L'Aquila

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L'Aquila
comune
L'Aquila – Stemma L'Aquila – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
L'Aquila – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Sindaco Massimo Cialente (PD) dal 28/05/2007
Territorio
Coordinate 42°21′14.43″N 13°23′31.17″E / 42.354008°N 13.391992°E42.354008; 13.391992 (L'Aquila)Coordinate: 42°21′14.43″N 13°23′31.17″E / 42.354008°N 13.391992°E42.354008; 13.391992 (L'Aquila)
Altitudine 714 m s.l.m.
Superficie 466,87 km²
Abitanti 70 609[1] (31 gennaio 2013)
Densità 151,24 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Antrodoco (RI, Lazio), Barete, Barisciano, Borgorose (RI), Cagnano Amiterno, Campotosto, Capitignano, Crognaleto (TE), Fano Adriano (TE), Fossa, Isola del Gran Sasso d'Italia (TE), Lucoli, Magliano de' Marsi, Ocre, Pietracamela (TE), Pizzoli, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito, Tornimparte
Altre informazioni
Cod. postale 67100
Prefisso 0862
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066049
Cod. catastale A345
Targa AQ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 514 GG[2]
Nome abitanti Aquilani
Patrono san Massimo, sant'Equizio, san Pietro Celestino, san Bernardino da Siena
Giorno festivo 10 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
L'Aquila
Posizione del comune dell'Aquila nella sua provincia
Posizione del comune dell'Aquila nella sua provincia
Sito istituzionale
(italiano medievale)
« Gridaro tucti insieme la città facciamo bella
che nulla nello regame possa confrontarsi ad ella »
(IT)
« Gridarono tutti insieme: Facciamo una città così bella
che nessun'altra nel regno le si possa paragonare »
(Buccio di Ranallo, Cronache dalla fondazione dell'Aquila)

L'Aquila (IPA: [ˈlaːkwila][3], pronuncia?·info, precedentemente Aquila fino al 1863 e Aquila degli Abruzzi fino al 1939) è un comune italiano di 70.609 abitanti[1], capoluogo dell'omonima Provincia e della Regione Abruzzo.

Situata sul declivio di un colle, alla sinistra del fiume Aterno in posizione predominante rispetto al massiccio del Gran Sasso d'Italia, conta una presenza giornaliera sul territorio di oltre 100.000 persone per studio, attività terziarie, lavoro e turismo[4]. La città è sede di Università e di enti ed associazioni che la rendono vivace sotto il profilo culturale.

L'Aquila è posta nell'entroterra abruzzese e possiede una superficie comunale di 467 km² che, su scala nazionale, la pone al nono posto per ampiezza[5]. Proprio a causa dell'estensione del territorio sparso su una zona montuosa interna, L'Aquila dispone di una rete infrastrutturale e di servizi ardua e di amministrazione molto complessa: conta infatti più di dieci cimiteri, diversi depuratori, decine di complessi scolastici, quasi 3.000 km di strade e molte migliaia di chilometri di reti impiantistiche. È divisa in 59 tra quartieri e frazioni (vedi elenco). Parte del territorio comunale è compresa nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ed alcuni punti superano abbondantemente i 2.000 metri di quota.

Indice

Geografia fisicamodifica | modifica sorgente

Vista del Gran Sasso dal centro cittadino con, in primo piano, la Fontana luminosa.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia dell'Aquila.

L'Aquila è situata nell'omonima conca sulle sponde del fiume Aterno, ad un'altitudine di 721 metri sul livello del mare che la rende terza tra i capoluoghi di provincia italiani più alti, dopo Enna e Potenza[6].

Il centro storico sorge su di un altipiano in posizione pressoché baricentrica rispetto alla conca; numerose sono le frazioni situate sul declivio o sulla sommità dei colli circostanti, tra cui è bene ricordare Aragno, Roio, Pianola, Bagno, San Giacomo e Collebrincioni. Nel dopoguerra, l'espansione urbanistica si è concentrata nella periferia occidentale della città, a carattere pianeggiante, e ad oggi, il tessuto urbano si estende in maniera disomogenea lungo la direttrice est-ovest, parallelamente al corso del fiume.

Il territorio comunale, suddiviso in 12 circoscrizioni, è uno dei più estesi d'Italia. Nei suoi 467 km² abbraccia numerosi paesi o frazioni e alcuni grandi centri che in passato hanno avuto identità municipale, come Paganica. Il territorio del comune presenta anche un'exclave, in territorio montano, al confine con il parco regionale naturale del Sirente - Velino e la riserva naturale Montagne della Duchessa.

Confina dal versante reatino con i comuni di Antrodoco e Borgorose, dal versante teramano con Crognaleto, Fano Adriano, Isola del Gran Sasso d'Italia e Pietracamela e dal versante propriamente aquilano con Barete, Barisciano, Cagnano Amiterno, Campotosto, Capitignano, Fossa, Lucoli, Magliano de' Marsi, Ocre, Pizzoli, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito e Tornimparte.

Climamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica dell'Aquila.

In base alle medie climatiche ufficiali 1951-2000 pubblicate dall'ARSSA Abruzzo, relative alla stazione meteorologica urbana situata nel centro storico cittadino, la media annua delle temperature minime si attesta a +6,5 °C, la media annua delle massime a +17,3 °C, mentre la temperatura media annua è pari +11,9 °C. La massima assoluta, di +40 °C, è stata rilevata il 27 agosto 1960, mentre l'estremo negativo è di -17,8 °C, registrato il 17 febbraio 1956; inoltre è stato rilevato un -22,3 °C il 16 febbraio 1929[7][8]. Il valore termico più basso registrato nel territorio comunale spetta però alla stazione meteorologica dell'Aeronautica Militare Italiana[9] situata presso l'Aeroporto di L'Aquila-Preturo, che il giorno 11 gennaio 1985 arrivò a toccare i -23,4 °C[10]. Le precipitazioni sono di 713 mm annui con 92 giorni piovosi, mentre sono 68 i giorni di gelo durante l'anno[11].

La piana di Campo Imperatore in inverno

Floramodifica | modifica sorgente

Molto sviluppati sono i boschetti di pioppi, di carpini e di cerri. Sono presenti, nell'areale, il nocciolo, il castagno (che forma umbratili boschi), l'acero (spesso presente con esemplari mastodontici). Solo grazie a rimboschimenti sono presenti il pino nero, l'abete rosso, e il larice. Tra gli arbusti possono essere menzionati il ginepro, il mirtillo (commestibile), la belladonna (di aspetto simile al mirtillo, ma velenoso o addirittura mortale), l'agrifoglio.

Le fioriture sono caratterizzate da gigli (specie protetta da una Legge Regionale dell'Abruzzo), campanule, sassifraghe, primule, genziane, garofanini e numerose orchidee. Menzione a parte merita la stella alpina appenninica, una pianta rarissima sulle montagne dell'Appennino.

Faunamodifica | modifica sorgente

Data l'ampia estensione del comune, vi è un'ampia varietà di fauna, comprendente molte delle specie riscontrate nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. L'area dell'aquilano è abitata anche da volpi, cinghiali e gatti selvatici, ma è possibile imbattersi anche in esemplari di caprioli e lupi appenninici. Per quanto riguarda gli uccelli sono presenti, tra gli altri, il falco pellegrino, il gheppio ed il lodolaio.

Storiamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'Aquila.

Le originimodifica | modifica sorgente

Il territorio dove sorge L'Aquila fu abitato fin nei tempi più antichi. Prima della conquista da parte di Roma, tutta la valle dell'Aterno fu luogo di insediamento per i Sabini e per i Vestini, i cui territori confinavano proprio nel punto dove in futuro sarebbe sorta la città.

Dopo la conquista dei Romani, avvenuta nel III secolo a.C., nella località che corrisponde all'odierna San Vittorino, pochi chilometri ad ovest dell'Aquila, venne fondata la città di Amiternum, di cui, ancora oggi, possiamo ammirare i resti: un teatro e un anfiteatro che testimoniano l'importanza assunta nel tempo dalla città. Qui nacque uno dei maggiori storici romani, Sallustio, di cui oggi è presente una statua in Piazza Palazzo; fu sede di diocesi insieme alle vicine città di Forcona e Pitinum. In seguito, sopravvissuta alla caduta dell'Impero Romano d'occidente, Amiternum visse un periodo di grande decadenza, fino a scomparire completamente nel X secolo.

Nel frattempo, il territorio aquilano era stato inglobato nel longobardo Ducato di Spoleto e venne per la prima volta scisso dall'Abruzzo meridionale che era, invece, sotto il controllo del Ducato di Benevento, con numerose ripercussioni sull'economia della zona. Una delle attività economiche principali delle terre che costituiranno la futura città era, infatti, l'allevamento ovino, che comportava la transumanza, cioè l'annuale spostamento delle greggi, che venivano portate a svernare nel Tavoliere delle Puglie. Con la divisione dell'Abruzzo la transumanza diventò una pratica certamente meno agevole, provocando la decadenza economica del territorio.

La rinascita economica del territorio avverrà solo dopo l'anno mille con l'arrivo dei Normanni. Si assiste ad una ritrovata stabilità, grazie anche alla riunificazione di tutto l'Abruzzo (conquistato da re Ruggero II tra il 1139 e il 1153). Durante il periodo normanno si assiste al fenomeno dell'incastellamento, di cui sono esempio e testimonianza, ancora oggi visibili, il castello di San Pio delle Camere e il castello di Ocre; quest'ultimo occupava una posizione strategica nella vallata dell'Aterno ed era proprietà dei conti dei Marsi. Un altro importante fattore di sviluppo economico fu la diffusione delle abbazie cistercensi, tra cui quella di Santo Spirito d'Ocre[12].

La fondazione della cittàmodifica | modifica sorgente

Nel 1229 gli abitanti di questi castelli decidono di ribellarsi al giogo vassallatico dei baronati normanno clericali[13]. Dopo essersi rivolti a papa Gregorio IX, ottennero il permesso di fondare la città ma l'iniziativa non si concretizzò[13]. Gli aquilani ottengono nuovamente il permesso della costruzione di una nuova grande città, in funzione anti-feudale[13], di cui è rimasta testimonianza nel cosiddetto Diploma di Federico II[13]: nel documento conservato, in duplice copia negli archivi cittadini, si esortano i castelli degli antichi contadi di Amiternum e Forcona a unirsi per formare un unico centro[14].

Le vicende della fondazione dell'Aquila sono raccontate da Buccio di Ranallo da Poppleto (autore di una Cronica rimata che narra la storia della città dal 1254 fino al 1362, l'anno precedente la sua stessa morte). Ricchissime testimonianze sulla storia dell'Aquila e del territorio abruzzese sono riportate nei manoscritti dello storico settecentesco Anton Ludovico Antinori. Controverse sono le notizie riguardanti il numero dei castelli che contribuirono alla fondazione della città: la tradizione vuole che siano stati novantanove, ma è più probabile che il numero effettivo si aggirasse intorno alla sessantina. A ricordo della fondazione, la campana della Torre Civica (la Reatinella) batte ancora oggi 99 rintocchi ed il primo grande monumento della città, la fontana delle 99 cannelle, sembra contribuire all'alimentazione di questa leggenda.

La città venne chiamata Aquila dal toponimo del luogo in cui fu fondata (Accula) e perché il nome richiamava l'insegna degli Hohenstaufen (un'aquila, appunto). Successivamente divenne Aquila degli Abruzzi e infine, nel 1939, per decreto del Ministero dell'Interno, prese il nome odierno di L'Aquila.

La distruzione ad opera di Manfredi e la ricostruzionemodifica | modifica sorgente

L'Aquila è una città unica nel Medioevo italiano, essendo nata secondo un disegno armonico senza precedenti nella storia dell'architettura urbana (un caso simile, nel 1703, fu la nascita di San Pietroburgo). Costituita dall'unione di molti villaggi, è suddivisa in piccoli quartieri (generalmente una piazza, una chiesa e una fontana), ognuno dei quali rimanda al villaggio-madre.

