Hockey su prato

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Hockey su prato
Field hockey.jpg
Una partita di hockey su prato
Federazione FIH
Inventato Tra il 1863 ed il 1875
Componenti di una squadra 11
Genere Maschile e femminile
Indoor/outdoor Outdoor
Campo di gioco Campo rettangolare
Olimpico Si
Detentore titolo mondiale Australia Australia (2010)

L'hockey su prato è uno sport di squadra in cui due formazioni di 11 giocatori muniti di bastoni ricurvi si fronteggiano con l'obiettivo di mandare una palla di piccole dimensioni nella porta avversaria, difesa da un portiere.

Regolemodifica | modifica sorgente

Il campo di giocomodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campo da hockey su prato.
Dimensioni campo di hockey

È una disciplina sportiva che ha molte somiglianze con il calcio, nonostante si usi un attrezzo per colpire la palla. Il terreno di gioco è rettangolare, preferibilmente in materiale sintetico (ma può essere di erba o altro materiale), e ha dimensioni di 91,40 m × 55,00 m (100 × 60 yard). Al centro dei due lati più corti vi sono 2 porte che misurano 3.66 m x 2.14 m (12 feet x 7 feet), davanti alle quali vi sono 2 aree (zone di tiro) quasi semi-circolari di 14.63 m (16 yards).

Il giocomodifica | modifica sorgente

Gli 11 giocatori possono essere sostituiti con panchina di 5 elementi — le sostituzioni sono continue e senza limitazioni. La partita, diretta da due arbitri, è composta da due tempi di 35 minuti con un intervallo di 10 minuti.

Le regole principali prevedono che sia vietato giocare la palla con la parte tonda del bastone, giocare la palla verso un avversario in maniera pericolosa (per esempio alzandola - ad eccezione di quando si tira in porta), giocare con il bastone sopra l'altezza delle spalle, oppure frapporsi volontariamente tra la pallina che si sta giocando e l'avversario in modo da impedirgli di intervenire. È però possibile alzare la pallina: o non superando il ginocchio dell'avversario o effettuando dei passaggi scavalcando l'avversario con la pallina (i cross nel calcio) se la distanza tra quest'ultimo ed il tiratore lo consente. Per effettuare questo tipo di tiro chiamato flick bisogna che tra il tiratore e l'avversario ci siano 5 metri. Inoltre per poter ricevere questo tipo di tiro bisogna mantenere sempre 5 metri di distanza dall'avversario. Dalla stagione 2008/2009 si sono inserite due nuove regole:

  • le rimesse laterali ed i falli di gioco non prevedono più il passaggio obbligatorio, ma consentono al battitore di iniziare direttamente una nuova azione;
  • dalla distanza di 22 yards da fondo campo avversario, non è più possibile eseguire un passaggio direttamente verso l'area.

Inoltre è vietato toccare la palla con qualsiasi parte del corpo — escluso il portiere all'interno della propria area di tiro.

Una rete può essere segnata solo se la palla viene giocata da un giocatore all'interno dell'area di tiro.

Interessante notare che nell'hockey su prato non esiste la posizione di fuori gioco, in modo da favorire tattiche improntate alla velocità e ai ribaltamenti continui di fronte d'attacco.

Il buon giocatore deve possedere tre qualità tecnico-tattico-fisiche basilari: destrezza, agilità e capacità di valutazione tattica del gioco.

Ma una caratteristica di questo sport è da ricercare in ambito culturale. L'hockey è, infatti, un sport che si considera da veri gentiluomini, dove le doti morali e comportamentali sono messe al primo posto.

Storiamodifica | modifica sorgente

L'hockey su prato è un gioco che ha origini molto antiche, si pensa che i primi a praticarlo furono i persiani;altri pensano che derivi dalla disciplina giapponese chiamata Dakyu; in seguito si diffuse in tutto il mondo, anche se tuttora è poco noto in Italia tranne in Sardegna e in Piemonte dove ha una buona diffusione.

