamenti e una sala del trono. A ricordare il fasto dei ricchi arredi rimangono i portali, le volte, i caminetti, gli stemmi, i fregi e due soffitti lignei.

Numerosi ampliamenti furono commissionati tra Settecento e Ottocento, come la costruzione dell'ala a sud-ovest che inglobò la torre piccola, poi demolita nel 1960[16].

Castellimodifica | modifica sorgente

Torre del Sasso
Torre Palane
Quercia dei Cento Cavalieri

Torri costieremodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Torri costiere del Salento.

Aree naturalimodifica | modifica sorgente

Boschetto di Tricase e Quercia dei Cento Cavalierimodifica | modifica sorgente

Il Boschetto di Tricase, ricadente nel Parco naturale regionale Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, custodisce esemplari maestosi e plurisecolari di quercia vallonea che in questa area trova le condizioni pedoclimatiche ottimali per la sua riproduzione spontanea.

È l'unico bosco di Quercus macrolepis presente in Italia ed in generale all'avamposto più occidentale di questa specie in Europa. L'area a maggiore densità di vallonee gravita verso il mare, ovvero l'area compresa tra la Serra del Mito, Tricase Porto e Marina Serra, confermando le esigenze ecologiche, pedologiche e antropiche della specie, diffusa specialmente sulle creste delle serre e sui terreni impervi digradanti verso il mare.

Un esemplare plurisecolare di quercia vallonea, nota con il nome di Quercia dei Cento Cavalieri, risale al XIV secolo e si innalza lungo la strada Tricase-Tricase Porto; il tronco ha una circonferenza di 4,25 m e la chioma occupa una superficie di circa 700 m²[17].

Canale del Riomodifica | modifica sorgente

Il Canale del Rio è una stretta insenatura naturale di origine erosiva fra Tricase Porto e Marina Serra, le cui pareti cadono a strapiombo sul mare.

Il tratto interno è parzialmente antropizzato, organizzato in sistemi di terrazze coltivate ad ulivi e dominato, nei tratti più impervi e rocciosi, da pino d'Aleppo e da un folto sottobosco arbustivo; lungo le sponde del tratto di canale più prossimo al mare, invece, sono presenti formazioni vegetali a macchia.

La Serra e il promontorio del Calinomodifica | modifica sorgente

La Serra è un promontorio roccioso, che dall'abitato di Tricase degrada verso il mare e cinge la località di Marina Serra con il promontorio del Calino.

Si caratterizza per la presenza di diverse specie vegetali; a valle si estendono campi a seminativo, i pendii più lievi sono organizzati con sistemi di terrazzamenti ad uliveto e muretti a secco di contenimento, mentre quelli più ripidi e scoscesi sono interessati da una pineta di pino d'Aleppo e da formazioni arboree di leccio, quercia vallonea e terebinto.

In prossimità del mare, sul costone roccioso a strapiombo, sono presenti l'alisso di Leuca, la scrofularia pugliese, la campanula pugliese e il fiordaliso di Leuca.

Altre aree naturalimodifica | modifica sorgente

  • Bosco Guarini
  • Bosco Macchia di Ponente

Societàmodifica | modifica sorgente

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[18]

Etnie e minoranze stranieremodifica | modifica sorgente

Al 31 dicembre 2010 a Tricase risultano residenti 194 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono[19]:

Diffusione del dialetto Salentino

Lingue e dialettimodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi dialetto salentino.

Il dialetto parlato a Tricase è il dialetto salentino nella sua variante meridionale. Il dialetto salentino, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

Culturamodifica | modifica sorgente

Istruzionemodifica | modifica sorgente

Bibliotechemodifica | modifica sorgente

  • Biblioteca di Tricase
  • Biblioteca provinciale "Girolamo Comi" - Lucugnano

Scuolemodifica | modifica sorgente

Nel comune di Tricase sono presenti tre poli didattici che raggruppano Scuole dell'infanzia, 3 Scuole primarie e 3 scuole secondarie di primo grado. Hanno sede, inoltre, varie Scuole secondarie di secondo grado[20].

Persone legate a Tricasemodifica | modifica sorgente

  • Giuseppe Pisanelli (Tricase, 23 settembre 1812Napoli, 5 aprile 1879), patriota, poi più volte deputato al Parlamento nazionale, ebbe parte nei Ministeri della Destra storica. Nel 1873 rifiutò l'incarico, offertogli dal re Vittorio Emanuele II di formare un nuovo Gabinetto.

