Oristano

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Oristano
comune
(IT) Oristano
(SC) Aristanis
Oristano – Stemma Oristano – Bandiera
Oristano – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Oristano-Stemma.png Oristano
Sindaco Guido Tendas (centrosinistra) dal 25/6/2012
Territorio
Coordinate 39°54′00″N 8°35′00″E / 39.9°N 8.583333°E39.9; 8.583333Coordinate: 39°54′00″N 8°35′00″E / 39.9°N 8.583333°E39.9; 8.583333
Altitudine 5 m s.l.m.
Superficie 84,63 km²
Abitanti 32 156[1] (31-12-2010)
Densità 379,96 ab./km²
Frazioni Donigala, Massama, Marina di Torre Grande, Nuraxinieddu, Silì
Comuni confinanti Baratili San Pietro, Cabras, Nurachi, Palmas Arborea, Santa Giusta, Siamaggiore, Siamanna, Simaxis, Solarussa, Villaurbana, Zeddiani
Altre informazioni
Cod. postale 09170
Prefisso 0783
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 095038
Cod. catastale G113
Targa OR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti oristanesi
Patrono Sant'Archelao
Giorno festivo 13 febbraio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Oristano
Posizione del comune di Oristano all'interno dell'omonima provincia
Posizione del comune di Oristano all'interno dell'omonima provincia
Sito istituzionale

Oristano (IPA: [orisˈtano][2] Ascolta?·info Aristanis in sardo[3][4]) è un comune italiano di 32.015 abitanti, capoluogo della provincia omonima nella Sardegna centro-occidentale.

È situata nella parte settentrionale della pianura del Campidano, nella regione detta Campidano di Oristano. Istituita capoluogo di provincia il 16 luglio 1974, ha una storia antica, in particolare legata al Giudicato di Arborea ed alla figura di Eleonora d'Arborea.

Geografia fisicamodifica | modifica sorgente

Il golfo di Oristano visto dal monte Arci.

Oristano si trova presso la costa centro-occidentale della Sardegna, di fronte all'omonimo golfo.

Climamodifica | modifica sorgente

Il golfo, di forma approssimativamente ovale, è chiuso da capo Frasca a sud e capo San Marco a nord.

Oristano rimane quindi abbastanza esposta ai venti occidentali. Il vento dominante è il maestrale, che spira da NW e raggiunge per alcuni giorni l'anno intensità di tempesta, con raffiche superiori ai 100 km/h su Capo Frasca. Questi eventi arrivano relativamente smorzati a Oristano (intorno agli 80 km/h) grazie alla moderata schermatura dei due capi, la cui altitudine massima è sugli 80 metri. I maggiori rilievi nella zona sono il Montiferru a N (1015 m. s.l.m.) e il monte Arci a Est (815 m. s.l.m.), troppo lontani per fornire adeguato riparo dalla tramontana e dal levante. La città rimane dunque esposta a tutti i quadranti, in particolare allo scirocco che spirando da sud est può attraversare liberamente l'intera piana del Campidano da Cagliari a Oristano. Della pianura del Campidano Oristano occupa appunto il lembo NW, che risulta essere il più fertile grazie ai sedimenti fini trasportati dal fiume Tirso, sulla cui riva sinistra poggia Oristano a 5 metri sul livello del mare. Il Tirso è il fiume più lungo della Sardegna, l'attraversa in direzione SW lungo l'ampia valle del Goceano per sfociare nel Golfo di Oristano, a circa 4 km in linea d'aria dalla città.

Il clima, temperato delle medie latitudini, presenta la stagione estiva asciutta e calda e inverno fresco e piovoso (clima mediterraneo). Le stagioni intermedie hanno temperature miti e gradevoli.

Oristano è caratterizzata da alti tassi d'umidità, che la rendono una città parecchio umida, soprattutto d'estate. Nonostante ciò è frequentemente ventilata grazie anche alla presenza delle brezze marine che mitigano la calura in estate.

