Vita non profit magazine

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Vita Non Profit Magazine
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità mensile
Genere stampa nazionale
Formato New magazine
Fondazione ottobre 1994
Inserti e allegati Ecomondo, Etica & Finanza, Social Job, Consumers' Magazine
Sede Via Marco D'Agrate, 43 Milano
Editore Vita Società editoriale SpA
Tiratura 35 000 (2010)
Direttore Riccardo Bonacina
ISSN 1123-6760
Sito web http://www.vita.it/
 

Vita è stato il primo e unico magazine in Italia interamente dedicato al Terzo settore. Fondato da Riccardo Bonacina e diretto per molti anni da Giuseppe Frangi e , "Vita" è edito da Vita Società editoriale SpA; la redazione è inoltre affiancata da un comitato editoriale in cui siedono oltre 60 organizzazioni no profit italiane. Fra cui: Acli, Save the Children, Abio, Associazione Dynamo, Trenta ore per la vita, Avis, Consorzio Gino Mattarelli, Confartigianato, Centro sportivo Italiano, CSVnet, Aiutare i bambini, Fondazione Don Gnocchi, Fondazione Exodus, Lega del filo d'oro, Opera San Francesco, Telefono Azzurro e WWF Italia.

La storiamodifica | modifica sorgente

Nato nel 1994 sulla scia dell'esperienza televisiva di Riccardo Bonacina che in quegli anni conduce il programma "Il coraggio di vivere" su Rai Due, il settimanale Vita diventa nel corso degli anni punto di riferimento per il Terzo settore, promuovendo in modo diretto, attraverso campagne stampa o petizioni, o indiretto leggi importanti per il settore: dal sostegno alla Legge 185 del 1990 sulla trasparenza del commercio di armi, all'approvazione del Decreto Legislativo n. 460 che sancisce l'esistenza delle Onlus (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale) nel 1997, alla cosiddetta "Più Dai, Meno Versi", ovvero la Legge n. 80 del 2005 sulla deducibilità delle donazioni a favore di Onlus, alla Legge 155 nel 2003, altrimenti detta "del Buon Samaritano", passando per il sostegno alla misura del cinque per mille del 2005.

Nel 2012 il Settimanale viene completamente rinnovato diventando un quotidiano online ed un mensile cartaceo. Alla direzione torna il fondatore Riccardo Bonacina

Codice eticomodifica | modifica sorgente

Promosso nel 2008, il codice etico della Società editoriale VITA contiene i principii professionali a cui dovrebbero attenersi gli organi sociali dell'azienda, i dipendenti e collaboratori, nonché i partner e i fornitori. I quali si impegnano così a garantire: la trasparenza nelle scelte editoriali, la sicurezza sul luogo di lavoro, la tutela della privacy, e l'alto valore sociale delle iniziative intraprese dalla società. Il codice etico è scaricabile e consultabile sul sito dell'azienda.

La dimensione economicamodifica | modifica sorgente

La compagine azionaria della Società editoriale Vita è composta al 38% da soggetti no profit. Nell'aprile del 2007 Carlo Caracciolo, presidente onorario del Gruppo L'Espresso, ha acquistato una quota del 5% delle azioni del Gruppo VITA[1]. Il fatturato della Società editoriale è stato nel 2009 di circa 2,6 milioni di euro[2]. Conta 17 dipendenti, 24 collaboratori, oltre a numerose collaborazioni giornalistiche.

In linea con quanto previsto dalla legge sull'editoria (n.250/90), lo statuto di Vita Società editoriale sancisce che la società non intende distribuire ai soci remunerazioni periodiche dell’investimento azionario sotto forma di dividendi di utili. Questa disposizione può essere modificata solo con il voto favorevole del 90% degli azionisti. In altri termini gli utili di bilancio sono interamente reinvestiti per lo sviluppo e la crescita dell'azienda, così come di norma avviene nei soggetti no profit.

Vita Società Editoriale è a capo del Gruppo VITA, costituito a sua volta da VITAWeb Srl e VITA Consulting Srl. La prima, impegnata nello sviluppo delle attività del Gruppo sul Web, e la seconda dedicata alle attività di consulenza a favore del non profit e del profit.

Altre realtà promosse ma non facenti parte del gruppo sono: VITA Comunicazione società cooperativa sociale e la cooperativa di giornalisti VITA Altra Idea.

Dal 20 ottobre 2010 VITA SpA è quotata su AIM Italia, gestito da Borsa Italiana ed interamente dedicato alle PMI, e costituisce l'unico caso in Borsa di società che per statuto non distribuisce dividendi[3].

Nel 2011 entra nel Gruppo la società Sisifo - ComunicAZIONE StratETICA fondata da Giuseppe Lanzi che ne rimane Amministratore Delegato, ed assume l'incarico di Sustainability Manager e Social Media Manager del Gruppo. Alla Presidenza di Sisifo, con ruolo di garanzia, viene chiamato il Professor Walter Ganapini considerato il padre dell'ambientalismo italiano.

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Carlo Caracciolo con il non profit (Settimanale Vita, 21 aprile 2007)
  2. ^ Bilancio sociale 2009, Vita Società editoriale SpA
  3. ^ Debutto brillante per l'editore Vita (Il Sole 24 Ore, 23 ottobre 2010)
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