Roppolo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Roppolo
comune
Roppolo – Stemma
Roppolo – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Biella-Stemma.png Biella
Sindaco Giorgio Boltri (lista civica Uniti per crescere) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°25′17″N 8°04′14″E / 45.421389°N 8.070556°E45.421389; 8.070556 (Roppolo)Coordinate: 45°25′17″N 8°04′14″E / 45.421389°N 8.070556°E45.421389; 8.070556 (Roppolo)
Altitudine 307 m s.l.m.
Superficie 8,71 km²
Abitanti 934[1] (31-12-2010)
Densità 107,23 ab./km²
Frazioni Babò, Borgata Salomone, Castello, Comuna di Roppolo, Morzano, Peverano, Pioglio, San Vitale
Comuni confinanti Alice Castello (VC), Cavaglià, Cerrione, Dorzano, Salussola, Viverone, Zimone
Altre informazioni
Cod. postale 13883
Prefisso 0161
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 096054
Cod. catastale H553
Targa BI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 704 GG[2]
Nome abitanti roppolesi
Patrono santa Maria Beata Vergine del Rosario
Giorno festivo 7 ottobre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Roppolo
Sito istituzionale

Roppolo (Ròpo in piemontese) è un comune italiano di 934 abitanti della provincia di Biella in Piemonte.

Geografiamodifica | modifica sorgente

Veduta di Roppolo con il castello

Il territorio comunale comprende una zona collinare della Serra Morenica di Ivrea orientale (biellese), e parte delle rive orientali del Lago di Viverone lungo la ex strada statale 228 del Lago di Viverone, nel tratto Viverone-Cavaglià.
Sia centro storico che la ex strada statale, tagliano in due tutto il territorio comunale.
La parte meridionale copre delle zone semi-collinari, come frazione Babò, fino alle sole rive (non lo specchio d'acqua) del Lago di Viverone, attraverso frazioni Comuna di Roppolo e Morzano.
La parte settentrionale invece, ospita zone collinari più impervie; il noto Castello, più altre zone boschive, come frazione San Vitale, frazione Peverano e il Monte Orsetto.

Storiamodifica | modifica sorgente

I primi insediamenti in questo territorio tra il biellese e la pianura padana furono le tribù celto-liguri[3] victimule, scalzate poi dalle espansioni romane in Piemonte del III secolo d.C., dove gli eserciti utilizzarono la cima della collina come roccaforte e avamposto militare. Nei secoli a venire, l'antica fortificazione fu usata come basamento architettonico di quello che è l'attuale castello, visibile sulla collina.

Il toponimo Roppolo trae origine da tre ipotesi: dal latino ara-Apollinis (cioè altare di Apollo, la cui venerazione romana fu ereditata dai greci[4]), oppure dal prediale germanico Ropolo,Roptulo, attestato dall'anno 943, mentre una terza ipotesi arriverebbe dal piemontese rocol, e cioè rocca, arroccamento.
Di un insediamento d'origine romana a cavallo tra il IV e V secolo abbiamo poi pochi resti in località Pioglio, ai confini di Cavaglià, dove fu rinvenuto un castrum, chiamato Castronovo, presso la cima della collinetta San Giacomo.

Roptul fu nome attestato per la prima volta nel 936 su una delega dell'imperatore germanico Ottone I di Sassonia sul vercellese, e consegnato ai nobili del territorio, tali conti Aymone di Cavaglià, durante le investiture anscariche sulla marca d'Ivrea. Qualche decennio più tardi, fu anche citato come tappa dell'itinerario di pellegrinaggio della Via Francigena. Sappiamo che dal X secolo l'intera zona fu ampiamente cristianizzata, grazie a dei documenti lasciati da Frate Lebole, monaco storico viveronese del XIX secolo. Furono erette delle pieve, come la pieve di san Pietro, oggi sotto il territorio della vicina Cavaglià, oppure la pieve di San Secondo (XIII secolo), oggi sotto il territorio della vicina Salussola[5].
Costituiti i feudi sul finire del X secolo, gli Aymone cedettero l'antica fortificazione collinare e il borgo roppolese alle contee longobarde del comitato di Lomello, sempre del ramo nobile anscarico sotto protezione di Ottone III di Sassonia. Nel 1225, questi li ricedettero a loro volta ai conti Bichieri di Vercelli, i quali si preoccuparono di riedificare l'ormai fatiscente fortificazione collinare in un castello medievale, cioè nella sua attuale forma. I Bichieri del XIII secolo diedero splendore al paese. Per essi, fu anche costruita una casa monacale, la Santa Margherita, che servì anche da lazzaretto durante la peste. Lì, sorgerà l'attuale villa dei Rampone (XIV secolo) che si affaccia sulla piazza omonima, e dove ancor oggi si può ancora vedere la chiesetta dedicata alla beata monaca domenicana Emilia Bichieri da Vercelli (1238-1314).

