Lubiana

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Lubiana
città
(SL) Ljubljana
Lubiana – Stemma Lubiana – Bandiera
Lubiana – Veduta
Dati amministrativi
Stato Slovenia Slovenia
Regione statistica Slovenia centrale
Sindaco Zoran Janković (Lista Zorana Jankovića) dall'11/04/2012
Territorio
Coordinate 46°03′19.8″N 14°30′29.88″E / 46.0555°N 14.5083°E46.0555; 14.5083 (Lubiana)Coordinate: 46°03′19.8″N 14°30′29.88″E / 46.0555°N 14.5083°E46.0555; 14.5083 (Lubiana)
Altitudine 298 m s.l.m.
Superficie 163,8 km²
Abitanti 274 826[1] (2013)
Densità 1 677,81 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 1000
Prefisso (+386) 01
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 SI-061
Targa LJ
Provincia storica Alta Carniola
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Slovenia
Lubiana
Lubiana – Mappa
Sito istituzionale

Lubiana (in sloveno Ljubljana?·info, pronuncia [ljuˈbljaːna][2]; in tedesco Laibach; in latino Labacum, anticamente Aemona) è la capitale della Repubblica Slovena fin dall'indipendenza (1991). Adagiata sul piccolo fiume Ljubljanica presenta un interessante centro storico in stile barocco e Art Nouveau. L'architettura della città, ricca di case col tetto a punta, risente molto dell'influenza della vicina Austria. La città è divisa in 17 circoscrizioni e ha 33 frazioni. Situata nel centro del paese, la città possiede una popolazione di circa 274.826 abitanti.[3] Lubiana è considerata il cuore culturale, scientifico, economico, politico e amministrativo della Slovenia. Nel corso della sua storia è stata influenzata dalla sua posizione geografica, all'incrocio della cultura tedesca, slava e latina.

Alcuni fattori che contribuiscono alla sua situazione economica sono la presenza di collegamenti viari, la concentrazione di industrie e istituti di ricerca scientifica. Lubiana è la sede del governo centrale, degli organi amministrativi e di tutti i ministeri della Slovenia. È anche la sede del Parlamento e dell'Ufficio del Presidente.

L'attuale sindaco è Zoran Janković.

Etimologia e simbolomodifica | modifica sorgente

Gli storici non hanno ancora raggiunto un accordo riguardo l'origine del nome della città. Alcuni ritengono che il nome derivi da un antico nome slavo Laburus.[4] Altri ritengono che la parola derivi dal termine latino Aluviana seguente ad un'inondazione della città. La derivazione potrebbe ugualmente essere Laubach, nome che significa "palude". Infine, alcuni ritengono che il nome derivi dalla parola slava Luba che significa "amore".[4]

Secondo il famoso mito greco, l'eroe Giasone ed i suoi Argonauti, che avevano trovato il famoso Vello d'oro nella Colchide, si sarebbero poi diretti a nord lungo il fiume Danubio, piuttosto che verso il Mar Egeo.[4] Dal Danubio si sarebbero diretti verso il suo affluente Sava, fino poi alla sorgente del fiume Ljubljanica. Essi demolirono la loro barca per poterla trasportare fino al mar Adriatico, che si trova più a ovest, al fine di ritornare a casa.[4] Entro i comuni dell'attuale Vrhnika e Lubiana, gli Argonauti trovarono un grande lago circondato da una palude. Qui Giasone trovò un mostro. Questo mostro è il drago di Lubiana, che è ora presente sullo stemma e sulla bandiera della città.[4] Diversi draghi alati decorano ad esempio il Ponte dei Draghi (Zmajiski Most). Questo ponte, costruito tra il 1900 e il 1901, è l'opera di J. Zaninovic. Il drago (o lindworm, creatura mezzo serpente e mezzo drago) è anche un simbolo per la città austriaca di Klagenfurt stretta che è stata per secoli il grande centro spirituale sloveno.[5] A causa di questa vicinanza, la leggenda del drago di Lubiana e del lindworm di Klagenfurt sono spesso comparate e connesse.[6] Inoltre, le leggende sono state trattate in modo simile nelle due città in termini di araldica: i blasoni sono in entrambi i casi due draghi verdi, posti su un fondo rosso ed associati ad un edificio.

