Robecco sul Naviglio

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Robecco sul Naviglio
comune
Robecco sul Naviglio – Stemma Robecco sul Naviglio – Bandiera
Villa Gaia e il ponte degli scalini
Villa Gaia e il ponte degli scalini
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Milano-Stemma.png Milano
Sindaco Giuseppe Zanoni (centrodestra) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 45°26′00″N 8°53′00″E / 45.433333°N 8.883333°E45.433333; 8.883333 (Robecco sul Naviglio)Coordinate: 45°26′00″N 8°53′00″E / 45.433333°N 8.883333°E45.433333; 8.883333 (Robecco sul Naviglio)
Altitudine 120 m s.l.m.
Superficie 20,35 km²
Abitanti 6 929[1] (31-12-2010)
Densità 340,49 ab./km²
Frazioni Carpenzago, Cascinazza, Castellazzo de' Barzi, Casterno
Comuni confinanti Abbiategrasso, Cassinetta di Lugagnano, Cerano (NO), Corbetta, Magenta
Altre informazioni
Cod. postale 20087
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015184
Cod. catastale H373
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti robecchesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 1ª domenica di settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Robecco sul Naviglio
Posizione del comune di Robecco sul Naviglio nella provincia di Milano
Posizione del comune di Robecco sul Naviglio nella provincia di Milano
Sito istituzionale

Robecco sul Naviglio (Rubécc o Rubécc sül Nivìrij nel locale dialetto milanese) è un comune italiano di 6.929 abitanti della provincia di Milano.

Il comune di Robecco sul Naviglio è situato circa 25 km ad ovest del capoluogo, a breve distanza dal fiume Ticino e dal confine con la Regione Piemonte. Confina a nord con il comune di Magenta, a est con il comune di Corbetta, a sud con i comuni di Cassinetta di Lugagnano e Abbiategrasso, a ovest con il comune di Cerano in provincia di Novara. Oltre al capoluogo vi sono 4 frazioni e precisamente: Casterno a ovest, Cascinazza a sud-ovest, Castellazzo de' Barzi (ove si trova un pregevole palazzo settecentesco presso il quale soggiornò lo scrittore Alessandro Manzoni) a est, Carpenzago a nord-ovest.

Geografiamodifica | modifica sorgente

Il territorio è generalmente pianeggiante con piccoli dislivelli e leggere ondulazioni ad ovest in corrispondenza della vallata del fiume Ticino; l'altitudine media è di 128 metri sul livello del mare. Due corsi d'acqua attraversano il territorio comunale: il fiume Ticino e le sue numerose sorgenti a Ovest e il Naviglio Grande in corrispondenza del centro abitato.

Climamodifica | modifica sorgente

La temperatura non si allontana molto da quella media della pianura Padana; i venti prevalenti soffiano da Nord a Nord-Ovest.

Storiamodifica | modifica sorgente

Scorcio del paese

Robecco contese a Cassinetta di Lugagnano, a partire dal XV secolo, la prerogativa di luogo di elezione della villeggiatura nobiliare milanese.

Il borgo vecchio è molto caratteristico con i suoi antichi vicoli che portano agli ingressi delle antiche ville. Ai nobili locali infatti il paese deve gran parte del proprio sviluppo tra il XVII ed il XVIII secolo. Molti di questi edifici sono tutelati dall'Associazione Italia Nostra.

La vicina frazione di Casterno vanta più antiche origini: fu un castrum romano e una residenza longobarda. Tutte queste terre appartennero in passato agli arcivescovi milanesi, poi alle grandi abbazie e monasteri come Morimondo e Sant'Ambrogio e infine passarono ai Visconti ed agli Sforza che vi fecero frequenti e lunghe visite incentivando nei nobili la moda del soggiorno in campagna; anzi ne favorirono la presenza distribuendo con generosità feudi ed investiture. Una eccezionale accolta del patriziato lombardo ebbe qui il primo luogo di delizia: i Borromeo-Visconti, i Clerici, i Litta, i Pietrasanta, gli Albani, gli Archinto, i Castelbarco, i Verri e gli Arconati; ville in parte decadute, in parte restaurate, che costeggiano il corso d'acqua in un'unità paesistica di notevole pregio.

