Villastellone

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Villastellone
comune
Villastellone – Stemma
Piazza Martiri della Libertà, piazza principale del paese
Piazza Martiri della Libertà, piazza principale del paese
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Torino-Stemma.svg Torino
Sindaco Davide Nicco (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 44°55′00″N 7°45′00″E / 44.916667°N 7.75°E44.916667; 7.75 (Villastellone)Coordinate: 44°55′00″N 7°45′00″E / 44.916667°N 7.75°E44.916667; 7.75 (Villastellone)
Altitudine 234 m s.l.m.
Superficie 19 km²
Abitanti 4 898[1] (31-12-2010)
Densità 257,79 ab./km²
Frazioni Borgo Cornalese, Tetti Mauritti, Cascina Monache, Fortepasso, Fontanacervo
Comuni confinanti Cambiano, Carignano, Carmagnola, Moncalieri, Poirino, Santena
Altre informazioni
Cod. postale 10029
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001308
Cod. catastale M027
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti villastellonesi
Patrono sant'Anna, san Bartolomeo
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Villastellone
Localizzazione del Comune di Villastellone nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di Villastellone nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

Villastellone (Vilastlon [vilas'tlʊŋ] o Vila dë Stlon in piemontese) è un comune di 4.831 abitanti della provincia di Torino. Si trova ad una ventina di chilometri a sud del capoluogo piemontese.

Geografiamodifica | modifica sorgente

Il comune è collocato su due pianori diversi: il primo a sud è paludoso perché parte integrante del letto di esondazione del Po; il secondo, verso Santena, è rialzato rispetto al primo di qualche metro ed è costituito da terreni sabbiosi. Il centro comunale è lambito da rio Stellone, un affluente del Banna, che da sempre stato parte integrante della storia e dell'economia locale.

Storiamodifica | modifica sorgente

Sul territorio di Villastellone era presente fino alla prima metà del 1200 una mansione templare, la quale possedeva una chiesa, detta di San Martino e una casa. Inoltre gestiva terreni detti "airali della mansione" e difendeva il ponte sullo Stellone(allora Po Morto) in direzione Carignano.

Nel 1203, per volere della città di Chieri, venne acquistata la mansione e nella località detta "Campo di costa" venne eretto un villaggio circondato da una palizzata ed un fossato. Questo nuovo possedimento serviva al comune di Chieri per difendersi dall'avanzata del marchesato di Saluzzo e di Provana.

Solo però verso il 1230 il villaggio cominciò a popolarsi di gente proveniente dai paesi limitrofi a cui era garantita una casa e un appezzamento di terra. Negli anni seguenti venne concesso al paese di fortificarsi, ed essendo un feudo fedele a Chieri, quando quest'ultima perse una disputa contro Asti, viene "spaccato" in due tra le influenze chieresi e astigiane. Per tutto il XIV secolo il centro abitato non ebbe vita facile: infatti, dopo continue carestie, pestilenze e un disastroso incendio che lo rase al suolo, si trovò nuovamente spopolato, tanto che la città di Chieri incentivò ottanta famiglie provenienti dalla val Chisone (delle quali alcune sopravvivono ancora oggi) a insediarsi nel borgo, offrendo loro nuove terre e una casa.

Nel 1396 il paese venne ceduto in feudo al conte Franceschino Della Villa, membro della nobiltà chierese,[2] il quale potenziò le fortificazioni, costruì nuove porte, ponti e il mulino. La famiglia Della Villa fece inoltre erigere un castello con un'alta torre dalla quale nei giorni di fiera veniva esposto lo stemma del paese. Durante il XV e il XVI secolo si susseguirono: pestilenze, ben tre grandi periodi siccitosi e invasioni di cavallette. Nel 1630, nell'Italia Settentrionale si diffuse il bacillo della peste che decimò la popolazione villastellonese.

