Creta

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Creta
periferia
(EL) Περιφέρεια Κρήτης
Creta – Veduta
Dati amministrativi
Stato Grecia Grecia
Capoluogo Candia
Amministratore locale Stavros Arnaoutakis (PASOK)
Territorio
Coordinate
del capoluogo
35°19′48″N 25°07′48″E / 35.33°N 25.13°E35.33; 25.13 (Creta)Coordinate: 35°19′48″N 25°07′48″E / 35.33°N 25.13°E35.33; 25.13 (Creta)
Superficie 8 336 km²
Abitanti 621 340 (2011)
Densità 74,54 ab./km²
Unità periferiche 4 (Candia, La Canea, Lasithi, Retyhmno)
Comuni 24
Periferie confinanti nessuna (isola)
Altre informazioni
Fuso orario UTC+2
ISO 3166-2 GR-M
Nome abitanti cretesi
Localizzazione

Creta – Localizzazione

Mappa topografica di Creta
Mappa topografica di Creta
Sito istituzionale

Creta (in greco Κρήτη, Kriti) è un'isola e una periferia della Grecia, nel mar Egeo.

È la più grande isola greca e la quinta (8.261 km²) per grandezza tra quelle del Mediterraneo, dopo Sicilia, Sardegna, Cipro e Corsica.

In greco antico era chiamata Krētē ed è nota anche come Candia dal veneziano.

Geografia fisicamodifica | modifica sorgente

Creta è la quinta isola più vasta del mar Mediterraneo e si trova a sud della terraferma greca, raggiungendo in certi punti le latitudini più basse sia della propria nazione: capo Tripiti sull'isola di Gavdos è il punto più meridionale della Grecia e, in base ad alcuni criteri, dell'intera Europa[1].

Il suo nome proviene dalla presenza di una grandissima quantità di creta (o argilla, materiale con cui gli abitanti costruivano utensili e vasi). Ha una forma stretta e lunga e separa il mar Egeo dal mar Libico. Il suo terreno è in massima parte montuoso e le pianure costituiscono una percentuale modesta del suo territorio. Fra queste la più importante è la piana di Messarà, posta nella zona centro-meridionale.

Tra i massicci montuosi i più importanti sono:

  • Il massiccio del monte Ida che culmina a 2.456 metri
  • I Sipanieli (i monti bianchi) che raggiungono un'altitudine di 2.454 metri
  • Dikti Oros la cui cima più elevata raggiunge i 2.146 metri.

Le coste sono in genere molto frastagliate ma esistono profonde differenze tra la costa settentrionale e quella meridionale. La prima è più densamente popolata a causa delle catene costiere che scendono più dolcemente verso il mare. La seconda invece è per lo più ripida e scoscesa ed ha un clima molto più secco ed è stata sempre poco popolata.

Isole minorimodifica | modifica sorgente

Numerose sono le isole e gli isolotti che si trovano a breve distanza da ambedue le coste. Alla costa settentrionale appartiene l'isola di Dia (municipalità di Gouves). Alla costa meridionale appartengono le isole di Gavdos Mikronissi e Chrysi.

Storiamodifica | modifica sorgente

Originimodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Civiltà minoica.

La prima civiltà mediterraneasenza fonte risale all'età del bronzo 3000 a.C., e venne definita "minoica", termine derivato da Minosse e coniato dall'archeologo britannico Arthur Evans, che riportò alla luce la città di Cnosso a Creta.

Figura principesca raffigurata nel Palazzo di Cnosso

La vantaggiosa posizione geografica dell'isola favorì il sorgere di un fiorente impero marittimo che dal Mare Egeo controllava una rete commerciale che raggiungeva l'Egitto, la Siria, le regioni a nord del mar Nero e l'Occidente.

La civiltà cretese presenta una scrittura geroglifica cuneiforme denominata "lineare A", che, a differenza della scrittura "lineare B" micenea, non è stata ancora decifrata; una testimonianza di questa scrittura è la tavoletta di Festo. Il centro economico e politico di Creta erano i palazzi. Possiamo benissimo capire che la popolazione non era disposta alla guerra, poiché le città non erano protette da mura. Gli affreschi ritrovati nei palazzi (come nel caso di Cnosso) ci mostrano scene di cerimonie religiose, processioni, gare tra atleti (la più famosa era quella del salto del toro) dove anche le donne potevano parteciparvi come anche in veste di sacerdotesse e nelle processioni; ed elementi naturalistici. Si pensava che inizialmente si fosse sviluppato un culto della vegetazione. Molti sono infatti i santuari naturali come le grotte, fonti e monti; poiché in origine le cerimonie religiose si svolgevano all'aperto, a contatto con la natura. Solo in seguito alcuni locali vennero dedicati al culto anche all'interno dei palazzi. Sulle loro divinità si sa poco: l'unica figura ritrovata è femminile e sotto forma di tante piccole statuette. In lei gli studiosi riconoscono la grande dea madre che incarna la fertilità; accompagnata spesso da serpenti, leoni e uccelli.

