Val di Susa

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Val di Susa
Val Susa 001.JPG
Panorama della Valle di Susa
Stati Italia Italia
Regioni Piemonte Piemonte
Province Torino Torino
Località principali Susa, Avigliana, Bussoleno, Bardonecchia [elenco].
Comunità montana Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone
Fiume Dora Riparia
Altitudine da 300 a 3612 m s.l.m.
Nome abitanti valsusini
Cartografia
Mappa della Valle

La Val di Susa (Valsusa in piemontese, Val Susa in occitano, Vâl Susa in arpitano) è una valle alpina situata nella parte occidentale del Piemonte, ad ovest di Torino.

Nell'alta valle vi è il punto più occidentale d'Italia (Vetta della Rocca Bernauda, nel territorio del comune di Bardonecchia, 45°06′15″N 6°37′32″E / 45.104167°N 6.625556°E45.104167; 6.625556).

Storiamodifica | modifica sorgente

Epoca anticamodifica | modifica sorgente

L'arco romano di Susa (9-8 a.C.)

I primi insediamenti stabili dell'uomo risalgono circa al quinto millennio a.C., ma le prime evidenti testimonianze[1] risalgono ai secoli V e VI a.C., e risultano costituite perlopiù da coppelle scavate nella roccia, incisioni e iscrizioni rupestri presenti in gran numero in tutta la vallata. Alcuni antropologi ipotizzano che in queste zone sia avvenuto l'incontro delle tribù celtiche transalpine con quelle celto liguri locali, altri invece sostengono che l'influenza della popolazione celtica sul territorio sia stata minimale.

Al tempo della Roma repubblicana i valichi alpini della Valle iniziarono ad acquisire un'importanza strategica a carattere militare: si tramanda che l'esercito di Annibale sia transitato attraverso il Valico del Monginevro nel 218 a.C.

In due occasioni, nel 61 e nel 58 a.C., fu la volta di Giulio Cesare in marcia verso le Gallie, grazie all'alleanza con il sovrano locale Donno. Dai Commentarii de bello Gallico (lib. I, cap. X) si evince che il confine tra la Gallia cisalpina e la Gallia transalpina fosse situato nella zona di Ocelum (ad ovest della Statio ad fines, odierna Drubiaglio).

L'alleanza tra i romani e le popolazioni locali venne sancita probabilmente tra il 13 e il 12 a.C. con un accordo tra il re Cozio, figlio di Donno, e l'imperatore Augusto. In questo periodo venne eretto l'arco romano di Susa.

Dopo tre secoli di relativa pace iniziò un nuovo periodo di guerre, dovute anche al progressivo indebolimento dell'apparato statale romano. nel 311 d.C. vi fu, da parte di Costantino, l'assedio di Susa alleata del rivale Massenzio. I rapporti con il potere centrale si fecero via via sempre più labili, mentre iniziavano le prime invasioni barbariche.

Periodo medioevalemodifica | modifica sorgente

Alto Medioevo

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente si susseguirono al potere i Goti (c. 490-530), i Bizantini (c. 530-570) ed i Longobardi (c. 570-774). Il confine tra il regno Longobardo e quello dei Franchi, ricalcante quello dell'epoca romana, fortificato e militarizzato in modo permanente, era conosciuto allora come Clusae Longobardorum (Chiuse Longobarde). Oltre le chiuse, in territorio Franco, fu fondata l'abbazia della Novalesa nel 726.

Tra il 773 ed il 774 l'esercito di Carlo Magno calò in Italia attraverso il Valico del Moncenisio e sconfisse i Longobardi.

Dopo la morte di Carlo Magno seguirono le invasioni Ungare (c. 900-950) e Saracene (c. 890-970). La lotta contro i Saraceni fu condotta da Arduino Glabrione il quale, liberata la valle ormai desolata, ne iniziò la ricostruzione. Tra il 983 ed il 987 fu fondata la Sacra di San Michele sul Monte Pirchiriano, ad opera di un gruppo di eremiti del monte Caprasio, guidati da San Giovanni Vincenzo. L'imponente corpo principale dell'edificio risale però al XII secolo.

Basso Medioevo
La Sacra di S.Michele(TO) sul Monte Pirchiriano; sullo sfondo le montagne della Valsusa

I decenni precedenti il 1000 videro un vuoto di potere in valle di Susa dovuto alle incursioni saracene[2]. Nell'anno 1001 Olderico Manfredi, nipote di Arduino Glabrione, ottenne dall'imperatore Ottone III la conferma del dominio sulla "terza parte della valle" (la restante parte era costituita dai feudi delle abbazie). Nel 1029 il medesimo feudatario fondò l'abbazia di San Giusto di Susa, donandole nello stesso momento una ricca parte delle proprie terre.

L'unione della casata Arduinica con quella Sabauda avvenne nel 1046 quando Adelaide, figlia di Olderico Manfredi, sposò Oddone, figlio di Umberto Biancamano. Dopo la morte di Adelaide l'alta valle passò nella sfera d'influenza del Delfinato, mentre la bassa valle rimase fedele alla casata sabauda.

Sant'Antonio di Ranverso fu fondata sul finire del XII secolo come ospedale in seguito alle epidemie di "fuoco Sacro", e la Certosa di Montebenedetto a partire dal 1197 ospitò i monaci della Certosa della Losa, a suo tempo abbandonata in seguito alle invasioni saracene.

Nel corso del XIII secolo vi fu un periodo di abbondanza dei raccolti e di ripresa dei traffici commerciali, in particolar modo attraverso il valico del Moncenisio. Le attività agricole vennero regolamentate e ad alcune città come Susa ed Avigliana furono concessi degli statuti. I vari castelli, da opere puramente difensive, si trasformarono nelle residenze fortificate dei signori feudali o iniziarono a cadere in rovina.

