Umberto Rocca

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Umberto Rocca
Il tenente Umberto Rocca, rimase gravemente ferito durante lo scontro a fuoco e ricevette la Medaglia d'oro al valore militare. Immagine tratta da un'intervista televisiva di Enzo Biagi all'allora tenente colonnello Rocca
Il tenente Umberto Rocca, rimase gravemente ferito durante lo scontro a fuoco e ricevette la Medaglia d'oro al valore militare. Immagine tratta da un'intervista televisiva di Enzo Biagi all'allora tenente colonnello Rocca
1 giugno 1940 - vivente
Nato a Rodi
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Esercito italiano
Arma Arma dei Carabinieri
Anni di servizio 1967 - 2007
Grado Generale di divisione
Comandante di Tenenza dei carabinieri di Acqui Terme
Museo storico dell'Arma dei carabinieri
Decorazioni Medaglia d'oro al valore militare
Altro lavoro Presidente del Gruppo Medaglie d'oro al valore militare

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Umberto Rocca (Rodi, 1 giugno 1940) è un Generale di Divisione dell'Arma dei Carabinieri.

Prestando servizio come tenente comandante di compagnia ad Acqui Terme, il 5 giugno 1975 guidò la pattuglia di carabinieri che individuò la prigione nella cosiddetta cascina Spiotta d'Arzello dove era detenuto dalle Brigate Rosse l'industriale Vittorio Vallarino Gancia, sequestrato il giorno precedente da un nucleo armato dell'organizzazione. Nel drammatico conflitto a fuoco con i due brigatisti che detenevano l'ostaggio, l'allora tenente Rocca venne colpito dall'esplosione di una bomba a mano perdendo il braccio e l'occhio sinistro, ma rispose ugualmente al fuoco e continuò a dirigere l'azione dei suoi tre colleghi, prima di essere soccorso e trasportato in ospedale.

Dopo il drammatico evento, Umberto Rocca ha continuato a servire nell'Arma con incarichi non operativi, andando in congedo nel 2007 con il grado di generale di divisione. Per il suo comportamento in azione è stato il primo militare italiano ad esser stato decorato, in vita ed in tempo di pace, della Medaglia d'oro al valor militare[1].

Biografiamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sequestro Gancia.

Inizio della carrieramodifica | modifica sorgente

Dopo essersi laureato in Economia e Commercio all'Università di Genova, Umberto Rocca nel gennaio 1967 entrò a far parte del 46º corso per Allievi Ufficiali di Complemento nella Scuola Truppe Motorizzate e Corazzate di Caserta da dove nel settembre 1967 venne trasferito nell'Arma dei Carabinieri, per frequentare il 40º corso tecnico professionale per sottotenenti di complemento presso la Scuola di Applicazione dell'Arma. Al termine del corso venne nominato sottotenente di complemento dei carabinieri e assegnato al 2º battaglione del 1º reggimento carabinieri con sede a Genova. Rocca venne ammesso nel gennaio 1968 alla rafferma quinquiennale e venne quindi trasferito alla Legione carabinieri del capoluogo ligure da dove nel 1969 venne trasferito a Savona dove assunse il comando del Nucleo Investigativo.

Dopo aver superato con successo il concorso per il passaggio in servizio permanente effettivo nell'ottobre 1972, venne assegnato alla Legione di Messina, dove assunse il comando della tenenza di Sant'Agata di Militello, e poi nell'agosto 1973 alla Legione di Alessandria dove passò al comando della tenenza di Acqui Terme con il grado di tenente.

5 giugno 1975: la "battaglia d'Arzello"modifica | modifica sorgente

Al momento del sequestro dell'industriale Vittorio Vallarino Gancia il 4 giugno 1975 da parte delle Brigate Rosse, il tenente Rocca venne incaricato di organizzare una serie di sopralluoghi e pattugliamenti nelle campagne intorno a Canelli e Acqui Terme alla ricerca del sequestrato. Il 5 giugno 1975 il tenente Rocca stava perlustrando una serie di cascine insieme al maresciallo Rosario Cattafi ed agli appuntati Giovanni D'Alfonso e Pietro Barberis[2]. Dopo aver controllato un castello in rovina, chiamato la Tinazza, ed altre due cascine nelle vicinanze, alle ore 11.30 il tenente Rocca raggiunse con i suoi uomini la cosiddetta Cascina Spiotta dove notarono la presenza di due auto ed ascoltarono il rumore di una radio proveniente dall'interno della costruzione[3].

