Vermondo Di Federico

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Vermondo Di Federico (Piccianello, 1924Arischia, 11 giugno 1944) è stato un militare e partigiano italiano.


Biografiamodifica | modifica sorgente

Arruolato nell'11º Reggimento di Fanteria "Forlì", dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 tornò a piedi al paese d'origine, Piccianello (Pescara) e aderì alla banda partigiana creata dall'italo-americano Renato Berardinucci che operava nell'area vestina[1]. Dopo la ritirata tedesca, nel giugno del 1944, alcuni partigiani, guidati dallo stesso Berardinucci, cercarono di raggiungere i Patrioti della Maiella, ma vennero consegnati da un delatore ai tedeschi che li fucilarono nel cimitero di Arischia. Prima della scarica letale lui e Berardinucci si scagliarono contro il plotone di esecuzione, permettendo la fuga di due commilitoni. Per questo gesto vennero insigniti di medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«A capo di una banda di partigiani ha strenuamente lottato contro le truppe tedesche finché catturato e messo al muro insieme ad altri compagni per essere passato per le armi non si dava per vinto, ma con un gesto di sublime follia, si scagliava armato soltanto della volontà e della fede contro il plotone di esecuzione. Col gesto disperato che gettava lo scompiglio nelle file dei carnefici, egli dava a se stesso la morte degli eroi, ai compagni la salvezza e la libertà. Arischia (L’Aquila), 11 giugno 1944.[2]»

Riconoscimentimodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Contrariamente a quanto riportato dal sito Anpi, non si trattava di una brigata (neppure in senso restrittivo) e non aveva affatto un nome. L'intitolazione "Giacomo Leopardi" è pertanto arbitraria.
  2. ^ Scheda di Vermondo Di Federico dal sito del Quirinale







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