Il XIV secolo vide le lotte delle famiglie aristocratiche e la rivalità fra la Savoia ed il Delfinato. Nel 1349 il Delfino Umberto II fece atto di donazione delle sue piazzeforti al re di Francia, ed accettò che l'erede al trono francese portasse il titolo di "Delfino". Il confine francese venne così a ritrovarsi nella valle ed a ridosso dei domini sabaudi di Amedeo VI (il "Conte Verde").

Nel XV secolo le abbazie presentavano evidenti segni di declino: il numero dei monaci diminuiva, e quelle principali come la Sacra di San Michele e la Novalesa erano ormai gestite da abati commendatari. La Certosa di Montebenedetto fu abbandonata a favore di quella di Banda.

Età modernamodifica | modifica sorgente

Durante il XVI secolo la valle di Susa fu in balia in particolar modo degli eserciti di Carlo V e Francesco I di Francia.

Tra il 1526 ed il 1533 Colombano Romean scavò sotto la Cresta dei Quattro denti il tunnel di 500 metri chiamato Pertus, che porta tuttora l'acqua nei campi delle borgate di Cels e Ramat.

La seconda metà del secolo vide in tutta Europa il divampare delle guerre di religione[3], che in valle di Susa si concretizzarono in un'aspra lotta contro la Riforma, in particolare fra la componente Cattolica e le componenti Ugonotte e Valdesi.

Nel XVII secolo la Valle fu teatro di eventi bellici nell'ambito delle guerre tra Francia e Spagna.

Tra il 21 e il 25 aprile del 1610 a Bruzolo, paese della media Valle, si stipulò il Trattato di Bruzolo, alleanza offensiva e matrimoniale tra gli emissari di Enrico IV Re di Francia e il Duca Carlo Emanuele I di Savoia. I patti stipulati presso il Castello di Bruzolo decaddero repentinamente il 14 maggio 1610 per l'uccisione di Enrico IV da parte di François Ravaillac e un rovesciamento delle alleanze stabilito dalla Regina di Francia Maria de' Medici.

Nel 1622 fu chiusa l'abbazia della Sacra di San Michele. Nel 1628 si registrò una grave carestia ed a partire dal 1629 si diffuse la peste. In questo periodo il Forte di Exilles divenne sempre più strategico e venne notevolmente ampliato. Secondo una leggenda tra il 1681 ed il 1687 fu qui imprigionato il personaggio chiamato la Maschera di Ferro.

Nel 1690 Vittorio Amedeo II, forte della nuova alleanza coi Valdesi, aderì alla lega contro Luigi XIV. Ciò suscitò come reazione l'invio delle truppe del generale Catinat, che si abbandonarono spesso ai saccheggi ed alle devastazioni. Nel 1697 in virtù di un trattato di pace le terre di Susa tornano in mano Sabauda.

Nel XVIII secolo la Valle fu coinvolta nelle guerre di successione europee. Nel 1708 i piemontesi conquistarono l'alta valle, situazione che venne sancita a livello di trattato nel 1713 (pace di Utrecht). Nel corso del secolo fu restaurato il forte di Exilles, e fu edificato il forte della Brunetta a Susa, in sostituzione di quello obsoleto di Santa Maria. La seconda metà del Settecento fu un periodo di relativa pace.

Età contemporaneamodifica | modifica sorgente

A partire dal 1794 la Francia rivoluzionaria attaccò a più riprese la valle. Le vittorie di Napoleone portarono all'armistizio di Cherasco, che decretò la fine delle ostilità da parte piemontese. nel 1798 il re Carlo Emanuele IV abdicò, e la valle fu soggetta al governo francese fino al termine dell'era napoleonica nel 1814. Tornò in mano piemontese con la Restaurazione, qui incarnata dalla figura del nuovo re Vittorio Emanuele I.

Lo scrittore Alessandro Manzoni citò i paesaggi circostanti la valle in alcuni versi della tragedia Adelchi pubblicata nel 1822:

« Sorto all'aurora, al buon pastor la via
Addimandai di Francia. - Oltre quei monti
Sono altri monti, ei disse, ed altri ancora;
E lontano lontan Francia; mia via
Non avvi; e mille son que' monti, e tutti
Erti, nudi, tremendi, inabitati,

Se non da spirti, ed uom mortal giammai
Non li varcò. »

(Alessandro Manzoni, Adelchi)

Nel 1836 re Carlo Alberto ripristinò l'abbazia della Sacra di San Michele.

Il 22 maggio 1854 fu inaugurata la ferrovia Torino-Susa, e nel settembre 1871 fu aperto il traforo ferroviario del Frejus.

La valle di Susa non fu interessata né dagli eventi della prima guerra mondiale e solo marginalmente da quelli della seconda, anche se a quest'ultima risalgono strutture belliche quali piattaforme di vedetta, fortini e batterie contraeree. La valle fu invece intensamente coinvolta dalla Guerra partigiana e, in particolare, dagli eventi dell'estate 1944. In seguito all'ultimo conflitto la Valle Stretta, ancora nel bacino idrografico della Dora Riparia, fu ceduta alla Francia. Sempre a favore di quest'ultima è stato effettuato un arretramento del confine sotto al valico del Moncenisio.

Nel 1973 fu ripristinata l'abbazia della Novalesa.

Geografia fisicamodifica | modifica sorgente

Vista della Val di Susa dalla Sacra di San Michele

La Valle, disposta in senso longitudinale, è percorsa dal fiume Dora Riparia. È toccata sia dalle Alpi Cozie (sulla destra della Dora e del Cenischia) che dalle Alpi Graie (sulla sinistra dei medesimi corsi d'acqua). I torrenti Dora di Bardonecchia e Cenischia formano due importanti vallate che si diramano da quella principale.

Il nome deriva dalla città di Susa, posta all'imbocco della Val Cenischia. Da quest'ultima proviene la strada che percorre il Valico del Moncenisio, che proprio presso la città s'incontra con quella proveniente dal Valico del Monginevro.