I quattro carabinieri guidati dal tenente Rocca erano giunti casualmente alla prigione dove era detenuto Gancia; due brigatisti si trovavano alla cascina Spiotta a guardia del sequestrato; sorpresi, essi si avvidero solo all'ultimo momento dell'arrivo delle forze dell'ordine[4]. I due brigatisti cercarono di fuggire e ne nacque un violento conflitto a fuoco. I terroristi, dopo aver finto di collaborare, lanciarono una bomba a mano contro i carabinieri e quindi uscirono di corsa dall'edificio cercando di raggiungere le loro auto. Il tenente Rocca venne investito in pieno dalla deflagrazione e ebbe istantaneamente il braccio sinistro amputato e una grave ferita all'occhio sinistro, alcune schegge ferirono anche il maresciallo Cattafi[5].

Nonostante le gravissime ferite, Umberto Rocca non cadde subito a terra, aprì il fuoco con la sua carabina M1 e ordinò di proseguire l'azione. Nel successivo conflitto a fuoco perirono l'appuntato D'Alfonso che, raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco al torace e alla testa, morirà dopo alcuni giorni di agonia, e Margherita Cagol "Mara", uno dei carcerieri e nota anche per essere la moglie di Renato Curcio, uno dei fondatori e dei principali dirigenti delle Brigate Rosse[6]. Durante la sparatoria, il maresciallo Cattafi, a sua volta ferito da schegge, soccorse il superiore ormai caduto a terra; lo trascinò giù lungo il pendio fino alla strada sterrata dove i due carabinieri fermarono l'auto del postino che stava transitando. Il tenente Rocca, gravemente ferito, venne caricato sulla macchina e trasportato direttamente all'ospedale di Acqui Terme[7]. Il tenente Rocca non perse conoscenza durante il trasporto, uscì da solo dall'auto del postino e dimostrò anche in ospedale con il personale e con i famigliari, lucidità e fermezza d'animo nonostante il braccio e l'occhio sinistro devastati[8].

Alla fine del cruento scontro a fuoco Vittorio Vallarino Gancia fu liberato. A Rosario Cattafi ed alla memoria di Giovanni D'Alfonso fu conferita la Medaglia d'argento al valor militare. A Pietro Barberis, l'unico illeso, la Croce al valor militare, mentre Umberto Rocca ricevette la Medaglia d'oro al valor militare.

Dopo la tragediamodifica | modifica sorgente

Umberto Rocca, dopo essere stato sottoposto a vari interventi chirurgici e lunghe cure, riprese servizio, nonostante la mutilazione del braccio sinistro e la perdita dell'occhio sinistro, venendo promosso capitano. Nel 1976 venne trasferito nel Ruolo d'Onore e assegnato al Museo Storico dell'Arma dei Carabinieri.

In un'intervista al giornalista Enzo Biagi l'allora tenente colonnello Rocca ha raccontato la drammatica operazione[9]. Nel 2006 ha rievocato la tragica giornata del 5 giugno 1975 in un libro di Stefania Podda; in questa occasione Umberto Rocca ha confermato nel complesso le testimonianze rese al processo, aggiungendo alcuni particolari. L'alto ufficiale dei carabinieri ha narrato del suo incontro, prima di raggiungere la cascina Spiotta, con un Fiat 500 guidata da uno sconosciuto che si allontava in direzione di Melazzo. Egli ritiene che lo sconosciuto fosse Renato Curcio[10]. Inoltre Rocca ha affermato che lui e l'appuntato Barberis identificarono anche il brigatista presente alla cascina accanto alla Cagol che era sfuggito alla cattura. Barberis tuttavia, temendo rappresaglie delle Brigate Rosse, si sarebbe sempre rifiutato di testimoniare contro questo terrorista e anche Rocca dovette rinunciare ad incriminarlo. L'ufficiale dei carabinieri riferisce di aver rivisto il brigatista nel 1978 dopo il suo arresto e di aver avuto conferma del riconoscimento[11].