La Porta Santa

Gestita da un podestà e da un libero consiglio, ebbe organizzazione autonoma e propri statuti[15]. Contribuirono all'ascesa dell'Aquila la posizione strategica e la crescente importanza in ambito religioso, suggellata dal trasferimento della sede vescovile da Forcona all'Aquila nel 1257 ad opera di papa Alessandro IV.

Nel 1259, colpevole di essere rimasta fedele alla Chiesa nella contesa tra papato ed impero, fu punita e rasa al suolo da Manfredi. Venne ricostruita nel 1265 per mano di Carlo I d'Angiò, chiamato in soccorso della Chiesa, minacciata dagli Svevi e dalle incursioni dei saraceni, dal Papa francese Jacques Pantaleon de Troyes, eletto al soglio pontificio, a Viterbo, con il nome di Urbano IV. La città dell'Aquila riconoscente, si sottomise spontaneamente al nuovo conquistatore, riacquistando prestigio e preminenza.

Celestino V e il giubileo aquilanomodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Perdonanza.

Nel 1288 l'eremita Pietro da Morrone, decise di edificare all'Aquila la basilica di Santa Maria di Collemaggio, capolavoro dell'arte romanica e monumento simbolo della città. Proprio nella basilica da lui fortemente voluta, l'eremita venne incoronato papa con il nome di Celestino V il 29 agosto 1294.

Nell'agosto del 1294, Celestino V emanò una Bolla con la quale concedeva un'indulgenza plenaria e universale a tutta l'umanità. Bolla ancora oggi valida, che anticipò di sei anni l'introduzione dell'anno santo, avvenuta per volere di papa Bonifacio VIII nel 1300 e può essere quindi considerato il primo giubileo della storia.

La Bolla del perdono di San Pietro Celestino, oggi nota come la Bolla della Perdonanza, poneva come condizioni per l'ottenimento del perdono: l'ingresso nella basilica nell'arco di tempo compreso tra le sere del 28 e del 29 agosto di ogni anno e l'essere "veramente pentiti e confessati". La porta di Celestino V, situata sul lato settentrionale della basilica è dunque a tutti gli effetti una Porta Santa[16].

Veduta aerea del centro dell'Aquila

Il Medioevomodifica | modifica sorgente

Il primo consiglio cittadino fu composto dai sindaci dei vari villaggi e la città non ebbe una propria esistenza giuridica riconosciuta fino al regno di Carlo II di Napoli, che nominò un Camerlengo come responsabile dei tributi. Da quel momento, le tasse furono pagate da tutta la città in quanto tale, mentre, in precedenza, erano pagati dai singoli villaggi.

In questo periodo L'Aquila fu teatro di una serie di violente lotte tra alcune delle famiglie che si contendevano il potere, tra cui è opportuno citare i Pretatti e i Camponeschi. La contesa durò circa un decennio con la vittoria di questi ultimi.

Successivamente, il Camerlengo acquisì anche il potere politico, divenendo presidente del consiglio cittadino (che ebbe vari nomi e composizione nel corso dei secoli). La città, autonoma, anche se compresa nel regno di Sicilia, poi regno di Napoli, (salvo un breve periodo in cui fece parte dello Stato Pontificio), fu governata da una diarchia composta dal consiglio e dal capitano regio, cui si aggiunse, nel XIV secolo proprio il conte Pietro Camponeschi che, da privato cittadino, divenne il terzo membro di una nuova triarchia.

I terremoti del 1300 e l'assedio di Fortebracciomodifica | modifica sorgente

La città dell'Aquila sorge su uno dei territori a alta sismicità della penisola italiana e, fin dalla sua fondazione, è stata funestata molte volte da eventi tellurici. Il primo terremoto di cui si abbia notizia risale al 13 dicembre 1315.

Un forte terremoto si verificò il 9 settembre 1349: si stima che abbia avuto un'intensità pari a magnitudo 6,5 della Scala Richter e che abbia prodotto danni valutabili nel X grado della Scala Mercalli. Furono sbrecciati e atterrati ampi tratti delle mura cittadine e crollarono moltissime case e chiese. Le vittime furono ottocento[17] e, poiché all'epoca gli abitanti dell'Aquila erano meno di diecimila, si trattò di quasi il 10% della popolazione. La gran polvere che si alzò gravò sulla città per molto tempo, impedendo il salvataggio repentino di coloro che erano stati travolti dalle macerie[18]. La difficile e laboriosa ricostruzione scoraggiò una parte della popolazione, che preferì tornare ai villaggi e castelli dai quali erano venuti i loro avi. Di fronte all'esodo massiccio della popolazione e alla conseguente prospettiva di veder prematuramente cancellata L'Aquila dalle città del Regno, Camponeschi fece presidiare le mura cittadine e ne fece chiudere con tavoloni di legno le brecce[17].

Contemporaneamente, le vicende politiche stavano trascinando Aquila verso una sanguinosa guerra. La città, rimasta fedele alla casa angioina, appoggiò il casato francese e venne, quindi, individuata come obiettivo sensibile durante la guerra tra i D'Angiò e gli aragonesi. Questi ultimi assoldarono Braccio Fortebraccio da Montone, promettendogli la signoria di Aquila nel caso in cui fosse riuscito a prenderla. Dopo un anno di assedio (1423-1424) Aquila, anche se stremata ed esausta, ne uscì vincente: si affrancò così dal potere regio e rafforzò il suo ordinamento sociale che venne liberato dai vincoli feudali, preparandosi così ad un periodo di rinascita.

La rinascenza aquilanamodifica | modifica sorgente

Il Quattrocento corrisponde all'età d'oro della città dell'Aquila. Dopo la ricostruzione, prosperò per i suoi commerci, specialmente della lana, estendendo le proprie relazioni fino a Firenze, Genova e Venezia e, ancora oltre, in Francia, Olanda e Germania, diventando in breve tempo la città più importante del Regno dopo Napoli.

Nel 1428 ricevette da Ferdinando d'Aragona il privilegio della Zecca, mentre è del 1458 l'istituzione della Università destinata a conseguire grande rinomanza. Nel 1482 Adamo da Rottweil, allievo di Johann Gutenberg, vi impiantò una tipografia, assicurando larga diffusione di opere preziose[19].

In questo tempo la città fu famosa anche per la prolungata dimora di tre grandi santi francescani: San Bernardino da Siena, San Giovanni da Capestrano e San Giacomo della Marca. Alla morte di San Bernardino, avvenuta il 20 maggio 1444 proprio qui, la cittadinanza chiese e ottenne da papa Eugenio IV il permesso di custodirne le spoglie. Venne così edificata la monumentale basilica di San Bernardino. Le guerre con Rieti, le lotte intestine tra famiglie e i continui terremoti determinarono, sul finire del secolo, l'inizio di una nuova decadenza.

Il Portale d'Ingresso con lo stemma di Carlo V

Decadenza e dominazione spagnolamodifica | modifica sorgente

Il 26 novembre 1461 si verificò un nuovo violento sisma di intensità stimata in magnitudo 6,4 della Scala Richter e distruttività pari al X grado della Scala Mercalli). Successivamente alla scossa principale del 26 novembre, seguì una serie di eventi sismici che si protrassero per circa due mesi, con ulteriori forti scosse il 4, il 17 dicembre, 3 e il 4 gennaio successivi. Le fonti riportano della pressoché totale distruzione di Onna, Poggio Picenze, Castelnuovo e Sant'Eusanio Forconese.

Il Forte Spagnolo

Nel frattempo, il Regno di Napoli, e con esso Aquila, era passato agli Aragonesi. Nel 1527 la cittadinanza aquilana si ribellò all'invasore provocando la rappresaglia spagnola. Il viceré Filiberto d'Orange la devastò e la separò dal suo contado. Inoltre, inflisse una multa pesantissima, che superava ogni possibilità degli aquilani e con questo denaro contribuì alla costruzione dell'immenso Forte spagnolo sul cui portale campeggia la scritta Ad reprimendam aquilanorum audaciam, ovvero "per la repressione dell'audacia degli aquilani", minaccioso avviso, finalizzato a scoraggiare ogni possibile successiva ribellione. In seguito, la città tentò faticosamente di rialzarsi, ma la sua ripresa venne certamente rallentata dai terremoti del 1646 e del 1672.

Il terremoto del 1703modifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terremoto dell'Aquila del 1703.

Nel Settecento la città fu interessata da uno sciame sismico, che culminò con un violentissimo terremoto che, ancora una volta, la rase al suolo. La prima scossa della lunga sequenza si verificò il 14 ottobre 1702, ma la maggiore venne registrata il 2 febbraio del 1703 e si stima che abbia avuto una magnitudo 6,7 della Scala Richter causando devastazioni stimate nel X grado nella Scala Mercalli.

Quasi tutte le chiese e gli edifici pubblici cittadini crollarono o riportarono gravissimi danni[20]. Si stima che nelle varie scosse che colpirono la città, quell'anno siano morte oltre 6.000 persone[21]. Le chiese di San Bernardino, (rimase in piedi solo il coro, la facciata e le mura laterali), San Filippo, la Cattedrale di San Massimo, San Francesco, Sant'Agostino e tutti i palazzi della città risultarono rasi al suolo oppure pesantemente danneggiati[22].

La gente sopravvissuta abbandonò la città in quanto ritenuta troppo rischiosa. Fu ricostruita dalla tenace volontà dei pochi abitanti rimasti e ripopolata per volontà di papa Clemente XI, il quale, ritenendo che la città dovesse rinascere a tutti i costi, dispose che fossero inviati preti e suore spogliatisi del loro sacro vincolo a contribuire alla rinascita della città. Aquila, tuttavia, non riacquistò mai più l'antico splendore.La notizia, anche se ripresa frequentemente, anche da personaggi autorevoli come, ad esempio, Dario Fo, necessiterebbe di una ricerca più approfondita. Ad ora, infatti, l'unica fonte, riportata anche qui, è l'intervista ad un anonimo "Giuseppe"[23].

Dall'arrivo dei francesi all'unità d'Italiamodifica | modifica sorgente

La ricostruzione avvenne secondo lo stile dell'epoca, il barocco. A questo periodo risale la costruzione della Chiesa delle Anime Sante con la cupola del Valadier e degli interni delle basiliche di San Bernardino e Santa Maria di Collemaggio.

La pace di Vienna (1738) pose fine alla dominazione spagnola, successivamente la città venne occupata dai francesi. Anche questa volta, un'insurrezione provocò la reazione dei dominatori ed Aquila venne di nuovo devastata e saccheggiata. In particolare, a questo periodo risale il furto del dipinto dell'Annunciazione di Raffaello, contenuto nella Chiesa di San Silvestro e dell'urna contenente le spoglie di San Bernardino, custodita all'interno della basilica omonima.

Durante il Risorgimento gli aquilani parteciparono attivamente ai moti, sotto la guida di Pietro Marrelli, che il 20 novembre del 1860 ospitò all'Aquila, nel Convento di San Giuseppe, il Mazzini in persona[24].

Territori aquilani ceduti alla Provincia di Rieti

Il capoluogo degli Abruzzimodifica | modifica sorgente

Con l'unità d'Italia, la regione Abruzzi, comprendente anche l'odierno Molise, ha capoluogo nella città de L' Aquila. In quell'occasione il nome della città fu modificato in Aquila degli Abruzzi (1861).

Nel 1927, la nascita della Provincia di Rieti comporta il trasferimento nel Lazio dei comuni di Accumoli, Amatrice, Antrodoco, Borbona, Borgocollefegato, Borgo Velino, Cantalice, Castel Sant'Angelo, Cittaducale, Cittareale, Fiamignano, Lugnano di villa Traiana (ora Vazia, frazione di Rieti), Leonessa, Micigliano, Pescorocchiano, Petrella Salto e Posta per un totale di 1362 km² e 70.000 abitanti circa[25]. La perdita del cosiddetto Circondario di Cittaducale dimezza l'hinterland di Aquila degli Abruzzi e ne scalfisce l'egemonia regionale. Nel 1939 la città prende il definitivo nome di L'Aquila[26].

Nel 1970 nasce ufficialmente la Regione Abruzzo. La scelta iniziale di situare il capoluogo amministrativo a Pescara provoca la reazione furibonda degli aquilani. Ne conseguono disordini e scontri di piazza, i cosiddetti Moti dell'Aquila. Alla fine viene riconosciuto alla città il ruolo di capoluogo unico dell'Abruzzo[27] consentendo però alla Giunta e al Consiglio regionali la possibilità di riunirsi anche a Pescara.