Geologiamodifica | modifica sorgente

L'origine della Valle di Susa va ricercata tra i 40 ed i 25 milioni di anni fa, durante una fase del processo dell'orogenesi alpina.

Tipologie rocciosemodifica | modifica sorgente

Sulla sinistra orografica dalla bassa valle e al Moncenisio si possono trovare calcescisti, gneiss, serpentini, micascisti e calcari. Il massiccio dell'Ambin è costituito da rocce cristalline e micascisti. Nell'alta valle vi sono calcescisti, quarziti, calcari e talvolta arenarie.

Sulla destra orografica da Rivoli ai laghi di Avigliana vi sono alcune formazioni moreniche. Da Avigliana a San Giorio si trovano gneiss e serpentini. Il massiccio dell'Orsiera-Rocciavrè è composto da gneiss e micascisti. Nell'alta valle vi sono infine calcescisti, serpentini e calcari.

Montimodifica | modifica sorgente

Il monte più alto della parte italiana della valle, nonché quello più facilmente individuabile dalla pianura, è il Rocciamelone (3.538 m)[4].

Salendo la valle sulla destra troviamo nell'ordine i seguenti monti principali: (appartenenti alle Alpi Graie): Monte Musinè - 1.150 m; Rocca Sella - 1.508 m; Monte Civrari - 2.302 m; Rocca Patanua - 2.409 m; Punta Lunella - 2.772 m; Rocciamelone - 3.538 m; Punta Lamet - 3.504 m; Punta Roncia - 3.612 m (appartenenti alle Alpi Cozie): Rocca d'Ambin - 3.377 m (e tutto il Gruppo d'Ambin); Punta Ferrand - 3.348 m; Monte Niblè - 3.365 m; Monte Seguret - 2.926 m; Monte Jafferau - 2.805 m; Punta Sommeiller - 3.332 m; Rognosa d'Etiache - 3.382 m; Pierre Menue - 3.505 m; Punta Nera - 3.047 m; Monte Frejus - 2.936 m; Rocca Bernauda - 3.225 m; Monte Thabor - 3.178 m (totalmente in territorio francese anche se da un versante si attesta sulla Val di Susa); Grand'Hoche - 2.762 m; Monte Cotolivier - 2.105 m; Monte Chaberton - 3.131 m (totalmente in territorio francese anche se tutti i versanti danno sulla Val di Susa)

Salendo la valle sulla sinistra troviamo nell'ordine i seguenti monti principali (tutti appartenenti alle Alpi Cozie): Monte Orsiera - 2.890 (e tutto il massiccio dell'Orsiera-Rocciavrè); Cima Ciantiplagna - 2.849 m; Testa dell'Assietta - 2.567 m; Monte Genevris - 2.533 m; Monte Fraiteve - 2.702 m; Punta Rognosa di Sestriere - 3.280 m; Monte Barifreddo - 3.028 m; Gran Queyron - 3.060 m; Punta Ramiere - 3.303 m; Roc del Boucher - 3.265 m; Merciantaira - 3.293 m

Vallimodifica | modifica sorgente

Lateralmente alla valle principale si individuano alcune valli laterali.

Partendo da Sestriere possiamo individuare:

  • Valle Argentera
  • Val Thuras
  • Valle della Piccola Dora (che si dirama a sua volta a Claviere nel Vallon de Baisses e nel Vallone della Gimont)

Partendo dalla Valle Stretta fino all'imbocco della Valle possiamo individuare:

  • Valle della Rho
  • Valle del Frejus
  • Vallone di Rochemolles (che si dirama a sua volta nella Valfredda)
  • Val Clarea
  • Val Cenischia

Valichi alpinimodifica | modifica sorgente

La Val di Susa, rispetto alle altre valli di confine tra l'Italia e la Francia, è quella che possiede i valichi alpini più agevoli e collocati a quote inferiori. Fin dall'antichità i suoi valichi hanno permesso scambi di popoli e di merci.

I valichi, dotati di strada e che interessano la valle, sono (in senso orario): Colle Braida - 1.007 m - dalla Val Sangone ad Avigliana; Colle delle Finestre - 2.178 m dalla Val Chisone a Susa; Colle del Sestriere - 2.021 - dalla Val Chisone a Cesana Torinese; Colle del Monginevro - 1.854 m - da Briançon a Cesana Torinese; Colle della Scala - 1.760 m - da Briançon a Bardonecchia; Colle del Moncenisio - 2.101 m - da Lanslebourg a Susa; Colle del Colombardo - 1.888 m - dalla Valle di Viù a Condove; Colle del Lys - 1.311 m - dalla Valle di Viù a Rubiana

Altri valichi dotati solamente di sentiero di collegamento sono: Colle d'Ambin - 2.897 m - da Bramans a Exilles; Colle dell'Assietta - 2.472 - Exilles; Colle Chardonnét - 2.725 m - da Roure a Bussoleno; Colle Clapier - 2.491 m - da Bramans a Susa; Passo Clopaca - 2.750 m - Exilles; Colle d'Etiache - 2.787 m - da Bramans a Bardonecchia; Passo Fourneaux - 3.159 m - Bardonecchia; Colle del Fréjus - 2.542 m - da Modane a Bardonecchia; Passo Galambra - 3.050 m - da Exilles a Bardonecchia; Colle Gavia - 2.775 m - Bussoleno; Colle Giasset - 2.702 m - Moncenisio; Colle Malanotte - 2.582 m - da Roure a San Giorio di Susa;Passo dell'Orso - 2.477 m - da Névache a Oulx; Colle della Pelouse - 2.797 m - da Bardonecchia a Avrieux; Colle del Pelvo - 3.063 m - Cesana Torinese; Colle del Piccolo Moncenisio- 2.183 m - Moncenisio; Colle di Pra Reale - 2.525 m - da Roure a San Giorio di Susa; Colle della Ramière - 3.007 m - Cesana Torinese; Colle della Rho - 2.566 m - da Modane a Bardonecchia; Colle del Sabbione - 2.560 m - da Roure a Bussoleno; Colle di Sollières - 2.639 m - Moncenisio; Colle del Sommeiller - 2.962 m - da Bramans a Bardonecchia; Colle superiore di Malanotte - 2.616 m - da Roure a San Giorio di Susa; Colle del Thuras - 2.798 m - da Cesana Torinese a Abriès; Colle des Trois Frères Mineurs - 2.589 m - Claviere; Colle delle Vallette - 2.303 m - da Coazze a San Giorio di Susa; Colle del Vento - 2.231 m - da Coazze a San Giorio di Susa; Collette Verte - 2.521 m - Claviere; Colle del Villano - 2.506 m - da Bussoleno a San Giorio di Susa

