Ueda Akinari

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« Non far crescere mai nel tuo giardino i salici che mettono germogli verdi all'arrivo della primavera. Non legarti a una persona dal cuore volubile. I salici crescono subito, ma non resistono al primo soffio del vento d'autunno; le persone volubili si legano con facilità, ma se ne vanno presto, e se i salici rinnovano il colore a ogni primavera, una persona infedele non farà più ritorno. »
(Ueda Akinari, L'appuntamento dei crisantemi, Racconti di pioggia e di luna, 1808)
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Ueda Akinari (上田秋成 Ueda Akinari) (Ōsaka, 25 luglio 1734Kyōto, 8 agosto 1809) è stato uno scrittore giapponese.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Riferimenti comparsi nelle memorie dello scrittore suggeriscono che Ueda Akinari sia stato il figlio illegittimo di una prostituta del quartiere di Sonezaki. A tre anni circa venne adottato dalla famiglia Ueda, mercanti di carta e olio, da cui appunto prese il cognome. Nonostante la sua adolescenza fu all'insegna del libertinaggio e dell'ozio, ricevette un'istruzione privilegiata. Studiò la poesia haikai e waka, la letteratura cinese dilettandosi anche nella pittura. Purtroppo, a causa di una malattia contratta da bambino, Akinari crebbe con un pollice deforme che gli rese impossibile maneggiare bene un pennello. Nel 1761 lo scrittore ereditò la carica del padre deceduto, continuando tuttavia ad impegnarsi nelle arti letterarie. Nel1767 pubblicò due raccolte di racconti:

  • Shodō kikimini sekenzaku (Scimmie di questo mondo che hanno orecchio per tutte le arti)
  • Seken tekake katagi (Caratteri di concubine di questo mondo)

Negli anni successivi si avvicinò alla scuola di "studi nazionali" detta kokugaku, ridestando il suo interesse per il patrimonio letterario del Giappone antico. Da lì a poco nacque l'Ugetsu monogatari (Racconti di pioggia e di luna) ultimato nel 1768 ma pubblicato otto anni più tardi, probabilmente a casa dell'incendio che colpì la sua dimora e il negozio di famiglia. Fu anche per questo infatti che dovette abbandonare l'attività di mercante, decidendo quindi di incamminarsi nel campo della medicina, da cui non ricavò grandi soddisfazioni soprattutto per il suo cattivo carattere. Abbandonata anche questa strada quindi decise di impegnarsi a fondo nella professione di scrittore. Nel 1793 si trasferì all'allora capitale Kyōto, centro culturale dell'epoca, spostandosi di quartiere in quartiere ogni anno. Nonostante una malattia agli occhi lo rese quasi cieco, continuò a scrivere e nel 1808 completò lo Harusame monogatari (Racconti di pioggia di primavera), che rappresenta un sunto della sua visione della vita e del credo religioso. Morì nel 1809 e, secondo alcuni studi, si fece seppellire ai piedi di un albero di susino, in una tomba da egli stesso preparata.

Ugetsu Monogatarimodifica | modifica sorgente

La sua opera più famosa è Racconti di pioggia e di luna (Ugetsu monogatari 雨月物語) nella quale Akinari riprende originali cinesi e giapponesi ma anche fatti di cronaca creando racconti fantastici che hanno nella maggior parte dei casi protagonisti non di questo mondo. La locuzione "Pioggia e luna" si riferisce alla notte del 15 agosto. In Giappone, e anche in Cina, si ritiene che in questa notte la luna sia particolarmente bella, soprattutto quando piove ed è nascosta dalle nuvole. Dunque il titolo significa una cosa che si può vedere solo con l'immaginazione. Molte sono comunque le allusioni del titolo: al dramma nō omonimo con protagonista il celebre poeta Saigyō che compare anche nel primo racconto ad esempio, ma soprattutto alla tradizione cinese, in cui pioggia e luna erano associate al sovrannaturale.

Operemodifica | modifica sorgente

  • Scimmie di questo mondo... (Shōdo kikimimi sekenzaru) 1767
  • Caratteri di concubine di questo mondo (Seken tekake katagi) 1767
  • Racconti di pioggia e di luna (Ugetsu monogatari) 1768
  • Racconti di pioggia di primavera (Harusame monogatari) pubblicata postuma.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

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