Umberto Busani

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Umberto Busani
Umberto Busani.jpg
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Attaccante
Carriera
Squadre di club1
1931-1933 600px Bianco e Azzurro3.png OND Chievo 22 (13)
1933-1934 Verona Verona 2 (0)
1934-1935 Vigevanesi Vigevanesi 29 (6)
1935-1936 Alessandria Alessandria 28 (7)
1936-1940 Lazio Lazio 106 (38)
1940-1948 Napoli Napoli 171 (46)
1945 Frattese Frattese  ? (15)
1948-1950 Casertana Casertana  ? (?)
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Umberto Busani (Parma, 1º febbraio 1915Napoli, 29 ottobre 1957[1][2]) è stato un calciatore italiano, noto anche come Berto[1][2].

Carrieramodifica | modifica sorgente

Clubmodifica | modifica sorgente

Primi annimodifica | modifica sorgente

Veloce e di talento[3], definito una tra le migliori ali del Napoli[4], dopo aver iniziato la carriera al Chievo, dove si distinse[5], e aver aiutato la squadra a raggiungere la finalissima per il campionato veneto[6], passò al Verona e quindi alla Vigevanesi, con cui si mise in mostra, secondo La Stampa, nella vittoria per 1-0 in trasferta a Genova contro il Genova 1893 del 3 marzo 1935[7].

Alessandriamodifica | modifica sorgente

Passò quindi all'Alessandria, con cui debuttò in Serie A il 22 settembre 1935 in Milan-Alessandria 2-0 e giocò la finale di Coppa Italia a Genova dell'11 giugno 1936 persa contro il Torino per 5-1[8], quindi si trasferì alla Lazio nel 1936, società che, dopo aver preso Piola dalla Pro Vercelli, era in procinto di allestire una squadra che potesse puntare allo scudetto, offrendo quindi al club piemontese la considerevole cifra per l'epoca di 400.000 lire per lui ed i compagni di squadra Milano e Riccardi[9]. I dirigenti grigi accettarono e la squadra piemontese non fu più all'altezza delle aspettative; retrocesse quindi per la prima volta in Serie B al termine del campionato 1936-1937[10].

Laziomodifica | modifica sorgente

Con la maglia dei capitolini debuttò il 13 settembre 1936 nella vittoria casalinga della prima giornata del campionato contro il Milan per 3-0, in una stagione che vedrà i capitolini arrivare al secondo posto in classifica finale, a tre punti dal Bologna vincitore[10]; il 10 gennaio 1937, in seguito alla vittoria contro il Bari per 3-1, si ritrovò per la prima volta nella sua storia in testa alla classifica[11]. In quel campionato, che lo vide arrivare al quinto posto nella classifica dei cannonieri con quindici reti, Busani si fece notare anche per il gol nel derby perso dai biancocelesti per 3-1 il 18 ottobre 1936, e le quattro reti, di cui tre nei primi diciassette minuti, al Napoli, nella vittoria in trasferta dei laziali il 3 gennaio 1937[10][2]. Gli anni successivi furono meno positivi per i biancoazzurri, contraddistinti dall'ottavo posto nel campionato seguente[12], dal nono nella stagione 1938-1939[13] e, nel suo ultimo anno con il club, dal quarto[14], in una stagione coronata dalla vittoria nel derby della capitale, giocato con quattro calciatori della squadra riserve[15] e privo di Silvio Piola[2] (26 maggio 1940)[14][2]. Nei suoi primi anni nella capitale giocò sempre da titolare, saltando poche partite, principalmente per infortunio, come nel caso della frattura alla clavicola di cui fu vittima il 29 gennaio 1939 in Lazio-Ambrosiana-Inter[16].

Busani (primo in piedi da sinistra) in una formazione della Lazio 1936-37

Napolimodifica | modifica sorgente

Andò quindi al Napoli, con la cui maglia debuttò nella sconfitta in trasferta a Milano contro il Milano per 4-0 del 6 ottobre 1940; alla fine della stagione, conclusa dalla squadra all'ottavo posto[17], disputò tutte le partite[18]. L'anno seguente, malgrado le 8 reti che ne fecero il miglior cannoniere della squadra in quella stagione in cui saltò solo una gara[19], retrocesse nonostante alcune vittorie contro Milano e Juventus ed i pareggi casalinghi contro le squdre che si piazzarono alla fine rispettivamente al secondo ed al primo posto in classifica finale: il Torino (30 novembre 1941, risultato finale 0-0) e la Roma (15 febbraio 1942, risultato finale 1-1)[4]. Il campionato 1942-1943, il primo di Serie B dei partenopei, lo vide scendere in campo in tutte le gare e segnare 10 reti (terzo miglior cannoniere della squadra)[20], insufficienti tuttavia a riportare la squadra in massima categoria[21].

Campionato di guerramodifica | modifica sorgente

Allo scoppio della guerra fu ancora in Campania, giocando nel campionato campano del 1945 con la Frattese; fu impegnato in almeno quattro gare, contro lo Stabia e poi contro il Napoli, l'8 maggio 1945, quando segnò nel pareggio per 2-2[22], oltre alla gara del 29 aprile 1945 contro la Salernitana persa per 3-1, in cui segnò il gol su rigore all''89[23]. In totale, segnò 15 reti (tra cui 5 rigori), compresa la doppietta nella gara persa contro la Scafatese per 3-2, risultando alla fine del torneo il secondo migliore cannoniere della competizione[24].