Fiumi e laghimodifica | modifica sorgente

Fiumi

Il fiume principale della valle è la Dora Riparia, lungo 125 km[5] e con un bacino di 1.340 km², affluente di sinistra del Po. La Dora Riparia si origina a Cesana dall'unione di due rami sorgentizi, la Piccola Dora che nasce al Colle del Monginevro, sulle Alpi Cozie francesi, e il Torrente Ripa che nasce invece in Valle Argentera (comune di Sauze di Cesana).

Affluenti della Dora Riparia:

Altri corsi d'acqua:

Laghi
Lago dell'Alpe Laune sopra Sauze d'Oulx.

Laghi di Ferrera Cenisio: Lago Piccolo,Lago Grande

Laghi di Avigliana: Lago Grande, Lago Piccolo

Ambientemodifica | modifica sorgente

Una marmotta

Le principali aree tutelate sono:

Floramodifica | modifica sorgente

La Val di Susa e la Val Chisone in seguito alla loro posizione geografica sono luogo d'incontro fra vegetazioni tipiche delle Alpi Marittime, Alpi Cozie Meridionali e Alpi Centrali. Nella porzione più bassa prevale il castagno puro o misto ad altre latifoglie, mentre salendo di quota s'incontra il faggio ceduo. Nei versanti esposti a Sud si trovano la roverella e il pino silvestre. All'interno della Valle prevale il larice insieme al pino cembro, che lo sostituisce alle alte quote. L'abete rosso e l'abete bianco costituiscono la parte prevalente del Gran Bosco di Salbertrand.

Faunamodifica | modifica sorgente

La Val di Susa ospita una fauna ricca di varietà. I mammiferi sono di tipo medio-europeo e sono costituiti soprattutto da micromammiferi. Fra questi si segnalano varie specie di toporagno e di topi, il moscardino, il quercino e le arvicole. Sono presenti anche il riccio europeo occidentale e la talpa europea. Tra i lagomorfi sono presenti la lepre europea e, ad altitudini maggiori, la lepre alpina o bianca. I Roditori sono rappresentati dallo scoiattolo, dalla marmotta e dal ghiro. Sono presenti sei specie di ungulati selvatici: il cervo nobile o cervo europeo, il capriolo, il camoscio alpino, lo stambecco o stambecco delle Alpi, il muflone e il cinghiale. Nella Valle sono presenti numerose specie di Carnivori. Tra i Mustelidi, nelle zone a media altitudine vivono la martora comune o martora eurasiatica, la faina, la donnola ed il tasso mentre a quote superiori si può incontrare l'ermellino. Fra i Canidi sono presenti la volpe ed il lupo. Negli ultimi anni sono stati trovati segni di presenza della lince sia in Val Chisone che in Alta Valle di Susa.

Geografia antropicamodifica | modifica sorgente

Comuni della Valle di Susa
Versante sud Versante nord
Rosta Caselette
Buttigliera Alta Almese
Avigliana Rubiana
Sant'Ambrogio di Torino Villar Dora
Chiusa di San Michele Caprie
Vaie Condove
Sant'Antonino di Susa Borgone Susa
Villar Focchiardo San Didero
San Giorio di Susa Bruzolo
Bussoleno Chianocco
Mattie
Meana Mompantero*
Susa
Venaus*
Novalesa*
Moncenisio*
Gravere Giaglione*
Chiomonte
Exilles
Salbertrand
Oulx
Sauze d'Oulx
Cesana Torinese Bardonecchia
Claviere
Sauze di Cesana
Sestriere
*Comuni della Val Cenischia

In Val di Susa vi sono 39 comuni, di cui 37 fanno parte della Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone. Altri 2, Buttigliera Alta e Rosta, pur facendo geograficamente parte della Valle non sono affiliati alle comunità montane.

In totale gli abitanti ammontano a 120.000 circa.

Le località principali sono: Avigliana, Bardonecchia, Bussoleno e Susa. Questi comuni totalizzano approssimativamente il 30% della popolazione.

Economiamodifica | modifica sorgente

L'economia della Valle si è sempre basata sull'agricoltura e sulla pastorizia. A partire dai primi decenni del novecento ci fu un fiorire di attività tessili, poi riunite nel Cotonificio Vallesusa. Dal secondo dopoguerra, si bè affiancata l'industria pesante (siderurgia) e dal terziario avanzato. L'artigianato tradizionale del legno è ancora fiorente nell'Alta Valle.

Il turismo invernale, legato alle stazioni sciistiche di Bardonecchia, Cesana, Sestriere, Sauze d'Oulx, Frais di Chiomonte, è presente nell'Alta Valle: lo sci iniziò la sua diffusiuone in Italia proprio da qui all'inizio del XX secolo. Queste località hanno ospitato numerose sedi di gara dei XX Giochi olimpici invernali nel 2006.

