Un tram che si chiama Desiderio (teatro)

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Un tram che si chiama Desiderio
Opera teatrale in tre atti
Marlon Brando sul set nel 1948, fotografato da Carl Van Vechten
Marlon Brando sul set nel 1948, fotografato da Carl Van Vechten
Autore Tennessee Williams
Titolo originale A Streetcar named Desire
Lingua originale inglese
Genere dramma
Composto nel 1947
Prima assoluta 3 dicembre 1947
New York
Prima rappresentazione italiana 21 gennaio 1949
Teatro Eliseo di Roma
Premi Premio Pulitzer 1947 per miglior dramma
Donaldson Award 1947
New York Drama Critics Circle Award 1947
Personaggi
  • Stanley Kowalsky
  • Mitch
  • Stella DuBois, moglie di Stanley
  • Blanche DuBois, sua sorella
  • Steve
  • Pablo
  • Eunice, donna bianca
  • Una donna di colore, un passante, un marinaio, un venditore di frittelle, un giovane, una venditrice di fiori
  • Una prostituta ed un ubriaco, che non parlano
Trasposizioni operistiche Un tram che si chiama desiderio, opera di André Previn del 1995
Riduzioni cinematografiche Un tram chiamato Desiderio di Elia Kazan
 

Un tram che si chiama Desiderio o Un tram chiamato Desiderio (in lingua inglese: A Streetcar named Desire) è un dramma scritto dal drammaturgo statunitense Tennessee Williams nel 1947.

Il debutto avvenne a Broadway il 3 dicembre 1947 per la regia di Elia Kazan, con Marlon Brando nel ruolo di Stanley Kowalsky, Jessica Tandy in quello di Blanche Dubois, Kim Hunter in Stella e Karl Malden[1].

La prima italiana avvenne il 21 gennaio 1949 al Teatro Eliseo di Roma per la regia di Luchino Visconti[2]. I bozzetti scenografici erano curati da Franco Zeffirelli: la scena era strutturata come lo spaccato di una casa su due piani, con delle quinte dipinte sullo sfondo e dei praticabili per accedere al secondo piano. Fra gli interpreti figuravano Rina Morelli, Vittorio Gassmann, Vivi Gioi e Marcello Mastroianni[3].

Nel 1951 verrà messo in scena una seconda volta, sempre da Luchino Visconti, ma a Milano, al Teatro San Babila.[4]

Tramamodifica | modifica sorgente

La vicenda è ambientata nella New Orleans degli anni quaranta, i protagonisti sono una coppia, formata da Stanley e Stella, il cui equilibrio viene messo a rischio dalla sorella di lei, Blanche.

Stanley (il protagonista maschile), un rude polacco dai modi burberi giunto a New Orleans da qualche anno, è un uomo di grande forza che è travolto da una passione carnale per la moglie Stella. A turbare questo equilibrio giunge la sorella di Stella, Blanche, una donna dai molti lati oscuri che pian piano andrà svelando, fino a che, alla fine della vicenda, giunge alla pazzia e viene ricoverata in manicomio, mentre la coppia, la cui pace familiare sembra allietata dalla nascita di un bambino, sembra arrivare ad un punto di rottura per l'incapacità di Stella di accettare il destino della sorella, il cui crollo è dovuto in larga parte alle forti pressioni esercitate su di lei da Stanley.

Citazioni e riferimentimodifica | modifica sorgente

  • Nel film Hollywood Homicide, Josh Hartnett interpreta un poliziotto con aspirazioni da attore. Per tutto il film è impegnato a provare e riprovare la sua prima pièce teatrale, che è appunto Un tram che si chiama Desiderio.
  • Altra importantissima citazione è quella offerta da Pedro Almodóvar in uno dei suoi film, Tutto su mia madre, in cui il dramma ha un ruolo focale nella trama.
  • Nell'episodio Un tram chiamato Marge de I Simpson, la trama ruota attorno alla vicenda di Marge che recita proprio a teatro in Un tram che si chiama Desiderio a Springfield. La vicenda di Stanley e Blanche ricalca la situazione di Homer e Marge. Gli autori avevano in mente di usare praticamente tutte le battute dell'opera di Williams, ma non ricevettero l'autorizzazione da chi detiene i diritti[5].
  • Nella serie televisiva Cuori senza età, Blanche, la donna del sud interpretata da Rue McClanahan, è una versione aggiornata e corretta della Blanche di Williams.
  • La canzone Marlon Brando è sempre lui di Luciano Ligabue è introdotta dall'urlo di Stanley Kowalski che chiama la moglie ("Hey, Stella!") tratto dal film di Elia Kazan nella sua versione italiana, dove Marlon Brando è doppiato da Stefano Sibaldi.
  • Nel film Cuori nella tormenta la protagonista è impegnata in una realizzazione di Un tram che si chiama Desiderio.
  • Nell'episodio Il blog della quarta stagione di Camera Café Luca Nervi e Augusto De Marinis per distogliere l'attenzione dal blog aziendale scrivono articoli di fittizia cronaca scandalistica tra cui Un trans chiamato Desiderio, chiara parodia del titolo di quest'opera.
  • Nell'episodio 17 "The Monster Isolation" della sesta stagione della serie televisiva statunitense "The Big Bang Theory", Penny (Kaley Cuoco) recita con la sua piccola compagnia teatrale questa celebre opera. Divertente il siparietto di Sheldon Cooper (Jim Parsons), noto amante dei treni, che costretto -controvoglia- ad assistere all'esibizione della fidanzata del suo coinquilino Leonard Hofstadter (Johnny Galecki), venuto a conoscenza del titolo dell'opera e credendo che il soggetto principale sia il tram, ne diventa entusiasta lasciando a casa ogni piccola forma di intrattenimento secondario come PSP, Nintendo DS ecc.
  • Nell'episodio 14 della prima stagione di Una mamma per amica (Gilmore Girls) Rory deve occuparsi di un pulcino per un compito di scuola, la madre Lorelai lo chiamerà Stella citando l'opera in questione gridando "Stella! Stella!!!". Raccontando l'assurda serata all'amica Sookie, entrambe citeranno "Un tram che si chiama desiderio" a cui Lorelai si è esplicitamente ispirata per il nome del pulcino. (per la precisione Lorelai si riferisce al film tratto dall'opera e non alla versione teatrale)
  • Il film "Blue Jasmine", del 2013 di Woody Allen, è una rielaborazione della trama in chiave contemporanea, con l'inserimento di flashback e storie parallele.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Tennessee Williams. Un tram che si chiama desiderio. Traduzione di Gerardo Guerrieri. Einaudi, Torino 1963, pag. 5.
  2. ^ Da Luchinovisconti.net
  3. ^ Da luchinovisconti.net
  4. ^ (ES) Teatrografia di Visconti
  5. ^ Contenuti speciali, edizione de I Simpson in DVD

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

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