In età napoleonica il comune si ingrandì temporaneamente annettendo Lugagnano e Castellazzo de' Barzi: per quanto riguarda il secondo borgo, l'unione fu poi definitivamente attuata nel 1870[2].

Monumenti e luoghi d'interessemodifica | modifica sorgente

Architetture religiosemodifica | modifica sorgente

Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battistamodifica | modifica sorgente

La chiesa di San Giovanni Battista

L'attuale chiesa parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista, fu edificata nella seconda metà del XVIII secolo e terminata attorno al 1790. Sostituì la precedente, di cui sopravvivono i resti all'interno del cortile denominato "gèsa vègia", edificata nella seconda metà del Quattrocento e delocalizzata lungo la strada per Casterno. L'attuale edificio, costruito su disegno dell'architetto milanese Francesco Bernardino Ferrari fu elevato inizialmente su impianto a croce greca e rimase incompleto sino alla fine del XIX secolo, quando si decise di completarne la facciata e, contestualmente, di allungarne di due terzi la navata, trasformando la pianta in croce latina. Il disegno della nuova facciata venne affidato all'architetto milanese Alfonso Parrocchetti. La chiesa venne definitivamente consacrata nell'anno 1902. Risalgono agli anni '80 del Secolo scorso gli interventi di ristrutturazione e adeguamento liturgico dettati dall'introduzione della nuova liturgia.

All'interno si trovano alcune tele tra cui alcune ascrivibili alla scuola di Camillo Procaccini una crocefissione di Simone Peterzano, oltre a due angeli di Andrea Appiani presso il crocifisso dell'altare maggiore, realizzati alla fine del XVIII secolo, ovvero quando il pittore milanese stava lavorando ad alcuni affreschi nella vicina Villa Gaia.

Il Crocifisso posto nell'altare laterale destro è databile tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo e ornava in precedenza l'interno della Chiesa di Santa Maria alla Scala, demolita per la costruzione del famoso teatro a Milano nel 1774.

L'organo, posto in controfacciata sopra la bussola di ingresso è pregevole opera di Cesare e Giovanni Bernasconi risalente al 1902. Lo strumento, restaurato nel 2010, incorpora un cospicuo numero di canne che appartenevano al precedente organo costruito da Eugenio Biroldi nel 1790.

Chiesa di Santa Maria della Rosamodifica | modifica sorgente

La chiesa di Santa Maria della Rosa si trova posta esternamente al territorio comunale di Robecco sul Naviglio. Essa è infatti adiacente al camposanto cittadino che si trova eretto fuori dagli antichi confini dell'abitato.

La struttura ha origini piuttosto antiche e venne probabilmente eretta dopo la peste manzoniana del 1630, divenendo presto un luogo di culto di notevole portata nell'area, grazie ad un dipinto miracoloso conservato al suo interno che raffigura appunto la figura della Vergine che tiene una rosa tra le mani: ella era invocata in periodi di particolare difficoltà quali guerre ed epidemie, giungendo sino ad essere invocata contro la siccità.

Un tempo, per la sua particolare posizione, la chiesa era la sede prediletta per la celebrazione dei riti funebri della comunità di Robecco, usanza che però col tempo è caduta pressoché in disuso e oggi la cappella è utilizzata molto raramente.

Chiesa di San Francescomodifica | modifica sorgente

La cappella di San Maiolo

La piccola chiesa di San Francesco ha origini antichissime e gli ultimi rilievi su di essa hanno consentito di datarne le fondazioni al XIV secolo.