Per facilitare l'escursionismo ed il turismo la valle possiede alcuni rifugi alpini. I principali sono: Rifugio Cà d'AstiRifugio Guido ReyRifugio Terzo AlpiniRifugio Levi MolinariRifugio Camillo ScarfiottiRifugio Geat Val GravioRifugio ToescaRifugio Luigi VaccaroneRifugio AvanzàRifugio Piero Vacca.

Nella valle sono tracciati molti sentieri. Tra questi è importante segnalare il sentiero dei Franchi e vari tratti del GTA.

Infrastrutturemodifica | modifica sorgente

Il 22 maggio 1854 fu inaugurata la prima tratta della Ferrovia del Frejus, da Torino a Susa, con la prospettiva della realizzazione di un traforo attraverso le Alpi. Il 31 agosto 1857 iniziarono i lavori del Traforo ferroviario del Frejus e nel 1867 della tratta da Bussoleno a Bardonecchia.

Nel 1866 iniziarono i lavori della Ferrovia del Moncenisio costruita per rendere più rapide le comunicazioni tra Italia e Francia. La costruzione fu portata a termine dopo due anni durante la realizzazione del Traforo ferroviario del Frejus. La linea ferroviaria era lunga 77,8 chilometri, costruita adottando locomotive a Sistema Fell per superare 1.588 metri di dislivello da Susa e una pendenza dell'8,3 percento sul versante francese. La ferrovia fu dismessa nel 1871 dopo l'inaugurazione del Traforo ferroviario del Frejus.

Nel 1870 fu completato il Traforo ferroviario del Frejus, che permise di collegare la ferrovia Torino-Bardonecchia con la Francia. La ferrovia valsusina assunse così rilevanza internazionale, collegando la Pianura Padana con l'Europa occidentale.

La Valle è attraversata da due strade statali, la Strada Statale 24 e Strada Statale 25 che si dirigono rispettivamente verso il Colle del Monginevro e il Valico del Moncenisio.

Nel 1980, accanto al tunnel ferroviario è stato inaugurato un tunnel stradale (sempre sotto il Monte Frejus), poi integrato nel sistema autostradale italiano mediante la costruzione dell'autostrada A32 (inizio anni novanta).

Le principali centrali idroelettriche si segnalano quella di Venaus (che utilizza parte dell'acqua del lago del Moncenisio) di Susa e Bardonecchia.

Climamodifica | modifica sorgente

Il clima della Val di Susa è tipicamente alpino. Le Alpi Cozie, protette dal Monviso, sono generalmente secche, mentre le Alpi Graie hanno precipitazioni frequenti. Le Alpi Cozie settentrionali sono caratterizzate da importanti quantità di precipitazioni nevose ma inferiori rispetto alle Alpi Graie.

La Val di Susa è la valle alpina occidentale più ampia: in essa si incanalano facilmente le perturbazioni a direzione Ovest-Est, che caratterizzano la valle con frequenti venti di föhn di forte intensità.

Culturamodifica | modifica sorgente

La Valle di Susa costituisce un punto d'incontro fra tre aree linguistico-culturali: quella piemontese ad est, quella francoprovenzale (o arpitana) a nord-ovest e quella provenzale (o occitana) a sud-ovest.

Contribuiscono al mantenimento delle tradizioni alcuni cori che diffondono la cultura valligiana mediante il canto popolare, tenendo concerti non solo in Valle, ma anche in tutta Italia ed all'estero. Tra questi, occupano un ruolo di prestigio il Coro Alpino Valsusa di Bussoleno, il Coro Alpi Cozie di Susa e la Corale Rocciamelone di Sant'Antonino di Susa.

Sono presenti inoltre alcuni gruppi che effettuano balli tradizionali (ad esempio gli spadonari di Venaus e Giaglione), numerose bande musicali risalenti alla seconda metà del XIX secolo, nonché vari gruppi culturali ed archeologici locali. Nella Valle sono presenti il Palio storico di Avigliana e di Susa. La Valle di Susa ha visto nascere una innovativa iniziativa pubblico-privata per la valorizzazione del territorio, aperta a associazioni e privati, dal nome Valle di Susa. Tesori d'arte e cultura alpina, che si propone di innervare il sistema turistico e culturale locale con una rete tra enti locali, associazioni ed operatori culturali.

Tipologie edilizie

Tradizionalmente, nelle costruzioni rurali valsusine si possono distinguere alcune caratteristiche costruttive in relazione alle zone. In Bassa valle: costruzioni in pietra e/o laterizi, tetto di coppi. Ciò era dovuto all'ampia disponibilità di argilla ed alla presenza di una fornace per laterizi. In Media valle: costruzioni in pietra, tetto di lose. In Alta valle: costruzioni in pietra e legno, tetto di lose o scandole.

Feste e manifestazioni
  • Palio storico dei Borghi di Avigliana, una competizione che si svolge annualmente fra i borghi di Avigliana nella forma di una giostra equestre di origine medievale, la terza domenica di giugno,
  • il Torneo Storico dei Borghi di Susa si tiene a fine luglio.
  • Sant'Ambrogio di Torino, l'ultimo sabato di giugno viene rievocata la storica "Battaglia delle Chiuse" dell'anno 773 tra Franchi e Longobardi.
  • San Giorio di Susa, rievocazione storica: "la soppressione del feudatario", la domenica più vicina al 23 aprile.
  • Mompantero di Susa, Fora l’Ours”: festa ricca di significati allegorici, il primo week-end del mese di febbraio.

Informazione localemodifica | modifica sorgente

Enogastronomiamodifica | modifica sorgente

Formaggi

La produzione casearia in montagna ha da sempre un ruolo primario per l'economia alpina. La Valle ha una produzione lattea bovina che si aggira intorno ai 60.000 q all'anno. 17.000 q vengono utilizzati per la produzione di formaggi locali.

  • Brus, Murianengo o Moncenisio, Formaggio a crosta rossa della Valle di Susa, Seirass, Toma Piemontese, Tuma del lait brusc, Reblochon

In ottobre si svolge la Sagra della Toma a Condove.