Umberto Rocca è stato promosso al grado di generale di brigata nel 1990 e dal 1 gennaio 1998 è stato Direttore del Museo Storico dell'Arma dei Carabinieri dopo esserne stato Segretario per 14 anni. È Presidente del Gruppo Medaglie d'Oro al Valor Militare d'Italia. Si è congedato dal servizio nel 2007 con il grado di generale di divisione.

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Medaglia d'oro al valor militaremodifica | modifica sorgente

Questa è la motivazione della Medaglia d'oro al valore militare assegnata a Umberto Rocca:

Valor militare gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Valor Militare
Comandante in sede vacante, di compagnia distaccata, organizzava e capeggiava reiterati, rischiosi servizi per individuare il luogo di detenzione di noto industriale, sequestrato a scopo di estorsione in provincia limitrofa. Pervenuto, con tre suoi dipendenti, a un casolare isolato, e acquisita la certezza della presenza di malfattori e il sospetto di quella del rapito, dopo aver disposto i propri uomini in posizioni defilate, decideva di passare immediatamente all'azione onde sfruttare la sorpresa, per impedire ai delinquenti di nuocere all'ostaggio eventualmente presente. Benché nella improvvisa reazione fosse stato colpito in pieno da bomba a mano, che esplodendo gli asportava un braccio e lo rendeva cieco di un occhio, esortava il sottufficiale, accorso per recargli aiuto, a proseguire decisamente l'operazione che, dopo protratto e violento conflitto a fuoco, si chiudeva con l'uccisione di uno dei banditi appartenente a pericolosissima organizzazione eversiva armata e con la liberazione dell'ostaggio incolume. Sottoposto a prolungati e dolorosi interventi chirurgici, si imponeva all'ammirazione dei sanitari per stoicismo e per eccezionale forza morale, non cessando un istante dal manifestare la preoccupazione per i suoi uomini rimasti feriti, nonché il rammarico che le mutilazioni subite non gli consentissero di servire oltre l'Arma. Fulgido esempio di elette virtù militari ed eroica purissima fede. Arzello di Melazzo (Alessandria), 5 giugno 1975.

Altre onorificenzemodifica | modifica sorgente

Fra le Onorificenze e Decorazioni concesse al generale Umberto Rocca si annoverano anche:

ITA OMRI 2001 GUff BAR.svg Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
OPMM-guX.svg Grand'Ufficiale dell'Ordine pro Merito Melitensi (classe militare) (Sovrano Militare Ordine di Malta)
Order of St. Gregory the Great.png Commendatore dell'Ordine di San Gregorio Magno (Santa Sede)
Order of Pope Sylvester BAR.svg Commendatore dell'Ordine di San Silvestro Papa (Santa Sede)
Equestrian order of the Holy Sepulcher of Jerusalem BAR.svg Cavaliere dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Santa Sede)
FondazioneCarnegie1.png Medaglia d'oro della Fondazione Carnegie per Atti d'Eroismo

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dato riferito al periodo successivo alla seconda guerra mondiale.
  2. ^ Tessandori 2004, pp. 259-260
  3. ^ Podda 2007, pp. 14-15
  4. ^ Podda 2007, pp. 15-16
  5. ^ Zavoli 1995, p. 209
  6. ^ Tessandori 2004, pp. 260-262
  7. ^ Podda 2007, pp. 17-18
  8. ^ Podda 2007, p. 24
  9. ^  Enzo Biagi intervista Umberto Rocca. YouTube
  10. ^ Podda 2007, pp. 37-38
  11. ^ Podda 2007, pp. 199-200

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

Voci correlatemodifica | modifica sorgente








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