Essa è posta in un luogo altrettanto ricco di storia, addossata a quello che doveva essere l'antico castello robecchese, nei pressi di Villa Gromo di Ternengo il che ha fatto ritenere che essa potesse aver svolto anche il ruolo di cappella gentilizia.

Alla sua edificazione, si sa che essa dipendeva dalla Chiesa Parrocchiale di Sant'Andrea di Casterno, passando successivamente alla gestione della chiesa di San Giovanni Battista quando questa ottenne la dignità parrocchiale indipendente.

Cappella di San Maiolomodifica | modifica sorgente

La Cappella di San Maiolo, ubicata nella piazza principale, di fianco alla chiesa parrocchiale, è stata edificata per commemorare i defunti della Prima guerra mondiale. Lo stile dell'edificio religioso è tipicamente eclettico, affrescato in alcune parti con motivi strutturali e cartigli. La parte interna è divisa dall'esterno tramite un arco con cancelletto in ferro battuto.

Architetture civilimodifica | modifica sorgente

Villa Gaia o "Villa Borromeo Visconti Biglia Confalonieri Gandini"modifica | modifica sorgente

Detta anche Villa Gaia in quanto corte di divertimenti di Ludovico il Moro, la costruzione è originaria del XIV secolo. Nel tempo appartenne ai conti Giovanni e Vitaliano VI Borromeo e, tra gli altri, ai Biglia e ai Confalonieri, divenendo residenza estiva di Federico Confalonieri. Villa di campagna (fu tra le prime del Naviglio Grande) ricalca lo schema del castello o dei palazzi cittadini con asse di simmetria zenitale e corpi di fabbrica disposti a coronamento di tre cortili leggermente irregolari. La facciata verso la strada conserva parte dell'originaria struttura in cotto con inserti di archi e finestre ora murati. La facciata verso il Naviglio, preceduta da uno spalto e da una bella balaustra settecentesca, presenta decori pittorici che richiamano illusorie cornici alle finestre ed alle porte; tre balconcini in ferro battuto inquadrano l'ordine superiore.

Accanto, la scalinata dell'imbarcadero attraverso il quale i signori giungevano dal Naviglio e quindi da Milano. Il cortile principale, porticato su tre lati, è adorno di affreschi del Cinquecento. Gli ambienti interni hanno arredi ed ornati dal Rinascimento al Settecento. Nelle sale rivolte verso il Naviglio sono interessanti i soffitti lignei a cassettoni. Lo scalone, in origine una rampa per cavalli, fu trasformato una prima volta nel 1760, raggiungendo in seguito le forme attuali di scalone d'onore sul modello consono al XVIII secolo. Tra le altre sale meritano menzione quella con decori in grisaille attribuiti ad Andrea Appiani e lo studio in stile barocchetto.

Palazzo Archintomodifica | modifica sorgente

Palazzo Archinto

Spesso identificato con il nome di Castello, il palazzo prospetta di fronte al portone di Villa Gandini. Fu il sogno irrealizzato del nobile banchiere Carlo Archinto cui non mancavano i desideri di grandezza ma che finì in bancarotta prima che il progetto venisse ultimato.

Oggi infatti solo le incisioni di Marc'Antonio Dal Re (1726) possono documentare l'ardita costruzione, iniziata a cavallo tra il XVII ed il XVIII secolo su disegni di Carlo Federico Pietrasanta: doveva essere un complesso di quattro grandi palazzi, con un nucleo centrale elevato di cinque piani e quattro ali laterali uncinate della medesima altezza (le due rivolte verso il Naviglio erano concluse da quattro torri merlate); verso il paese una grande esedra avrebbe dovuto accogliere le carrozze, verso il naviglio due pontili, di cui uno coperto, i barconi provenienti dalla città.

Di tutto ciò rimane oggi solo il blocco terminale di una delle quattro ali, con le due torri merlate, recentemente restaurato con una grandiosa opera che ha riportato la costruzione a un antico splendore. Attualmente il palazzo ospita la biblioteca comunale e il locale Museo del Naviglio Grande.