Salumi

La produzione di salumi è una realtà produttiva della Valle che risale da antiche tradizioni di allevatori dei versanti alpini della Valle. L'elenco dei principali salumi della Val di Susa.

Bondiola, Prosciuttello crudo, Salame mica

Dolci

I sapori di un tempo si ritrovano nei dolci tipici della bassa Valle di Susa e della Val Cenischia. A Vaie si producono i Canestrelli, dolce tipico che risale al 1600. La focaccia di Susa è un dolce della Valle di origine remota, risale ai tempi dei Romani e del Medioevo, viene prodotto soprattutto dai panettieri di Susa. Un altro dolce di Susa sono le Lose Golose prodotte dal 1958 nella Valle. Il Pan della Marchesa venne prodotto in occasione del Torneo storico dei Borghi di Susa nel 1987. In occasione delle feste popolari vengono serviti i Gofri. A Sant'Ambrogio di Torino le Paste 'd Melia 'd Sant'Ambreus paste di meliga tipiche della zona.

Vini

I vigneti sono presenti quasi nella totalità dei comuni della bassa valle e in alcuni dell'alta valle, con particolari concentrazioni a Chiomonte, Giaglione, Susa e Chianocco. L'elenco dei principali vini della Valle:

Avanà, Carcairun, Becouet, Grisa Nera, Grisa Rousa, Baratuciat

Nella Valle si produce anche il Barbera.

Frutta
La raccolta delle ciliegie a Villar Dora

La coltivazione del melo è ancora diffusa nella Valle (dai 400 ai 900 metri). Le mele insieme alle pere facevano parte dei principali ingredienti della cucina della Valle a metà dell'Ottocento. I comuni di Gravere, Mattie e Caprie erano i principali luoghi dove si coltivava il melo. Dal dopoguerra ad oggi la coltura si è ridotta. È molto diffusa la coltura di ciliegie nel comune di Villar Dora, alcuni ciliegi sono presenti anche a Vaie. Nella Valle sono noti anche i marroni presenti a San Giorio di Susa, Mattie, Villar Focchiardo e Bruzolo. In Autunno si svolge la Sagra del Marrone a Villar Focchiardo e San Giorio di Susa ad ottobre. Un'altra importante produzione della Valle sono le pesche e le susine (in particolare i Ramasin).

Miele

Nella Valle si produce un miele di qualità influenzato dal clima e da una ricca varietà di flora. L'elenco delle principali varietà di miele.

Castagno, Flora Alpina, Millefiori, Rododendro

Liquori

Le distillerie locali, dove si producono amari e liquori a base di erbe, vantano un'antica tradizione. I liquori tipici della Valle sono l'Eigovitto (grappa di Avanà), Grappa della Comba di Susa, Fragolina di bosco, Garus Susino, Genepy.

Sportmodifica | modifica sorgente

Sport invernalimodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi XX Giochi olimpici invernali.

Lo sci italiano è nato sulle montagne torinesi nel novembre del 1896. Il promotore dello sci alpino italiano fu Adolfo Kind, ingegnere chimico svizzero ed alpinista, residente a Torino. Nel 1896 Adolfo Kind si fece spedire due paia di ski norvegesi e dopo le esercitazioni al Valentino e al Monte dei Cappuccini, Kind salì a Giaveno e raggiunse le frazioni più alte, passando per Prà Fieul fino alla cima del Monte Cugno dell'Alpet. Nel 1899 fu la volta dei 3000 metri: il Monte Tomba, sopra il Lago del Moncenisio. Nel gennaio del 1906 venne inaugurata la prima stazione alpina italiana a Sauze d'Oulx, in Alta Val di Susa.

Sin dall'inizio dello scorso secolo Bardonecchia si rivelò terreno ideale per il nuovo sport. Nel 1909 furono organizzati i primi campionati italiani di sci alpino e fu costruito un trampolino. Nel 1935 venne costruito il primo impianto di risalita del comune.

Nel 1934 venne costituito ex novo il comune di Sestriere (nato con il nome Sestrierès) e dopo quarant'anni dalla scoperta del nuovo sport vennero costruiti i primi impianti di risalita del comune. Sestriere oltre ad essere stata sede di Torino 2006, è un appuntamento fisso di Coppa del Mondo di sci alpino, ospitando anche i mondiali nel 1997.

La Val di Susa ha ospitato i XX Giochi olimpici invernali che si sono svolti dal 10 al 26 febbraio 2006. Sono stati realizzati i Villaggi Olimpici di Sestriere e Bardonecchia, e la pista di Bob, Slittino e Skeleton di Cesana. In Val di Susa si svolte le gare di Snowboard a Bardonecchia, Slittino, Bob e Skeleton sulla pista Cesana-Pariol, Biathlon a Cesana-Sansicario, Sci alpino (femminile) a Sansicario-Fraiteve, Freestyle a Sauze d'Oulx e Sci alpino (maschile) a Sestriere.

A Sestriere si è svolto lo Sci Alpino dei IX Giochi Paralimpici invernali che si sono svolti dal 10 al 19 marzo 2006.

Torino ha ospitato nel 2007 la seconda Universiade dopo la prima estiva del 1959. Si è svolto lo Sci Alpino e lo Snowboard a Bardonecchia e il Biathlon a Cesana-Sansicario.

Il comprensorio sciistico più importante della Valle è la Via Lattea con 400 chilometri di piste ed è situato nei comuni: Sestriere, Sauze d'Oulx, Claviere, Cesana-Sansicario, Pragelato (comune situato nella Val Chisone) e Monginevro (comune situato in territorio francese). Un'altra località sciistica è Bardonecchia con 100 chilometri di piste, è suddiviso in due comprensori: Melezet, Les Arnaud e Colomion (1300 metri-2400 metri) e Jafferau (raggiunge i 2800 metri d'altitudine). In Val di Susa ci sono anche delle località sciistiche minori: il Pian del Frais situato a 1500 metri nel comune di Chiomonte ha 22 chilometri di piste.