Eventimodifica | modifica sorgente

  • Salento International Film Festival - Ogni anno a Settembre
  • Tricase Comics - seconda metà di maggio[21]
  • Fiera dei SS. Pietro e Paolo - 29 giugno
  • Mostra dell'Artigianato locale - 2ª quindicina di luglio/1ª quindicina di agosto
  • Festa patronale di San Vito - dal 9 al 11 agosto
  • Concorso Canoro "De Finibus Vocis" - agosto
  • Fiera del Gonfalone - 22 agosto
  • Fiera di Santa Lucia - 13 dicembre
  • Presepe Vivente - periodo natalizio

Geografia antropicamodifica | modifica sorgente

Suddivisioni storichemodifica | modifica sorgente

Il territorio comunale comprende Tricase, capoluogo con i rioni di Caprarica del Capo, Sant'Eufemia, Tutino, Tricase Porto e Marina Serra, e le frazioni di Depressa e Lucugnano. Fino al 1992 anche i rioni di Caprarica, Sant'Eufemia e Tutino avevano lo status di frazione; oggi rappresentano, insieme all'originario capoluogo, un unico agglomerato urbano[22].

Frazionimodifica | modifica sorgente

Posta a 104 metri s.l.m., conta 1.714 abitanti[23]. È situata a ovest del capoluogo comunale, da cui dista 4 km. Possiede un'economia basata principalmente sull'agricoltura e sull'artigianato. Tipica è la produzione di ceramiche artigianali. A Lucugnano visse, dando vita a molte delle sue numerose composizioni poetiche, Girolamo Comi. In quella che fu la sua dimora, ha sede l'omonima biblioteca provinciale.

Posta a 108 metri s.l.m., conta 1.541 abitanti[23]. È situata a nord del capoluogo comunale, da cui dista 3,5 km. Ha antiche origini; la prima notizia ufficialmente documentata risale al 1269.

Economiamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Puglia.

L'economia locale si basa attualmente sull'artigianato, sul commercio al dettaglio, e soprattutto sui servizi di natura comprensoriale. Il comune di Tricase fa parte del Distretto Calzaturiero di Casarano che rappresenta il secondo polo pugliese della calzatura, insieme a quello Nord barese ofantino, ed è una delle aree a maggior vocazione calzaturiera dell'intero territorio nazionale[24]. Tuttavia, la crisi del TAC (industria tessile, abbigliamento e calzaturiero), esplosa tra il 2002 ed il 2008, ha comportato una drastica riduzione del settore. Essendo il centro più popoloso del basso Salento, è anche il centro commerciale, dello shopping e dei servizi (banche, assicurazioni, trasporti, security). La presenza dell'azienda ospedaliera "Fondazione Cardinale Panico" è rilevante per l'indotto che produce. Un apprezzabile apporto è dato, inoltre, dalla pesca e dal settore turistico; il porto di Tricase è attrezzato per ospitare circa 200 barche dai 5 ai 15 metri.
Attività caratterizzante l'economia locale è l'arte della creta, principalmente legata alla frazione di Lucugnano, favorita dalla presenza nel territorio di sedimenti di argilla di diverso colore particolarmente adatti all'arte figula.

Infrastrutture e trasportimodifica | modifica sorgente

Strademodifica | modifica sorgente

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne:

Ferroviemodifica | modifica sorgente

Il comune di Tricase è servito dall' omonima stazione ferroviaria posta sulla linea locale Maglie-Gagliano del Capo delle Ferrovie del Sud Est.

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Sportmodifica | modifica sorgente

Calciomodifica | modifica sorgente

La principale squadra di calcio della città è l' Associazione Sportiva Calcio Tricase, squadra militante nell'Eccellenza Puglia dopo aver disputato cinque tornei consecutivi in Serie C2 tra il 1997 ed il 2002. La squadra gioca le sue partite interne presso lo stadio comunale "San Vito".

L'altra squadra di calcio della città è Fortis Tricase che milita nel girone A magliese di 3ª Categoria.