Villa Gromo di Ternengomodifica | modifica sorgente

Affacciata lungo via Matteotti, fra la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista e Villa Gandini, la villa sorse forse nel Cinquecento sulle rovine dell'antico castello cittadino e fu rifatta nel 1679 per merito della famiglia Gromo di Ternengo.

La campitura centrale della facciata, preceduta da un lungo cortile d'invito, è aperta da un lungo portico a tre archi su colonne binate; sopra il piano nobile è un attico raccordato da triangoli mistilinei. L'atrio del corpo nobile, affrescato, funge da ambiente passante verso il retrostante giardino che, sulla sinistra, giunge al Naviglio Grande con il singolare edificio della Sirenella (visibile dall'alzaia), un padiglione su quattro pilastri adibito ad imbarcadero.

Il giardino rappresenta indubbiamente uno degli elementi di maggior rilievo della villa in quanto è costituito da una lunghezza totale di quasi 800 metri, un tempo terminante con un nicchione oggi in disuso.

Accanto alla villa, in fondo al vicolo San Francesco, è la chiesetta di San Francesco di recente restaurata.

Curioso è il fatto che nel corso dei secoli, all'estinzione dei Casati, la villa si sia tramandata sempre per via femminile, giungendo sino ai Wild, attuali proprietari del complesso.

Palazzo Scottimodifica | modifica sorgente

Palazzo Scotti visto dal cortile d'onore

Palazzo Scotti, venne eretto all'inizio dell'Ottocento come residenza di una ricca famiglia di apicoltori robecchesi, su progetto di un allievo di Giuseppe Piermarini col quale si possono ravvisare molte somiglianze, in particolare con Palazzo Saporiti di Milano che ha suggerito l'utilizzo di una facciata classicheggiante, con l'utilizzo di quattro semicolonne che danno la partitura del campo centrale a tre archi; la falsa balaustra superiore attenua il taglio orizzontale della facciata, limitata dalle due ali secondo il classico schema a U.

Di notevole interesse è il corpo centrale, ove le sale di rappresentanza conservano ancora una decorazione semplice ma raffinata di pieno gusto napoleonico come nel salone principale del piano nobile, ornato di colonne a trompe-l'œil su sfondo ocra, oltre alle insegne imperiali sulle porte. Altrove si sono conservati damascati originali alle pareti e pitture di angeli e putti sui soffitti, che contribuiscono a rendere l'ambiente luminoso e gradevole.

La villa è attualmente sede del municipio di Robecco sul Naviglio ed è pervenuta all'amministrazione direttamente dagli eredi Scotti.

Villa Terzaghimodifica | modifica sorgente

Villa Terzaghi dal fronte d'onore

Villa Terzaghi si presenta come la costruzione storica più eccentrica rispetto all'abitato (è posta lungo la strada che conduce a Casterno, ove la famiglia Terzaghi possedeva alcuni terreni) ed uno dei più begli esempi di barocchetto lombardo (seconda metà del XVIII secolo). La villa venne edificata dai nobili milanesi Terzaghi e rimase proprietà di questa augusta prosapie sino al 1882 quando, alla morte dell'ultima erede Carlotta, la struttura venne donata all'orfanotrofio milanese.

Lo spazio dinanzi alla facciata è ornato da piloni sormontati da statue e pennacchi, con una suddivisione tra l'ingresso verso la casa da nobile e quello verso l'area dei cortili rustici destinati alla servitù. Il prospetto comprende l'intero corpo della villa ed è diviso in tre parti: al centro un portichetto, schermato da un frontone ricurvo, accenna quasi a trasformare in ali i due simmetrici corpi laterali. Abbinata alla casa si trova anche una piccola cappella di cui sono visibili oggi unicamente i muri perimetrali dal momento che la volta è crollata durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale.

