Pietro Maffi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pietro Maffi
cardinale di Santa Romana Chiesa
Cardinal Pietro Maffi.jpg
Foto scattata al Collegio Sant'Arcangelo di Fano in occasione del Congresso Eucaristico.
CardinalCoA PioM.svg
In fide et lenitate
Incarichi ricoperti Vescovo ausiliare di Ravenna
Vescovo titolare di Cesarea di Mauritania
Arcivescovo di Pisa
Primate di Sardegna e Corsica
Cardinale presbitero di San Crisogono
Nato 12 ottobre 1858
Ordinato presbitero 1881
Consacrato vescovo 11 giugno 1902, dal cardinale Lucido Maria Parocchi
Elevato arcivescovo 22 giugno 1903
Creato cardinale 15 aprile 1907 da papa Pio X
Deceduto 17 marzo 1931
« Benemerito della triplice causa della Fede, della scienza, e del pastorale ministero »
(Eugenio Pacelli, Segretario di Stato vaticano e futuro Papa Pio XII)

Pietro Maffi (Corteolona, 12 ottobre 1858Pisa, 17 marzo 1931) è stato un cardinale e astronomo italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Nacque a Corteolona il 12 ottobre 1858. Entrò in seminario nel 1875 e fu ordinato presbitero nel 1881. Dopo esser diventato vicario generale dell'arcivescovo Riboldi di Ravenna nel 1901, il 9 giugno dell'anno successivo venne nominato vescovo ausiliare della medesima arcidiocesi e, allo stesso tempo, titolare di Cesarea di Mauritania. Ricevette la consacrazione episcopale per le mani del cardinale Lucido Maria Parocchi l'11 giugno 1902.

Elevato alla dignità arcivescovile con il titolo di Pisa nel 1903 da papa Leone XIII[1], fece il suo solenne ingresso nella città alfea il 10 gennaio del 1904. Nel periodo pisano fu anche nominato per un breve periodo, dal 14 settembre 1906 all'8 novembre 1908, amministratore apostolico della diocesi di San Miniato.

Maffi venne creato cardinale da papa Pio X nel concistoro del 15 aprile 1907 e, il 18 aprile dell'anno successivo, anche cardinale presbitero di San Crisogono. L'8 gennaio del 1930 celebrò, nella cappella Paolina del Quirinale, il matrimonio tra il principe Umberto di Savoia e la principessa Maria José. Morì il 17 marzo dell'anno successivo.

La sua intensissima attività di vescovo è testimoniata dalle numerose opere di cui fu promotore. In ben due conclavi, nel 1914 e nel 1922, si parlò di lui come "papabile".

Attività pastoralemodifica | modifica sorgente

Durante il suo periodo alla guida dell'arcidiocesi pisana, Pietro Maffi si distinse per una grande attività pastorale, potenziando le organizzazioni cattoliche territoriali[2], migliorando il seminario e il collegio di Santa Caterina, ripristinando la facoltà teologica e creandovi la Cattedra di sociologia, affidata a Giuseppe Toniolo. Venne spesso ricordato come un paterno consigliere dai sacerdoti diocesani, le cui parrocchie più lontane e isolate non disdegnò mai di visitare. Nel 1911. proprio alla partenza dei soldati per la guerra di Libia, rivolse loro un saluto, pronunciato l'11 ottobre nella Chiesa dei Cavalieri di Pisa e volto a combattere i musulmani per la vittoria del cristianesimo

Attività scientificamodifica | modifica sorgente

Insegnò fisica, matematica e scienze naturali presso il Seminario di Pavia, dove curò anche la creazione dell'Osservatorio astronomico. Nel 1900 fondò la «Rivista di fisica, matematica e scienze naturali», con lo scopo di diffondere la conoscenza di tali discipline in Italia.

Pietro Maffi.jpg

Nel 1904 papa Pio X lo chiamò alla presidenza della Specola Vaticana, incarico che conservò fino al 1931. Maffì trasferì l'istituto dalla storica sede della Torre di Venti in un ambiente più adeguato.

Grazie alla sua opera la Specola fu inserita nell'elenco ufficiale degli Osservatori incaricati di redigere la carta fotografica e il catalogo stellare.

Come scienziato furono particolarmente apprezzati i suoi studi meteorologici e sulle stelle cadenti. Per approfondire lo studio delle stelle cadenti inventò il globo meteoroscopico, una riproduzione del cielo stellato illuminata dall'interno da una lampada colorata. Tramite una matita colorata si segnavano le tracce delle stelle luminose, permettendo così di individuarne la direzione. Ebbe rapporti con Giovanni Virginio Schiaparelli, Lazzaro Spallanzani, Guido Alfani e Francesco Maria Denza.

Eredità culturalemodifica | modifica sorgente

Il suo nome è legato a una grande istituzione culturale, la «Biblioteca Maffi». Composta da più di 50.000 fra volumi e opuscoli (dei quali molti antichi e di pregio: 123 manoscritti, 23 incunaboli, 764 cinquecentine e rare edizioni dal Seicento all'Ottocento), ancora oggi è stimata dalla Soprintendenza ai beni librari della Regione fra i più ricchi giacimenti privati della Toscana.

L'"Opera Cardinale Maffi", a lui ispirata, si occupò per tutto il XX secolo di acquisire, restaurare e destinare ad attività pastorali varie strutture dislocate nel territorio. Nel 2005 l'Opera è stata sciolta e le competenze trasferite all'Arcidiocesi pisana.

Operemodifica | modifica sorgente

Pietro Maffi fu un appassionato divulgatore dell'astronomia. La sua opera più famosa fu Nei cieli: pagine di astronomia popolare, pubblicato nel 1896, che ebbe due nuove edizioni e numerose ristampe. Inoltre fu autore di La cosmografia nelle opere di Torquato Tasso. La sua attività di vescovo è raccontata nelle Lettere pastorali, omelie e discorsi (1912, 1920, 1931). Come letterato ha lasciato due romanzi giovanili: Fior che muore e Gli sparvieri.

Genealogia episcopalemodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Genealogia episcopale.

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
— 1930
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 1930
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia
— 1930

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ A tal proposito si racconta che papa Leone XIII, quando qualcuno propose il monsignore lucchese Maffi per sostituire il defunto Capponi, commentò: "Non ricordate Dante? ... I pisani veder Lucca non ponno ...".
  2. ^ Tra queste ricordiamo la sottoscrizione, avvenuta il 17 luglio 1914, del Regolamento dell'Istituto Suore "Figlie di Nazareth" fondato da padre Agostino da Montefeltro.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Giorgio Batini, Album di Pisa, Firenze, La Nazione, 1972.
  • Gabriella Rossetti, Il tesoro ritrovato: cronaca di un salvataggio, Pontedera, Bandecchi & Vivaldi, 2007.

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Predecessore Vescovo titolare di Cesarea di Mauritania Successore BishopCoA PioM.svg
Biagio Pisani 9 giugno 1902 - 22 giugno 1903 Thomas Francis Brennan
Predecessore Arcivescovo di Pisa Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Ferdinando Capponi 22 giugno 1903 - 17 marzo 1931 Gabriele Vettori
Predecessore Primate di Corsica e Sardegna Successore PrimateNonCardinal PioM.svg
Ferdinando Capponi 22 giugno 1903 - 17 marzo 1931 Gabriele Vettori
Predecessore Cardinale presbitero di San Crisogono Successore CardinalCoA PioM.svg
Francesco di Paola Cassetta 15 aprile 1907 - 17 marzo 1931 Theodor Innitzer

Controllo di autorità VIAF: 43036231 LCCN: n80040248








Creative Commons License