Duilio Citrini

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Duilio Citrini (Milano, 26 aprile 19136 gennaio 2006) è stato un ingegnere italiano, che ha segnato tracce profonde e ancor oggi ampiamente riconosciute nel panorama dell’Idraulica italiana ed internazionale.

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Nato a Milano, da famiglia originaria della Val d'Intelvi, il 26 aprile 1913, appartenente a una di quelle generazioni di giovani che furono duramente colpite e falcidiate dalla tragedia della seconda guerra mondiale. Laureatosi in Ingegneria Civile al Politecnico di Milano nel 1936, si era avviato così decisamente all’attività scientifica, che già nell’anno successivo era stato nominato Assistente incaricato e, nel 1939, Assistente ordinario nell’Istituto di Idraulica dello stesso Politecnico, entrando a pieno titolo nel ristretto numero dei collaboratori del professor Giulio De Marchi.

Nel 1942 aveva già dato alle stampe ben sette pubblicazioni, di cui almeno cinque contenevano sviluppi e risultati originali, ben al di là dei lavori di semplice compilazione che spesso costituivano la prima produzione dei giovani ricercatori. Grazie alla qualità di quella sua prima produzione scientifica ed alle spiccate doti didattiche immediatamente dimostrate, Citrini conseguiva, già nel 1943, la libera docenza in Idraulica.

I diagrammi per il dimensionamento dei modellatori, che rendono di immediata risoluzione il problema progettuale e che hanno costituito, come tutt’ora costituiscono, uno strumento prezioso per i progettisti di impianti irrigui, vennero elaborati da Citrini nel 1941 nella monografia "Modellatori a risalto – Guida al progetto", che rappresentò un vero e proprio best seller.

Dopo la guerra ed il ritorno dalla prigionia nel 1949, riuscito secondo nella terna dei vincitori del concorso alla cattedra di Idraulica del Politecnico di Torino, veniva chiamato a coprire la stessa cattedra nella Facoltà di Ingegneria da poco istituita presso l’Università di Cagliari.

Nel 1958 venne, chiamato al Politecnico di Milano a professare l’insegnamento dell’Idraulica al fianco del suo maestro Giulio De Marchi. Nel capoluogo lombardo egli svolse un’intensa attività didattica, di ricerca e di partecipazione fattiva alla vita dell’Ateneo, fino al suo collocamento fuori ruolo nel 1983, al pensionamento nel 1988 e alla nomina a Professore Emerito nel 1989. Preside della Facoltà d’Ingegneria dal 1965 al 1971, visse in prima persona i tempestosi avvenimenti del ’68, dimostrando singolari doti di equilibrio e di comprensione delle istanze dei giovani.

Un posto di primo piano è occupato, nella produzione di Duilio Citrini, dal testo "Idraulica", scritto in stretta collaborazione con Giorgio Noseda, uscito nella definitiva versione a stampa nel 1975 e ristampato innumerevoli volte. La completezza degli argomenti trattati, la grande chiarezza di esposizione, il sapiente equilibrio fra trattazione matematica e spiegazione fisica dei fenomeni ne fanno ancor oggi un ausilio prezioso per la preparazione degli allievi ingegneri.

Seguendo l’esempio di altri grandi idraulici del Politecnico, in primo luogo Fantoli e De Marchi, Citrini seppe anche affiancare all’attività scientifica e didattica la partecipazione a pubbliche attività amministrative di alto livello e responsabilità in sede nazionale e regionale: fu, tra l’altro, Membro del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici dal 1966 al 1971 e Membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione dal 1970 al 1981 e partecipò attivamente all’attività di pianificazione e gestione delle risorse idriche di Lombardia, sia sul piano scientifico, con i già citati studi sulla regolazione dei grandi laghi prealpini, sia sul piano amministrativo, reggendo contemporaneamente la Presidenza del Consorzio dell’Adda e quella del Consorzio dell’Oglio, dal 1972 al 1980.

I suoi meriti scientifici gli valsero l’elezione a Membro dell’Istituto Lombardo dell’Accademia di Scienze e lettere, nel 1965, ed a Membro dell’Accademia di Bologna, nel 1967.









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