Intorno al 1670 l'esercito francese, comandato dal generale Catinat, mise l'assedio a Villastellone e gli abitanti, vista la drammatica situazione, nascosero i loro tesori e il catasto comunale nella torre; le truppe francesi, non riuscendo ad entrarvi, la minarono e la fecero saltare distruggendo parzialmente il castello. Le armate francesi rubarono anche il grande orologio del campanile con tutti gli ingranaggi e lo trasferirono in Francia.

Nel 1735 il castello era irreparabilmente danneggiato, i conti Della Villa incaricarono Filippo Juvarra di progettare una villa signorile con annesso un parco all'inglese. Verso l'Ottocento, con l'invasione napoleonica, si svilupparono a Villastellone nuove attività tra cui quella legata al baco della seta e quella della patata (prodotto tipico del paese). Nel 1860 a Villastellone viene messa in posa la linea ferroviaria e costruita la stazione. Ai primi del Novecento la piazza centrale venne intitolata al re Umberto I e l'asilo infantile ai Principi di Piemonte. Durante la seconda guerra mondiale il castello divenne presidio nazista e nel parco in quella che comunemente viene detta la ca' d'le masche (in italiano: la casa delle streghe), venne costruito un deposito di munizioni, il che comportò un grave pericolo per la popolazione. Molti villastellonesi si sono impegnati nella lotta al nazifascismo, come testimoniato dall'intitolazione di alcune strade del paese a specifici episodi della resistenza e al ricordo dei partigiani caduti.

Monumenti e luoghi d'interessemodifica | modifica sorgente

Il castellomodifica | modifica sorgente

Il castello che si affaccia sulla piazza principale (piazza della Libertà) costruito su disegno attribuito all'architetto siciliano Filippo Juvarra (o Juvara) (1678 – 1736) sorge sui resti di un più antico maniero medioevale del quale si sa molto poco, certo è che doveva avere pianta rettangolare con una corte al centro e un'alta torre su cui nei giorni di fiera veniva esposto lo stemma cittadino e in caso d'assedio fungeva da vedetta. nel 1693 in seguito all'invasione del Piemonte delle truppe francesi guidate dal generale Catinat, la comunità villastellonese nascose nella torre tutti gli oggetti di valore compreso l'archivio, i francesi non riuscendovi ad entrare minarono la torre e la fecero saltare. Dopo questi fatti il maniero si presentava irreparabilmente danneggiato ed ecco perché nel 1735 il conte Ercole Della Villa affidò la costruzione della villa barocca ancora oggi presente. Il castello è privato e non è accessibile alle visite. Un grande parco all'inglese, di circa 60 ettari, si estende intorno ad esso, e al suo interno si trovano edifici di pregio quali la chiesa di S.Anna, le serre, le scuderie e gli alloggi per la servitù costruiti verso la metà dell'Ottocento dall'architetto John Vallance. Nel parco nascosto dalle fitte chiome degli alberi secolari sorge un fienile, originariamente costruito come deposito di munizioni del presidio nazista che aveva luogo proprio nel castello durante il secondo conflitto mondiale: sulla struttura si sono sempre vociferate leggende popolari, infatti ancora oggi viene denominata "la casa delle masche"

La parrocchiamodifica | modifica sorgente

La parrocchiale dedicata a S.Giovanni Battista è prevalentemente in stile barocco. (Si dice che sia stata ruotata di 90° nel XIX secolo spostando l'entrata principale a nord-ovest anziché a nord-estsenza fonte).
La pianta è suddivisa in tre navate: dietro all'altare maggiore, nel catino absidale, si trova una pala d'altare sormontata da due putti che reggono lo stemma dei conti Della Villa (antichi signori del luogo e committenti della chiesa) sormontato da un'insegna recante il motto della famiglia "droit et avant". Nella navata sinistra sopra l'altare maggiore si trova una loggia separata dal resto della chiesa da un paravento: infatti questo luogo era riservato ai signori del paese. Al di sotto dell'altare maggiore, inoltre, trovano luogo le tombe dei suddetti conti. Durante la seconda guerra mondiale lo scoppio di un treno carico di munizioni ne fece saltare tutte le vetrate. L'ultimo restauro è stato eseguito ai primi del Novecento: in quell'occasione vennero alla luce gli affreschi sopra l'altare maggiore raffiguranti i quattro evangelisti.

