Campagna dei Balcani (prima guerra mondiale)

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Campagna dei Balcani
La penisola balcanica
La penisola balcanica
Data 3 agosto 1914 - agosto 1918
Luogo Serbia, Bulgaria, Romania
Causa Assassinio di Francesco Ferdinando
Esito Forti cambiamenti territoriali, dati dai Trattato di Versailles, Trattato di Brest-Litovsk, Trattato di Neuilly, Trattato di Trianon, Trattato di Bucarest
Schieramenti
Comandanti
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La campagna balcanica della prima guerra mondiale fu combattuta tra gli Imperi Centrali (Bulgaria, Austria-Ungheria, Impero Tedesco ed Impero ottomano) e gli Alleati (Regno di Serbia, Francia, Impero Russo, Gran Bretagna, Regno di Montenegro, Regno di Grecia, Regno di Romania e Regno d’Italia) tra l’agosto 1914 e l’agosto 1918. Può essere considerata l’insieme di più campagne.

Campagna di Serbiamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi campagna di Serbia.

A fine luglio 1914 l'Austria-Ungheria invase con scarso successo il regno di Serbia ma nel corso dei mesi successivi la resistenza serba fu vinta grazie anche all'aiuto di truppe tedesche e bulgare[1]. Le ultime operazioni terminarono nel novembre del 1915.

Campagna di Romaniamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi campagna di Romania.

In seguito all'entrata in guerra della Romania a fianco delle potenze dell'Intesa il 18 agosto 1916[2] le forze rumene avanzarono nella Transilvania ungherese[3], venendo però entro breve arrestate dalle truppe austro-ungariche, le quali iniziarono una controffensiva. Contemporaneamente soldati bulgari, tedeschi e turchi penetrano nel territorio rumeno da sud. Le forze rumene, sostenute dall'esercito zarista, furono costrette a evacuare il sud e l'ovest del paese, per riorganizzarsi in Moldavia. In seguito l'esercito rumeno partecipò alla grande offensiva Kerenskij che risoltasi in un insuccesso indebolì ulteriormente il governo rumeno, il quale, mancato il sostegno russo con la rivoluzione d'ottobre, fu costretto ad arrendersi. La Romania firmò con le potenze centrali il trattato di Bucarest il 7 maggio 1918[4], per poi dichiarare nuovamente guerra a queste il 10 novembre, un giorno prima della fine della guerra.

Campagna di Bulgariamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi campagna di Bulgaria.

La promessa tedesca di ristabilire i confini della pace di Santo Stefano convinsero la Bulgaria a dichiarare guerra alla Serbia il 15 ottobre 1915. Regno Unito, Francia e Italia dichiararono in risposta guerra alla Bulgaria. Inizialmente la Bulgaria, con l'appoggio di Germania, Austria-Ungheria e dell'Impero Ottomano, conseguì alcune vittorie contro Serbia e Romania, occupando la maggior parte della Serbia meridionale, avanzando nella Macedonia greca, e strappando la Dobrugia ai romeni. Però nel settembre 1918 serbi, inglesi, francesi, italiani e greci spezzarono il fronte macedone[5]e lo zar Ferdinando fu costretto a chiedere la pace[6].

Fronte macedonemodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi fronte macedone.

Cercando di portare aiuto alla Serbia truppe inglesi, francesi, russe e italiane sbarcarono in Grecia[7], dove stabilirono una linea del fronte che andava dalla costa adriatica albanese fino al fiume Strimone. Il fronte macedone rimase abbastanza stabile, nonostante alcune azioni locali, fino alla grande offensiva dell'Intesa nel settembre del 1918, cui seguì la capitolazione della Bulgaria e la liberazione della Serbia.

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Martin Gilbert, La grande storia della Prima Guerra Mondiale, pag. 256
  2. ^ Martin Gilbert, La grande storia della Prima Guerra Mondiale, pag. 344
  3. ^ Martin Gilbert, La grande storia della Prima Guerra Mondiale, pag. 347
  4. ^ Georg Friedrich Martens - Karl Murhard, Nouveau Recueil Général de Traités, pag. 886
  5. ^ Partecipazione della Bulgaria alle guerre balcaniche e alla prima guerra mondiale (1912 –1918)
  6. ^ Martin Gilbert, La grande storia della Prima Guerra Mondiale, pag. 567
  7. ^ Martin Gilbert, La grande storia della Prima Guerra Mondiale, pag. 253








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