Quinta battaglia dell'Isonzo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Quinta battaglia dell'Isonzo
Italian Front 1915-1917.jpg
Mappa degli avanzamenti italiani nelle battaglie dell'Isonzo.
Data 9-15 marzo 1916
Luogo Valle del fiume Isonzo
Esito Offensiva italiana respinta
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
286 battaglioni (più 90 di riserva), 1360 pezzi d'artiglieria 100 battaglioni (più 30 di riserva), 470 pezzi d'artiglieria
Perdite
1.882 tra morti, feriti, dispersi 1.985 tra morti e feriti
Voci di battaglie presenti su Wikipedia

La Quinta battaglia dell'Isonzo fu combattuta tra il 9 e il 15 marzo 1916 tra l'esercito italiano e quello austro-ungarico.

Antefattimodifica | modifica sorgente

Durante metà del 1915 le truppe italiane non riuscirono a sfondare le linee austro-ungariche lungo il fiume Isonzo, nonostante i numerosi tentativi. Il generale Cadorna, in base agli accordi della conferenza di Chantilly del 15 novembre 1915, ricevette l'ordine di attaccare per spostare l'attenzione degli Imperi Centrali da Verdun.[1][2]

Battagliamodifica | modifica sorgente

La battaglia quindi si svolse sul Carso e sulla testa di ponte di Tolmino, dove gli italiani attaccarono il Mrzli, il S.Maria, il Podgora, la cima 4 del Monte San Michele, la Cappella Diruta e San Martino del Carso.[2][3], da dove provenivano i rinforzi austro-ungarici diretti alle linee sul monte. In realtà più che di una vera e propria battaglia si trattava di scaramucce, brevi scontri, con l'intento di tenere occupato il nemico, senza un bersaglio ben preciso. Gli attacchi erano infatti a discrezione dei singoli comandanti e non dell'Alto Comando.[4] Gli scontri andarono affievolendosi per via delle condizioni climatiche sfavorevoli.[1]

In maggio gli italiani dovettero inoltre affrontare una controffensiva austro-ungarica sul Trentino, che costrinse Cadorna a spostare mezzo milione di soldati dal Carso al Trentino. Ciò comportò un affievolirsi degli scontri sull'Isonzo fino a farli cessare completamente.[1]

Nei pressi di Gorizia delle scaramucce tra i due eserciti continuarono per mesi. Il 29 giugno del 1916, vi fu il primo attacco austro-ungarico con il gas tossico. Colti nel sonno, nelle linee del Monte San Michele, 2 700 italiani morirono e circa 4 000 rimasero gravemente intossicati. I soldati italiani dell'XI Corpo d'Armata riuscirono comunque a fermare il nemico, rimediando a ciò che sembrava ormai irrimediabile.[5][2]

Conclusionemodifica | modifica sorgente

La distruzione della Strafexpedition austro-ungarica rialzò il morale degli italiani che ottennero una prima vera vittoria. Sull'onda di tale successo, gli scontri ripresero sull'Isonzo in agosto del 1916, con la Sesta battaglia dell'Isonzo.[1]

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b c d :.IsonzoFront - 1916 le battaglie dell'Isonzo.:
  2. ^ a b c L'Isonzo
  3. ^ Museo Virtuale della Certosa - Luoghi 5ª battaglia dell'Isonzo
  4. ^ Redipuglia
  5. ^ I Grigioverdi del Carso







Creative Commons License