La Val di Susa offre anche piste per lo sci di fondo. Vicino al Sestriere ci sono le piste di Pragelato (situato nel fondovalle della Val Chisone) utilizzate per i XX Giochi olimpici invernali per le gare di sci di fondo e combinata nordica. A Pragelato si sono svolte anche le gare di salto con gli sci. A Bardonecchia c'è la pista di fondo Assomont situata nella Valle Stretta, a Cesana Torinese la pista è localizzata in Val del Thuras.

La pista Cesana-Pariol, dove si sono svolte le gare di Bob, Skeleton e Slittino nei XX Giochi olimpici invernali, ha ospitato anche il Campionato italiano di slittino nel 2006 e nel 2007. La struttura ospiterà il Campionato europeo di slittino il 12 gennaio e 13 gennaio 2008, la Coppa del Mondo di Bob e Skeleton dal 18 al 20 gennaio e il Mondiale di Slittino nel 2011.

Ciclismomodifica | modifica sorgente

Ciclismo
Tappe del Giro d'Italia:
1991 (8 giugno): 13ª tappa, vinta da Eduardo Chozas.
1993 (11 giugno): 19ª tappa, cronometro individuale vinta da Miguel Induráin.
1994 (11 giugno): 21ª tappa, vinta da Pascal Richard.
2000 (3 giugno): 20ª tappa, cronometro individuale vinta da Jan Hruska.
2005 (28 maggio): 19ª tappa, vinta da Josè Rujano.
Tappe del Tour de France:
1952: 11ª tappa, Bourg d'Oisains-Sestrière, vinta da Fausto Coppi
1992: 13ª tappa, Saint-Gervais-Sestrière, vinta da Claudio Chiappucci
1996: 9ª tappa, Monetier les Bains-Sestrière, vinta da Bjarne Riis
1999: 9ª tappa, Le Grand Bornand-Sestrière, vinta da Lance Armstrong

La Valle ha ospitato diverse tappe del Giro d'Italia e del Tour de France. Celebre il Colle delle Finestre, il valico alpino che collega la Val di Susa con la Val Chisone, divenuto un'importante salita per i ciclisti dopo il passaggio del Giro d'Italia del 2005. Il passo, dal versante della Val di Susa, ha una pendenza media del 9,1% e gli ultimi 8 chilometri non sono asfaltati.

Automobilismomodifica | modifica sorgente

In Val di Susa si svolge la Susa-Moncenisio, una corsa storica disputata per la prima volta il 27 luglio 1902. La corsa contava 22.500 chilometri e partiva da Susa fino al passo del Cenisio posto sul confine francese. Altra celebre gara è stata quella disputata nell'ultimo quarto del XX° secolo tra Cesana e Sestriere.

Persone legate alla Val di Susamodifica | modifica sorgente

Monumenti e luoghi d'interessemodifica | modifica sorgente

La Valle di Susa è costellata di monumenti religiosi, militari, civili, industriali, di epoca preistorica, romana, medioevale, moderna. Spiccano per numerosità e rilevanza le antiche abbazie: le grandi strutture ecclesiali organizzarono l'esercizio del potere in Valle di Susa ben prima delle organizzazioni civili (solo a partire dall'XI secolo iniziò a consolidarsi il dominio dei Savoia) e ne rimangono oggi silenziose testimoni le antiche vestigia.

Architetture religiose, chiese, Abbaziemodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Architetture religiose della Val di Susa.
La chiesa di San Pietro si trova nei pressi del centro di Avigliana e risale all'XI secolo
La Chiesa dell'Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso a Buttigliera Alta
Santuario in vetta al Rocciamelone
La Sacra di San Michele sul monte Pirchiriano, veglia l'ingresso della Valle di Susa da Torino
Affreschi della Cappella di S. Eldrado presso l'Abbazia di Novalesa ai piedi del Colle del Moncenisio in Val Cenischia

Numerose sono le abbazie e i complessi di architettura religiosa, che punteggiavano il cammino lungo la strada che favoriva il passaggio tra Francia e Italia di pellegrini, viaggiatori, commercianti. Numerosi ordini monastici ebbero qui sede, dopo gli eremiti (Giovanni Vincenzo): dai benedettini, con Novalesa e San Michele della Chiusa, ai francescani con il loro primo convento in Piemonte, ai Certosini che fondarono ben quattro certose in cinque secoli, i gerosolimitani con alcune case, gli antoniani, i cappuccini. Alcune abbazie sono ormai disabitate da centinaia d'anni, altre conservano l'architettura ma non la vita religiosa, altre ancora sono tuttora attive. Lo stile prevalente è il romanico (a volte con rifacimenti barocchi in Bassa Valle). Nell'ordine, da Torino all'Alta Valle si incontrano:

Aree archeologichemodifica | modifica sorgente

La Chiesa sconsacrata di S. Pietro di Chianocco, abbandonata per le alluvioni

Castellimodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castelli in Val di Susa.
La soppressione del feudatario, lato ovest del Castello di San Giorio di Susa

Numerosi sono i Castelli in Valle di Susa. Gli edifici fortificati medioevali valsusini rispecchiano tutte le tipologie edilizie medioevali: castelli, caseforti, torri, motte, ricetti. Risalgono, esclusi Avigliana e Susa, Castelli sabaudi, al periodo detto del "secondo incastellamento", cioè al Basso Medio Evo. Molti edifici non sono accessibili al pubblico; alcuni sono in rovina, altri sono stati restaurati.

Edifici storicimodifica | modifica sorgente

Ad Avigliana: Casa di Porta Ferrata, Casa Senore, Torre dell'Orologio. A Villar Focchiardo: Cascina Roland, a Bussoleno Casa Aschieri e Casaforte Allais. A Susa Casa de' Bartolomeis, Torre del Parlamento, Torre dei Rotari. A Novalesa la Casa degli Affreschi.

