Val Bisagno

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Val Bisagno
Genova - Letto del torrente Bisagno.jpg
Stati Italia Italia
Regioni Liguria Liguria
Province Genova Genova
Località principali Bargagli, Davagna, Genova (Municipio III° - Bassa Val Bisagno, Municipio IV° - Media Val Bisagno)
Fiume Bisagno
Superficie 88 km²
Nome abitanti bisagnini
Panorama della Val Bisagno a Marassi
Ponte Sant'Agata e, sullo sfondo, i moderni grattacieli della Corte Lambruschini
Colline a Bargagli
Moderna veduta di Staglieno
Nevicata a Sant'Eusebio (2005)
Veduta di San Fruttuoso a inizio Ottocento
Ponte dell'acquedotto storico sul Geirato a Molassana
L'acquedotto storico sopra il Cimitero di Staglieno

La Val Bisagno è una delle principali valli del Genovesato: prende il nome dal torrente Bisagno, uno dei due principali torrenti -l'altro è il Polcevera, il quale attraversa l'omonima valle, la Val Polcevera. Il corso d'acqua del torrente Bisagno sfocia nel mar Ligure nei pressi del quartiere di Genova denominato, per l'appunto, Foce.

I due bacini fluviali cingono rispettivamente da ponente e da levante il centro storico rinascimentale del capoluogo ligure.

La valle era un tempo caratterizzata da numerose fabbriche e oggi dà il nome ai Municipi III e IV di Genova.

Faunamodifica | modifica sorgente

Tra gli uccelli si segnalano in quasi tutto il territorio fagiani, aironi cinerini, gabbiani, corvi, germani reali e anatre. Troviamo poi il passero solitario, l'occhiocotto, la sterpazzolina, il picchio rosso maggiore, il torcicollo, il cuculo e il codirossone; massiccia la presenza del merlo, del fringuello, dello zigolo e del pettirosso. Nelle zone più alte è folta la presenza dei rapaci notturni e diurni quali l'assiolo, la civetta, il barbagianni, l'allocco, il gufo comune e quello reale; dei rapaci diurni si segnalano il biancone, la poiana, il gheppio, il nibbio bruno, il falco pecchiaiolo. Nelle aree poi tipicamente rocciose nidifica qualche rara coppia di aquila reale e del falco pellegrino, mentre nei fitti boschi cacciano l'astore e lo sparviero. Tra i rettili è possibile ammirare il biacco, la coronella girondica e la vipera. Tra gli anfibi invece è diffusa la salamandra pezzata. I boschi sono popolati da numerose famiglie di cinghiali che talvolta si spingono, per la ricerca di cibo, nei centri abitati. Nelle zone più alte e appartate sono frequenti poi caprioli e daini.Tra i mammiferi segnaliamo volpi, lepri, donnole, ricci, tassi e talpe. Durante gli ultimi anni, nelle aree più interne, è stata segnalata la presenza del lupo, un tempo molto diffuso in queste zone.

Floramodifica | modifica sorgente

Nei pressi del mare la flora ligure è di tipo mediterraneo; abbiamo quindi la ginestra, l'alaterno, il lentisco, il mirto, il corbezzolo e il leccio. Tra gli arbusti aromatici presenti nella regione vi sono il timo, l'alloro e il rosmarino.Dai 300 metri di altitudine è dominante la presenza del castagno, che, dagli 800 metri s.l.m cede il posto al Faggio.

Climamodifica | modifica sorgente

La val Bisagno gode di un clima mediterraneo, ma non in modo uniforme: mentre infatti nei pressi di Genova troviamo un clima prevalentemente mite con una media invernale di circa 7-8° e una media estiva di circa 25°, la situazione cambia radicalmente già a partire dai quartieri più interni della città, come Molassana e Prato, posti sulla sponda sinistra del fiume, dove invece la media di gennaio è di circa +4°. I comuni di Bargagli e Davagna, invece, posti a diversi chilometri di distanza dal mare, presentano un clima di tipo appenninico: gli inverni sono piuttosto rigidi, con una temperatura media giornaliera compresa tra 0 e +2°. Qui la neve cade frequentemente tutti gli anni, anche in modo abbondante, soprattutto nei mesi di gennaio e febbraio. L'estate invece si presenta sempre molto ventilata, quasi mai afosa.