Geografiamodifica | modifica sorgente

Carta di Lubiana.
Carta del centro storico di Lubiana.

La città, che si estende su una superficie di 275 km², si trova nel centro della Slovenia. La sua posizione centrale tra l'Austria, l'Ungheria, il nord-est dell'Italia (in particolare Venezia) e la Croazia ha fortemente influenzato la storia della città. La città si trova 140 km a ovest di Zagabria, 250 km a nord-est di Venezia, 350 km a sud-ovest di Vienna, e 400 km a sud-ovest di Budapest.[7]

Topografia e idrografiamodifica | modifica sorgente

La città è posizionata a 298 m di altitudine nella valle del Ljubljanica,[4] tra il Carso e la regione alpina.[8] Il castello, situato su una collina a sud del centro storico, si trova a 366 metri sopra il livello del mare, mentre il punto più elevato della città, nominato Hrib Janske, è arroccato a 794 m.[9]

La città è stata costruita in prossimità della confluenza dei fiumi Ljubljanica e Sava ai piedi di una collina. Le acque della Sava confluiscono nel fiume Danubio prima di terminare il loro corso nel Mar Nero.[8]

Geologiamodifica | modifica sorgente

La città si estende su una pianura alluvionale formatasi nell'era quaternaria. Le regioni montagnose vicino sono più antiche, tra il Terziaria (Triassico) e il Secondario.[10]

Lubiana è stata più volte devastata dai terremoti, come nel 1511 e nel 1895.[11] La Slovenia è in effetti su una zona sismica abbastanza attiva, a causa della sua posizione a sud della placca tettonica eurasiatica.[12] Il paese si trova al crocevia di tre zone tettoniche importanti, come le Alpi a nord, le Alpi Dinariche a sud e la pianura della Pannonia ad est.[12] Gli scienziati sono stati in grado di identificare 60 terremoti distruttivi verificatisi nel passato. Una rete di monitoraggio sismico è stato installata in tutto il paese.[12]

Climamodifica | modifica sorgente

Il clima della città e dell'est della Slovenia è moderatamente continentale.[11] Il mese di luglio è solitamente il mese più caldo, mentre gennaio e febbraio sono i più freddi.[13] La temperatura più fredda mai registrata è −28 °C. mentre la temperatura massima è stata di 39 °C.[13] Sono possibili gelate da ottobre a maggio. I mesi più secchi sono da gennaio ad aprile con meno di 100 mm di pioggia.[13] I mesi più piovosi sono giugno e quelli da agosto a novembre.[13]

LUBIANA[14] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 3,0 6,2 11,2 13,5 20,8 23,9 26,5 26,2 21,5 15,3 7,9 3,4 4,2 15,2 25,5 14,9 15,0
T. min. mediaC) -2,8 -1,9 1,4 4,9 9,5 12,7 14,6 14,4 11,1 6,7 1,7 -1,7 -2,1 5,3 13,9 6,5 5,9
Precipitazioni (mm) 71 71 87 103 113 154 117 134 131 147 137 103 245 303 405 415 1 368
Giorni di pioggia 12 10 12 14 15 16 13 12 12 13 14 13 35 41 41 39 156

Distrettimodifica | modifica sorgente

I distretti di Lubiana.

Lubiana si compone di 17 distretti:

  1. Bežigrad
  2. Centro
  3. Črnuče
  4. Dravlje
  5. Golovec
  6. Jarše
  1. Moste
  2. Polje
  3. Posavje
  4. Rožnik
  5. Rudnik
  6. Sostro
  1. Šentvid
  2. Šiška
  3. Šmarna gora
  4. Trnovo
  5. Vič

Storiamodifica | modifica sorgente

Già nel 2.000 a.C., le paludi che circondavano la regione dell'odierna Lubiana iniziarono ad essere colonizzate dalle prime popolazioni che vivevano in edifici di legno su palafitte. Questi uomini vivevano di caccia, pesca, ma anche una primitiva agricoltura. Attraverso barche ricavate dai tronchi d'albero riuscivano a spostarsi all'interno delle paludi. Per il periodo successivo l'area fu un punto di passaggio per numerose popolazioni.[15]