La stagione piovosa si concentra tra ottobre e marzo, mentre la piovosità media è di 580 mm/anno. A volte le dense nebbie comuni nella media valle del Tirso riescono a penetrare nella pianura, arrivando alla città. Non sono rare le brinate invernali, soprattutto nei quartieri periferici della città dove, in gelide notti invernali, la colonnina del mercurio riesce a spingersi qualche grado sotto lo zero.

Dati climatologici Capo Frasca (1971/2000)modifica | modifica sorgente

Nonostante disti in linea d'aria circa 18 km e si trovi in provincia di Medio-Campidano, la stazione di riferimento per la provincia di Oristano è situata a Capo Frasca che, assieme a Capo San Marco, formano il golfo di Oristano. Essendo posta ad un passo dal mare, ne risentono soprattutto i valori di temperatura minima nei mesi invernali (nettamente più alti rispetto alla più interna città) e i valori di temperatura massima estivi, decisamente mitigati dalla immediata vicinanza dal mare.

In base alle medie climatiche del periodo 1971-2000, la temperatura media del mese più freddo, febbraio, è di +10,4 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +25,0 °C; mediamente si contano zero giorni di gelo all'anno e 21 giorni con temperatura massima uguale o superiore ai +30 °C. I valori estremi di temperatura registrati nel medesimo trentennio sono i -4,8 °C del gennaio 1981 e i +41,6 °C dell'agosto 1999.

Le precipitazioni medie annue si attestano a 529 mm, mediamente distribuite in 71 giorni di pioggia, con minimo in estate e moderato picco massimo in autunno.

L'umidità relativa media annua fa registrare il valore di 81 % con minimi di 78 % a giugno, a luglio, ad agosto e a settembre e massimo di 85 % a gennaio; mediamente si contano 10 giorni di nebbia all'anno.

Di seguito è riportata la tabella con le medie climatiche e i valori massimi e minimi assoluti registrati nel trentennio 1971-2000 e pubblicati nell'Atlante climatico d'Italia del Servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare relativo al medesimo trentennio.[5]

CAPO FRASCA
(1971-2000)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 13,2 13,2 14,7 16,7 20,8 24,5 27,8 28,8 26,0 21,9 17,3 14,4 13,6 17,4 27,0 21,7 19,9
T. min. mediaC) 7,6 7,5 8,6 10,3 13,7 17,3 20,1 21,1 18,7 15,3 11,3 8,8 8,0 10,9 19,5 15,1 13,4
T. max. assolutaC) 19,6
(1979)
20,2
(1977)
25,4
(1981)
29,2
(1992)
33,4
(1999)
36,0
(1994)
41,4
(1993)
41,6
(1999)
37,0
(1993)
36,0
(1981)
27,8
(1985)
21,2
(1989)
21,2 33,4 41,6 37,0 41,6
T. min. assolutaC) -4,8
(1981)
-1,2
(1984)
0,4
(1971)
3,6
(1979)
6,6
(1987)
10,6
(1991)
12,6
(1981)
14,4
(1981)
9,2
(1977)
6,0
(1974)
2,0
(1972)
-1,8
(1980)
-4,8 0,4 10,6 2,0 -4,8
Giorni di calura (Tmax ≥ 30 °C) 0 0 0 0 0 3 7 8 3 0 0 0 0 0 18 3 21
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Precipitazioni (mm) 50,0 60,5 44,4 51,4 32,8 16,7 4,4 7,3 34,2 69,7 92,5 65,0 175,5 128,6 28,4 196,4 528,9
Giorni di pioggia 8 8 7 8 5 2 1 1 4 8 10 9 25 20 4 22 71
Giorni di nebbia 1 1 1 1 1 0 1 1 0 1 1 1 3 3 2 2 10
Umidità relativa media (%) 85 83 82 82 80 78 78 78 78 81 83 84 84 81,3 78 80,7 81

