Vena femorale superficiale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vena femorale superficiale
Gray584.png
Il distretto delle vene femorali
Sistema Apparato circolatorio
Confluisce in Vena femorale comune

La vena femorale superficiale è una vena dell'arto inferiore che riceve il sangue drenato dalle vene tibiali e dalla vena poplitea. Quando riceve la vena femorale profonda, a livello della radice inguinale, prende il nome di vena femorale comune; con questo nome riceve il sangue del sistema venoso superficiale tramite la vena grande safena, che termina all'inguine.

Il termine vena femorale viene utilizzato nella pratica clinica per identificare il tratto prossimale della vena femorale superficiale, mentre quest'ultimo termine è usato per identificare il tratto distale. Tuttavia tale distinzione è ritenuta impropria, in quanto può portare a fraintendimenti, e va pertanto evitata[1][2].

Patologiamodifica | modifica sorgente

Avvertenza
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.
anatomia della vena

La vena femorale superficiale, come tutte le vene degli arti inferiori, può andare incontro ad alcune patologie che sono:

L'insufficienza venosa cronica, comunemente detta varice, rappresenta circa il 90% delle patologie venose, e consiste nella dilatazione patologica della vena, fino allo sfiancamento della parete della stessa con stasi del sangue.

Le pareti del vaso contengono delle valvole deputate al ritorno venoso del sangue verso il cuore. Lo sfiancamento di queste valvole portano ad una dilatazione e tortuosità patologica del vaso, creando nel paziente sintomi di gambe pesanti, dolorose con la possibilità di comparsa di edèmi e flebiti.

La trombosi venosa profonda (TVP) è una patologia solitamente a decorso benigno, ma che può sfociare in complicanze a volte anche molto gravi, che possono portare alla morte del paziente.

Le causa della TVP possono essere varie:

  • post-traumatiche
  • patologie nella catena della coagulazione
  • patologie di origine neoplastica

La stasi venosa o la lesione della vena può accelerare un processo di aggregazione piastrinica che va ad otturare il vaso sanguigno. Questo coagulo può dare origine a trombi, che se raggiungono il circolo polmonare possono causare una embolia polmonare.

Trattamentomodifica | modifica sorgente

Per quel che riguarda l'insufficienza venosa, a seconda della gravità si va dall'uso di preparati a base di bioflavonoidi (diosmina, esperidina, mirtillina, rutoside), all’uso di calze elastiche a compressione graduata, alla scleroterapia, all'applicazione del laser per i capillari e le varici di piccole dimensioni.
Nei casi più gravi si può arrivare all’intervento chirurgico, che può consistere nello "stripping" di tipo tradizionale o nell'utilizzo di tecniche alternative come le onde radio.

Per la TVP, la terapia farmacologica consiste nell'impiego di farmaci anticoagulanti, che agiscono sulla fluidità del sangue interrompendo il processo aggregativo del trombo, o farmaci trombolitici, che agiscono direttamente sul trombo, sciogliendolo.

Nei pazienti recidivi o particolarmente a rischio, si posiziona un filtro cavale, che funge da protezione qualora il trombo si distacchi, impedendo così che raggiunga il circolo polmonare.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ I. Hammond, The superficial femoral vein. in Radiology, vol. 229, n. 2, novembre 2003, pp. 604; discussion 604-6. DOI:10.1148/radiol.2292030418, PMID 14595157.
  2. ^ WP. Bundens, JJ. Bergan; NA. Halasz; J. Murray; M. Drehobl, The superficial femoral vein. A potentially lethal misnomer. in JAMA, vol. 274, n. 16, ottobre 1995, pp. 1296-8. PMID 7563535.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Giuseppe Anastasi, Giuseppe Balboni, Pietro Motta, et al., Trattato di anatomia umana, Napoli, Edi. Ermes, 2006. ISBN 88-705-1285-1.







Creative Commons License