Villa Cittadini Dugnani Benini Bossimodifica | modifica sorgente

Meglio conosciuta come "Villa Dugnani", la residenza si trova in parte da fabbricati rustici e dall'alto muro di cinta con funzione di terrapieno che la rende un caso singolare nelle ville del Naviglio Grande.

Il complesso risale con tutta probabilità nelle sue origini al quattrocento e sembrerebbe testimonianza meritevole di tale affermazione la facciata verso via Mazzini, che presenta infatti due finestre dalle cornici in cotto in tipico stile rinascimentale. La struttura come la si può ammirare oggi, però, venne edificata nella sua parte principale nel corso della prima metà del XVI secolo ad opera della famiglia Cittadini che si impegnò ad opere di ristrutturazione ed ampliamento successive come ad esempio la costruzione di un oratorio nel 1632, voluto da Gerolamo Cittadini e dedicato ai SS. Gerolamo e Onofrio. Nel 1760, dal Catasto Teresiano dell'area di Robecco sul Naviglio, apprendiamo che la casa da nobile era passata in proprietà alla famiglia Dugnani che era entrata in possesso anche di molti terreni adiacenti. La villa venne quindi ceduta dal Cardinale Antonio Dugnani all’orfanotrofio femminile di Milano e quindi acquistata dalla famiglia Benini-Bossi.

La struttura della villa è interamente in mattoni a vista ad eccezione di un gustoso porticato seicentesco con vista sul Naviglio che consente anche di accedere all'area rialzata del giardino.

Villa Sironi Marellimodifica | modifica sorgente

Altro incompiuto ed ambizioso progetto di residenza signorile iniziato verso la metà dell'Ottocento da Giacomo Bordini, amministratore della famiglia Litta, su una precedente costruzione del XVIII secolo di proprietà Crivelli. La scarsa disponibilità finanziaria limitò l'intervento ai soli giardini che, a loro modo, testimoniano l'eccentricità del personaggio; i primi si fanno risalire a Giuseppe Balzaretto per le affinità con i Giardini Pubblici di Milano; le seconde, di stravagante influsso moresco, sono coperte da cupolette rettangolari sorrette da volte ad arco con colonne.

Villa Arrigonimodifica | modifica sorgente

Detta anche la Peralza, si trova oggi in un complesso sportivo privato che appartiene al Comune di Magenta nella frazione Pontevecchio. Fu costruita, sulla base della datazione degli affreschi interni, nel 1692, come edificio padronale annesso all'attigua azienda agricola e la sua notevole elevazione verticale rivela la funzione di controllo della tenuta.

Villa Barbavara di Gravellonamodifica | modifica sorgente

Detta anche la Bassana, fu residenza dei Pallavicini di Persia e dei Lucerani Cernuschi, e risale nelle sue forme attuali al XVIII secolo. La cancellata, che riprende i motivi in ferro battuto della facciata, segue un cavo minore di poco sopraelevato rispetto al naviglio. al fondo del giardino è l'edificio padronale con ai lati gli annessi rustici: nella parte centrale si aprono il portico e serra, oggi chiusa. Nel vasto salone, al piano terra, vi sono sei prospettive ad affresco raffiguranti il Naviglio Grande ed alcune delle sue ville così come apparivano nel Settecento. Nell'Ottocento fu residenza di campagna del Senatore Giovanni Barbavara di Gravellona.