Borgo e castello passarono poi in mano ai longobardi Visconti nel 1315, che iniziarono a usarlo come alloggiamento signorile. Come per la vicina Viverone e altri borghi vercellesi, il territorio roppolese fu barbaramente conquistato dal mercenario Facino Cane, al soldo del Marchesato del Monferrato. Ripresi però i territori dai Savoia nel 1427, Roppolo passò sotto la signoria dei piemontesi Valperga nel 1441.

Ritornerà di proprietà sabauda attraverso il conte Giano del Genevese (figlio di Amedeo IX) a causa di una storia singolare legata al castello, e cioè quella del murato vivo. Durante i restauri nel XX secolo furono ritrovati, dietro un muro, i resti di uomo intero, all'interno di un'armatura. Le ossa furono attribuite a tal cavalier Bernardo di Mazzè; leggenda e storia si intrecciano. Da alcuni documenti rinvenuti, pare che questi, in conseguenza di una disputa, fosse stato posto in un'armatura e murato, ancora vivo, dal rivale Ludovico Valperga di Masino, nel 1459. Per tal motivo, quest'ultimo fu condannato, insieme a tutta la famiglia Valperga di Caluso-Masino, a restituire tutto il territorio roppolese. Tuttavia, i Valperga ignorarono la confisca, e la causa durò dei decenni. Si dovette attendere il 1630, quando i Valperga si estinsero, per riprendere pienamente il possesso del castello e del borgo.

Nel XVI secolo poi, i Savoia fecero costruire la chiesetta adiacente al castello e dedicata a San Michele, eretta su precedenti resti della più antica chiesa romanica del XII secolo, e nella quale è ancora presente un'icona lignea di Gaspare Serra (1738). Dello stesso periodo è da citare anche la non lontana chiesetta campestre di san Vitale, in frazione omonima, adiacente i boschi del vicino Lago di Bertignano, presso Viverone; i soldati vercellesi usavano votarsi al santo con una lunga processione, che partiva addirittura da San Germano Vercellese (VC).

Nel 1632 il castello divenne presidio di Tomaso di Savoia contro le invasioni francesi. Ma, quando questi ultimi si allearono coi gli stessi sabaudi nel 1640, Roppolo fu ceduta ai marchesi Guido Villa di Cigliano e Giandomenico Doria di Ciriè. Tuttavia, nel 1730, alcuni discendenti dei Valperga riemersi dalla storia, pretesero - e ottennero - nuovamente la proprietà di borgo e castello.
Per problemi economici però, nel 1837 questi rivendettero il castello a Ignazio Anselmi, un ricco possidente livornese che si preoccupò della restaurazione del castello come sua residenza di vacanza. Questi, a sua volta, durante il periodo del Risorgimento, cedette tutto al senatore generale Gustavo Mazè de la Roche.

Roppolo, la cui economia era basata soprattutto su enologia e agricoltura, istituì quindi il castello come sede museale di tali settori. Quando il paese divenne comune del Regno di Italia, il castello fu quindi acquistato privatamente dalla ricca famiglia Novarese di Moransengo, che lo ristrutturò e lo adibì a ristorante.

Societàmodifica | modifica sorgente

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[6]

Architetturamodifica | modifica sorgente

Il castello

Il monumento più significativo di Roppolo è, ovviamente, il castello, nato principalmente ai tempi dei conti Bichieri del XIV secolo, oggi sede di un ristorante e dell'Enoteca Regionale della Serra.

Da citare è anche la chiesetta dedicata alla Beata Vergine del Rosario, presso Piazza Municipio (zona detta anche Roppolo Piano). Fu attestata nel 1190 ed annessa ai clerici Cisterna, insieme alla chiesa S. Maria della Cura del vicino cimitero di Viverone; si rese poi autonoma nel 1788 e quindi restaurata.
Dello stesso stile è il vicino campanile, rifatto interamente tra il 1830 e il 1850.

Culturamodifica | modifica sorgente

Usi, costumi e prodotti enogastronomici del paese sono misti tra la culture della Provincia di Vercelli e della Provincia di Biella; vigneti autoctoni di vini bianchi (come ad esempio l'Erbaluce, il cui vitigno canavesano raggiunge qui il confine orientale), oppure di vini rossi, come il Torrecupa[7], con innesti di Nebbiolo e Barbera, sono di una produzione autoctona pressoché limitata. La viticoltura ha lasciato spazio alle più recenti piantagioni di kiwi di qualità.

Manifestazionimodifica | modifica sorgente

  • Festa patronale B. Maria V. del Rosario, prima domenica di ottobre;
  • Corsa delle botti, prima domenica di settembre.

Galleria fotograficamodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Scheda descrittiva o storia del Comune di Roppolo; dalla Guida ai Comuni d'Italia di www.metropolis.it
  4. ^ http://www.mondointasca.org/stampa.php?ida=562&sez=3
  5. ^ Roppolo
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ CASTELLO DI ROPPOLO – Vino e altri prodotti

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Piemonte Portale Piemonte: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Piemonte







Creative Commons License