Località - Sponda sinistramodifica | modifica sorgente

San Fruttuosomodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi San Fruttuoso (quartiere di Genova).

Marassimodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Marassi (quartiere di Genova).

Il tratto della sponda sinistra tra Staglieno e Sant'Eusebiomodifica | modifica sorgente

La zona della sponda sinistra tra lo sbocco dei percorsi per Sant'Eusebio e Staglieno era relativamente poco abitata, stretta tra il monte e il torrente, con alcune piane nelle quali erano insediamenti agricoli e qualche villa di villeggiatura storica.

Rimasta appartata dall'espandersi della città, erano qui state aperte alcune cave di cemento, che sfruttavano le possibilità delle rocce di vene adatte tra le arenarie marnose a base calcarea. Nelle aree rimaste libere restava invece una zona fluviale caratteristica.

Dagli anni novanta è stata però aperta una nuova viabilità su questa parte del torrente, con un percorso a scorrimento. Lungo questo nuovo asse sono sorte vari insediamenti industriali, coprendo le residue aree agricole con grandi capannoni prefabbricati.

Fontaneglimodifica | modifica sorgente

Situato sulla costa settentrionale del rilievo che conduce al passo di Bavari, era la zona delle risorgive. Il paese infatti si estende senza una particolare forma lungo questa fascia di mezza costa.

Sant'Eusebiomodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sant'Eusebio (quartiere di Genova).

Località - Sponda destramodifica | modifica sorgente

Marassi - San Fruttuosomodifica | modifica sorgente

Con l'unione a Genova nel 1873 aumenta la densità edilizia nella zona bassa, sul torrente Bisagno, con quartieri prevalentemente popolari. Sorgeva sulla riva del torrente la conceria Bocciardo, edificio industriale poi dismesso e demolito negli anni ottanta in occasione dei lavori di ricostruzione dello stadio Luigi Ferraris.

Staglienomodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Staglieno (quartiere di Genova).

Staglieno è un quartiere molto popoloso di Genova, si estende su entrambe le sponde del Bisagno ed è situato nella strategica posizione in cui il torrente, giungendo da est a ovest, svolta a destra percorrendo il suo ultimo tratto rettilineo prima di sfociare in mare. Pur essendo stato urbanizzato massicciamente dall'Ottocento, vari studi indicherebbero qui uno dei primi centri abitati dell'odierna Genova. Il nome di questo villaggio, Stalia, è rimasto nel toponimo attuale. L'insediamento aveva un grande porto presso la foce e costituiva un importante crocevia per i commerci, tanto da essere nominato anche da Artemidoro e Tito Livio.

Fontana e lavatoio a Terrusso (Bargagli)

San Gottardomodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi San Gottardo (quartiere di Genova).

Il nome insolito viene dal Medioevo ed è riconducibile forse ai contatti ai grandi movimento di pellegrinaggio lungo i percorsi per i grandi Santuari. Si ritiene che l'intitolazione della località intendesse rimandare infatti al convento del passo omonimo sulle Alpi. Ad esso si rifaceva anche il portale laterale, risalente al XII secolo, della cattedrale di San Lorenzo.

Nel XX secolo il quartiere ha avuto un grande sviluppo urbanistico, con un forte aumento degli insediamenti abitativi ed industriali.

Molassanamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Molassana (quartiere di Genova).

Quartiere di Genova preceduto da Struppa.

Struppamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Struppa (quartiere di Genova).

Zona del Genovesato molto abitata, precede Molassana. Situata in collina, il suo nucleo è la chiesa di San Siro, dedicata al santo che nacque proprio in questa località.

Pratomodifica | modifica sorgente

Ultima delle frazioni della Val Bisagno su questa sponda. Alla sua conclusione si trova la stretta gola che conduce nei confinanti comuni di Bargagli e Davagna.

I Comunimodifica | modifica sorgente

Bargaglimodifica | modifica sorgente

Il Bisagno nasce nel suo territorio.