La decadenza dei Cretesimodifica | modifica sorgente

A Thera, oggi Santorini, attorno al 1600 a.C. esplose un vulcano. Seguì una catena di terremoti di cui risentì anche Creta, da quel momento in poi iniziò la sua decadenza, di cui non sono trovate le ragioni. Nel 1400 a.C. circa, Creta non seppe resistere all'invasione dei Micenei, un popolo bellicoso della città di Micene, posta nel Peloponneso: il grande palazzo di Cnosso venne nuovamente distrutto e non fu più ricostruito.

Il declino progredì e si accelerò nell'XI secolo a.C. quando i Dori occuparono interamente l'isola di Creta. Da allora Creta non si distinse più dalle altre città della Grecia; quando altrove fiorivano le poleis, a Creta vigevano ordinamenti arcaici (leggi di Gortina) e Creta fu importante solo come emporio di mercenari. La costituzione di Gortina, a carattere aristocratico come quella spartana di cui quella cretese fu forse il modello, prevedeva un governo collegiale di dieci cosmi, magistrati appartenenti alla nobiltà corrispondenti ai cinque efori spartani i quali governavano la città con l'assistenza della gerusia, un consiglio di anziani scelti fra gli ex cosmi. Col dissolvimento dell'impero macedone di Alessandro Magno (IV secolo a.C.) i Cretesi riuscirono a conservare una certa indipendenza e l'economia si volse alla pratica della pirateria.

Periodo romano e bizantinomodifica | modifica sorgente

L'esercizio della pirateria portò Creta in urto coi Romani. Quinto Cecilio Metello la conquistò nel corso di una campagna contro i pirati dal 69 a.C. al 67 a.C. Nel 34 a.C., a seguito della Donazione di Alessandria, l'isola venne ceduta da Marco Antonio a Cleopatra d'Egitto; fu in seguito conquistata da Ottaviano, dopo la battaglia di Azio contro la flotta egizia. Con la riforma augustea del 27 a.C. venne incorporata nella provincia di Creta e Cirene e con la riforma dioclezianea fu nuovamente separata e fece parte della prefettura al pretorio di Illirico, Italia e Africa. Con la spartizione definitiva dell'impero alla fine IV secolo d.C. Creta entrò a far parte dell'Impero bizantino.

Dominazione arabamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Emirato di Creta.

Subì la dominazione araba dall'826 al 961, anno in cui fu riconquistata dal generale bizantino Niceforo Foca, destinato in seguito a salire sul trono imperiale.

Periodo veneziano: Candiamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ducato di Candia.

In seguito agli eventi della IV crociata fu occupata dai Veneziani che la tennero dal 1204 al 1669 e presero a chiamare l'isola come la sua capitale, Candia.
Eretta a ducato su modello della madrepatria nel 1212, venne divisa in feudi raccolti in sei regioni, ciascuna assegnata a coloni di uno dei sestieri di Venezia. Il governo autonomo dell'isola venne inoltre organizzato su modello di quello veneziano, attraverso un sistema di assemblee.

Oggetto di numerose e sanguinose rivolte, sia da parte della locale popolazione greca sia dei nobili veneziani ivi residenti (1274, 1277, 1283-1299, 1332-1333, 1341-1348), l'ultima ribellione, quella del 1363-1366, portò ad una feroce repressione da parte di Venezia, la quale privò Creta della sua autonomia e dei suoi privilegi e la pose sotto il diretto governo della Repubblica, inviandovi stabilmente dei governatori, i provveditori.

Fiorente centro di commerci, divenne il principale possedimento coloniale della Serenissima e suo ultimo baluardo nella secolare lotta contro i turchi.

Periodo ottomano: Giritmodifica | modifica sorgente

Mappa antica di Creta.

Gli Ottomani sbarcarono sull'isola nel 1645 conquistando La Canea e cinsero d'assedio Candia (l'odierna Iraklio, capitale dell'isola) che capitolò il 27 settembre 1669, dopo la strenua difesa di Francesco Morosini, durata ben 23 anni, durante i quali la città si ridusse ad un cumulo di macerie (tra i veneziani i morti furono circa 30 000, tra i turchi 80 000) coinvolgendo nobiltà e volontari da tutta l'Europa. Nel 1715 capitolava anche la fortezza di Spinalonga, ultimo baluardo della presenza della Serenissima sull'isola.

Dal 1832 al 1840 Creta fu sotto la dominazione egiziana. Nel 1867 una insurrezione fu domata solo parzialmente dall'intervento severo e crudele di Omar Pascià. In questo ambito è rimasto famoso l'episodio della battaglia dell'Arkadi, un monastero a sud di Retimno nel quale si erano asserragliati numerosi capi della rivolta. Il 9 novembre 1866 esso fu espugnato, a caro prezzo, dalle truppe turche e tutti i capi della insurrezione restarono uccisi. Nel 1897, a sostegno di una nuova insurrezione, prontamente soffocata dal sultano, scoppiò la guerra greco-turca, a cui seguì l'intervento internazionale in seguito al quale Creta ottenne uno statuto autonomo, nell'ambito dell'impero ottomano; fu nominato alto commissario il principe Giorgio di Grecia. Nel 1913, dopo la fine delle guerre balcaniche, Creta fu assegnata alla Grecia con il trattato di Londra, stipulato col concordato del conte di Quiesa Reginaldo IV.