Il terremoto del 2009modifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terremoto dell'Aquila del 2009.
Il Palazzo del Governo dopo il sisma

Il 6 aprile 2009, alle ore 3:32, dopo diversi mesi di lievi scosse localizzate e percepite in tutta la zona dell'aquilano, L'Aquila è colpita da un terremoto di magnitudo 6.3 Mw (5.9 Ml secondo la scala della magnitudo locale, nota anche come "Scala Richter", oramai poco usata) e tra l'8º e il 9º grado di distruzione della Scala Mercalli, con epicentro situato nel territorio di Roio in località Colle Miruci a confine con Lucoli[28]. Il bilancio finale è stato di 309 vittime ed oltre 1.500 feriti, mentre la quasi totale evacuazione della città ha portato a 65.000 il numero degli sfollati.

Nei giorni successivi al sisma principale altre forti scosse, pur se di intensità minore, hanno colpito l'aquilano: una forte scossa di magnitudo 5.6 MW alle ore 19.47 del 7 aprile 2009, una di magnitudo 5.4 MW alle ore 2:52 del 9 aprile 2009 ed una di 5.2 MW alle ore 21:38 del 9 aprile 2009.

Il sisma ha riversato la sua forza sull'abitato e sui paesi limitrofi, tra i quali Onna, Roio, Villa Sant'Angelo, Castelnuovo, Tempera, San Gregorio e Paganica. Il capoluogo stesso presenta crolli anche totali in molte zone e gravissimi danni alla maggior parte degli edifici di valore storico e culturale. Le chiese principali risultano gravemente danneggiate o quasi completamente crollate. Particolare rilevanza ha avuto la mancata resistenza e quindi il danneggiamento talvolta irreversibile della maggioranza degli edifici pubblici, sia antichi che moderni: ad esempio il moderno polo d'Ingegneria, il Palazzo del Governo (sede della Prefettura), la Casa dello studente di via XX settembre, l'ospedale San Salvatore e molti palazzi signorili del Settecento e dell'Ottocento.

Simbolimodifica | modifica sorgente

Gonfalone storico in uso dal 1937 al 1999
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma dell'Aquila.

Stemmamodifica | modifica sorgente

« D'argento all'aquila dal volo abbassato di nero,

coronata, rostrata, linguata e armata d'oro, accostata alla scritta PHS in capo e IMMOTA MANET ai fianchi »

Gonfalonemodifica | modifica sorgente

« L'ornamento comprende, oltre il civico stemma, le insegne degli storici Quarti di San Marciano, Santa Maria Paganica, San Pietro e Santa Giusta, i quali anticamente designavano anche le parti extra moenia del territorio comunale e che sono eretti a comporre il simbolo dell'unità comunale »

Societàmodifica | modifica sorgente

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

L'ultimo dato, aggiornato al 30 giugno 2013, attesta a 70.609[1] gli abitanti residenti del Comune dell'Aquila.

Abitanti censiti[29]

Etnie e minoranze stranieremodifica | modifica sorgente

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 4.015 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 1.053 1,45%

Lingue e dialettimodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto aquilano, Dialetto sabino e Dialetti d'Abruzzo.

Il dialetto della città dell'Aquila si distingue nettamente dai restanti dialetti abruzzesi, inserendosi nel gruppo aquilano del dialetto sabino, appartenente ai dialetti italiani mediani. Tratto qualificante di questo gruppo dialettale è la conservazione delle vocali finali atone. In particolare nel dominio reatino-aquilano, area tradizionalmente conservativa, viene tuttora mantenuta la distinzione fra -o ed -u finali, a seconda dell'originaria matrice latina: ad esempio all'Aquila si ha cavaju per "cavallo" (latino: caballus), ma scrio per "io scrivo" (latino: scribo).

Qualità della vitamodifica | modifica sorgente

L'annuale classifica sulla qualità della vita, stilata dal Sole 24 Ore, la colloca al 70º posto su un totale di 107 comuni italiani presi in esame[30], in netto calo a partire dal 2009, per effetto del sisma del 6 aprile 2009. L'Aquila è la terza delle città abruzzesi dopo Chieti (64º) e Teramo (69º) e prima di Pescara (73º); fino al 2010 era la prima della regione.

Anno Tenore di vita Affari e lavoro Servizi e Ambiente Ordine pubblico Popolazione Tempo libero Posizione complessiva
2007 82º 70º 75º 29º 71º 65º (+4)
2008 78º 77º 34º 30º 42º 55º (+10)
2009 84º 79º 47º 30º 43º 49º (+6)
2010 88º 63º 89º 12º 12º 61º 62º (-13)
2011 62º 99º 79º 39º 21º 59º 70º (-8)

Monumenti e luoghi d'interessemodifica | modifica sorgente

Portici del Corso

Architettura religiosamodifica | modifica sorgente

Basilica di San Bernardino

Costruita alla morte di San Bernardino (1444) con l'intento di custodirne le spoglie, presenta una splendida facciata rinascimentale opera di Cola dell'Amatrice. Al suo interno, ricostruito dopo il terremoto del 1703 in stile barocco, sono il Mausoleo Camponeschi e il Mausoleo di San Bernardino. La basilica è posta sulla sommità di una monumentale scalinata, a pochi passi da Corso Vittorio Emanuele II.

Basilica di Santa Maria di Collemaggio

Basilica romanica, costruita per volere di Pietro da Morrone nel 1288, è stata sede di incoronazione papale ed è sede di un giubileo annuale unico nel suo genere. Nel 1972 è stata sottoposta ad un'importante restauro con cui si sono eliminate le aggiunte barocche avvenute in seguito al terremoto del 1703 ed è stato riportato alla luce l'originario splendore romanico. Sul lato settentrionale presenta la prima Porta Santa costruita al mondo[16].

Cattedrale di San Massimo (Duomo dell'Aquila)

Intitolata ai santi Giorgio e Massimo, è la chiesa episcopale dell'Arcidiocesi dell'Aquila. Venne edificata nel XIII secolo ed abbattuta dal terremoto del 1703. Successivamente venne restaurata in stile barocco mentre la facciata è in stile neoclassico. Il terremoto del 2009 l'ha gravemente danneggiata provocando il crollo della copertura del transetto.

Chiesa di San Domenico

San Domenico sorge nel luogo in cui un tempo sorgeva il Palazzo Reale[31]; fu lo stesso re, Carlo II d'Angiò, a donarlo ai frati domenicani ed a patrocinare la realizzazione della chiesa chiamando dalla Provenza maestranze francesi per l'occasione, come testimonia l'originale facciata laterale e relativo portale[32]. Nel 1703, un violentissimo terremoto fece crollare il tetto della chiesa distruggendo l'interno e uccidendo seicento fedeli[31]; successivamente l'interno venne ricostruita in stile settecentesco.

Chiesa di Santa Giusta

Chiesa capoquarto del rione storico di San Giorgio, era inizialmente intitolata a San Giorgio da cui il nome dell'intero quartiere. La chiesa, eretta nel trecento, presenta una suggestiva facciata a conci levigati con coronamento orizzontale, portale romanico e maestoso rosone ricco di decorazioni floreali e umane[32]. Adiacente al portale si staglia un curioso abbeveratoio.

Chiesa di Santa Maria del Suffragio (o delle Anime Sante)

Chiesa barocca costruita nel 1713 sul lato più lungo di Piazza Duomo. Presenta una caratteristica facciata concava ed una piccola cupola, opera del Valadier. Seriamente danneggiata nel terremoto dell'Aquila del 2009 è probabilmente oggi il monumento cittadino più conosciuto in relazione al sisma.

Chiesa di Santa Maria Paganica

Chiesa capoquarto del rione storico di Santa Maria, sorge sul punto più elevato della città[32] e presenta un impianto settecentesco dovuto alla ricostruzione avvenuta dopo il terremoto del 1703. Un altro violento terremoto nel 2009 ha provocato il crollo dell'abside e dell'intera copertura.

Chiesa di San Pietro a Coppito

Chiesa capoquarto del rione storico di San Pietro, sorge nell'omonima piazzetta abbelita da un grazioso fontanile a pianta dodecagonale. Eretta nel XIII secolo, la chiesa è un classico esempio di romanico aquilano, con la facciata a coronameno orizzontale, il portale ricco di decorazione e sovrastato da una finestra circolare e l'adiacente torre campanaria. Più volte danneggiata, nel corso della sua storia, da terremoti e ricostruita, è stata violentemente sfregiata dal terremoto del 2009[33].

Chiesa di San Silvestro

Eretta nella prima metà del XIV secolo e più volte restaurata in seguito a terremoti, la chiesa presenta un grande portale romanico a pietre di colore bianco e rosso, analoghe a quelle che ricoprono la facciata di Santa Maria di Collemaggio, sormontato da un grande rosone centrale. All'interno è presente una copia della Visitazione del Raffaello che sostituisce l'originale trafugata dagli spagnoli nel 1655 ed oggi al Museo del Prado[34].

Santuario della Madonna d'Appari

Piccolo santuario romanico addossato ad una parete rocciosa nella vallata del Gran Sasso, vicino alla frazione di Paganica. Eretto nel XII secolo sul luogo in cui, secondo la leggenda, vi fu l'apparizione della Vergine Maria, è oggi meta di camminate e pellegrinaggi.

Chiesa di Santa Maria del Carmine

Chiesa del XIII secolo

Case e Palazzimodifica | modifica sorgente

Casa natale di Buccio di Ranallo

Caratteristica costruzione trecentesca, espressiva nella facciata (posta sulla centrale via Accursio, attigua alla Chiesa di Santa Maria Paganica) con bifore e archi ogivali. Attualmente la casa ospita una galleria d'arte privata.

Emiciclo

Il Palazzo dell'Esposizione, meglio conosciuto come Emiciclo per la forma ad esedra della facciata, venne realizzato nel 1888 sul luogo in cui sorgeva il convento di San Michele Arcangelo. Ha ospitato le principali mostre ed esposizioni cittadine prima di diventare sede del Consiglio Regionale.

Palazzo Carli Benedetti

Palazzo rinascimentale posto dietro l'abside di Santa Maria Paganica e costruito, su preesistenze medievali, da Silvestro dell'Aquila. Nel settecento venne venduto alle monache di Santa Maria dei Raccomandati ed inglobato nell'omonimo convento, oggi sede del Museo civico archeologico.

Palazzo Centi

Imponente palazzo barocco sito in Piazza Santa Giusta, di fronte all'omonima chiesa. Venne edificato nel 1776 da Loreto Cicchi di Pescocostanzo ed è caratterizzato da una balconata di sei colonne in stile borromiano sovrastante il maestoso portale. Dal 2003 è sede della Presidenza della Regione Abruzzo.

Palazzo Pica Alfieri

Realizzato nel 1685 su preesistenze rinascimentali, venne completamente restaurato in seguito al terremoto del 1703. Sorge su Piazza Santa Margherita ed anch'esso porta in facciata una balconata barocca sorretta da quattro colonne.

Fontanemodifica | modifica sorgente

Fontana delle 99 cannelle (o della Rivera)

È probabilmente il monumento simbolo della città. Costruita nel 1272 nell'area della Rivera, è opera dell'architetto Tancredi da Pentima, come si legge nell'iscrizione sulla parete centrale. In origine, la fontana era più semplice di quella che vediamo oggi e aveva meno cannelle. Nel corso dei secoli è stata più volte rimaneggiata e ampliata, con l'aggiunta di nuovi lati, la sostituzione di conci corrosi dagli elementi atmosferici, del rivestimento in pietra bianca e rosa, la ricostruzione di altri mascheroni, la selciatura e, infine, la chiusura a cancellata.

Fontana luminosa

Creata da Nicola D'Antino è una monumentale fontana a pianta circolare con al centro due nudi femminili in bronzo sorreggenti la caratteristica "conca abruzzese". Posta all'ingresso di Corso Vittorio Emanuele II, offre ai visitatori notturni un suggestivo gioco di luci colorate, da cui il nome.