Napoli ed ultimi annimodifica | modifica sorgente

Nel dopoguerra tornò al Napoli, con cui si distinse per il gol che diede la vittoria ai partenopei contro il Milan per 3-2 in trasferta, il 16 giugno 1946 in una gara in cui il Corriere dello Sport ne elogiò la vivacità sottolineando anche i due tentativi di marcatura effettuati nel finale[25]; si ripeté anche il 28 luglio 1946, quando portò la squadra in vantaggio nel pareggio casalingo contro la Juventus per 1-1. Tali marcature furono le uniche due che siglò nel girone finale di quel campionato[26]. L'anno successivo, che lo vedrà tra i venti migliori cannonieri del campionato e capocannoniere della squadra con 12 reti[27], sarà decisivo nel pareggio interno contro il Grande Torino (vincitore dello scudetto con 10 punti di distacco sulla Juventus) per 2-2 del 15 dicembre 1946[27], in Inter-Napoli 2-3 (suo il gol dell'1-0 e del 3-2 finale) del 29 dicembre 1946[28], in Napoli-Juventus 3-3 del 23 marzo 1947 ed in Milan-Napoli 4-2 del 6 luglio 1947[29]. Il campionato successivo, 1947-1948, fu di nuovo negativo per i partenopei, essendosi concluso con la retrocessione[30]; scese in campo solo in 12 occasioni e marcò due reti[31]. Terminò la carriera alla Casertana.

Nazionalemodifica | modifica sorgente

Giocò tre partite in nazionale B, debuttando nella gara[3] di Novara del 5 aprile 1936, in cui fornì a Luigi Milano il passaggio decisivo per la prima rete dell'incontro vinto[32] contro la Svizzera per 2-0[33].

Dopo il ritiromodifica | modifica sorgente

Rimase a vivere in Campania, dove gestì un negozio di articoli sportivi e allenò di alcune squadre minori[2], tra cui l'Ischiaterme nella stagione 1956-1957[34]. Scomparve prematuramente alla fine di quell'anno, a causa dell'influenza asiatica[35], in un primo momento ritenuta non pericolosa; il dottor Alfonso Negro, suo ex compagno di squadra[36] ed il Napoli, nei suoi ultimi giorni di vita, l'assistettero ed in seguito la società comunicò la notizia del decesso[1].

Statistichemodifica | modifica sorgente

Presenze e reti nei clubmodifica | modifica sorgente

Stagione Club Campionato
Comp Pres Reti
1940-1941 Italia Napoli A 29 8
1941-1942 A 29 8
1942-1943 B 32 10
1945-1946 DN 30 6
1946-1947 A 38 12
1947-1948 A 12 2
Totale Napoli 170 46
Totale  ?  ?

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b c Gazzetta dello Sport, 31 ottobre 1957, pagina 3
  2. ^ a b c d e f Corriere dello Sport, 30 ottobre 1957, pagina 5 emeroteca.coni.it
  3. ^ a b Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano, volume 2, di Marco Sappino, pagina 114
  4. ^ a b Carratelli, op. cit., p.80
  5. ^ Il Chievo delle meraviglie lorenzograssi.it
  6. ^ UNA PICCOLA SOCIETÀ PER UN GRANDE SOGNO CALCISTICO itcpasolivr.it
  7. ^ la Stampa, 4 marzo 1935, pagina 6 archiviolastampa.it
  8. ^ la Stampa, 12 giugno 1936, pagina 4 archiviolastampa.it
  9. ^ Carlo F.Chiesa. Tempi grigi per il vecchio quadrilatero, da «Calcio 2000» - febbraio 2002, pg. 68.
  10. ^ a b c Italy 1936-1937 rsssf.com
  11. ^ Stampa Sera, 13 maggio 1974, pagina 11 archiviolastampa.it
  12. ^ Italy 1937-1938 rsssf.com
  13. ^ Italy 1938-1939 rsssf.com
  14. ^ a b Italy 1939-1940 rsssf.com
  15. ^ Littoriale, 27 maggio 1940, pagina 1 emeroteca.coni.it
  16. ^ Stampa Sera, 31 gennaio 1939, pagina 4 archiviolastampa.it
  17. ^ Carratelli, op. cit., p.70
  18. ^ Carratelli, op. cit., p.71
  19. ^ Carratelli, op. cit., p.77
  20. ^ Carratelli, op. cit., p.79
  21. ^ Carratelli, op. cit., p.78
  22. ^ 70 anni di storia della Frattese Calcio 1928-2004 di Pasquale Pezzullo books.google.it
  23. ^ Corriere dello Sport, 30 aprile 1945, pagina 1 emeroteca.coni.it
  24. ^ Guglielmo Formisano, Emozioni in rete, GM Calamos editore, pagina 63
  25. ^ Corriere dello Sport, 17 giugno 1946, pagina 3 emeroteca.coni.it
  26. ^ Italy 1945-1946 rsssf.com
  27. ^ a b Italy 1946-1947 rsssf.com
  28. ^ Carratelli, op. cit., p.84
  29. ^ Carratelli, op. cit., p.85
  30. ^ Carratelli, op. cit., p.86
  31. ^ Carratelli, op. cit., p.87
  32. ^ Littoriale, 6 aprile 1936, pagina emeroteca.coni.it
  33. ^ Nazionale Italiana Under 23 ed Italia B nazionaleitalianacalcio.it
  34. ^ Lacco Ameno Il calcio dalle origini al 1970 di Pietro Ferrandino larassegnadischia.it
  35. ^ I grandi del Napoli e tutto su Roma 60' corrieredellosport.it
  36. ^ Il calcio e il ciclismo illustrato, numero 45, 7 novembre 1957, pagina 23

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

  • Dario Marchetti (a cura di), Umberto Busani in Enciclopediadelcalcio.it, 2011.







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