La seconda guerra mondialemodifica | modifica sorgente

Truppe inglesi si arrendono ai paracadutisti tedeschi

Il 20 maggio del 1941 le truppe tedesche occupavano Creta con un fulmineo sbarco aereo navale "Operazione Mercurio" costringendo le truppe britanniche ad una precipitosa ritirata. Questo capitolo della seconda guerra mondiale è passato alla storia come battaglia di Creta. L'intervento costituiva il completamento dell'occupazione della penisola balcanica e della Grecia realizzato dalle truppe tedesche che avevano invaso la Grecia per via della presenza di truppe inglesi. L'operazione fu affidata soprattutto ai soldati delle truppe paracadutiste guidate dal generale Kurt Student. Nonostante le alte perdite subite, essi riuscirono ad avere ragione delle truppe del Commonwealth - inglesi, australiani e neozelandesi - anche se queste avevano nel frattempo ricevuto rinforzi dall'Egitto, mentre a est sbarcava un corpo di spedizione italiano proveniente dal Dodecaneso. Il 1º giugno 1941 l'isola era completamente in mano all'Asse. Rimase presidiata da Tedeschi e Italiani fino all'8 settembre 1943. In seguito all'armistizio dell'Italia e alla cattura della guarnigione da parte germanica, l'isola rimase presidiata dai Tedeschi sino al maggio del 1945.

Monumenti e luoghi d'interessemodifica | modifica sorgente

Gole di Samaria, nel sud-ovest dell'isola.
Spiaggia di Preveli.

Culturamodifica | modifica sorgente

Musicamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lira cretese.
Alcuni modelli della lira cretese, lo strumento più diffuso dell'isola

Politicamodifica | modifica sorgente

Suddivisione amministrativamodifica | modifica sorgente

Unità periferichemodifica | modifica sorgente

Unità periferica Comuni n° Popolazione Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Candia 8 304.270 2.641 115,21
La Canea 7 150.387 2.376 63,29
Lassithi 4 76.319 1.823 41,86
Retimo 5 81.936 1.496 54,77
Creta 24 612.912 8.336 73,53

Comunimodifica | modifica sorgente

A seguito della riforma in vigore dal 1º gennaio 2011 Creta è divisa nei seguenti comuni:

Archanes,Creta.

Prefetturemodifica | modifica sorgente

Nel vecchio sistema di suddivisione amministrativa, Creta era divisa in 4 prefetture che corrispondono alle attuali unità periferiche.

Economiamodifica | modifica sorgente

La Grecia ha una tradizione agricola, ma dagli anni sessanta ha compiuto un notevole sforzo di industrializzazione che le ha permesso di essere ammessa alla Comunità economica europea. Nel settore industriale ha avuto infatti un forte sviluppo in particolare nel settore tessile (soprattutto cotone, ma anche fibre sintetiche) nel settore alimentare (industrie vinicole, zuccherifici, oleifici, birrifici) e nella manifattura del tabacco.

Il prodotto principale è il frumento, ma vengono coltivati anche l'orzo, il mais, il riso e l'avena. L'olio d'oliva è una produzione importante per la Grecia (è il terzo produttore al mondo), inoltre produce uva (da cui si ricavano vini, rinomati anche all'estero) e gli agrumi, destinati in buona parte all'esportazione.

Infine, di grande importanza ed in continua crescita, è il contributo del turismo con il sorgere di numerosi alberghi e villaggi turistici con animazione.

Infrastrutture e trasportimodifica | modifica sorgente

Aeroportimodifica | modifica sorgente

Sull'isola vi sono sei aeroporti di cui tre con traffico commerciale[2]:

Aeroporto ICAO IATA Tipologia Lungh. Pista
in m.
Passeggeri
2010
Aeroporto di Candia LGIR HER civile 2.680 4.907.337
Aeroporto di La Canea-Suda LGSA CHQ civile/militare 3.347 1.654.864
Aeroporto di Sitia LGST JSH civile 2.074 38.859
Aeroporto di Kasteli LGTL -- militare 2.991 n.d.
Aeroporto di Timbaki LG54 -- militare 2.713 n.d.
Aeroporto di Maléme LG03 -- civile 1.050 n.d.

Sportmodifica | modifica sorgente

Calciomodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Omilos Filathlon Irakleiou e Athlitikos Omilos Platania.

Persone legate a Cretamodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Se si considerassero i Paesi dell'Unione Europea, ad esempio, il punto più meridionale sarebbe Akrotiri, sull'isola di Cipro; se si considerasse l'Europa continentale, escluse le isole, il punto meridionale estremo sarebbe Punta de Tarifa, in Spagna.
  2. ^ Dagli aeroporti di Heraklion, Chania e Sitia.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente








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