Umberto Lenzini

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Umberto Lenzini
Lenzini.jpg
Lenzini ai tempi della presidenza della Lazio
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Stati Uniti Stati Uniti
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Difensore
Carriera
Squadre di club1
19XX-XX Pistoiese Pistoiese  ? (?)
19XX-XX Rondinella Rondinella  ? (?)
19XX-XX Fortitudo Fortitudo  ? (?)
19XX-XX Juventus Roma Juventus Roma  ? (?)
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 14 aprile 2014

Umberto Lenzini (Walsenburg, 20 luglio 1912Roma, 22 febbraio 1987) fu un imprenditore, dirigente sportivo e calciatore italoamericano, presidente della Società Sportiva Lazio dal 1965 al 1980.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Umberto Lenzini nacque a Walsenburg, in Colorado, da una famiglia toscana dell'Abetone emigrata negli Stati Uniti e divenuta proprietaria di un emporio a Huerfano, nei pressi di Colorado Springs. Tornata in Italia, la famiglia investì il denaro guadagnato oltreoceano nell'acquisto di alcuni terreni nei dintorni di Roma.

Il giovane Lenzini divenne calciatore professionista con le maglie di Pistoiese, Rondinella, Fortitudo e Juventus Roma. Vinse anche i campionati giovanili di atletica leggera, vantando un record di 11 secondi netti nella sua specialità, i 100 m.

Divenne imprenditore di successo nel ramo delle costruzioni civili, edificando nell'area nord-occidentale della Capitale (Valle Aurelia, Pineta Sacchetti)[1], all'epoca ancora disabitata; nel 1964 entrò nella Società Sportiva Lazio come consigliere[2]; nel 1965, a seguito di una crisi che vide la proprietà opporsi ad alcuni giocatori per questioni di compensi, divenne commissario della società[3] e, alla fine dell'anno, presidente e maggior azionista[4].

Il suo primo campionato da presidente, quello del 1965-66, si risolse in una salvezza nelle ultime giornate, ma non potè evitare la retrocessione in serie B la stagione successiva; nel 1969, con la formazione militante in serie cadetta, fece gli acquisti che si rivelarono essere tra i più importanti della sua gestione e della storia recente della squadra, quelli di Giorgio Chinaglia e di Giuseppe Wilson, rilevati per duecento milioni di lire dell'epoca dall'Internapoli[5]; i due giocatori furono l'ossatura della squadra che, grazie alla guida tecnica di Tommaso Maestrelli, tornarono in serie A e, nel 1973-74 riuscirono a dare alla Lazio il primo scudetto della sua storia[6].

Successivamente, sotto la sua gestione, la squadra dovette affrontare rovesci di tipo extrasportivo come la morte del calciatore Luciano Re Cecconi, ucciso da un gioielliere romano nel gennaio del 1977 per un fatale equivoco, in quanto Re Cecconi si era finto un rapinatore provocando la risposta armata dell'esercente[7], e lo scandalo delle scommesse clandestine del 1980, che vide diversi giocatori, tra cui alcuni proprio della Lazio, arrestati dalla Guardia di Finanza con le accuse di frode sportiva (poi decadute) e che si risolse con la retrocessione in serie B della squadra[8] e a seguito del quale, il 10 settembre successivo, Lenzini passò la presidenza a suo fratello Aldo[9], che la cedette poco tempo dopo ad altri. Per i suoi modi bonari era stato ribattezzato dai tifosi laziali «papà Lenzini»[10].

Il 22 febbraio 1987, a 74 anni, Lenzini fu ucciso da un infarto cardiaco nella sua abitazione romana[10]. I suoi funerali si tennero il giorno seguente a san Lorenzo fuori le mura alla presenza dei giocatori e della dirigenza della Lazio del periodo[11].

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  1. ^ Lenzini e il no storico ad Agnelli per Chinaglia in Lazialità, 14 aprile 2012. URL consultato il 14 aprile 2014.
  2. ^ Livio Zanotti, Lazio-burrasca in Stampa Sera, 3 agosto 1965, p. 9. URL consultato il 14 aprile 2014.
  3. ^ Livio Zanotti, Lazio, nessuna schiarita in Stampa Sera, 5 agosto 1965, p. 11. URL consultato il 14 aprile 2014.
  4. ^ Livio Zanotti, Sacco nella Lazio al posto di Bartù in Stampa Sera, 26 gennaio 1966, p. 13. URL consultato il 14 aprile 2014.
  5. ^ (EN) Stefano Chioffi, Addio a Giorgio Chinaglia. Storia infinita con la Lazio in il Corriere dello Sport, 2 aprile 2012. URL consultato il 14 aprile 2014.
  6. ^ Lazio, primo scudetto in Stampa Sera, 13 maggio 1974, p. 9. URL consultato il 14 aprile 2014.
  7. ^ Fabrizio Carbone, Re Cecconi ucciso da un gioiellere a Roma mentre simulava di essere un rapinatore in La Stampa, 19 gennaio 1977, p. 9. URL consultato il 14 aprile 2014.
  8. ^ Emilio Marrese, E quel giorno dell'80 il pallone finì in galera in la Repubblica, 25 marzo 2005, p. 52. URL consultato il 14 aprile 2014.
  9. ^ Mario Bianchini, Alla Lazio sempre un Lenzini leader. Tocca ad Aldo: oppositori in agguato in La Stampa, 11 settembre 1980, p. 21. URL consultato il 14 aprile 2014.
  10. ^ a b È morto papà Lenzini in Stampa Sera, 23 febbraio 1987, p. 15. URL consultato il 14 aprile 2014.
  11. ^ L'ultimo saluto a Lenzini, presidente della Lazio-scudetto in la Repubblica, 24 febbraio 1987. URL consultato il 14 aprile 2014.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente









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