Il territorio in seguito fu colonizzato dai veneti, che furono seguiti della tribù illirica degli Yapodi e infine dalla tribù celtica dei Taurisci nel terzo secolo a.C.[15]

I Romani costruirono nel corso del primo secolo a.C. il castrum di Aemona (anche Iulia Aemona).[16] Il forte fu occupato dalla Legio XV Apollinaris.[17] La città fu distrutta nel 452 dagli Unni guidati da Attila,[16][18] e in seguito dagli Ostrogoti e dai Longobardi.[5] Aemona contava circa 5.000 abitanti e questa regione giocò un ruolo importante in molte battaglie. Le case di mattoni e colorate e intonacate possedevano già un sistema fognario.[16]

Nel VI secolo si insediò il popolo degli sloveni. Nel IX secolo, gli sloveni caddero sotto la dominazione del popolo dei Franchi, subendo spesso attacchi da parte degli ungheresi.[16]

Il nome della città, Luvigana, appare per la prima volta in un documento del 1144.[5] Nel XIII secolo la città è composta di tre zone: Stari trg (centro storico), il Mestni trg (piazza) e Novi trg (città nuova).[16] Nel 1220 riceve lo status di città, potendo quindi battere la propria moneta.[16]

Nel 1270 la Carniola, ed in particolare la città, entra tra i possedimenti Ottocaro II di Boemia.[16] Rodolfo I d'Asburgo ottiene la città nel 1278.[16] La città, ribattezzata Laibach, apparterrà alla casa d'Austria fino al 1797.[5] La diocesi della città è stata fondata nel 1491 e la chiesa di Saint-Nicolas diviene la cattedrale.[16]

Nel XV secolo, la città acquisita fama di centro delle arti. Dopo un terremoto nel 1511, Lubiana viene ricostruita in uno stile rinascimentale ed una nuova cinta è costruita intorno alla città.[19] Nel XVI secolo la sua popolazione è composta di 5.000 abitanti, di cui il 70% di lingua slovena. Nel 1550 vengono stampati i primi due libri in sloveno compresa una traduzione della Bibbia. Nel 1597 sono i Gesuiti a costruire una nuova scuola che è poi diventato un collegio. La città adotta negli anni seguenti uno stile architettonico barocco.[19]

Il dominio degli Asburgo venne brevemente interrotto durante le guerre napoleoniche e tra il 1809 e il 1813 Lubiana fu la capitale delle Province illiriche del Primo Impero francese.[20] Nel 1815 la città divenne austriaca e dal 1816 al 1849 fu parte del Regno austriaco d'Illiria. Nel 1821 la città ospitò il congresso in cui sarà definita la geografia europea degli anni seguenti.[21]

Il primo treno da Vienna arriva in città nel 1849 e nel 1857 la linea è estesa a Trieste.[20] L'illuminazione elettrica arriva nel 1898.[20]

Nel 1895 la città, che conta 31.000 abitanti, è vittima di un grave terremoto di magnitudo 6,1 sulla scala Richter. Il 10% degli edifici è distrutto, anche se si registra un numero di vittime contenuto. Diverse zone della città sono ricostruite in stile Art Nouveau.

Nel 1918, con il collasso dell'Impero Austro-Ungarico, Lubiana passò al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni poi tramutatosi in Regno di Jugoslavia.[5][22] Nel 1929 divenne la capitale della provincia jugoslava della Dravska Banovina.[23]

Durante la Seconda guerra mondiale, la città fu annessa dall'Italia nel 1941. Lubiana e il territorio circostante (Bassa Carniola) divennero una provincia italiana della regione Venezia Giulia, di cui Lubiana fu capoluogo con sigla automobilistica LB. L'attuale territorio comunale era articolato - oltre che nel comune capoluogo di Lubiana Città - anche nei Comuni di Dobrugne / Dobrunje, Gesizza / Ježica e S. Vito / Št Vid. Successivamente arrivarono i tedeschi nel 1943.[22]. In seguito alla sconfitta dell'Asse, nel maggio 1945, le truppe tedesche e le milizie nazionaliste slovene si arresero all'armata comunista di Tito.