Storiamodifica | modifica sorgente

Eleonora d'Arborea

La bizantina Aristianis, sorta presso l'antica città fenicia di Othoca, l'attuale Santa Giusta, divenne un centro importante nel 1070, quando l'arcivescovo arborense Theoto vi trasferì la sede vescovile, abbandonando l'ormai decaduta Tharros, e il Giudice Orzocco I la eresse a capitale del Giudicato di Arborea.[6] Prima di allora è ragionevole pensare che vi fosse un borgo abitato da contadini e allevatori cresciuto all'ombra delle più importanti città vicine. Questo trasferimento probabilmente fu dovuto alle incursioni saracene che in quegli anni imperversavano sul litorale occidentale sardo, e alle quali la città di Tharros era soggetta. La nuova città era invece protetta dalle eventuali incursioni nemiche da barriere naturali quali gli stagni di Santa Giusta e la biforcazione del fiume Tirso, che prima di arrivare ad Oristano si divideva in due rami, di cui uno passava a nord e l'altro a sud della città.

Stemma del Giudicato d'Arborea: albero sradicato arborense e pali d'Aragona

Il medioevo oristanese fu caratterizzato da numerose guerre tra il giudicato arborense e gli altri regni sardi. Nel 1198 il giudicato venne invaso dal Giudice di Cagliari Guglielmo I Salusio IV che dilagò sulla capitale spargendo distruzione. La città fu presto ristrutturata dai successivi giudici arborensi del XIII e XIV secolo che migliorarono l'antiche fortificazioni, erette dal Giudice Barisone, attraverso la costruzione di circa ventotto torri e l'innalzamento delle mura cittadine fino ai dieci-quindici metri. Oristano all'epoca contava circa 10.000 abitanti e comprendendo i sobborghi di San Lazzaro, Nono, Maddalena e Vasai raggiungeva un'estensione di circa 27 ettari. La forma della città a fuso era tipica della città-fortificata medioevale italiana. La reggia giudicale si trovava nell'attuale Piazza Manno, in passato denominata "Sa Majorìa".[7]

Il Giudicato di Arborea nel 1324 si alleò coi catalano-aragonesi per la conquista dei territori pisani, per poi passare a contrastare lungamente gli stessi dalla conquista del resto dell'isola per unificare il Regno di Sardegna. La lunga e sanguinosa guerra culminò nel tentativo di egemonia sull'intera isola operato dal giudice Mariano IV, 1347-75, e dai suoi figli Ugone III (1376-83) ed Eleonora, 1383-1404, reggente dei figli, e devastò l'intera Sardegna oltre che i due schieramenti, anche a causa delle epidemie di peste. Il Giudicato di Arborea fu il più longevo dei giudicati sardi, e cessò di esistere nel 1420, quando l'ultimo sovrano di Arborea, Guglielmo III di Narbona, cedette quel che rimaneva dell'antico regno alla Corona aragonese per 100.000 fiorini d'oro, non riuscendo più a invertire le forze in campo in seguito alla Battaglia di Sanluri del 1409.

Acquisito quindi dagli aragonesi fu nel 1420 trasformato in marchesato a favore di Leonardo Cubello, discendente da Ugone II di Arborea.

Leonardo Alagon, ultimo marchese di Oristano, tentò di rivendicare i propri territori dal Viceré, ma nel 1478 a Macomer il suo esercito subì una pesantissima sconfitta e il marchesato fu annesso definitivamente all'Aragona.

Stemma di Oristano in epoca spagnola

Da quel momento Oristano, elevata al rango di città regia il 15 agosto 1479,[8] seguì la comune storia della Sardegna attraverso le dinastie aragonese-spagnola, fino al 1708, e sabauda, dal 1720. Nell'aprile del 1921 Davide Cova, Emilio Lussu, Camillo Bellieni e altri reduci sardi della prima guerra mondiale fondarono in città il Partito Sardo d'Azione. Staccandosi col suo circondario dalla Provincia di Cagliari, divenne infine capoluogo della neonata Provincia di Oristano il 16 luglio 1974.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Giudicato di Arborea e Marchesato di Oristano.