Museimodifica | modifica sorgente

Oltre ai numerosi castelli e caseforti medioevali, la Valle di Susa presenta un vasto panorama museale, che ne racconta le molteplici sfaccettature. Tale strutture sono così dislocate da Torino all'Alta Valle:

Fortificazionimodifica | modifica sorgente

La valle di Susa ha sempre costituito un luogo privilegiato per il transito degli eserciti, per cui durante i secoli si sono moltiplicate le opere di fortificazione.

Forte della Brunetta a SusaBatteria dello Chaberton a Cesana • Batteria dello Jafferau e Forte di Bramafam a BardonecchiaForte di ExillesForte del Gran Serin a Meana di Susa.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Vedere il breve video sulla storia della Valle di Susa, in particolare Preistoria e Protostoria e Età romana: [1]
  2. ^ Vedere il breve video sulla storia della Valle di Susa, in particolare Medioevo: [2]
  3. ^ Gli scontri religiosi lasciano un insigne monumento dell'età moderna, la Casa delle Lapidi di Cesana. Vedere al proposito il breve video sulla storia della Valle di Susa, in particolare Età moderna: [3]
  4. ^ La Punta di Ronce (3.612 m) si trova interamente in territorio francese ma lungo lo spartiacque tra la Dora Riparia e l'Arc. Per cui dal punto di vista orografico la vetta più alta della Val di Susa risulta la Punta di Ronce.
  5. ^ Considerando la lunghezza a partire dalla sorgente della Ripa, il ramo sorgentizio più lungo
  6. ^ Comuni della provincia di Torino- Consiglio regionale Piemonte
  7. ^ a b c d Non presente nell'elenco stilato per "Atlante Castellano. Strutture fortificate della Provincia di Torino", CELID 2007

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • AAVV, Valle di Susa - Tesori d’arte – Il patrimonio artistico della Valle di Susa, Umberto Allemandi & C., Torino 2005
  • Natalino Bartolomasi, Valsusa antica, Volume I: Le origini - i Celti - i Romani Editrice Alzani, Pinerolo, I edizione 1975, II edizione 1995, pp. 374
  • Natalino Bartolomasi , Valsusa antica, Volume II: Chiesa - Impero - Barbari Editrice Alzani, Pinerolo, I edizione 1985, pp. 702
  • Federico Barello, Luisa Ferrero, Sofia Uggè, Evidenze archeologiche in Valle di Susa: acquisizioni, bilanci, prospettive di ricerca… in Segusium, anno L - n. 52, Torino aprile 2013 - pp 63-64
  • Federico Barello, Susa: archeologia di una capitale alpina, in Vaudetti, Minucciani, Canepa (a cura di), The archaeological musealization, Torino 2012, pagg. 168-169, link ebook Allemandi: [4]
  • Bruna Bertolo, Storia della Valle di Susa dall'800 ai giorni nostri, Susalibri editore 2009
  • Maria Pia Dal Bianco, La valorizzazione e l’allestimento del Parco Archeologico della Rocca e del Museo al Castello della Contessa Adelaide a Susa, pagg.268-271 in Vaudetti, Minucciani, Canepa (a cura di), The archaeological musealization, Torino 2012, link ebook Allemandi: [5]
  • Antonio De Rossi, Giuseppe Sergi, Andrea Zonato (a cura di), Alpi da scoprire. Arte, Paesaggio, Architettura per progettare il futuro, Museo diocesano d'arte sacra (Susa), Borgone Susa, 2008
  • Antonio De Rossi, Roberto Dini, Michela Penna, Federica Turco (a cura di) La trasformazione del territorio alpino e la costruzione dello Stato. Il secolo XIX e la contemporaneità in Valle di Susa, Museo diocesano d'arte sacra (Susa), Borgone Susa, 2011
  • Paolo Gras, Valerio Tonini, Le Valli di Susa, Torino, Il Capitello, 1991
  • Sara Inzerra, La «verifica e la dichiarazione culturale» dei beni architettonici: l’esperienza campione in Valle di Susa in Vaudetti, Minucciani, Canepa (a cura di) Mostrare l'archeologia. Per un manuale-atlante degli interventi di valorizzazione, Torino 2013 ebook Allemandi: [6]
  • Progetto Tesori d'Arte e Cultura alpina, Itinerari di arte religiosa alpina, Valle di Susa, Borgone Susa 2009
  • Progetto Tesori d'Arte e Cultura alpina, Itinerari di Cultura e Natura alpina Valle di Susa, Borgone Susa 2010
  • Progetto Tesori d'Arte e Cultura alpina, Itinerari di Cultura e Natura alpina, Valli di Bardonecchia, Borgone Susa 2009
  • Progetto Tesori d'Arte e Cultura alpina, Itinerari di Cultura e Natura alpina, Piana di Oulx e Valli di Cesana, Borgone Susa 2013
  • Michele Ruggiero, Storia della valle di Susa, Pinerolo (TO), Alzani Editore, 1998, ISBN 88-8170-040-9
  • Michele Ruggiero, Valle di Susa, Leinì (TO), Piemonte in Bancarella, 1987
  • Vaudetti, Minucciani, Canepa (a cura di) The archaeological musealization, Torino 2012, link ebook Allemandi: [7]
  • Vaudetti, Minucciani, Canepa (a cura di) Mostrare l'archeologia. Per un manuale-atlante degli interventi di valorizzazione, Torino 2013, link ebook Allemandi: [8]
  • Micaela Viglino Davico, Andrea Bruno jr, Enrico Lusso, Gian Giorgio Massara, Francesco Novelli, Atlante Castellano. Strutture fortificate della Provincia di Torino, Istituto Italiano dei Castelli Sezione Piemonte Valle d'Aosta, Ed. Celid, Torino 2007, pp 334-335

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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