Dopo la Seconda guerra mondiale, la città divenne la capitale della Repubblica socialista di Slovenia e integrata alla Jugoslavia fino all'indipendenza avvenuta il 25 giugno 1991.[22] Dal 1991, è la capitale della Slovenia, che ha aderito all'Unione europea nel 2004.[22]. La città è circondata da un anello verde di circa 30 chilometri (dal 1985, un percorso commemorativo che ricorda il recinto di filo spinato con cui gli italiani circondarono la città nella seconda guerra mondiale).[24].

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Urbanisticamodifica | modifica sorgente

Architetturamodifica | modifica sorgente

Nonostante la comparsa di grandi edifici, soprattutto nei dintorni della città, Lubiana mantiene intatto il suo centro storico, dove si mescolano lo stile architettonico barocco e Art nouveau. Lo stile della città è fortemente influenzato da quello delle città austriache di Graz e Salisburgo.

La città vecchia è costituita da due quartieri. Quella del municipio, che ospita le principali opere architettoniche e l'area dei Cavalieri della Croce, dove si trova la chiesa delle Orsoline, l'edificio della società filarmonica (1702) e la casa di Cankar.

Dopo il terremoto del 1511, Lubiana è stata ricostruita sul modello di una città rinascimentale e dopo il terremoto del 1895, che ha gravemente danneggiato la città, è stata nuovamente ricostruita in stile Art nouveau.[20] L'architettura della città è una miscela di stili. Vaste zone della città sono state costruite dopo la Seconda guerra mondiale e trovano spesso un tocco personale dell'architetto sloveno Jože Plečnik.

Il castello di Lubiana domina la collina che sovrasta il fiume Ljubljanica. Il nucleo originale del castello risale al XII secolo di cui sono visibili ancora alcune tracce nei basamenti dei muri attuali, il castello fu la residenza dei margravi, poi duchi di Carinzia. Oltre al castello, le principali opere architettoniche della città sono la Cattedrale di San Nicola, la chiesa di San Pietro, la Chiesa francescana dell'Annunciazione, come il Triplo Ponte e il Ponte dei Draghi.

Nello stile barocco, vicino al municipio si trova la fontana di Robba in piazza Mestni Trg disegnata sul modello di Piazza Navona a Roma. Essa è decorata con un obelisco, ai piedi del quale cifre il marmo bianco simboleggiano i tre principali fiumi della Carniola. È il lavoro dello scultore italiano Francesco Robba (Venezia, 1 maggio 1698 – Zagabria, 24 gennaio 1757) che ha scolpito molte altre statue barocche della città. Le chiese sono intrise di questo stile, che risale a dopo il terremoto del 1511.[25]

L'Art nouveau è stato usato sulle facciate in piazza Prešeren fino al ponte dei Draghi.[26] Influenze nella città si devono all'architetto sloveno Jože Plečnik che ha costruito numerosi ponti compreso il Triplo Ponte, ma anche la biblioteca nazionale.[27]

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Il Castello di Lubianamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Lubiana.

Il castello di Lubiana (Ljubljanski grad) è un castello in stile medievale completamente ristrutturato nella forma attuale nel 1960 è arroccato in cima alla collina che domina il centro storico. La cima della collina fu probabilmente un accampamento dell'esercito romano, dopo un periodo celtico e illirico.

La Cattedrale di San Nicolamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di San Nicola (Lubiana).

La Cattedrale di San Nicola (Stolnica svetega Nikolaja) è l'unica cattedrale di Lubiana. Facilmente identificabili nella città con la sua cupola verde e le due torri, si trova sulla piazza vicino al Vodnik Tromostovje (Triplo Ponte).[28]

Il sito era inizialmente occupato da una chiesa di architettura romanica la cui prima testimonianza risale al 1262.[28] Nel 1361 un incendio provocò la sua distruzione e pertanto fu ricostruita in stile gotico. L'Arcidiocesi di Lubiana arriva nel 1461 e nel 1469, un nuovo incendio devastata l'edificio.[28]