Piazze e strademodifica | modifica sorgente

Costa Masciarelli

Vicolo medievale che si sviluppa sul costolone più ripido del centro storico, quello che va da Piazza Duomo a Collemaggio. È caratterizzato da palazzi medievali, antichi portali, scorci e scalinate di assoluto valore artistico che lo rendono uno dei posti più belli ed interessanti della città.

Corso Vittorio Emanuele II

Arteria principale cittadina, attraversa trasversalmente la città dalla Fontana luminosa fino a Piazza Duomo dove si unisce con Viale Crispi. Affiancata per un lungo tratto da portici, è meta di passeggio e shopping.

Piazza Duomo (o del mercato)

La piazza più grande della città, cuore del potere religioso (è sede della Cattedrale e dell'Arcivescovado), ospita dal 1303 il mercato cittadino. Su di essa si affacciano alcune tra le più importanti architetture della città.

Piazza Palazzo (o Piazza Sallustio)

È una piazza alberata posta su Corso Umberto I contenente al centro la statua di Sallustio. Ospita Palazzo Margherita, la sede del Municipio, e il Palazzo della Provincia, sede della Biblioteca Provinciale "Salvatore Tommasi".

Porte, Mura e Castellimodifica | modifica sorgente

Antiche mura

Nel 1276, a poco più di vent'anni dalla seconda fondazione della città, venne realizzata la cinta muraria che ancora oggi cinge il centro cittadino. Sono state più volte rimaneggiate e restaurate nel corso dei secoli, con l'aggiunta di porte (quelle originali sono dodici), lo spostamento di alcuni tratti (come nel XVI secolo per far posto al Forte spagnolo e la demolizione di altri (nel Novecento con la creazione dell'area degli impianti sportivi e il Quartiere Eritrea).

Forte spagnolo

Enorme fortezza cinta da fossato posta nella parte settentrionale della città, a ridosso delle mura. Costruita dagli spagnoli a simbolo della repressione degli aquilani, è una struttura a pianta quadrata con quattro enormi bastioni agli angoli. È sede del Museo Nazionale d'Abruzzo.

Aree archeologichemodifica | modifica sorgente

Amiternum

Nella località di San Vittorino, a pochi chilometri dall'Aquila, si trovano i resti dell'antica città di Amiternum. Tra i più interessanti vi è un anfiteatro del I secolo d.C., un teatro di età augustea e una villa di tarda età imperiale, con mosaici e affreschi. Vi sono inoltre resti di terme e di un acquedotto risalenti anch'essi all'età di Augusto; vicino l'abitato di San Vittorino, nel sottosuolo della chiesa di San Michele Arcangelo, si possono poi visitare le catacombe paleocristiane.

Aree naturalimodifica | modifica sorgente

Parchi cittadini

Tre sono storicamente le aree verdi della città. La maggiore è senza dubbio quella della Villa e Collemaggio, nella zona sud della città, dove è situato il Parco del Sole. In pieno centro storico è invece il Parco del Castello, parco concepito intorno al Forte spagnolo con all'interno un'area giochi per bambini. Durante l'inverno, all'interno del parco, viene allestita una pista per il pattinaggio sul ghiaccio. Infine, nella zona ovest si trova Piazza d'Armi che comprende anche alcuni impianti sportivi, come la pista d'atletica.

Parco del Gran Sasso e Monti della Laga

Esteso parco nazionale costituito intorno al massiccio del Gran Sasso, meta ambita da turisti, naturalisti, escursionisti e sportivi d'ogni genere. Sul versante aquilano sorge l'altipiano di Campo Imperatore, caratterizzato da laghetti meteoritici e da una notevole diversità di flora e di fauna; è raggiungibile tramite una moderna funivia ed ospita un'importante stazione sciistica comprendente 15 km di piste per lo sci alpino ed oltre 60 km per lo sci nordico.

Parco del Vera

Area protetta di circa 30 ettari costituita intorno alle sorgenti del fiume Vera ed attigua al centro abitato della frazione di Tempera. Il parco presenta un suggestivo percorso pedonale e ciclabile ben curato che dalla frazione porta direttamente alle sorgenti, risalendo il corso del fiume.

Culturamodifica | modifica sorgente

Piazza Palazzo, già Piazza del Municipio, e monumento a Gaio Sallustio Crispo

Attività cinematografichemodifica | modifica sorgente

La settima arte ha mosso i suoi primi passi con il Cineforum Primo Piano, fondato da Gabriele Lucci a metà degli anni settanta. Nel 1981, sempre per opera di Lucci, nacque l'Istituto Cinematografico dell'Aquila, ente stabile di produzione e diffusione della cultura cinematografica in Italia ed all'estero.

Con "Una Città in Cinema", manifestazione che ha visto la partecipazione viva della città, i più grandi professionisti del cinema mondiale, hanno portato la loro esperienza e la loro arte a L'Aquila, elevandola ad una delle capitali del cinema. Contando su tale enorme patrimonio d'esperienza, nei primi anni novanta, Gabriele Lucci ha promosso la fondazione dell'Accademia Internazionale per le Arti e le Scienze dell'Immagine, scuola di alta formazione di livello universitario, nata con il concorso dell'Istituto Cinematografico, della Regione Abruzzo e del Comune dell'Aquila, che all'insegnamento di qualificati docenti ha associato grandi professionisti del cinema e della comunicazione multimediale.

Tra questi si citano i direttori della fotografia Vittorio Storaro (tre volte Premio Oscar) e Luciano Tovoli, lo scenografo Dante Ferretti (Premio Oscar per The Aviator di Martin Scorsese), Jim Morris (Presidente Lucas Digital Film), i registi Riccardo Milani e Franco Lazzaretti, l'esperto in tecnologie digitali Angelo D'Alessio, l'esperto in tecniche della comunicazione Piero Trupia, ecc.

L'Istituto Cinematografico, chiamato "La Lanterna Magica", vanta inoltre un prezioso fondo culturale, la "Cineteca dell'Aquila", struttura tra le più importanti in Italia, con un patrimonio di circa 1.500 pellicole, talune copie uniche o assai rare, richieste dai festival di tutto il mondo, dagli Istituti Italiani di Cultura, da enti ed associazioni che operano in campo culturale nel settore cinematografico. È attiva presso l'ente anche una ricca mediateca, con 15.000 titoli tra video, libri, pubblicazioni e riviste in campo cinematografico, con un servizio in convenzione regionale che mediamente raggiunge i 500 prestiti al giorno. Il 21 dicembre l'Istituto Cinematografico propone l'iniziativa Notte Noir, un programma di eventi nella notte più lunga dell'anno.

Le due istituzioni citate hanno sede nel Palazzo dell'Immagine, nel Parco di Collemaggio, e costituiscono un vero e proprio centro dell'immagine multimediale ed audiovisiva. Nel complesso è inoltre insediata l'Abruzzo Film Commission, ente fondato dal Comune dell'Aquila e dalle più importanti istituzioni stabili cittadine, per la promozione dell'Abruzzo, dei suoi centri storici, del suo patrimonio ambientale e delle sue valenze naturali, come set per le produzioni cinematografiche, televisive e pubblicitarie.

Molti, infatti, sono stati i film girati nell'aquilano, fra le sue montagne ed i numerosi borghi di rilevante interesse architettonico come Santo Stefano di Sessanio, Capestrano, Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte, Bominaco e Fontecchio: nel castello di Rocca Calascio, il più alto d'Italia, fu girato ad esempio negli anni ottanta il film Ladyhawke, con Rutger Hauer, Michelle Pfeiffer, Matthew Broderick e Loris Loddi mentre, più recentemente, nella piana di Campo Imperatore sono state girate alcune scene del blockbuster italiano Così è la vita, con Aldo, Giovanni & Giacomo e Marina Massironi, e tra Castel del Monte e Castelvecchio Calvisio il film The American, con George Clooney e Grant Heslov. Sempre a Campo Imperatore, negli anni sessanta fu girato il film di Pietro Germi Serafino con Adriano Celentano.

Attività musicalimodifica | modifica sorgente

Capofila dell'offerta musicale aquilana, tra le più ricche del panorma nazionale, è il prestigioso Conservatorio Alfredo Casella, nato come sede staccata del celebre Santa Cecilia di Roma, ma poi resosi autonomo, che dal 1967 prepara i giovani a una ferrea cultura musicale e organizza concerti in tutto il territorio. Il conservatorio ha la sua sede storica di fianco alla basilica Santa Maria di Collemaggio; dopo il terremoto la scuola è stata collocata in una struttura temporanea in Via Francesco Savini.

La cultura musicale si spiega poi nell'attività della Società Aquilana dei Concerti Bonaventura Barattelli, attiva da oltre 60 anni per opera di Nino Carloni, che ha annoverato grandi direttori artistici e nelle sue stagioni ha ospitato ed ospita concerti dei più grandi musicisti al mondo (tra gli altri si ricordano Arthur Rubinstein, Arturo Benedetti Michelangeli, Walter Gieseking, David Oistrakh, Yehudi Menuhin, Maurizio Pollini, Sviatoslav Richter e Krystian Zimerman). Non a caso L'Aquila ha nominato cittadini onorari Arthur Rubinstein, Goffredo Petrassi ed Ennio Morricone.

Si ricorda anche la presenza dei Solisti Aquilani, gruppo cameristico di solida formazione ed affermazione in Italia ed all'estero, dell'Istituzione Sinfonica Abruzzese che vanta un'orchestra stabile di ottimo livello, del giovane ma già affermato complesso "Gli archi del Cherubino", oltre ad altre entità musicali.

Inoltre, sono presenti nel territorio numerose corali, tra cui è bene citare:

  • L'Associazione Musicale "Corale L'Aquila", coro polifonico a quattro voci miste, con esperienza decennale ed un repertorio musicale molto vasto e diversificato;
  • L'Associazione Musicale Corale Novantanove, interprete di polifonia sacra e profana;
  • L'Associazione Musicale "Schola Cantorum San Sisto", con un repertorio dagli albori della polifonia sacra e profana a brani rinascimentali e con oltre trent'anni di attività corale;
  • L'insieme vocale aquilano "Le Cantrici di Euterpe" che si dedicano all'esecuzione filologica della musica antica
  • Il Coro Cappella Ars Musicalis, per sole voci femminili, con un repertorio classico e tradizionale;
  • Il Coro Gran Sasso, per voci miste, con mezzo secolo di attività e con numerosi concerti all'attivo;
  • Il Coro della Portella, per sole voci maschili, particolarmente vocato al canto popolare ed alpino.

Attività teatralimodifica | modifica sorgente

Teatro Comunale

L'attività teatrale cittadina si fonde con il Teatro Stabile d'Abruzzo (TSA), uno dei 18 teatri stabili italiani. Fondato nel 1963 da Luciano Fabiani, Errico Centofanti, Giuseppe Giampaola, inizialmente col nome di Teatro Stabile dell'Aquila.

Nei suoi anni d'oro questa istituzione ha portato un notevole contributo al teatro italiano, con la ricerca e la sperimentazione, avvalendosi di grandi registi (Aldo Trionfo, Antonio Calenda, Carmelo Bene, Gigi Proietti, Lorenzo Salveti, ecc.). L'appassionato impegno di Antonio Calenda nel teatro aquilano, con quasi nove anni di direzione artistica, gli è valso il conferimento della cittadinanza onoraria. Attualmente il TSA è diretto da Alessandro Preziosi. Le rappresentazioni degli spettacoli ospitati si tengono nel bel Teatro Comunale, elegante struttura costituita da due sale di 600 e 150 posti.

Il Teatro Stabile d'Innovazione L'Uovo invece si rivolge particolarmente ad un pubblico giovanile ed ai ragazzi, con una produzione della propria compagnia e con una stagione teatrale interessante con attori d'avanguardia e comici di successo. L'attività si svolge nel Teatro San Filippo, chiesa riadattata a sala teatrale.

Altra istituzione stabile è l'Associazione Teatrale Abruzzese e Molisana (ATAM), che propone una sua stagione e distribuisce spettacoli nelle sale minori delle due regioni. In Piazza San Marco ha sede, invece, il Teatro Sant'Agostino, spazio amatoriale spesso ad ingresso libero in cui opera spesso la Retrobottega dei Guitti, associazione teatrale interamente formata da studenti universitari. Questo teatro, anch'esso ricavato da una chiesa sconsacrata, è stato fortemente colpito nel terremoto del 2009, e parte di esso è caduto sulla Prefettura, causandone la distruzione.