Altre strutturemodifica | modifica sorgente

Il ponte degli scalinimodifica | modifica sorgente

Il ponte degli scalini

Situato nel bel mezzo del centro storico, tale ponte era utilizzato anticamente per il solo passaggio pedonale e per il passeggio. Il ponte, detto degli Scalini fu gettato nel 1842 per collegare l'allora contrada di Brisa con quella di San Girolamo, sulla strada per Castellazzo de Barzi e sostituì un precedente ponte galleggiante allestito per antica consuetudine nel giorno della festa patronale di San Giovanni Battista, per consentire il passaggio della processione. Il ponte fu inizialmente dedicato a Francesco Giuseppe I d'Asburgo e in seguito, dopo l'indipendenza dall'Austria, a Vittorio Emanuele II. I fondi per la sua costruzione vennero dal lascito testamentario del Cardinale Antonio Dugnani: "Lascio alla Comunità di Ribecco lire milanesi quattromila quando si facesse il ponte di comunicazione colla strada che va a Castellazzo, e ciò ad opre compiuta; intendo però lasciare questo legato per un più comodo e libero mezzo di portare il Santissimo Viatico agli infermi dell'altra spnda particolarmente cari però se entro dieci anni non avesse luogo tale ponte secondo me importantissimo, allora passerà all'Orfanotrofio od i San Pietro in Gessate, o dove si troverà il suddetto legato, pel mantenimento di un orfano onde possa essere mantenuto del frutto di tale legato. Se occorresse di più si darà compimento".

Culturamodifica | modifica sorgente

Eventimodifica | modifica sorgente

  • Ogni quarta domenica del mese (eccetto agosto): Fiera del Naviglio Grande.
  • Pasquetta: Marcia dei Ciliegi in Fiore. Corsa podistica nella vallata e nei boschi del Ticino.
  • 1º maggio: Fiera di San Maiolo - agricoltura e bestiame.
  • Primo fine settimana di luglio "Festa del Gerusco" - festa della birra organizzata da giovani del paese in collaborazione con la Pro-Loco
  • Prima domenica di settembre: Festa patronale di San Giovanni Battista - processione e manifestazioni folcloristiche.
  • Seconda domenica di settembre: Festa de la Sucia - sagra paesana in occasione del prosciugamento del Naviglio con degustazione di prodotti tipici.
  • Seconda domenica di ottobre: Festa della Priàa - mostre e manifestazioni folcloristiche
  • 24 dicembre: Presepio galleggiante nel naviglio

Istruzionemodifica | modifica sorgente

Nel comune sono presenti scuole di diverso ordine e grado. Partendo dalle scuole materne private ed elementari pubbliche, è possibile giungere fino al termine dell'istruzione media inferiore pubblica.

Mediamodifica | modifica sorgente

A Robecco ha operato dalla metà degli anni '80 fino all'agosto 1990 Radio GPM, una stazione locale che trasmetteva sui 108 MHz.

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[3]

Di recente è stata approvata una mega lottizzazione che, si prevede, porterà un aumento di circa 1.000 abitantisenza fonte.

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Di seguito viene riportata la serie cronologica dei sindaci del Comune di Robecco sul Naviglio dall'Unità d'Italia ad oggi.

Sindaci durante la Repubblica Italiana Flag of Italy.svgmodifica | modifica sorgente

nome carica dal al partito anno e luogo di nascita anno e luogo di morte note
Beniamino Merlo sindaco 1976, 1999 1995, 2004 Democrazia Cristiana
Giuseppe Zanoni sindaco 2004, 2009 2009, 2014 Lista Civica centro-destra (Lega Nord-PdL) Robecco sul Naviglio, 04-05-1952

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«La popolazione del piccolo centro lombardo, animata da profonda fede negli ideali di democrazia e di giustizia, partecipava con coraggiosa determinazione alla guerra partigiana, esponendosi alle feroci ritorsioni nazifasciste. Numerose abitazioni furono date alle fiamme, otto cittadini vennero barbaramente fucilati, altri cinquantotto furono deportati nei campi di prigionia in Germania e, tra questi, nove morirono per gli stenti e le violenze subite. Luminoso esempio di eccezionale abnegazione e spirito patriottico.»
— 1944 - 1945/Robecco sul Naviglio (MI)[4]

Gemellaggimodifica | modifica sorgente

  • Belgio Fosses-la-Ville (il Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze di Robecco sul Naviglio è gemellato con il Conseil Consultatif des Jeunes della città belga)

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Regio Decreto 9 giugno 1870, n. 5722
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=241322

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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