Tra il 1701 e 1706, l'architetto gesuita Andrea Pozzo disegna una nuova chiesa barocca, con due cappelle sui lati per rappresentare una croce latina.[28] La cupola venne costruita nel centro nel 1841.[28] L'interno è decorato con affreschi in stile barocco di Giulio Quaglio, dipinti tra il 1703 il 1706 e tra il 1721 e il 1723.[28]

Ponte dei Draghimodifica | modifica sorgente

Il ponte dei Draghi (Zmajski most) venne costruito tra il 1900 e il 1901, quando la città ancora apparteneva all'Impero Austro-Ungarico. Progettato da un architetto dalmata che aveva studiato a Vienna e costruito da un ingegnere austriaco, il ponte è considerato una delle più belle opere cittadine in stile Art Nouveau[29][30] Nella regione talvolta il ponte prende il soprannome di "matrigna" in riferimento agli spaventosi draghi disposti sui suoi quattro angoli.[31]

Demografiamodifica | modifica sorgente

Nel 1869 Lubiana contava una popolazione di circa 27.000 abitanti.[32] Raggiunse gli 80.000 abitanti a metà degli anni trenta.[22] Prima del 1996, la città arrivò a superare i 320.000 abitanti. Situazione che si spiega però con la riorganizzazione territoriale dei comuni vicini che vennero considerati appartenenti alla città.[9] La crescita della popolazione dal 1999 al 2007 si presenta piuttosto stabile, attestandosi a circa 270.000 abitanti.[33]

Evoluzione demografica - serie storica[33]

1869 1880 1890 1900 1910 1931 1935 1948 1953 1961 1966 1970 1980
26.879 32.265 36.878 45.017 56.844 79.391 85.000 98.914 113.666 135.806 154.690 180.714 265.000

Evoluzione demografica recente[33]

1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007
270 481 271 654 270 032 269 146 268 084 267 192 266 935 267 369 267 920

Linguamodifica | modifica sorgente

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Censimento Slovenia 2002
3,41% madrelingua bosniaca
3,86% madrelingua croata
0,08% madrelingua italiana
3,79% madrelingua serbo-croata
78,86% madrelingua slovena
4,10% madrelingua serba

Governo e la criminalitàmodifica | modifica sorgente

Le elezioni municipali si svolgono ogni quattro anni. Tra il 2002 e il 2006, il sindaco è stato Danica Simsic.[9] Con le elezioni del 22 ottobre 2006 è stato eletto Zoran Jankovič, un importante uomo d'affari della Slovenia, dopo aver raccolto il 62,99% dei voti.[34] La maggioranza nel consiglio comunale ha 23 seggi su 45.[34] Il consiglio comunale approva il bilancio ed è assistito da diversi assessorati che operano nei settori della salute, sport, finanza, istruzione, protezione ambientale e turismo.[35] La circoscrizione elettorale di Lubiana è inoltre composta da 17 distretti che dispongono di autorità locali che lavorano con il Comune e trasmettono le richieste dei loro abitanti.[36]

La giurisdizione della polizia (policija) di Lubiana si estende su una superficie di 3.807 km², che rappresenta il 18,8% del paese.[37] Ci sono 17 posti di polizia che impiegano un totale di 1.380 dipendenti di cui 1.191 poliziotti e 189 civili.[37] Con circa 45.000 reati commessi nel 2007, la giurisdizione della polizia di Lubiana raccoglie più del 50% dei crimini nell'intero paese.[38] Ma in genere, tanto la Slovenia, quanto la città di Lubiana, sono considerate calme e sicure.[39]

Economiamodifica | modifica sorgente

La regione statistica di Lubiana (Osrednjeslovenska) produce circa il 25% dei beni di consumo fabbricati nel paese, e al pari vede nel turismo un'importante voce nella sua bilancia economica. Nel 2003 la popolazione attiva era il 62% del totale. Il 64% dei lavoratori era impegnato nel settore privato e il 36% nel settore pubblico.senza fonte Nel gennaio 2007 la città presentava un tasso di disoccupazione del 6,5% (contro il 7,7% del 2006), rispetto ad una media nazionale del 8,7%.[40] Il PIL pro capite nella regione statistica di Lubiana nel 2005 era di 20.364 euro, mentre la media nazionale era di 14.116 euro.[41]

