Vita di Cavour

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Vita di Cavour
Renzo Palmer Vita di Cavour 1967.jpg
Renzo Palmer come Camillo Benso in Vita di Cavour
Paese Italia
Anno 1967
Formato miniserie TV
Genere originale televisivo
Puntate 4
Durata
Lingua originale lingua italiana
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio
Colore B/N
Audio mono
Crediti
Narratore Gianni Bonagura (voce fuori campo)
Regia Piero Schivazappa
Sceneggiatura Giorgio Prosperi (con la consulenza di Carlo Pischedda dell'Università di Torino)
Interpreti e personaggi
Fotografia Carlo Natali
Massimo Sallusti
Eugenio Thellung
Scenografia Maurizio Mammì
Costumi Maria De Matteis
Casa di produzione RAI - Radiotelevisione Italiana
Prima visione
Prima TV Italia
Dal 5 marzo 1967
Al 19 marzo 1967
Rete televisiva Programma nazionale

Vita di Cavour è il titolo di un originale televisivo RAI trasmesso nel marzo 1967 diretto da Piero Schivazappa, dedicato alla vita di Camillo Benso Conte di Cavour.

La fiction è stata diretta da Piero Schivazappa su sceneggiatura di Giorgio Prosperi (con la consulenza del professor Carlo Pischedda dell'Università di Torino[1]). Veniva trasmessa nel prime time della domenica dall'allora Programma nazionale.

Prosperi completò con questo sceneggiato la trilogia di Vite dedicate a grandi della storia - oltre a Vita di Cavour, Vita di Michelangelo, del 1964, e Vita di Dante, del 1965 - curata da Angelo Guglielmi.

Storiamodifica | modifica sorgente

Vita di Cavour, prodotto in un periodo di grande fortuna per lo sceneggiato televisivo italiano che poteva contare su numerosi attori specialisti del genere (molti di loro provenienti dal teatro) costituiva una sorta di ideale seguito di un altro noto sceneggiato televisivo di quegli anni, Ottocento, trasmesso nel 1959 in vista delle celebrazioni per il centenario dell'Unità d'Italia, che ricorreva nel 1961.

La vita dello statista piemontese - impersonato dall'attore Renzo Palmer - era seguita passo a passo dall'infanzia fino alla morte, sopraggiunta a cinquantuno anni di età e poco dopo che si era realizzato il suo sogno di un'Italia unita e guidata dai regnanti di casa Savoia. Giovane ufficiale del Genio del Piemonte, tecnico ed ideatore di innovazioni nel campo dell'agricoltura, presidente del Consiglio a quarantadue anni nel 1852, si trovò ad affrontare il banco di prova della Guerra di Crimea e il nodo altrettanto spinoso della cosiddetta questione romana.

La fiction di Schivazappa non trascura tuttavia la parte più intimista e romantica della vita di Cavour: quella riguardante la sua relazione sentimentale giovanile con una nobildonna genovese - Anna "Nina" Giustiniani - testimoniata da un rapporto epistolare consolidato.

Castmodifica | modifica sorgente

Oltre a Renzo Palmer nel ruolo principale il cast comprendeva un nutrito numero di attori di estrazione teatrale, fra cui:

Loris Loddi Camillo Benso Conte di Cavour da piccolo

Criticamodifica | modifica sorgente

Secondo la scheda che al lavoro di Schivazappa dedica l'Enciclopedia della televisione[2], un merito che va riconosciuto alla fiction è quello di non scadere nella "storia romanzata" fine a se stessa ma di aver saputo attingere a fonti storiche in grado di garantire una credibilità di fondo al progetto televisivo, con la produzione di documenti d'epoca e scritti e discorsi ufficiali di Cavour tratti da atti parlamentari.

Una menzione sul piano della recitazione viene riservata, oltre a Palmer/Cavour, a Sergio Graziani come Napoleone III e a Glauco Onorato nei panni di Giuseppe Garibaldi, eroe dei due Mondi qui impegnato alla testa dei suoi garibaldini impegnati nella spedizione dei Mille.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Fonte: Rewind.rai.it
  2. ^ Enciclopedia della televisione, a cura di Aldo Grasso, Garzanti, 2008

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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