Si ricordano infine ulteriori compagnie teatrali come TeatroZeta, la compagnia "Il Draghetto" e il Teatro Dedalus.

Istruzionemodifica | modifica sorgente

Bibliotechemodifica | modifica sorgente

Nel territorio comunale sono presenti le seguenti biblioteche[35]:

  • Archivio di Stato
  • Biblioteca dell'Agenzia Regionale per la Promozione Culturale
  • Biblioteca Arcivescovile "Cardinale Carlo Confalonieri"
  • Biblioteca della Camera di Commercio
  • Biblioteca del Club Alpino Italiano
  • Biblioteca del Consiglio Regionale d'Abruzzo "Ignazio Silone"
  • Biblioteca del Convento di San Bernardino
  • Biblioteca del Convento di Santa Chiara
  • Biblioteca del Convento di San Giuliano
  • Centro Documentazione Ambientale L'Aquila (Biblioteca, Emeroteca)

Scuolemodifica | modifica sorgente

Nel territorio comunale sono presenti le seguenti scuole medie superiori:

  • Liceo classico, linguistico, scienze umane, scienze umane (opzione economico-sociale)
  • Liceo scientifico, liceo scientifico (opzione scienze applicate)
  • Liceo artistico "Fulvio Muzi"
  • Convitto nazionale "Domenico Cotugno"
  • Liceo musicale e coreutico (sezione musicale)
  • Istituto d'istruzione superiore “Amedeo d’Aosta”
  • liceo scientifico (opzione scienze applicate), istituto tecnico (settore tecnologico)
  • Istituto d'istruzione superiore ““Savoia-Rendina””
  • Istituto tecnico (settore economico, settore tecnologico)
  • Istituto d'istruzione superiore “Ottavio Colecchi”
  • Istituto tecnico (settore tecnologico), istituto professionale
  • Istituto professionale "Leonardo da Vinci"

Museimodifica | modifica sorgente

Museo nazionale d'Abruzzo

Il principale polo museale d'Abruzzo e il fiore all'occhiello della città è senza dubbio il Museo nazionale d'Abruzzo che abbina, ad una quantità vasta di tesori, la cornice del magnifico Forte spagnolo, dove è situato. Il museo, costituitosi dall'unione del Museo civico con il Museo diocesano, è diviso in una sezione archeologica, che comprende le meraviglie trovate durante gli scavi di Amiternum e Peltuinum, una sezione artistica, una sezione di oreficeria e, infine, una piccola sezione di arte contemporanea. Simbolo e vanto del museo è lo scheletro di un Archidiskodon Meridionalis Vestinus, un gigantesco animale di epoca preistorica simile ad un mammut. All'interno del castello sono inoltre un auditorium e una galleria espositiva. Dopo il terremoto dell'Aquila del 2009 il museo per una gran parte è inaccessibile. È in fase di allestimento in un edificio restaurato nei pressi della fontana delle 99 cannelle.

Casa museo Signorini-Corsi

A pochi passi dal corso, lungo Via Patini si trova questo caratteristico museo che comprende un'importante collezione di mobili, dipinti e monete rinascimentali custodite all'interno di quella che era la casa di una delle più influenti famiglie aquilane. Il museo si costituì nel 1967 l'avvocato Luigi Signorini Corsi consegnò al Comune la sua collezione d'opere d'arte con la sola condizione che non venisse modificata la localizzazione in modo da costituire un tipico esempio di appartamento di rappresentanza aquilano. Tra i dipinti si segnalano Madonna con il bambino e San Giovannino di stretto ambito leonardesco, la Natività con fuga in Egitto attribuibile al Botticelli e Martirio di San Lorenzo di Battistello Caracciolo.

Museo archeologico di Santa Maria dei Raccomandati

Ha sede nell'ex convento che dà su Corso Vittorio Emanuele e ospita un'importante collezione archeologica. All'interno del complesso si trova la chiesa di Santa Maria dei Raccomandati, ricostruita nel 1825, contenente un affresco cinquecentesco della Madonna. Restaurato a partire dal 1997 e mai aperto ufficialmente, il museo negli ultimi anni ha svolto le funzioni di spazio espositivo, spesso utilizzato dall'amministrazione per importanti mostre temporanee.

Museo sperimentale d'arte contemporanea

Meglio noto con l'acronimo MuSpAC, raccoglie opere e organizza mostre permanenti di artisti contemporanei di levatura internazionale. La sua sede storica è in via Paganica, in pieno centro storico, ma dal 2009 si è trasferito temporaneamente in via Ficara.

Museo di Scienze Naturali e Umane

Situato nella località di San Giuliano (a qualche km dall'Aquila), è articolato in diverse sezioni con esemplari di fauna e flora abruzzese, fossili e reperti archeologici.

Museo delle ceramiche

Il recente restauro del complesso conventuale di San Domenico ha permesso il ritrovamento e il recupero di una notevole quantità di materiali ceramici cronologicamente compresi tra il duecento (epoca di fondazione della città) e il novecento. L'esposizione documenta la fitta rete di contati commerciali e culturali intessuta dai monaci domenicani.

Università e ricercamodifica | modifica sorgente

Le strutture della Facoltà di Ingegneria

Università degli Studi dell'Aquilamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Università degli studi dell'Aquila.

L'Aquila è sede di una Università, la più antica d'Abruzzo, e conta oltre ventimila iscritti (dato posteriore al terremoto). Comprende le facoltà di Biotecnologie, Economia, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia, Psicologia, Scienze della Formazione, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali e Scienze Motorie. È sede della laurea magistrale di Eccellenza Europea in Ingegneria matematica[36]. L'attività di ricerca viene svolta attraverso 18 dipartimenti e due centri di eccellenza: il CETEMPS (Centro di Eccellenza per l'integrazione di tecniche di Telerilevamento e Modellistica numerica per la Previsione di eventi Meteorologici Severi)[37] ed il DEWS (Design Methodologies for Embedded controllers, Wireless interconnect and System-on-a-chip)[38]. L'Università comprende al suo interno anche un centro linguistico e un centro di microscopia; gestisce il Giardino botanico alpino di Campo Imperatore e l'orto botanico adiacente la basilica di Santa Maria di Collemaggio. Gli impianti sportivi dell'Università, gestiti dal Centro Universitario Sportivo (CUS) e sono situati in località "Centi Colella".

Dopo il terremoto del 2009 alcune facoltà sono state localizzate nell'ex sede della Scuola Superiore "Guglielmo Reiss Romoli" ed in altre strutture nella zona industriale. Per ovviare al calo delle iscrizioni e favorire la rinascita dell'ateneo, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha predisposto l'abolizione delle tasse universitarie fino al 2012. Difficoltà si registrano invece per quanto riguarda la residenzialità universitaria ed i servizi per gli studenti.

Nel 1994 L'Aquila è fra le otto città fondatrici dell'Udu - Unione degli Universitari[39] ad oggi il più grande sindacato universitario italiano.

Interno della sede dell'Accademia

Accademia di Belle Artimodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Accademia di belle arti dell'Aquila.

La città è sede di un ateneo pubblico dedicato all'alta formazione artistica. Fondata nel 1970, per circa vent'anni l'Accademia ha trovato spazio all'interno di Palazzo Carli Benedetti, in pieno centro storico, prima di essere trasferita nella moderna struttura di Via Leonardo Da Vinci progettata da Paolo Portoghesi.

L'Accademia dispone di 6 facoltà (Pittura, Scenografia, Decorazione, Scultura, Restauro e Grafica) articolati in un triennio di base ed un conseguente biennio specialistico suddiviso in quattro indirizzi (Arti visive, Grafica, Decorazione e Restauro); comprende inoltre una scuola di formazione per i docenti. Di grande prestigio a livello nazionale, vanta collaborazioni con le altre principali istituzioni culturali cittadine (in particolar modo con il Teatro Stabile d'Abruzzo) ed ha avuto nella sua storia docenti del calibro di Carmelo Bene, Achille Bonito Oliva e Andrea Cascella.

Istituto Superiore di Scienze Religiosemodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Istituto superiore di scienze religiose.

Dal 1979 è presente in città un ateneo privato collegato alla facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense di Roma che ha come scopo la formazione dei fedeli all’arricchimento della propria vita cristiana ed alla loro partecipazione all’evangelizzazione. L'istituto prevede una laurea di primo livello ed una magistrale in Scienze Religiose suddivise in quattro indirizzi: pedagogico-didattico, pastorale-liturgico, bioetica e beni culturali. Gestisce inoltre la Biblioteca "Carlo Confalonieri".

Laboratori Nazionali del Gran Sassomodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Laboratori Nazionali del Gran Sasso.

Di grande rilievo internazionale sono i laboratori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e realizzati sotto il massiccio omonimo con una copertura di roccia di oltre 1400 metri, dove vengono realizzate importanti ricerche nel settore della Fisica delle Particelle. Tra gli esperimenti qui svolti si possono annoverare quelli sui decadimenti rari o quelli sulle particelle di materia oscura provenienti dall'universo. La struttura ha collaborazioni permanenti con centri in Germania, Giappone, Stati Uniti e con il CERN di Ginevra.

Scuola Superiore Guglielmo Reiss Romolimodifica | modifica sorgente

È stata un importante centro di formazione e di ricerca appartenente prima alla STET, passata poi alla Societa Tils (Telecom Italia Learning Services, controllata da Telecom Italia), poi ceduta nel giugno 2006 alla TILS Holding, società partecipata da Cegos e da Camporlecchio Educational. La scuola ha avuto un ruolo importante nella formazione di quadri tecnici nel settore delle Reti di Comunicazione e grazie alla SSGRR molte tecnologie (ad esempio il VideoTel) vennero introdotte all'inizio degli anni 80, in via sperimentale all'Aquila prima che in altre zone d'Italia. Dopo un lungo periodo critico conclusosi con le vicende giudiziarie che hanno portato il 28 aprile 2009 all'arresto di Renzo Bracciali, amministratore delegato della TILS, sono in corso vari tentativi di salvare le attività di formazione della scuola, con l'aiuto di Telecom Italia e degli enti locali. La struttura, sopravvissuta al sisma, accoglierà per i prossimi sei anni il Rettorato dell'Università degli Studi dell'Aquila e alcuni corsi universitari.

Altre strutture di formazione e ricercamodifica | modifica sorgente

  • Accademia dell'Immagine: scuola di alta formazione nel settore del cinema e degli audiovisivi, di cui si parla nella sezione sulle attività cinematografiche;
  • Centro Studi "Karl Heinrich Ulrichs": centro di studi sociali per l'omosessualità legato alla figura di Karl Heinrich Ulrichs, l'importante pensatore che ha vissuto ed è sepolto a L'Aquila;
  • Istituto per le Tecnologie della Costruzione[40]: istituto dedicato alla prevenzione sismica ed al rischio di vulnerabilità degli edifici che fa capo al Consiglio Nazionale delle Ricerche;
  • Parco Scientifico e Tecnologico d'Abruzzo[41].

Inoltre in città viene organizzata tutti gli anni (a maggio o giugno) la Future Web Conference[42], un evento gratuito di un giorno in cui vengono presentate le ultime novità nello sviluppo delle tecnologie per il web.

Persone legate all'Aquilamodifica | modifica sorgente

Geografia antropicamodifica | modifica sorgente

Urbanisticamodifica | modifica sorgente

Veduta aerea della periferia occidentale dell'Aquila

L'Aquila è città a fondazione quadrata con due strade che si incrociano perpendicolarmente. Le due strade principali sono Corso Vittorio Emanuele II e Corso Umberto I, che diventa poi Via San Bernardino: il punto di incontro di queste due vie principali viene chiamato dagli aquilani i Quattro Cantoni. Il centro storico, posto su un colle rialzato rispetto alla conca circostante, si presenta compatto, interamente racchiusa entro la cinta muraria medievale che si conserva quasi interamente intatta e con alcuni vuoti ben localizzati proprio a ridosso delle mura.