Monumenti e luoghi di interessemodifica | modifica sorgente

Il campanile della cattedrale di Santa Maria Assunta

Architetture religiosemodifica | modifica sorgente

  • Cattedrale di Santa Maria Assunta (1130). Distrutta in un assedio, è stata ricostruita sotto il regno di Mariano II. Della struttura originale rimangono solo basi dell'abside e del campanile e la cappella del Rimedio, che ospita alcune sculture medievali.
    Nel 1733 la Cattedrale gotica del XIII secolo fu abbattuta per far posto ad una barocca. Alla ricostruzione del XVII secolo appartiene la Cappella dell'Archivietto. Al suo interno sono custodite le reliquie di Sant'Archelao.
  • Seminario Tridentino, edificato nel 1712.
  • Antica Canonica della Cattedrale.
  • Chiesa di San Francesco, in stile neoclassico, l'attuale chiesa è opera dell'ingegnere cagliaritano Cima nel 1835
  • Chiesa e monastero di Santa Chiara, il complesso venne edificato nel 1343 ad opera del Giudice Pietro III di Arborea su una preesistente chiesa dedicata a San Vincenzo. È un edificio in stile Franco-Gotico con una singola navata e un'abside quadrata.
  • Chiesa e chiostro del Carmine. Opera dell'architetto Viana, fu costruita su commissione del Marchese d'Arcais in uno stile Barocco-Rococò. Si tratta di uno dei migliori esempi di Barocco e Rococò oristanesi.
  • Chiesa del Santo Spirito, la chiesa è citata in alcuni documenti del XVI, ma solo un'indagine archeologica potrebbe rivelare con esattezza le origini più antiche di questo edificio, che secondo alcune ipotesi rimanderebbe all'età bizantina.
  • San Sebastiano, conosciuta anche come San Sebastiano fuori le mura, era l'unica chiesa medievale, con San Martino, che si trovava fuori dal circuito murario della città, era frequentata soprattutto da pellegrini e contadini.
  • Basilica del Rimedio, si trova nella frazione di Donigala Fenughedu, è meta di pellegrinaggio durante i giorni di N.S. del Rimedio l'8 settembre.
  • Chiesa e monastero delle Cappuccine, l'intero complesso religioso della chiesa e del convento delle monache cappuccine venne edificato nel 1739 ad opera del facoltoso cittadino oristanese Pietro Ibba.
  • Chiesa della Beata Vergine Immacolata e convento dei cappuccini, la chiesa e l'annesso convento furono eretti nel 1608 ad opera della munificenza del nobile oristanese Domenico Paderi. Il complesso subito edificato fuori dalla cinta muraria, sulla strada che porta verso la chiesa e il convento di San Martino, sin dalle origini ospita i padri cappuccini.
  • Chiesa di San Martino, citata nel testamento di Ugone II del 1335, fu edificata presumibilmente nel XIII sec. e mostra scolpiti in un capitello, gli stemmi con i pali d'Aragona affiancati all'albero eradicato d'Arborea.
  • Chiesa e Convento di San Domenico, vennero edificate nel 1634 ad opera del nobile oristanese don Baldassare Paderi. L'intero complesso ospitò i frati domenicani fino al 1832.
  • Oratorio della Purissima, antica cappella oratorio della Confraternita dell'Immacolata Concezione detta della Purissima, documentata già dal XVII secolo.
  • Chiesa di San Sebastiano, edificata sul finire del XVI e gli inizi del XVII secolo, è considerata la più antica chiesa parrocchiale dei borghi della città.
  • Chiesa e ospedale di Sant'Antonio Abate (Hospitalis Sancti Antoni), citato nel testamento di Ugone II d'Arbore del 1335 è situato all'interno della città murata, era adibito all'assistenza dei malati. La chiesa di Sant'Antonio annessa all'ospedale, di origine gotica, presenta un campanile a vela a due luci e risulta con l'orientamento della facciata ad ovest.
  • Chiesa di San Mauro Abate
  • San Giovanni dei fiori, inizialmente chiamata San Giovanni di fuori, era una delle chiesette campestre della città medievale
  • Sant'Efisio. Chiesa barocca risalente al XVIII secolo, si trova nel quartiere di Su Brugu
  • Santa Lucia. Chiesa attualmente in stile neoclassico, si trova nel centro storico poco distante dalla chiesa di santa Chiara.
  • Chiesa di San Saturnino, riedificata nel 1901, risulta sovrapposta un antichissimo edificio chiesastico intitolato al martire cagliaritano San Saturno. Offre al suo interno un altare maggiore realizzato in pregevole marmo toscano.
  • Cimitero di San Pietro, l'edificazione risale al 1835 ad opera di Monsig. Giovanni Bua, Arcivescovo Arborense.
  • Chiesa di Santa Petronilla, l'edificio di origine medievale, nel corso dei secoli ha subito numerosi interventi. Di origine romanica documentata già nel 1341, si presenta con un impianto mononavato. Al suo interno si conservano gli antichi simulacri lignei della santa titolare della chiesa, si trova nella frazione di Donigala Fenugheddu.
  • Chiesa di Santa Maria Maddalena, la prima menzione di trova nel testamento di Ugone II del 1335 e la sua edificazione in uno stile che vede ancora motivi legati al romanico ma con inserimenti gotici è databile agli inizi del XIV sec., si trova nella frazione di Sili.
  • Chiesa di San Nicola, Oratorio delle Anime, si trova adiacente alla chiesa parrocchiale del XV sec. dedicata a Santa Maria Assunta. Il suo impianto risalirebbe all'epoca altomediovale, mentre gli interventi successivi sono di epoca romanica, probabilmente della prima metà del XIII secolo, si trova nella frazione di Massama.