Altri sportmodifica | modifica sorgente

  • Virtus Tricase, squadra di pallavolo; negli anni ottanta militò in Serie B e venne rifondata nel 2003 con il nome di Nuova Virtus Tricase e milita nel campionato di B2 maschile.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 29 febbraio 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Puglia.indettaglio.it
  4. ^ Borghi Autentici d'Italia
  5. ^ 3,84 km²
  6. ^ Litorale ionico secondo alcune convenzioni nautiche
  7. ^ http://clima.meteoam.it/AtlanteClimatico/pdf/(332)Lecce%20Galatina.pdf Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
  8. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani.
  9. ^ Secondo gli storici Tasselli, Micetti, D'Elia e Marciano
  10. ^ "Ugento - Leuca - Alessano" di Mons. Giuseppe Ruotolo, Siena, Editore Cantagalli, 1952
  11. ^ Da "Le successioni feudali in Terra d'Otranto" di L. A. Montefusco
  12. ^ a b Da: "Guida di Tricase, Caprarica, Depressa, Lucugnano, Sant'Eufemia, Tutino e Le Marine", di Peluso Mario - Peluso Vincenzo
  13. ^ "La Chiesa di San Domenico in Tricase. Notizie di storia e di arte" di Salvatore Cassati
  14. ^ Descrizione dell'abbazia sul sito del Comune di Tricase
  15. ^ Chiese di Tricase dal sito della Chiesa Madre
  16. ^ "I cinque castelli della terra di Tricase" di Accogli Francesco
  17. ^ "La quercia dei «cento cavalieri». La quercia vallonea di Tricase albero simbolo della regione Puglia nel mondo", Accogli Francesco.
  18. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  19. ^ Dati Istat.
  20. ^ Lista scuole di Tricase
  21. ^ Tricase Comics
  22. ^ Statuto comunale
  23. ^ a b Censimento Istat 2001.
  24. ^ Distretto Calzaturiero di Casarano Osservatorio nazionale distretti italiani

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Sergio Bonamico, Sua Maestà La Lottizzazione- Storia controcorrente dell'Urbanistica a Tricase negli ultimi 50 anni, 1998
  • Peluso Mario - Peluso Vincenzo, Guida di Tricase, Caprarica, Depressa, Lucugnano, Sant'Eufemia, Tutino e Le Marine, Congedo, 2008
  • Accogli Francesco, Storia di Tricase. La città, le frazioni, Congedo, 1995
  • Accogli Carlo - Accogli Francesco, Tradizioni popolari a Tricase. Poesie, leggende, canti, curiosità, ricordi, filastrocche, cunti, indovinelli, brindisi, detti, proverbi, antichi mestieri, sagre, Edizioni dell'Iride, 2002
  • Accogli Francesco, La cappella del Gonfalone e il casale di Sant'Eufemia in Tricase, Edizioni dell'Iride, 2004
  • Accogli Francesco, La quercia dei «cento cavalieri». La quercia vallonea di Tricase albero simbolo della regione Puglia nel mondo, Edizioni dell'Iride, 2005
  • Accogli Francesco, I cinque castelli della terra di Tricase, Edizioni dell'Iride, 2006
  • Tricase. Studi e documenti, Congedo, 1978
  • Panico Pierpaolo, Società e nobiltà a Tricase (secoli XVI e XVII), Edizioni dell'Iride, 2007
  • Musio Salvatore, Casali e feudatari del territorio di Tricase e la dominazione angioina(sec.XIII-XV), Edizioni dell'Iride, 2007
  • Morciano Ercole, Ebrei a Tricase porto (1945-1947), Edizioni del Grifo, 2009
  • De Giuseppe Alfredo, Il calcio e Tricase. Classiche, storie, uomini, interviste e poche nostalgie, Minuto d'Arco, 2010
  • L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994
  • (AA.VV.): Salento. Architetture antiche e siti archeologici, Edizioni del Grifo, 2008
  • Baglivo Roberto, La confraternita dell'Immacolata nella cappella di San Gaetano di Tutino, Congedo, 1996
  • Peluso Mia - Peluso Vincenzo, Caprarica del Capo, Capone L., 1980
  • Lucugnano. Microstoria di una comunità del Salento, Congedo, 1992
  • Antonio Scarascia - Giuseppe Pisanelli. Ottimo italiano, Edizioni dell'Iride, 2012

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Lecce Portale Lecce: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Lecce







Creative Commons License