La prima rottura del perimetro storico della città avvenne con la realizzazione, durante il fascismo, dell'area degli impianti sportivi di Viale Gran Sasso. L'espansione urbanistica si è sviluppata prevalentemente nel dopoguerra, soprattutto negli anni sessanta e settanta in seguito all'apertura della tratta autostradale per Roma, e si è concentrata nella parte nord-occidentale della città, portando in pochi anni alla completa saturazione della porzione urbana racchiusa dalla stessa autostrada. Lo sviluppo successivo è avvenuto in modo centrifugo a partire dal nucleo storico ed ha interessato tutte le direzioni fatta eccezione per la parte sud-occidentale della città, dove scorre l'Aterno.

La struttura urbanistica dell'Aquila consta oggi su di un centro storico, una periferia compatta nelle immediate vicinanze del centro storico comprendente i quartieri Pettino, Santa Barbara, Strinella, Torrione ed una periferia semicompatta presente soprattutto nell'area nord-occidentale della città e comprendente i quartieri di Coppito, Pile, Sant'Antonio, Torretta. Il resto del territorio comunale presenta numerosissmi borghi e frazioni disseminati in maniera non omogenea nell'hinterland aquilano.

Suddivisioni storichemodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Quarti dell'Aquila.

Legata alle vicende che portarono alla fondazione dell'Aquila, è la suddivisione della città in quattro Quarti facenti ognuno riferimento ad un castello di riferimento. Ogni Quarto è caratterizzato da una sua bandiera, da uno stemma in scudetto sannitico e da un colore.

Suddivisioni amministrativemodifica | modifica sorgente

Il territorio del Comune dell'Aquila, uno dei più vasti d'Italia, è suddiviso in 12 circoscrizioni ognuna delle quali elegge un Presidente ed un proprio Consiglio di Circoscrizione in concomitanza con le elezioni amministrative cittadine.

  • VII - Pile, San Sisto, Santa Barbara e Santanza
  • VIII - Collebrincioni, San Francesco, San Giacomo, Torrione e Valle Pretara
  • IX - Camarda, Aragno, Assergi e Filetto
  • X - Paganica
  • XI - Bagno
  • XII - Gignano, Pianola, Sant'Elia e Torretta

Economiamodifica | modifica sorgente

Nella seconda metà del XX secolo L'Aquila, come l'Abruzzo, è passata da un'economia tradizionalmente agricola allo sviluppo del commercio e del turismo, soprattutto invernale. Grazie alla presenza di numerosi enti e al ruolo amministrativo che la città ricopre, è particolarmente sviluppato il settore terziario.

Industriemodifica | modifica sorgente

L'Aquila è stata, nella sua storia, sede di un importante polo elettronico nazionale arrivato, nel suo massimo sviluppo durante gli anni settanta, a dare lavoro a 5000 dipendenti. Con la fine dell'I.R.I. il polo ha perso, poco a poco, dipendenti e ruolo di volano dell'economia cittadina. Tale declino non è stato indolore per gli interessati e per l'intera economia cittadina.

Tra il finire degli anni settanta e gli anni ottanta, inoltre, l'area dell'aquilano ha saputo attirare alcune industrie farmaceutiche leader del settore, anche a livello mondiale. Due siti industriali e un centro di ricerca sono stati così localizzati nella zona.

Terziariomodifica | modifica sorgente

Nel settore pubblico, L'Aquila esercita il ruolo amministrativo di capoluogo dell'omonima provincia e soprattutto di capoluogo della Regione Abruzzo. È inoltre sede di una prestigiosa Università degli studi che interagisce con l'economia cittadina in due modi:

  • Le facoltà scientifiche cercano ed a volte riescono a recitare ruoli di partenariato con l'industria.
  • Le persone che frequentano la città per via dell'università hanno creato degli interessanti flussi economici legati alla locazione di camere ed ai locali di svago.

La città ospita inoltre i servizi di "customer service" per l'Italia di una delle maggiori compagnie telefoniche in Europa.

Turismomodifica | modifica sorgente

Il settore turistico ha vissuto, negli ultimi anni, una notevole ascesa. Si divide principalmente in una parte culturale, legata alle bellezze artistiche ed architettoniche della città, ed una sportivo-naturalistica, legata allo scenario appenninico di indubbio valore in cui la città è incastonata. In entrambi i casi si tratta per lo più di turismo di nicchia.

Scorci del centro storico

Per il suo sapore medievale e per il valore delle sue chiese e dei suoi palazzi, il centro storico dell'Aquila è la meta prediletta della maggior parte dei turisti: tra i monumenti più visitati vi sono la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, la Basilica di San Bernardino ed il Forte spagnolo, sede, tra le altre cose, del Museo Nazionale d'Abruzzo, il principale della regione. Grazie alla vicinanza con Roma ed alla facilità di raggiungimento, il centro storico è meta del cosiddetto turismo mordi e fuggi, cioè di visite brevi, spesso della durata di una sola giornata; l'infrastruttura di riferimento è, in questo caso, il Terminal "Lorenzo Natali", un parcheggio multipiano situato a ridosso del centro storico e ad esso collegato per mezzo di tappeti mobili.

Nei dintorni dell'Aquila insistono inoltre altri luoghi di particolare pregio, come l'antica città di Amiternum di cui è possibile osservare i resti tra cui un teatro ed un anfiteatro di età augustea, ed altri borghi caratteristici come Calascio, Fontecchio e Santo Stefano di Sessanio.

A seguito del recente terremoto i centri storici dell'Aquila e dei borghi circostanti sono stati dapprima chiusi e, successivamente, parzialmente riaperti: i principali monumenti della zona rimangono inaccessibili ai non addetti con notevoli conseguenze per l'economia locale. Parallelamente, si è però assistito al curioso fenomeno del turismo da terremoto, legato all'effetto dei danni del terremoto sugli edifici della città, causato anche dall'amplificazione che l'evento ha avuto sui media nazionali e internazionali.

Lago di Campotosto in inverno

Un notevole flusso turistico è invece legato alle bellezze naturalistiche dell'area. Nel comprensorio aquilano insistono il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, il Parco regionale naturale del Sirente - Velino ed il Parco territoriale attrezzato delle Sorgenti del Fiume Vera che rendono la zona una delle più protette d'Italia. Nei dintorni della città si trovano inoltre il Lago Sinizzo e le Grotte di Stiffe, raro esempio di grotta ancora attiva ma aperta ai turisti; più distante da L'Aquila è il Lago di Campotosto che d'inverno si presenta spesso completamente ghiacciato. Nella zona vi sono poi le aree verdi come la Pineta di Roio e quella di San Giuliano, parzialmente distrutto da un gravi incendio nel 2007. L'area è inoltre un polo di notevole importanza per quanto riguarda gli sport invernali: si ricordano a tal punto gli impianti di Campo Imperatore, Campo Felice e, più distanziata, Ovindoli che insieme costituiscono il comprensorio sciistico delle Tre Nevi.

Le strutture alberghiere si stanno adattando alle nuove richieste, affiancando al turismo invernale anche quello estivo, fatto di passeggiate in montagna e cicloturismo. In inverno è possibile acquistare pacchetti turistici che affiancano alle giornate sulla neve anche spettacoli teatrali (Teatro Stabile d'Abruzzo ed ATAM) e concerti di musica classica (Stagione istituzione Sinfonica e Società dei Concerti Barattelli).

Media e telecomunicazionimodifica | modifica sorgente

Quotidiano
Quotidiani
Rivista
Riviste
Televisiore
TV
Radio
Radio
Web
Portali
Il Centro
Il Messaggero
Il Tempo
Città magazine
Il Punto
L'Editoriale
Periscopio
Sipario
Numero Amico
RAI (redazione dell'Aquila)
Rete8 (redazione dell'Aquila)
Onda Tv (redazione dell'Aquila)

tiKoTV
Tv Uno
LaQtv

Radio L'Aquila 1
Radio Delta 1
Radio Capital
Abruzzo24ore
AbruzzoWeb
Aquila Tv
Il Capoluogo
L'Impronta
InAbruzzo
L'Aquila Nuova
RAI L'Aquila

Infrastrutture e trasportimodifica | modifica sorgente

A causa di scelte attuate da politici, principalmente a livello nazionale, di favorire il trasporto su gomma, la città è dotata di buoni collegamenti autostradali, mentre quelli ferroviari sono limitati al traffico locale. La città è ottimamente collegata con Roma, Teramo ed Avezzano grazie all'autostrada A24, mentre per le direttrici Pescara-Chieti-Sulmona si utilizza la statale 17, da tempo sottoposta a lavori di adeguamento.

Traffico e parcheggimodifica | modifica sorgente

Analogamente a molte altre realtà italiane, il centro storico dell'Aquila è considerato quasi interamente zona a traffico limitato, con l'eccezione della tratta Via Sallustio – Corso Umberto I - Via San Bernardino e della zona tra Piazza Duomo e Via XX settembre.

Per la circolazione interna è possibile utilizzare la circonvallazione che circonda il centro storico e che è formata da Via XX settembre, Viale Collemaggio, Via Strinella e Viale Croce Rossa: su questa tratta si trova il parcheggio di Collemaggio, il più grande parcheggio cittadino disposto su due ampi livelli sotterranei. Dalla struttura, che funziona anche da Terminal, è possibile raggiungere Piazza Duomo mediante un sistema di tappeti mobili sotterraneo lungo circa 600mt.

Altre aree di parcheggio sono a Piazza Chiarino, Piazza del Teatro, Piazza Matteotti, Piazza Duomo e Piazza Palazzo mentre la principale area di sosta gratuita è quella del Castello. Per quanto riguarda roulotte e caravan, sono disponibili due aree di parcheggio su Via Strinella e su Viale Crispi.

Trasporto pubblicomodifica | modifica sorgente

I trasporti pubblici sono gestiti dall'AMA, l'Azienda per la Mobilità Aquilana, con sede e capolinea nel Terminal di Collemaggio. Le principali linee urbane sono la 77 e la 79 che attraversano la città longitudinalmente collegando il centro storico con la zona ovest (Ospedale, Aeroporto e Polo Universitario di Coppito) e la zona Est (Pianola e Polo Universitario di Roio) attraversando i popolosi quartieri residenziali di Santa Barbara e Torrione. Altre tratte metropolitane molto frequentate sono la L'Aquila-Paganica e la L'Aquila-Fonte Cerreto (base della stazione sciistica di Campo Imperatore); entrambe hanno partenza dal Terminal di Collemaggio che funziona anche da parcheggio di scambio.

Trasporto su gommamodifica | modifica sorgente

Le principali arterie di collegamento stradale sono:

Tratto dell'autostrada A24

Autostrademodifica | modifica sorgente

  • Autostrada A24: Roma - L'Aquila - Teramo. Il primo decisivo passo per la costruzione di questa autostrada è del 1973 quando la Società Autostrade Romane ed Abruzzesi S.p.A ottenne la delibera relativa alla costruzione di un collegamento Roma-Torano-L'Aquila-Teramo con l'intento di collegare tra di loro Lazio e Abruzzo. Recentemente è stato completata la Strada statale 80 racc di Teramo, meglio conosciuta con il nome di Teramo-mare, a doppia corsia per senso di marcia. La superstrada che termina nei pressi del casello autostradale di Giulianova completa così il collegamento tra le autostrade del Sole e Adriatica. Viene attualmente gestita, dopo apposito bando e unitamente alla A25, dalla società Strada dei Parchi S.p.A.

Nel comune dell'Aquila ricade il seguente tratto autostradale:

AB-Tank.svg Area di Servizio "Valle Aterno" km 106 AQ
AB-AS-grün.svg L'Aquila Ovest km 108 AQ
AB-AS-grün.svg L'Aquila Est km 114 AQ
AB-AS-grün.svg Assergi km 124 AQ

Strademodifica | modifica sorgente

La connessione tra la A24 e le strade statali è garantita dalla SS 17 ter (L'Aquila Est - Bazzano) a doppia corsia per senso di marcia e dalla SS 17 bis (L'Aquila Ovest - Pianola) a corsia unica e meglio conosciuta con il nome di Mausonia. Le principali strade statali che attraversano la città sono:

Trasporto su rotaiamodifica | modifica sorgente

Ferroviamodifica | modifica sorgente

Stazione dell'Aquila

Considerando la posizione difficile della città, i trasporti ferroviari non sono sviluppati rispetto ai principali assi di comunicazione nazionali. La città è attraversata dalla linea ferrovia Terni – Sulmona, a binario unico e non elettrificata. Il servizio ferroviario sulla tratta è gestito da FCU tra Terni e L'Aquila e da Trenitalia nel tratto L'Aquila – Sulmona.

