Via XX Settembre (Genova)

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Coordinate: 44°24′20.89″N 8°56′23.81″E / 44.405803°N 8.939947°E44.405803; 8.939947

Via XX Settembre con i suoi portici

Via XX Settembre è una delle principali arterie viarie del centro di Genova, della lunghezza di poco inferiore al chilometro.

Ubicazionemodifica | modifica sorgente

Si sviluppa in direzione est-ovest e, assieme a corso Italia - la promenade che costeggia il lungomare - è uno dei luoghi prediletti per le passeggiate dei genovesi (per i quali è semplicemente «via Venti») che vi si recano per il classico shopping o per lo struscio che precede l'ora dell'aperitivo.

Attraversa i due sestieri centrali di Portoria (primo tratto, porticato, da piazza De Ferrari al Ponte Monumentale) e di San Vincenzo (dal Ponte Monumentale allo sbocco in via Cadorna presso piazza della Vittoria.

È incrociata nel suo sviluppo da numerose strade - in parte pedonalizzate - ricche di eleganti boutique e negozi d'arte. Serve da cerniera fra la parte centro-orientale della città che si affaccia a est del torrente Bisagno a quella più occidentale sviluppata oltre largo della Zecca, porta Principe, fino alla delegazione di Sampierdarena.

Congiunge in particolare piazza della Vittoria a piazza De Ferrari, ovvero due dei maggiori slarghi della città.

Quasi esclusivamente riservata a negozi ed uffici della città, via Venti è posta in leggera salita in direzione ovest (ma il traffico automobilistico si sviluppa in senso opposto) ed è abbellita da alcuni fra i più imponenti palazzi cittadini; nella parte superiore della via una serie di lunghi portici si sviluppa su entrambi i suoi lati.

Lungo via XX Settembre si affacciano alcuni fra più prestigiosi negozi e hanno sede eleganti bar. Fino agli anni ottanta, l'arteria era ricca di sale cinematografiche, ora trasferite nelle multisale del porto antico e della Fiumara a Sampierdarena, e di ristoranti.

La realizzazione di via XX Settembremodifica | modifica sorgente

Via XX Settembre è una strada che ha avuto un'origine controversa. Fu fortemente voluta dal sindaco Andrea Podestà, ma osteggiata da parte della popolazione residente poiché per costruirla fu necessario procedere a pesanti demolizioni di case e negozi. Soprattutto furono contrari i religiosi della chiesa del Rimedio, espropriati per far passare l'arteria. Fra le altre demolizioni necessarie vi fu quella, ostacolata dal governo, delle carceri di Sant'Andrea.[1]

Particolare dell'ingresso della Chiesa della Consolazione. Sullo sfondo il ponte Monumentale.

La strada fu edificata sul percorso delle precedenti Via Giulia, per il tratto che va da piazza De Ferrari (al tempo piazza San Domenico, dal nome dell'omonima chiesa non più esistente) sino al ponte Monumentale, e via della Consolazione, per il tratto oltre al Ponte Monumentale fino a porta Pila.[2]. Un progetto di ampliamento di via Giulia (strada risalente al XVII secolo e più volte modificata per migliorarne la percorribilità da carri e carrozze) era già stato approvato nel 1840, ma la pratica fu poi bloccata a causa dei ricorsi dei proprietari degli edifici che sarebbero stati demoliti o modificati, e quindi nei decenni successivamente vennero effettuati solo alcuni lavori per limitarne la pendenza abbassandone il livello stradale.[2]

Via XX Settembre fu ridisegnata sul tracciato delle due vie in asse, quando, a fine Ottocento, partendo dal 1892, si decise il riassetto urbanistico di tutto il centro cittadino. La progettazione della via venne affidata all'ingegner Cesare Gamba (Genova, 1851 - 1927[3]). Lungo il suo tracciato, e parimenti nelle vie adiacenti, sorsero i più enfatici edifici in stile liberty della città, tra il 1892 e il 1912. La strada venne costruita in due tempi (un primo tratto inferiore da porta Pila a porta d'Archi e uno superiore da porta d'Archi a piazza de Ferrari), non senza difficoltà economiche (la crisi bancaria del 1894 colpirà anche alcuni degli enti che avevano finanziato i lavori) e i progetti dei palazzi e l'impostazione della strada (es presenza o meno di porticati) vennero cambiati più volte negli anni per adattarsi alle mutate richieste e necessità del Comune e delle imprese che li stavano costruendo.

Ad attraversarla in senso longitudinale, all'incirca a metà del suo tracciato, è il Ponte monumentale, una imponente struttura in marmo a più arcate. Il ponte monumentale si impone sullo stesso luogo dove era la Porta dell'Arco, delle mura del XVI secolo, le cosiddette "Mura Nuove". Il suo ruolo è, come lo era stato quello della porta dell'Arco, di collegare due sistemi di viabilità, uno inferiore (via XX Settembre), ed uno superiore (corso Podestà).

Venne realizzato con una doppia progettazione. Quella ingegneristica fu affidata nuovamente all'ingegner Cesare Gamba, che realizzò una immensa arcata con una struttura del tipo di quelle dei ponti ferroviari; ad essa fu sovrapposto un apparato monumentale in marmo, con colonne e sculture. La progettazione di diversi edifici fu dovuta a Benvenuto Pesce Maineri.

Situata poco anteriormente al Ponte monumentale vi è la Chiesa intitolata a Santa Rita, detta Chiesa della Consolazione il cui ingresso, corrispondente al livello delle vecchie strade, rimane leggermente più basso dell'attuale sede stradale. Immediatamente oltre, la chiesa di Santo Stefano, di architettura romanica e ricostruita sui resti di un'antica abbazia benedettina.

In occasione delle riqualificazioni cittadine per il G8 del 2001, i marciapiedi di metà della via lato Piazza de Ferrari sono stati ampliati di alcuni metri per permettere un maggiore afflusso di pedoni.

Immaginimodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Genova tra ottocento e novecento - Album storico-fotografico, Nuova Editrice Genovese, 2006, ISBN 8888963073
  2. ^ a b Giulio Micossi, I quartieri di Genova antica, Tolozzi editore, Genova, 1966, pag 27 e seg
  3. ^ Scheda di Cesare Gamba, sul sito web del Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Anna Maria Nicoletti, Via XX Settembre a Genova, la costruzione della città tra Otto e Novecento, SAGEP, 1993, ISBN 88-7058-507-7

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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