Chiese modernemodifica | modifica sorgente

  • San Paolo Apostolo. Ubicata nei quartieri di Toràngius e Axi Anadis è stata costruita negli anni novanta, è stata mantenuta dai frati francescani di San Francesco fino al 2013, ora è mantenuta dal parroco di San Sebastiano e da un vice parroco
  • San Giuseppe lavoratore. Si trova nella nuova zona di Sa Rodia.
  • Sacro Cuore. Ubicata nella zona che prende il suo nome e che prima era chiamata "Corea", è una chiesa in cemento armato risalente agli anni sessanta-settanta.
  • San Giovanni Evangelista. Si trova nel quartiere San Nicola.
Torre di San Cristoforo

Architettura civilemodifica | modifica sorgente

  • Palazzo degli Scolopi - piazza Eleonora - sede del Comune
  • Palazzo Giudicale (ex carcere), le prime fonti che ne testimoniano l'esistenza si trovano nelle cronache dell'arrivo in Oristano dell'Arcivescovo di Pisa, Federico Visconti nel 1263. Notizia confermata nel testamento del Giudice Ugone II nel 1335, che lo localizza su un lato della piazza Maioria, l'odierna piazza Manno.
  • Cinta Muraria, il circuito murario della città di Oristano, si snodava per un percorso di 2 km lungo le attuali via Mazzini, Anjoy, V.Emanuele II, D'uomo e De Castro, rafforzato da torrioni difensivi merlati in corrispondenza delle porte e da 28 torrette quadrilatere.
  • Palazzo d'Arcais - corso Umberto (via Dritta) - sede della Provincia
  • Casa di Eleonora, lungo la via Parpaglia.
  • Seminario Arcivescovile - via Duomo
  • Teatro San Martino
  • Teatro Garau
  • Palazzo Falchi - corso Umberto (via Dritta)
  • Palazzo Carta - piazza Eleonora
  • Casa de La Ciudad - piazza di Città (piazza Eleonora)
  • Palazzi Bastogi (palazzi SAIA), chiaro esempio di architettura razionalista ad Oristano - via Cagliari.
  • Palazzo So.Ti.Co., è tutt'oggi al centro di numerose polemiche per via del suo contrasto urbanistico con la prospiciente Torre di San Cristoforo - piazza Roma.
  • Palazzo Tolu - Via Vittorio Emanuele II
  • Gran Torre, presso la borgata di Torre Grande.
  • Portale di Vito Siotto, si trova nella frazione di Donigala Fenugheddu.
  • Su Ponti Mannu, ingresso Oristano Nord.