L'Addoloratamodifica | modifica sorgente

La chiesetta era intitolata un tempo alla Madonna degli Alteni per via dei numerosi vigneti che si estendevano in zona; dopo la soppressione del cimitero annesso alla chiesa di S. Martino oggi S. Anna, questo venne spostato proprio nel retro di questa chiesa. Nel 1944, il 7 ottobre, le truppe partigiane vennero a sapere che i tedeschi, il cui presidio era nel castello, intendevano trasferire via treno le munizioni allocate nel deposito del parco e portarle oltre il fiume Ticino. Il comandante Icilio Ronchi della Rocca immediatamente informò il capitano Powell della missione inglese. Tramite bombardamento aereo della RAF vennero sganciate dieci bombe sui circa quaranta vagoni del treno; le esplosioni si susseguirono per due giorni interi: cinquanta case, lo stabilimento Van Den Berg, la stazione e la stessa chiesa dell'Addolorata subirono ingentissimi danni; non fu così per la nicchia della Madonna, la quale insieme alla sua statua rimase intatta. Nella chiesetta della Madonna Addolorata è stata ricollocata l'omonima statua recuperata dai Carabinieri in seguito ad un furto subito alcuni anni fa. La statua ha un certo pregio, in quanto, a detta degli esperti, risale almeno al 1400.

L'ex chiesa di S. Martino ora di S. Annamodifica | modifica sorgente

È forse l'edificio più antico di tutta Villastellone. Proprio qui aveva sede la mansione templare autrice della fondazione del paese; sul finire del '500, in seguito a guerre fu inevitabilmente danneggiata, il conte Della Villa la fece abbattere ed al suo posto vi eresse una nuova chiesetta rimasta fino ai giorni nostri. il primo cimitero del paese si trovava nei pressi della chiesa, dopodiché lo stesso venne soppresso e le ossa spostate nel nuovo cimitero presso l'attuale chiesa dell'Addolorata. in questa occasione il conte della villa poté finalmente acquisire questo terreno e cingere il parco con un muro e non più con siepi.

L'albergo di Santa Crocemodifica | modifica sorgente

Nel 1771 un ricco commerciante villastellonese, Ludovico Assom, commissionava la costruzione dell'albergo di Santa Croce. Dalla sua costruzione ad oggi ha sempre mantenuto una funzione di accoglienza, diventando ospedale dalla metà dell'Ottocento. Vi ha sede ora la casa di riposo. È in corso il restauro dell'edificio, già cominciato con la torretta dell'orologio costruita dal carignanese Tappi.

La chiesa di Santa Croce o dei Batùmodifica | modifica sorgente

Contigua all'albergo di Santa Croce si trova la chiesa omonima, detta anche dei batù poiché i membri della confraternita erano soliti infliggersi pene corporali. È un edificio in stile barocco interamente affrescato. All'interno si trova un organo di manifattura molto rara che nell'anno 2010 ha ottenuto l'attestato di storicità, essendo uno dei pochissimi strumenti in grado di suonare le melodie del Frescobaldi; l'organo avrebbe bisogno di un accurato restauro, ecco perché, sempre nel 2010 si è cercato, grazie al lavoro del Professor Quaglia, di iscrivere le chiese villastellonesi ai luoghi del cuore del FAI(fondo per l'ambiente italiano, allo scopo di sensibilizzare le fondazioni e gli istituti di credito del territorio a promuovere campagne di restauro. La chiesa è stata sconsacrata negli anni novanta ed ora appartiene al comune che la usa come spazio espositivo. Un inventario degli arredi ha permesso di scoprire vere e proprie ricchezze.

Il palazzo comunalemodifica | modifica sorgente

Dapprima residenza dei conti Cerutti di Castiglione Falletto, venne, a metà Ottocento, acquistato dal comune di Villastellone che dovette però intitolare la via adiacente alla famiglia nobile. Vi trovarono luogo le antiche carceri, riconoscibili lungo via Conti Cerutti da due piccole feritoie. Il palazzo è tuttora la sede del consiglio comunale.