L'industria rimane il settore che assorbe la fetta principale della forza lavoro della città, soprattutto nel settore farmaceutico, petrolchimico e alimentare. Altri settori comprendono quello banche, finanza, trasporti, edilizia, commercio e turismo. Il settore pubblico offre occupazione nel settore dell'istruzione, cultura, assistenza sanitaria e amministrazione.senza fonte

Per quanto riguarda il settore turistico nel 2007 si sono registrati 719.934 pernottamenti in città, su un totale di 8.261.308 per tutta la Slovenia.[42] Si sono contati 377.954 turisti che si sono avvalsi delle strutture ricettive di Lubiana, mentre il totale della Slovenia ammontava a 2.681.178.[42]

La Borsa di Lubiana (Ljubljanska borsa), è stata acquisito nel 2008 dalla Borsa valori di Vienna che ospita le grandi società slovene.[43] Una parte di esse hanno la loro sede nella regione della capitale. Tra le principali società si distinguono Mercator (distribuzione), Petrol d.d. (compagnia petrolifera), Telekom Slovenije (telecomunicazioni).[44] Ci sono più di 15.000 imprese in città soprattutto nel settore dei servizi.[45]

Trasportimodifica | modifica sorgente

La stazione di Lubiana.

La città è il centro della rete autostradale che collega le viarie città della Slovenia. Fino al luglio 2008 veniva applicato un sistema di pedaggio, ma da allora è stato sostituito da un sistema di vignette autostradali in vigore durante tutto l'arco dell'anno o per 6 mesi. La città, situata nel centro della Slovenia, è collegata con la parte sud-ovest dall'autostrada A1-E70 verso le città italiane di Trieste e Venezia.[46] A nord dall'autostrada A1-E57 per raggiungere la città di Maribor, Graz e Vienna. A est dall'autostrada A2-E70 che collega la città alla capitale croata Zagabria, permettendo di raggiungere l'Ungheria e le principali città della ex-Jugoslavia, come Belgrado.[46] Verso nord-ovest, l'autostrada A2-E61 collega le città austriache di Klagenfurt e Salisburgo.[46]

In città, la rete di autobus è l'unico mezzo di trasporto pubblico. In città è possibile noleggiare biciclette, facilitando la visita turistica.[47]

Dalla stazione ferroviaria di Lubiana è possibile raggiungere la Germania e la Croazia con la linea Monaco-Salisburgo-Lubiana-Zagabria. La seconda linea è la ferrovia Meridionale (Vienna-Trieste) che collega Lubiana da un lato a Maribor e all'Austria (Graz) e dall'altro all'Italia (Venezia e Udine). Una terza linea collega la Slovenia a Budapest in Ungheria.[8] Dall'11 dicembre 2011, non sono più presenti collegamenti ferroviari diretti con l'Italia. La capitale è raggiungibile dall'Italia attraverso autobus con partenza da Trieste gestito dalla slovena Veolia, un servizio di minivan da Mestre gestito dalla DRD d.o.o., oppure sfruttando la ferrovia di Nova Gorica, sul confine italo-sloveno e gestita dalle ferrovie slovene.

L'aeroporto di Lubiana (codice IATA: LJU), situato 26 km a nord della città, offre numerose destinazioni in Europa. Ospita fra le altre compagnie aeree Adria Airways, Air France, Brussels Airlines, EasyJetFinnair e dal 29 ottobre 2012 ospiterà Wizz Air [48] Destinazioni principali sono Amsterdam, Belgrado, Bruxelles, Budapest, Helsinki, Londra, Parigi, Praga e Vienna.[48]

Istruzionemodifica | modifica sorgente

Sede dell'università.

Un settimo della popolazione della città è composto da studenti, il che rende Lubiana una città giovane.[49] L'Università di Lubiana è stata fondata nel 1919.[22] Nel 2008 l'Università di Lubiana presentava 22 facoltà, tre accademie e un collegio. Vengono offerti corsi in lingua slovena su diverse specializzazioni, quali medicina, scienze applicate, arti, diritto e amministrazione.[50] La popolazione studentesca delle università tocca quasi i 64.000 studenti e i docenti sono circa 4.000.