Le stazioni nel territorio comunale sono:

Fra il 1922 ed il 1935 operò anche la Ferrovia L'Aquila-Capitignano, pensata anche per una prosecuzione verso Teramo, ma mai completata. L'infrastruttura prevedeva altre tre stazioni nel territorio del comune dell'Aquila: quella di testa, nei pressi della stazione RFI, è stata restaurata e riconvertita a sede dell'Archivio di Stato mentre le altre due, nelle località di Coppito e San Vittorino, sono tuttora presenti seppur abbandonate.

Metropolitana di superficie e Ferrovia urbanamodifica | modifica sorgente

Nel tentativo di limitare il traffico privato di automobili tra il centro e la zona Ovest, era in costruzione una linea di ferrovia metropolitana di superficie che avrebbe dovuto collegare l'Ospedale Regionale e il Polo dell'Università degli studi dell'Aquila siti in Coppito, con il centro cittadino. L'esecuzione del progetto ha subito vari ritardi sia per problemi legati alla progettazione che al tracciato, ed attualmente è a rischio la stessa fattibilità della nuova infrastruttura. La metropolitana dell'Aquila dovrebbe passare per viale della Croce Rossa, la Fontana luminosa fino al parcheggio di Collemaggio.

Parallelamente alla metropolitana di superficie, è stato ultimamente posto all'attenzione pubblica dopo diversi anni, un discorso di metropolitana urbana che, visto il percorso seguito dalla strada ferrata, renderebbe un ottimo mezzo pubblico locale sulla direttrice Est-Ovest del capoluogo. L'idea infatti è quella di collegare i nuclei industriali di Scoppito-Pile-Bazzano (rispettivamente da ovest ad est) attraversando quindi tutta l'area urbana. L'opera quindi sarebbe praticamente a costo zero con l'unica spesa da affrontare della realizzazione delle stazioni di scambio con dei bus navetta.

Aeroportimodifica | modifica sorgente

Aeroporto dei parchi

Aeroporto dei parchimodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aeroporto di L'Aquila-Preturo.

L'Aquila dispone di un aeroporto turistico che recentemente è stato adeguato per ricevere traffico civile. L'Aeroporto dei Parchi, situato nella frazione di Preturo a circa 6 km ad ovest della città è stato infatti il principale scalo del G8 dell'Aquila e dopo il terremoto che ha colpito L'Aquila nell'aprile del 2009 è divenuto il punto di riferimento della Protezione Civile, che vi ha stabilito la sua base nazionale.

La struttura è dotata di una pista in conglomerato bituminoso lunga 1410 m e larga 23, l'altitudine è di 671 m /2201 piedi, l'orientamento delle piste è RWY 18-36. L'aeroporto effettua attività principalmente per voli VFR. Al suo interno vi sono anche un ristorante, una zona giochi per bambini, una scuola di volo e una zona relax.

È collegata alla città e alle autostrade mediante una strada a scorrimento veloce ed è attualmente gestita dall'aeroclub L'Aquila.

Aeroporti vicinimodifica | modifica sorgente

Gli aeroporti con voli di linea più vicini sono:

Enti e istituzionimodifica | modifica sorgente

Tra le istituzioni di cui L'Aquila è sede vi sono:

Strutture sanitariemodifica | modifica sorgente

Ospedale Regionale San Salvatore

Il nosocomio pubblico del capoluogo abruzzese è il Policlinico Ospedaliero "San Salvatore", parzialmente distrutto dal terremoto, che si trova nella parte ovest della città tra i quartieri di Pettino e Coppito. Adiacente ad esso, era situato il Polo universitario di Medicina dell'Università degli Studi dell'Aquila.

Fondato nel XV secolo, l'antico ospedale ha avuto la sua sede storica, fino alla fine del Novecento, nel grande complesso del Monastero di San Basilio, sull'omonima piazza nella zona nord della città, non lontano dal Castello Cinquecentesco. Il Monastero viene fondato nel VI secolo da Sant'Equizio e poi affidato alle monache benedettine Celestine, mentre la consacrazione della chiesa risale al 1112.

Negli anni sessanta, vista l'assoluta insufficienza degli spazi e delle strutture, inadeguati alle esigenze di una moderna struttura sanitaria di rango regionale, viene avviata la progettazione del nuovo Polo ospedaliero nell'area di Coppito. Negli anni successivi viene avviato il progressivo trasferimento dei reparti nella nuova sede e, quindi, iniziato un ampio intervento di recupero del vecchio complesso di San Basilio, oggi adibito a centro congressi.

Tra i tanti edifici danneggiati dal terremoto del 2009 c'è anche l'Ospedale regionale San Salvatore. L'ospedale evacuato e dichiarato inagibile al 90% subito dopo il sisma è stato oggetto di una inchiesta parlamentare nel 2000, la Commissione d'Inchiesta Parlamentare sugli ospedali incompiuti, il cui vicepresidente era Ferdinando di Orio (ex senatore DS ed attuale rettore dell'Università degli Studi dell'Aquila), il quale ha dichiarato che il San Salvatore fu "uno scandalo di questo paese" e che "la Guardia di Finanza ha calcolato che l'ospedale è costato nove volte più del necessario"[43] Mauro Tursini, ingegnere civile e direttore dell'Ufficio Tecnico della ASL dell'Aquila, ha dichiarato che "l'ospedale è stato per anni il Pozzo di San Patrizio dove buttare i soldi"[43].

Il San Salvatore, progettato nel 1967 dall'architetto Marcello Vittorini, è stato costruito a blocchi a partire dal 1972 da diverse imprese con una serie di appalti e subappalti, per una spesa di 12 miliardi di lire per 1100 posti letto[43]. Nel 1992, i poliambulatori iniziarono la loro attività ma l'edificio rimase parzialmente incompiuto, con travi a vista e pilastri abbandonati. L'ultima tranche di lavori fu eseguita per piccoli lotti (il laboratorio d'analisi, la farmacia, poi nel 1998 le sale operatorie) fino all'inaugurazione finale del 1999, con una spesa finale di circa 200 miliardi di lire stanziati in 20 anni da Cassa del Mezzogiorno, Regione Abruzzo, Ministero dei Lavori Pubblici, Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per 350 posti letto[43].

Ambientemodifica | modifica sorgente

Il Parco del Solemodifica | modifica sorgente

Parco della Basilica di Collemaggio si estende alle sue spalle. Da qui si gode di una vista eccezionale ed è spesso meta di cittadini che vogliono godere momenti di pace e tranquillità.

I giardini e i parchi urbanimodifica | modifica sorgente

La città è ben dotata di parchi, tipicamente panoramici perché posti sulle parti più alte delle colline. Oltre il Parco del Sole in città si trova il Parco del Castello dell'Aquila che circonda la fortezza fin dalla sua costruzione.

I viali alberati più importanti sono: via XX settembre, viale Gran Sasso e viale Francesco Crispi apprezzatissima passeggiata cittadina, è nel complesso la strada alberata nelle condizioni migliori: potature rispettose, piazzole ampie, manutenzione costante.

Le piazze alberate storiche sono Piazza Battaglione Alpini dell'Aquila (la fontana luminosa), Piazza Palazzo.

Inquinamentomodifica | modifica sorgente

Data la sua posizione, il suo clima rigido e la mancanza di industrie fortemente inquinanti, L'Aquila è una città con poco inquinamento. I forti venti che specialmente d'inverno spazzano il cielo aquilano, inoltre, cointribuiscono a portare via lo smog prodotto dal traffico cittadino.

Tradizionimodifica | modifica sorgente

Ricorrenzemodifica | modifica sorgente

In città vi sono nel corso dell'anno numerosi eventi, sia di carattere religioso che civile.

La Perdonanza Celestinianamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Perdonanza Celestiniana.

La "Perdonanza" di Celestino V si svolge ogni anno nei giorni del 28 e 29 agosto.

Il nome Perdonanza deriva dalla Bolla del Perdono che Papa Celestino V emanò dall'Aquila alla fine di settembre del 1294.

Sei anni prima della Bolla di Bonifacio VIII, che istituiva l'Anno Santo ufficiale della Chiesa, all'Aquila era nato il Giubileo per festeggiare la Bolla; un Giubileo che, per un giorno, si ripete ogni anno. Gli Aquilani hanno sempre custodito gelosamente la Bolla della Perdonanza, oggi conservata nella cappella blindata della Torre del Palazzo Comunale. Gli antichi statuti civici vollero che, proprio perché erano stati i cittadini a proteggere il prezioso documento, fosse l'autorità civile a indire la Festa del Perdono, rispettando, comunque, il dettato di Papa Celestino. E ancora oggi è il sindaco del capoluogo abruzzese a leggere la Bolla del Pontefice, poco prima dell'apertura della Porta Santa della Basilica di Collemaggio da parte di un cardinale designato dalla Santa Sede.

L'apertura della Porta Santa, la sera del 28 agosto, è preceduta da un lungo corteo storico (circa 1.000 figuranti in costume d'epoca, in rappresentanza del gruppo storico del Comune dell'Aquila, di altri gruppi di città italiane, oltre che a esponenti di amministrazioni e al rappresentante del Governo) che, nel primo pomeriggio, parte dal Palazzo Comunale verso Collemaggio.

Partecipanti alla "Pedonanza" in abiti tradizionali

I personaggi più importanti del corteo sono la Dama della Bolla, che porta l'astuccio nel quale fino al 1997 era conservata la Bolla del Perdono (dopo il suo restauro a cura dell'Istituto Centrale del Libro di Roma, avvenuto proprio in quell'anno, il documento papale viene condotto separatamente alla basilica di Collemaggio, come da indicazione dei restauratori stessi), e il Giovin Signore, che porta il ramo d'ulivo con il quale il cardinale percuote per tre volte la Porta Santa, ordinando, in questo modo, la sua apertura. Anche il ramo, come la Bolla e le chiavi della Porta Santa della basilica di Collemaggio (la chiesa è di proprietà del Comune), è conservato nel forziere della Torre Civica.

La Bolla del Perdono rimane esposta per un giorno intero all'interno della Basilica di Collemaggio e viene riportata in Comune la sera del 29 agosto, dopo la chiusura della Porta Santa, operata dall'Arcivescovo dell'Aquila.

Altri eventimodifica | modifica sorgente

A L'Aquila è conservata la tomba di Karl Heinrich Ulrichs (fondatore del moderno movimento di liberazione omosessuale), che vi trascorse gli ultimi anni della sua vita. Una volta l'anno, il suo monumento funebre è meta di un pellegrinaggio internazionale di omosessuali.

Il giorno di Sant'Agnese (21 gennaio) c'è la festa delle male lingue. Negli ultimi anni è diventato anche un evento mediatico, con un convegno al quale hanno partecipato anche numerosi uomini politici.

Gastronomiamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina abruzzese.
Antipasto tipico

La tradizione gastronomica aquilana è naturalmente molto legata alla cucina di montagna ed alla tradizione culinaria abruzzese.

I primi piatti si distinguono per l'uso di formati di pasta tipici dell'Abruzzo come i "maccheroni alla chitarra", i ravioli, le "fregnacce" (pasta sfoglia tagliata male), accompagnati da sughi della tradizione in genere a base di salsa di pomodoro e carne di agnello o con brodi vegetali o di pollo. Tipico primo piatto dell'area dell'aquilano sono gli "anellini alla pecoraia", una pasta a forma di anello servita con una salsa di pomodoro e vegetali vari a cui si aggiunge la ricotta di pecora. Eredità della cucina povera sono i piatti a base di legumi come le "sagne" servite con ceci o fagioli.

