Villetta Di Negro

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Coordinate: 44°24′40″N 8°56′12″E / 44.411111°N 8.936667°E44.411111; 8.936667

La cascata che abbellisce la villa, realizzata su commissione di Giancarlo Di Negro attraverso la demolizione dell'orecchione orientale del bastione delle mura del Cinquecento. Accanto la palazzina rustica sede del servizio Giardini e Foreste del Comune di Genova

Villetta Di Negro è un parco pubblico di Genova. È situato nel quartiere Castelletto, a poco distanza dalla centrale piazza Corvetto, a poche decine di metri dal Palazzo del Governo il cui ingresso è posto su via Roma.

Nel piazzale antistante l'accesso al parco si trova una statua eretta in onore di Giuseppe Mazzini, grande genovese e padre della Patria.

Villetta Dinegro si sviluppa lungo una serie di viali che salgono lungo i lati di una collinetta, dalla cui cima è possibile ammirare il centro città. Ospita al suo interno il Museo d'Arte Orientale intitolato ad Edoardo Chiossone.

Storiamodifica | modifica sorgente

Il parco attuale venne realizzato dal marchese Gian Carlo Di Negro, che aveva acquistato nel 1802 il rilievo dello smilitarizzato bastione di Luccoli, pagandolo 22.000 lire di Genova e impegnandosi a fondare e sovvenzionare per 6 anni una scuola di botanica (che, visti i risultati positivi, divenne poi la cattedra di botanica presso l'Università di Genova). Qui Di Negro realizzò anche la sua villa e il parco che aveva adornato di busti e statue.

Il progetto di Carlo Barabino per la Spianata dell'Acquasola (Genova) del 1821, realizzato entro il 1826, univa il monticello della villetta con la spianata dell'Acquasola, mediante un ampio terrazzo con gradonate sul precorso delle vecchie mura cinquecentesche, varcando la porta dell'Acquasola con un ampio ponte(congiunzione spianata per la realizzazione della piazza Corvetto).

Nel 1863, successivamente alla morte del marchese avvenuta nel 1857 il comune acquistò il parco e la villa, apportando a più riprese diverse modifiche.

Dal 1873 al 1912 l'edificio della villa fu sede del Museo di Storia Naturale (1873-1912), con annesso zoo, quindi il Museo Geologico, dal 1929 del il Museo Archeologico e nel 1935 ai materiali esposto di questo furono aggiunte per un quinquennio le collezioni di Etnografia e del Costume.

Nel 1942, durante la seconda guerra mondiale, l'edificio viene colpito dai bombardamenti navali degli alleati contro la città e distrutto. Nel 1948 il comune finanziò la ricostruzione dell'edificio con la forma attuale, che divenne sede del Museo Chiossone (fu il primo museo italiano realizzato a spese di una pubblica amministrazione nel dopoguerra).

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