Nel 2004 la biblioteca nazionale e la biblioteca universitaria disponevano di 1.169.090 libri.[9] Nel 2006 nelle 55 scuole primarie erano iscritti 20.802 alunni e nelle 32 scuole secondarie 25.797.[9]

Culturamodifica | modifica sorgente

Nel 2004 Lubiana accoglieva 15 musei, 41 gallerie d'arte, 11 teatri e quattro orchestre professionali.[9] Fra i principali musei vi era il museo di architettura, il museo delle ferrovie, il museo dello sport, il museo nazionale d'arte contemporanea, il museo della fabbrica della birra, il museo di storia naturale della Slovenia e il museo nazionale etnografico sloveno.[51] È presente uno zoo che copre circa 20 ettari e ospita 152 specie di animali. Un mercato di antiquariato si svolge ogni domenica nella città vecchia.[51] Nel 2006, i musei hanno accolto 264.470 visitatori, le gallerie 403.890 e i teatri 396.440.[9]

Ogni anno oltre 10.000 eventi culturali si svolgono nella città, oltre ai dieci festival internazionali di teatro, musica e arte.senza fonte Vengono organizzati festival musicali di musica classica e jazz, come il Summer Festival (Ljubljanski poletni festival). Al centro della regione vinicola slovena, la città è conosciuta come una città del vino. La vite è stata piantata in epoca romana sulle pendici della collina vicino al castello che sovrasta la città.[21]

La città accoglie nel 1701 la prima accademia filarmonica del Paese. L'accademia ha accolto nel tempo musicisti come Joseph Haydn, Ludwig van Beethoven, Johannes Brahms e Niccolò Paganini.senza fonte

La galleria nazionale (Narodna Galerija), fondata nel 1918,[22] e il museo d'arte moderna (Moderna galerija), accolgono alcuni dei più famosi artisti sloveni (compreso Franz Caucig, 1755-1828). Vi è anche un centro dedicato alla cultura alternativa in via Metelkova, ospitato in un ex complesso militare austro-ungarico.[52] Questa via ospita club e sale da concerto, che offrono diversi generi musicali.[53] Nel 1980, Lubiana è diventata il centro del movimento del Neue Slowenische Kunst.

Nei dintorni di Lubiana sorge l'Arboretum Volčji Potok, che con i suoi 85 ettari di estensione è il parco più grande della Slovenia. L'Arboretum è curato da un gruppo di architetti del paesaggio e in esso si svolgono mostre, manifestazioni e programmi educativi.

Sportmodifica | modifica sorgente

HD HS Olimpija, ŠD Alfa, HK Slavija e HDD ZM Olimpija sono le squadre di hockey su ghiaccio di Lubiana. Giocano nei vari campionati della Slovenia e alcuni club anche nel campionato austriaco.[54] Nel basket le principali squadre sono Slovan Ljubljana, ŽKD Ježica Ljubljana e Union Olimpija. Quest'ultima, la cui mascotte è un drago verde, gioca nel Dvorana Tivoli che dispone di 6.000 posti a sedere.[55] Questo spazio ospita anche la squadra di hockey dell'HDD ZM Olimpija.

Le squadre di calcio della città sono l'Olimpia Lubiana e l'Interblock Lubiana.

Nello sci alpino in prima fila si trova Urška Hrovat. Le più vicine piste da sci alpino si trovano 30 km a nord-ovest di Kamnik. La stazione di Krvavec (1.450 m—1.971 m) possiede dieci impianti di risalita con 35 km di piste.[56][57]

La velocista giamaicana dei 100 e 200 m Merlene Ottey è stata naturalizzata slovena nel 2002 e risiede a Lubiana.

Persone legate a Lubianamodifica | modifica sorgente

Comuni limitrofimodifica | modifica sorgente

Città gemellatemodifica | modifica sorgente

Il 18 febbraio 2008 ha firmato un accordo di collaborazione con:

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ SI-STAT Data Portal – Population by age and sex, municipalities, Slovenia, half-yearly. URL consultato il 6 settembre 2011.
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