Tracce di giochi con bastone e palla sono attestate presso ogni civiltà. Dovunque (anche in Grecia) sono state rinvenute sculture, dipinti, manufatti decorati con scene raffiguranti giochi simili all'hockey. Ma è soprattutto in Europa, Isole Britanniche e Francia in primis, che l'hockey su prato ha trovato terreno fertile. E nell'Europa medioevale l'hockey era assai popolare.

Tra il 1863 ed il 1875, in Inghilterra, l'hockey moderno, insieme al football e al rugby, prende forma definitiva, con la nascita della relativa federazione. Nel 1861 nacque il primo club di hockey e in pochissimo tempo, con l'ingresso di tante altre formazioni, viene tracciato il primo regolamento ufficiale di gioco.

Sotto la spinta dell'imperialismo britannico, l'hockey su prato si diffuse in tutto il mondo e in special modo proprio nelle colonie. Infatti, è fra gli sport attualmente più popolari in India, Pakistan, Australia, Nuova Zelanda e Argentina, nazioni che da sempre fanno parte, assieme alle europee Germania, Olanda, Inghilterra, del vertice dell'hockey mondiale.

In Italiamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato italiano di hockey su prato e Campionato italiano di hockey su prato femminile.

L'anno di nascita dell'hockey su prato italiano è da ricondurre al 1935: sotto la spinta delle imminenti Olimpiadi di Berlino, le autorità sportive dell'epoca decisero che era giunto il momento di introdurre definitivamente questo sport in Italia. Posero la nascente disciplina fra gli sport da praticare (Federazione Pattinaggio). Entrata a far parte della Federazione Italiana Pattinaggio a Rotelle nel 1936, questa disciplina raggiunse nell'ambito della Federpattinaggio la sua "autonomia tecnico-organizzativa" nell'Assemblea di Spoleto del febbraio 1957 con la costituzione di una apposita Commissione Nazionale per l'Hockey su Prato (che rimase in vita fino al 1960). La Commissione era presieduta da Giovanni Battista Brinchi Giusti. Negli anni cinquanta, l'arrivo di tecnici stranieri, su iniziativa di Mario Zovato, favorirono una crescita del livello tecnico che portò la squadra nazionale a partecipare ai Giochi Olimpici del 1952 e del 1960. L'organismo assunse quindi dal 1967 al 1970 - sempre all'interno della Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio - la denominazione di Commissione per l'Hockey su Prato e dal 29 gennaio 1970 al 1973 quello di Commissione Italiana Hockey su Prato. Riconosciuta dal CONI quale "aderente" il 29 settembre 1973 come Federazione Italiana Hockey su Prato (FIHSP), divenne effettiva il 18 gennaio 1978. Dal 18 novembre 1984 ha preso la denominazione Federazione Italiana Hockey (FIHhttp://federhockey.it/). La squadra italiana che finora si è maggiormente distinta e che vanta il più ricco palmarès è la S. G. Amsicora di Cagliari.

In Inghilterramodifica | modifica sorgente

È il paese dove l'hockey su prato ha visto gli albori, che ha introdotto delle regole, la connotazione di sport "da gentiluomini" e che poi lo ha esportato in tutto il mondo.

Già dal 1895 le hockeiste, in Inghilterra, dopo aver "scandalosamente" stabilito di adottare le medesime regole di gioco (ma col gonnellino) della già costituita Hockey Association (maschile), chiesero con forza di entrare a farne parte, ricevendo un netto rifiuto. Nacque la separatissima federazione femminile inglese (ancora oggi vige la norma che nessun uomo possa avere cariche direttive nelle società e nella federazione femminile inglese) e successivamente la federazione internazionale esclusivamente femminile (IFWHA), la quale solo nel 1982 accettò di fondersi con la Federazione Internazionale di Hockey.

Competizioni di hockey su pratomodifica | modifica sorgente

Giochi olimpicimodifica | modifica sorgente

Hockey Champions Trophymodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Hockey Champions Trophy.

È la massima manifestazione mondiale di Hockey su Prato assieme alle olimpiadi. È attiva dal 1978 per i maschi, mentre il torneo femminile nacque nel 1987.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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