Monumentimodifica | modifica sorgente

Statua di Eleonora d'Arborea
  • Torre di Mariano II o Torre di San Cristoforo o Port'a Ponti. Eretta nel 1290, era una delle due principali porte d'ingresso dell'antica cinta muraria, si trova nell'attuale piazza Roma. La gemella Torre di San Filippo o Port'a Mari, che era ubicata nell'attuale Piazza Manno, è stata abbattuta nel 1907, quando in grave stato di abbandono e fatiscenza fu giudicato "di nessun valore artistico o culturale" da parte del Ministero della Pubblica Istruzione.
  • Torrione di Portixedda
  • Statua di Eleonora d'Arborea, è stata realizzata dallo scultore Ulisse Campi e dell’architetto Mariano Falcini, e la sua inaugurazione ha avuto luogo il 22 maggio 1881.[9]
  • Monumento ai Caduti di tutte le guerre, in Piazza Mariano IV

Societàmodifica | modifica sorgente

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[10]

Culturamodifica | modifica sorgente

Istruzionemodifica | modifica sorgente

Museimodifica | modifica sorgente

  • Museo archeologico Antiquarium Arborense
  • Raccolta dell'opera del Duomo
  • Pinacoteca Comunale "Carlo Contini"

Persone legate a Oristanomodifica | modifica sorgente

Mariano IV d'Arborea, giudice
Leonardo Alagon, ultimo Marchese di Oristano (1470-78)

Feste e fieremodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sa Sartiglia.
La Sartiglia
Sartiglia

La manifestazione più importante è la Sartiglia: giostra equestre di origine forse medievale, lascito della dominazione catalana, che si tiene l'ultima domenica e l'ultimo martedì di carnevale. È organizzata dai due gremi più antichi di Oristano: il gremio dei contadini, che corre la domenica e il gremio dei falegnami che corre il martedì. Il capo-corsa è "Su Componidori", lo accompagna il secondo "Su Secundu", il terzo "Su Terzu Cumpoi" e un certo numero di cavalieri. Partecipano alla sartiglia 40 pariglie, scelte tramite selezioni, per un totale di 120 cavalieri.

La particolarità di "Su Componidori" è che dal momento in cui gli viene apposta sul viso la tradizionale maschera non potrà assolutamente più toccare terra fino al termine della manifestazione, che si concluderà circa 6/7 ore dopo; tradizione vuole che una sua eventuale caduta da cavallo porti a un'annata di carestia e sciagure in genere. Ciascun cavaliere prende la rincorsa lungo la via Duomo "seu de Santa Maria" e tenta di raggiungere con la spada una stella appesa ad un nastro, posto a circa metà del percorso. Tradizione vuole che maggiore sia il numero delle stelle conquistato, migliore sarebbe l'auspicio della fortuna, la fertilità dei campi nel nuovo anno.

A fine corsa, "Su Componidori" benedice la folla con un mazzolino di viole "Sa Pippia de Maiu".
Dopo la Sartiglia si corre la "Pariglia", lungo "s'arruga de Santu Sebastianu" l'attuale via Mazzini. I cavalieri, in questo caso corrono a tre per volta, combinandosi in varie figure, con temerarie acrobazie, in piedi sulle groppe degli animali e in vari altri modi, formando triadi, si esibiscono in evoluzioni sui cavalli in corsa.

Costume tradizionale di Oristano
  • Il martedì dopo Pentecoste si festeggia, nella chiesa di San Martino, la Madonna d'Itria con una processione alla quale partecipano anche diversi gruppi in costume e con un concerto di suoni e canti sardi nella piazza omonima.
  • L'8 settembre si festeggia la Madonna del Rimedio.

Infrastrutture e trasportimodifica | modifica sorgente

Trasporto pubblicomodifica | modifica sorgente

Il trasporto pubblico a Oristano è effettuato dall'ARST[11], che ha 12 linee non attivate contemporaneamente nello stesso periodo.