Subito dopo l'ultima piana di Prato, la valle si restringe bruscamente, stretta tra rilievi dai fianchi ripidi e boscosi. La strada di fondovalle con un percorso tutto curve arriva alle prime frazioni di Bargagli, Traso, Ferriere, sino alla parte centrale del Comune.

Davagnamodifica | modifica sorgente

Sulla sponda settentrionale del torrente, copre l'area della serie di affluenti su questo versante. È diviso dal Comune di Genova dal rio Canate, che corre sotto Calvari di Davagna dirimpetto alla frazione Croce di San Martino di Struppa, fino ad arrivare alle pendici del monte Lago, collegato in più alta quota al monte Alpesisa.

Luoghi di interessemodifica | modifica sorgente

Ponti medievalimodifica | modifica sorgente

Per la val Bisagno passava la via per l'Emilia e all'altezza della zona di San Fruttuoso vi era il passaggio della Aurelia Romana. Nella zona resta ad oggi quale unico reperto il Ponte di Sant'Agata.

  • Ponte di Sant'Agata: prende il nome dalla omonima chiesa, e attraversa il Bisagno all'altezza del Borgo Incrociati. Inizialmente di 28 arcate, in parte oggi demolite od interrate, attraversava tutta la zona compresa tra il torrente e corso Sardegna, lasciata libera come greto alluvionale di scarico per le piene del torrente. Ne restano oggi due arcate all'altezza di Borgo Incrociati.

Architetture religiosemodifica | modifica sorgente

Luogo di percorsi che conducevano all'Emilia, nel Medioevo sorsero varie istituzioni ecclesiastiche:

  • Chiesa di Sant'Agata: con resti del XIII secolo, all'estremità di Levante del ponte omonimo.
  • Chiesa di Santa Margherita di Marassi: della quale rimangono resti del campanile medievale, di cui sono messe in evidenza le bifore del Duecento.
  • Chiesa parrocchiale di Quezzi: conserva il campanile, scrostato degli intonaci per mettere in evidenza le pietre a vista.
  • Chiesa di Sant'Antonino: un tempo parrocchia di tutta la zona di Staglieno. Resta della parte medievale il campanile, scrostato ora dai successivi intonaci.
  • Chiesa di San Siro di Struppa: del XII secolo, esempio tipico di romanico genovese, restituito da un recente restauro.
  • Chiesa di San Cosimo di Struppa.
  • Chiesa di San Martino di Struppa
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Eusebio: la chiesa conserva l'originario campanile.
  • Chiesa parrocchiale di Bavari: conserva parti della facciata in pietra.
  • Cimitero monumentale di Staglieno del XIX secolo.

Castelli e fortificazionimodifica | modifica sorgente

  • Castellaro di Molassana.

L'Acquedottomodifica | modifica sorgente

Realizzato nel 1275 da Marin Bocanegra. Percorre la parte a monte il Cimitero, sotto il percorso delle Mura Nuove. In origine partiva dalle sorgenti della zona di Trensasco. Integrazioni successive ne hanno prolungato il percorso, arrivando a raccogliere le acque di sorgenti ancora più a monte della val Bisagno. Altre modifiche hanno interessato il percorso, come il Ponte Sifone progettato da Carlo Barabino che supera con una ripidissima discesa ed un altrettanto ripidissima salita il Cimitero monumentale di Staglieno. Vedi Approfondimento per l'acquedotto storico di Genova. La parte medievale corre con la sua serie di arcate a mezza costa e sempre alla stessa quota; utilizzata come percorso pedonale, la costruzione del casello autostradale di Staglieno negli anni sessanta ne ha interrotto il tracciato ed attualmente versa in condizioni di rovina.

I "bisagnini"modifica | modifica sorgente

Il termine bisagnino (o besagnino) ossia abitante della val Bisagno, è andato col tempo indicando i venditori di frutta e verdura (in passato largamente coltivate in valle), che affluivano all'interno delle mura di Genova con i loro prodotti.

Galleria fotograficamodifica | modifica sorgente

Chiese e campanilimodifica | modifica sorgente

San Siro di Struppa e Cimitero di Staglienomodifica | modifica sorgente

Forti, ponti e acquedottimodifica | modifica sorgente

Tradizioni, cultura ed immagini storichemodifica | modifica sorgente

Altri edificimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente








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