Borgo Cornalesemodifica | modifica sorgente

La frazione di Borgo Cornalese è interessante per la presenza del castello dei Conti de Maistre, con un grande parco e del bel viale di pioppi cipressini (pioppo nero "arbra pi-na" in piemontese) che ne diparte e s'inoltra per il borgo rimasto invariato negli ultimi secoli. È presente una bella chiesa in stile neoclassico dedicata alla Madonna dei dolori, opera del 1850 dell'architetto Benedetto Brunati, immersa nel verde della campagna. Nella borgata si trova un mulino a ruota idraulica i cui ingranaggi sono interamente in legno. La borgata venne fondata intorno all'anno 1000 da ungari e bulgari e il territorio venne successivamente fortificato con tre edifici: forte passo (in cui vi era il dazio del sale); Malpertusio (cascina nuova) e Val di Cosso (Valcorso). Nel 1180 passò nelle mani dei monaci cistercensi che costruirono ben tre luoghi di culto. Verso il 1300 vi si insediarono i tesorieri dei principi d'Acaia che vi rimasero fino alla meta del '700. Nel 1850 il duca Eugenio Laval di Motmorency commissionò l'attuale chiesa, all'interno della quale si trova una copia del celebre dipinto, conservato agli Uffizi, dell'incoronazione della vergine di Raffaello.

Societàmodifica | modifica sorgente

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[3]

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Giovanni Pollone lista civica Sindaco
2009 in carica Davide Nicco lista civica Sindaco


Sportmodifica | modifica sorgente

Pur essendo un piccolo paese, le attività sportive che si possono praticare sono piuttosto diversificate. Il centro sportivo più importante è dedicato al calcio, ma attraverso il Tennis Club Villastellone è possibile anche praticare il gioco del tennis. Grazie alla ginnic dragon è presente sul territorio un nutrito numero di praticanti delle arti marziali (judo e ju jitsu), inoltre è presente una squadra di pallavolo e, fiore all'occhiello del paese, sono gli sbandieratori e musici i templari. Dal 2009 sono inoltre disponibili anche una palestra ed una piscina all'aperto oltreché i campi da calcetto e da beach volley.

Calciomodifica | modifica sorgente

L'attività calcistica dei villastellonesi ruota principalmente intorno all'A.S.D. Villastellone Carignano, la cui prima squadra milita in Prima Categoria. L'associazione sportiva è dal 1982 anche una "Scuola calcio", che consente ad oltre 300 giovani appassionati svolgere un'attività sportiva.

Pallavolomodifica | modifica sorgente

Il 27 maggio 2009 è nata un'associazione sportiva dilettantistica chiamata VILLA VOLLEY ASD (www.villavolley.com) dove oggi militano 4 squadre di tutte le età.

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Vittorio Angius, Sulle famiglie nobili della monarchia di Savoia, Fontana e Isnardi, Torino 1841, p. 1166.
    «Nel 1400, 20 novembre, il conte Amedeo rese all’antica nobiltà e dignità de’ Villa, una onestissima testimonianza, Invitandoli tra’ più illustri della città di Chieri, e ponendoli primi nel numero. Diceva il principe, che per la cognizione che avea dell’antica probità della vita, della onestà dei eostumi, e degli altri argomenti di virtù per cui si erano sempre distinte le schiatte de’ sottonotati primarii cittadini di Chieri, i de’ Villa, i Dodoli, il maestro Luchino Pasquale, suo figlio e professore di medicina con tutta la parentela de’ Pasquali, quindi gli Alamani, i Capastri, i Ricci, i Buschetti, i Guasehi, i Moncucco, i Carneri, i Tana, i Mazzetti, i Vadoni, concedeva a queste famiglie di nominarsi tutto d’uno stesso modo, di servirsi dello stesso stemma e portare a simbolo il Cigno.».
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

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