Vincenzo Ciaravolo

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Vincenzo Ciaravolo (Torre del Greco, 21 novembre 1919Mar Rosso, 21 ottobre 1940) fu un militare italiano della Regia Marina, decorato con la medaglia d'oro al valor militare.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Nato a Torre del Greco (NA) in una famiglia di marinai, seguì presto le orme familiari e divenne marittimo mercantile; a bordo del piroscafo Lombardia, requisito per usi bellici, prese parte ad alcune operazioni nel corso della guerra civile spagnola, e fu presente anche nella guerra d'Etiopia.

Chiamato alla leva obbligatoria, fu arruolato il 15 dicembre 1939 nella Regia Marina e assegnato di servizio al cacciatorpediniere Francesco Nullo, dislocato nel Mar Rosso. Lì, il 21 ottobre 1940, presso l'isola di Harmil, il "Nullo" fu colpito e danneggiato durante un'azione navale.

Ciaravolo, che sul "Nullo" svolgeva il compito di attendente del c.c. Costantino Borsini, comandante dell'unità, all'ordine di questi di evacuare la nave si gettò in mare ma, accortosi che Borsini era rimasto al posto di comando, risalì a bordo per assisterlo, affondando quindi insieme a lui. A motivo di ciò gli fu conferita la medaglia d'oro al valor militare[1].

Al marinaio caduto è intitolata la palazzina logistica che si trova nel centro di selezione, addestramento e formazione del personale volontario della M.M. a Taranto[2]. Prende inoltre il suo nome anche la vecchia Villa Comunale del comune di Torre del Greco (delibera del Commissario Prefettizio in data 15 aprile 1941).

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Coraggioso e tenace operatore di mezzi d'assalto di superficie, con altri valorosi - già imbarcato su silurante impegnata in aspro combattimento contro incrociatori e cacciatorpediniere nemici, con calma serena rimaneva durante tutta l'azione al fianco del suo Comandante, di cui era attendente. Ricevuto l'ordine di abbandonare la nave che affondava per i gravi danni riportati durante il combattimento, si gettava in mare: ma accortosi che il Comandante rimaneva al suo posto, spontaneamente risaliva a bordo in un generoso slancio di fedeltà e di altruismo, ben conscio del mortale pericolo al quale si esponeva. Nella sublime decisione di seguire la sorte del suo Comandante, affrontava con lui la morte gloriosa degli eroi»
— Mar Rosso, presso l'isola di Harmil, 21 ottobre 1940[1]

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b Vincenzo Ciaravolo. URL consultato il 18-5-2012.
  2. ^ Maricentro Taranto - La storia. URL consultato il 18 maggio 2012.









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