Le carni usate per cucinare sughi e secondi sono legate alla tradizione pastorale dell'Abruzzo: quindi sono molto usate le carni ovine. Ricetta tipica aquilana è quella della Pecora alla cottora. Non mancano, ovviamente, gli arrosticini, peraltro diffusi anche nel resto della regione.

L'Aquila è inoltre famosa sin dal Medioevo per la produzione di una eccellente qualità di zafferano che ha ottenuto recentemente la certificazione DOP.

Rinomata anche per la produzione dolciaria di torroni (qui hanno sede numerose aziende storiche del settore) e delle tipiche Ferratelle dolci fatti con stampi in metallo dal tipico disegno a rombi in rilievo.

Miti e leggendemodifica | modifica sorgente

Come ogni città antica anche L'Aquila ha numerosi miti e leggende legati alla sua storia e al suo territorio.

Il numero 99modifica | modifica sorgente

La leggenda vuole che 100 castelli abruzzesi si riunissero per fondare la città dell'Aquila. Ogni castello doveva fondare in città una piazza, una chiesa e una fontana per un totale così di 100 piazze 100 chiese e 100 fontane ma all'ultimo momento un castello ci ripensò e si tirò indietro. Gli altri 99 castelli, però, decisero di fondare lo stesso la città che così dall'epoca ebbe 99 piazze, 99 chiese e 99 fontane.

In realtà i castelli che fondarono la città furono molto meno di 99 e molti di essi non erano che semplici villaggi di poche decine di abitanti che scomparvero nel giro di qualche decennio e non furono in grado di fondare alcunché a L'Aquila.

Origine del nomemodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Immota manet.
Stemma Berardiniano con il trigramma IHS all'Eremo delle Carceri

Quando fu scelto il sito per la fondazione della città, si individuò un luogo chiamato Acquilis o Acculi o anche Acculae, per l'abbondanza delle sorgenti che vi si trovavano. La zona era in una posizione strategica tra i due poli entro i quali doveva nascere il nuovo centro urbano e cioè i due centri di Forcona e Amiternum. Acculi, vicina anche al fiume Aterno, corrisponde all'attuale Borgo Rivera, dove oggi si trova la Fontana delle 99 cannelle; al tempo della fondazione c'era lì una chiesa con un monastero, Santa Maria ad Fontes de Acquilis (o de Aquila).

Fu dunque scelto per la nuova città il nome di Aquila, che riprendeva il toponimo già esistente, ma che richiamava anche l'emblema dell'aquila imperiale, secondo il diploma di fondazione attribuito all'Imperatore Corrado IV. Nello stemma della città appare infatti un'aquila. Lateralmente appare la scritta Immota manet e inoltre l'abbreviazione PHS.

Il motto "Immota manet" significa "Resta ferma". L'espressione è forse tratta da un verso del poeta latino Virgilio, che attribuisce alla quercia la capacità di radicarsi fortemente e dunque di restare ferma, ben salda. Il PHS è un vero mistero. Alcuni parlano di un errore di trascrizione del motto Iesus Hominum Salvator o del nome di Cristo (secondo San Bernardino); altri pensano che significhi "Publica Hic Salus", cioè "qui [c'è] la salute pubblica".

Suggestiva un'altra tesi, affacciata alcuni anni fa in un convegno, ma non più dibattuta, secondo la quale PHS starebbe per "post hanc stragem", riferendosi alla rinascita dopo un sisma (dopo la strage, resta ferma, resiste).

La città di "Aquila", divenuta nel tempo "Aquila degli Abruzzi", ha cambiato ufficialmente nome durante il regime fascista. Il regio decreto nº 1891 del 23 novembre 1939 introdusse l'articolo (maiuscolo) e l'apostrofo, modificando il nome della città in "L'Aquila degli Abruzzi", dicitura che poi si è semplificata (in seguito alla divisione di Abruzzo e Molise) in "L'Aquila". Il recente cambiamento di denominazione ha creato un'ambiguità linguistica sulla correttezza delle espressioni "dell'Aquila", "di L'Aquila" o "de L'Aquila". In realtà, nello stesso decreto del 1939, è stato definito come nome ufficiale della provincia quello di "Provincia dell'Aquila", cosa che elimina ogni possibile dubbio.

Sportmodifica | modifica sorgente

Lo stadio Tommaso Fattori

Calciomodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi L'Aquila Calcio 1927.

L'Aquila Calcio 1927, nota semplicemente come L'Aquila Calcio, è la principale società calcistica della città. Dal 1933 gioca le sue partite interne allo Stadio Tommaso Fattori, impianto capace di ospitare circa 10.000 spettatori, e nel 1934 è stata la prima formazione abruzzese a conquistare la partecipazione al campionato di Serie B. Dopo molti anni tra i dilettanti, la squadra aquilana nel 1998 è tornata tra i professionisti e vi è rimasta fino al 2004, quando è stata radiata.

Attualmente disputa il campionato di Lega Pro Prima Divisione.

Rugbymodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi L'Aquila Rugby 1936.

La squadra di rugby XV locale, L'Aquila Rugby, venne fondata nel 1936 grazie a Tommaso Fattori, si costituì come Polisportiva L'Aquila Rugby e partecipò nel 1948 al campionato di I divisione. Nel 1951 venne promossa per la prima volta in Serie A e nel 1967 conquistò il suo primo scudetto. È la principale società rugbystica abruzzese e una delle più importanti a livello nazionale; vanta 55 partecipazioni nella massima serie, 5 scudetti, 2 coppe Italia e numerosi trofei di livello giovanile. Attualmente partecipa al campionato di Serie A-1.

Il circondario presenta inoltre altre società minori che vivacizzano il panorama rugbistico cittadino. La Gran Sasso Rugby fondata negli anni duemila milita attualmente in Serie A-2, mentre la Polisportiva Paganica Rugby disputa il campionato di serie C pur vantando illustri trascorsi in Serie A e B. Di rilievo è anche la formazione universitaria del CUS L'Aquila Rugby, attiva soprattutto nel settore giovanile, categoria in cui vanta alcuni trofei giovanili e un paio di scudetti negli anni ottanta; la compagine giallo-verde, scioltasi nel 2004, è stata rifondata nel 2011 da alcuni ex-giocatori in collaborazione con alcuni studenti universitari.

Pattinaggiomodifica | modifica sorgente

La città ha una grande tradizione nel pattinaggio di velocità, sport nel quale vanta tre Campioni del Mondo: Corrado Ruggeri, Armando Capannolo e Gregorio Duggento. Principali impianti della città sono le piste paraboliche del Palazzetto dello sport e del complesso sportivo "Verdeaqua".

Nel settembre del 2004 L'Aquila ha ospitato i Campionati Mondiali di Pattinaggio, a cui hanno preso parte 46 nazionali provenienti da tutti i cinque continenti.

Equitazionemodifica | modifica sorgente

Piergiorgio Bucci, cavaliere campione italiano e vice-campione europeo nella disciplina del salto ostacoli, è aquilano di Paganica ed ha iniziato la sua carriera agonistica nel Centro Ippico Saint Just di Paganica e nel Circolo Ippico Aterno de L'Aquila.

Ciclismomodifica | modifica sorgente

All'Aquila ha la sua sede sociale la formazione ciclistica Acqua & Sapone[44]. Il capoluogo abruzzese e l'intero comprensorio aquilano sono stati, inoltre, più volte tappa delle principali manifestazioni ciclistiche nazionali, tra cui il Giro d'Italia:

Edizione Tappa Percorso km Vincitore di tappa
1914 Bari > L'Aquila 428,0 Italia Luigi Lucotti
1924 Foggia > L'Aquila 304,3 Italia Giuseppe Enrici
1935 Porto Civitanova > L'Aquila 171,0 Italia Gino Bartali
1936 Campobasso > L'Aquila 204,5 Italia Gino Bartali
1950 15ª Perugia > L'Aquila 185,0 Italia Giancarlo Astrua
1954 Napoli > L'Aquila 252,0 Svizzera Carlo Clerici
1965 Perugia > L'Aquila 180,0 Italia Guido Carlesi
1971 Pescasseroli > Gran Sasso d'Italia[45] 198,0 Spagna Vicente López Carril
1985 14ª Frosinone > Gran Sasso d'Italia[45] 195,0 Italia Franco Chioccioli
1989 Roma > Gran Sasso d'Italia[45] 179,0 Danimarca John Carlsen
1999 Pescara > Gran Sasso d'Italia[45] 253,0 Italia Marco Pantani
2005 Celano > L'Aquila 215,0 Italia Danilo Di Luca
2010 11ª Lucera > L'Aquila 262,0 Russia Evgenij Vladimirovič Petrov

Sci e sport invernalimodifica | modifica sorgente

Al centro del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a circa 20 km dall'Aquila in località Campo Imperatore a 2200 sul livello del mare, è situato un importante complesso turistico, sportivo, storico e scientifico. Il complesso è famoso soprattutto per l'Albergo "Campo Imperatore", rifugio in cui il 26 luglio 1943 fu portato Benito Mussolini che ivi trascorse 48 giorni di prigionia. Ancora oggi sono a disposizione dei visitatori gli alloggi di prigionia del Duce. Numerosi sono gli impianti sciistici del circondario, tra cui ricordiamo Campo Felice, Ovindoli nel Parco regionale naturale del Sirente - Velino e Roccaraso nell'Alto Sangro.

Rifugi in alta montagnamodifica | modifica sorgente

Altri sportmodifica | modifica sorgente

Tra le altre società sportive è importante ricordare la CUS Pallamano L'Aquila, attualmente in Serie A2, e per quanto riguarda la pallacanestro L'Aquila Basket che milita nel campionato di serie C1.

All'Aquila ha inoltre vissuto buona parte della sua vita Ondina Valla, prima atleta italiana a vincere una medaglia d'oro alle Olimpiadi.

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci dell'Aquila e Elezioni comunali all'Aquila.
La torre di Palazzo Margherita vista da Piazza Duomo

Dallo Statuto[47] comunale si ricavano le descrizioni dello stemma, del bollo e del gonfalone.

Gemellaggimodifica | modifica sorgente

L'Aquila è gemellata con:

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b c ISTAT, Popolazione residente al 31 marzo 2013. Comune: L'Aquila. URL consultato il 1º settembre 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 23 maggio 2013.
  4. ^ Stima basata sui flussi pendolari ricavata da uno studio dell'Institute of Regional and Metropolitan Studies di Barcellona del 2009 (si veda Metropolitan Areas in Spain and Italy (PDF), IERN. URL consultato il 4 gennaio 2010. )
  5. ^ È preceduta da Roma, Ravenna, Cerignola, Noto, Sassari, Monreale, Gubbio, Foggia e Grosseto
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  23. ^ [1]
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Bibliografiamodifica | modifica sorgente

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  • Domenico Chiodi, Storia del tennis Aquilano 1921/1995, L'Aquila, Gruppo Tipografico Editoriale, 1997;
  • Domenico Chiodi, L'Aquila cinquanta anni di calcio amatoriale, L'Aquila, Gruppo Tipografico Editoriale, 1995;
  • Domenico Chiodi, Storia del calcio Aquilano, L'Aquila, Gruppo Tipografico Editoriale, 1992;
  • Domenico Chiodi, Le 170 chiese di L'Aquila dal Duecento al Novecento, L'Aquila, Editrice Futura, 1988;
  • Alessandro Clementi, Storia dell'Aquila. Dalle origini alla prima guerra mondiale, Roma-Bari, Laterza, 1998, ISBN 88-420-5453-4;
  • Alessandro Clementi, L'università dell'Aquila dal placet di Ferrante I d'Aragona alla statizzazione. 1458-1982, Roma-Bari, Laterza, 1992, ISBN 88-420-3997-7;
  • Alessandro Clementi, Elio Piroddi, L'Aquila, Roma-Bari, Laterza, 1988, ISBN 88-420-2799-5;
  • Alessandro Clementi, L'arte della lana in una città del Regno di Napoli (sec. XIV-XVI), L'Aquila, Japadre, 1979, ISBN 88-7006-078-0;
  • Luigi Mammarella, L'Abruzzo ballerino. Cronologia dei terremoti in Abruzzo dall'epoca romana al 1915, L'Aquila, Adelmo Polla Editore, 1990;

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