  • Linea 1 CIRCOLARE ESTERNA DESTRA, Linea 2 CIRCOLARE ESTERNA SINISTRA → girano all'interno della città passando per la Stazione di Oristano
  • Linea 3 CENTRO STORICO → attraversa tutto centro storico
  • Linea 4 Oristano - Silì - Oristano
  • Linea 5 Oristano - Nuraxinieddu - Massama
  • Linea 6 Oristano - Rimedio - Donigala Fenughedu - Rimedio - Oristano
  • Linea 7 Oristano - Tiria - Oristano → pullman che va verso la frazione di Tiria posta ai piedi del Monte Arci.
  • Linea 8 Oristano - Marina di Torre Grande - Oristano (INVERNALE)
  • Linea 9 Oristano - Marina di Torre Grande - S. Nicola - Oristano (ESTIVA) → pullman che va alla Marina di Torre Grande passante per il quartiere San Nicola posto SUD-OVEST di Oristano.
  • Linea 10 Oristano - Marina di Torre Grande - Torangius - Oristano (ESTIVA) → pullman che va alla Marina di Torre Grande passante per il quartiere Torangius posto NORD-EST di Oristano.
  • Linea 11 Oristano - Marina di Torre Grande - Oristano (NOTTURNA ESTIVA)
  • Linea 12 Frazioni (corse FESTIVE dal 16-09 al 15-06)

Trasporto aereomodifica | modifica sorgente

A una distanza di 4 km a est dal centro urbano è situato l'Aeroporto di Oristano-Fenosu intitolato al trasvolatore oristanese Ernesto Campanelli. Accoglie traffico di aviazione civile. Attualmente non sono attivi voli di linea.

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1994 1998 Mariano Scarpa centro-sinistra Sindaco
1998 2002 Piero Ortu centro Sindaco
2002 2007 Antonio Barberio centro-destra Sindaco
2007 2011 Angela Eugenia Nonnis centro-destra Sindaco
2011 2012 Antonio Ghiani Commissario Prefettizio
2012 in carica Guido Tendas centro-sinistra Sindaco

Gemellaggimodifica | modifica sorgente

Sportmodifica | modifica sorgente

Atletica leggeramodifica | modifica sorgente

Nella città è presente anche uno stadio per atletica leggera, il campo CONI. Sono presenti 3 società facente parte Federazione Italiana di Atletica Leggera

  • Società Sportiva Atletica Oristano
  • Marathon Club Oristano
  • Dinamica Sardegna

Baseballmodifica | modifica sorgente

Nel 2007 si è riformata una società di baseball, il Baseball Club Oristano A.S.D. attualmente milita nei campionati giovanili e nel 2008 ha vinto il primo titolo regionale in categoria ragazzi (under 12).

Calciomodifica | modifica sorgente

Nel calcio, l'S.P. Tharros Oristano Calcio ha preso parte per vari anni alla Serie D. Le attività si svolgono presso lo stadio Tharros che ha una capienza di 3.000 spettatori.

Le altre squadre calcistiche della città sono:

Nel calcio femminile l'Atletico Oristano ha partecipato al campionato di Serie A nelle stagioni 2004-05 e 2005-06.

Rugbymodifica | modifica sorgente

Nella città è presente una squadra di rugby, l'A.S.D. Rugby Oristano, che milita nel campionato a 15 maschile di Serie "C" regionale e Coppa Italia a 7 femminile.

Scacchimodifica | modifica sorgente

Nella città è presente un'associazione scacchistica, la A.S.D. Oristano Scacchi.

Personalità sportive legate a Oristanomodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 30 marzo 2013.
  3. ^ Toponimo ufficiale in lingua sarda ai sensi dell'articolo 10 della Legge n. 482 del 15.12.1999, adottato con Delibera di Consiglio Comunale n. 72 del 15.09.2010 [1]
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 457.
  5. ^ Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare
  6. ^ Francesco Cesare Casula, op. cit., p.312-313
  7. ^ Francesco Cesare Casula, op. cit., p.313
  8. ^ Francesco Cesare Casula, op. cit., p.421
  9. ^ Si veda il sito di "monumenti aperti", http://www.monumentiaperti.com/scheda.php?idm=746
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ [2] Orari ARST
  12. ^ Canottaggio, dopo 25 anni un Abbagnale ancora medaglia d'oro in Corea in Repubblica.it, 30 agosto 2013. URL consultato il 1º settembre 2013.

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