Stupro del Belgio

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Le rovine della biblioteca dell'Università Cattolica di Lovanio dopo il suo incendio nel 1914.
La città distrutta di Lovanio nel 1915.
Monumento di bronzo in memoria delle 674 vittime civili di Dinant (23 agosto 1914).
Manifesto americano riguardo ai crimini di guerra commessi dai tedeschi in Belgio[1].

"Stupro del Belgio" è un'espressione di propaganda usata durante la prima guerra mondiale per descrivere l'invasione tedesca del Belgio del 1914. Il termine aveva inizialmente un significato figurato, in riferimento alla violazione della neutralità del Belgio, ma le presunte atrocità commesse dai tedeschi gli diedero ben presto un significato letterale[2]. Lo storiografo Larry Zuckerman lo utilizza in modo più restrittivo per descrivere una serie di crimini di guerra tedeschi commessi nei primi mesi di guerra (dal 4 agosto fino al settembre 1914)[3].

L'invasione del Belgiomodifica | modifica sorgente

La neutralità del Belgio era stata garantita dal Trattato di Londra (1839) che era stato firmato dalla Prussia. Il Trattato di Londra venne confermato nel 1871[4] e alla Conferenza dell'Aja nel 1907 da parte dell'Impero tedesco, che aveva ereditato e confermato gran parte degli obblighi diplomatici della Prussia.

Tuttavia, in base al Piano Schlieffen le forze armate tedesche violarono la neutralità del Belgio al fine di aggirare l'esercito francese, concentrato nella Francia orientale. Il cancelliere tedesco Theobald von Bethmann Hollweg respinse il trattato del 1839 come un "pezzo di carta".
I dettami di Carl von Clausewitz, che consigliava una certa pressione sulle popolazioni invase affinché si potesse ottenere la resa dell'avversario, vennero applicati dall'esercito tedesco quando questo irruppe nel Belgio e in Francia settentrionale nel primo anno di guerra. Durante l'inizio della guerra l'esercito tedesco si impegnò in numerose atrocità contro la popolazione civile del Belgio, e la distruzione di proprietà civili. Ciò era dovuto, sia dalla necessità di fornire risorse ai soldati tedeschi, sottraendole così alla popolazione locale,[5] sia dalla paranoia di un'insurrezione belga contro l'occupazione militare.[6] L'uccisione di parecchie centinaia di civili belgi, presto identificati dalla propaganda franco-belga come lo «stupro del Belgio», si verificarono in varie località belga come Sambreville, Seilles, Dinant e Lovanio, oltre che nei distretti francesi nord-orientali. I soldati tedeschi, colpiti dai franchi tiratori che già li avevano infastiditi durante la guerra franco-prussiana del 1870 e animati da presunte storie di loro commilitoni accoltellati alle spalle o torturati mentre erano feriti e inermi, si ostinarono a combattere con ferocia ogni atto da loro giudicato "illegale".
In totale 6.000 belgi vennero uccisi e 25.000 abitazioni e altri edifici in 837 comuni distrutti; 1.500.000 belgi fuggirono dall'invasione dell'esercito tedesco (20% dell'intera popolazione belga).[7]

Crimini di guerramodifica | modifica sorgente

Nel Belgio le truppe tedesche, temendo i guerriglieri francesi e belgi, o i franchi tiratori, diedero fuoco a case e massacrarono cittadini nella parte orientale e centrale del Paese come ad Aarschot (156 morti), Andenne (211 morti), Tamines (383 morti) e Dinant (674 morti)[8]. Tra le vittime vi furono anche donne e bambini.[9]

Il 25 agosto 1914, i tedeschi devastarono la città di Lovanio: deliberatamente, con la benzina, diedero fuoco alla biblioteca dell'Università Cattolica che conteneva circa 300.000 libri e manoscritti medievali, uccisero 248 civili[10] ed espulsero l'intera popolazione di 42.000 abitanti. Abitazioni di civili furono incendiate e cittadini furono spesso fucilati nel luogo in cui si trovavano. Furono distrutti oltre 2.000 edifici e grandi quantità di materiali strategici, prodotti alimentari, e moderne attrezzature industriali, furono saccheggiati e trasferiti in Germania. Queste azioni attirarono l'indignazione internazionale.[11] Nel Brabante i tedeschi ordinarono ad alcune suore di denudarsi sotto il pretesto che fossero spie; ad Aarschot, tra agosto e settembre, furono ripetutamente uccise donne. Come il saccheggio e l'omicidio, lo stupro era diffuso.[12]

La moderna opinione degli storici è che l'esercito tedesco commise indubbiamente crimini contro la popolazione belga, ma non superiori né per qualità né per quantità a quelli commessi dall'Impero Britannico nelle sue varie guerre di espansione, come quelle in Cina o in Sudafrica, e che i resoconti più inverosimili siano stati creati dalla propaganda britannica per incitare gli Stati Uniti ad entrare in guerra contro gli Imperi Centrali.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Books.google.com, Slater, Tom, Dixey, Marsh and Halperin, James L, "Political and Americana memorabilia auction," Heritage Auctions, Inc, 2005. page 317. ISBN 978-1599670126, Poster is by Ellsworth Young
  2. ^ descritto così nei seguenti libri:
  3. ^ Larry Zuckerman, The Rape of Belgium: The Untold Story of World War I, New York, New York University Press, 2004. ISBN 978-0-8147-9704-4.
  4. ^ Scott Manning: Belgium's Neutrality was More than a "Scrap of Paper", 09 March 2009
  5. ^ Remember Belgium
  6. ^ H-Net Reviews
  7. ^ Prove: the German army in Belgium, August 1914, Jeff Lipkes, pagina 13, Leuven University Press, 2007
  8. ^ Tutte queste cifre sono riportate in John N. Horne, Alan Kramer, German Atrocities, 1914: A History of Denial. New Haven: Yale University Press, 2001, Appendice I, German Atrocities in 1914 (dal 5 agosto fino al 21 ottobre e da Berneau (Provincia di Liegi) a Esen (Provincia delle Fiandre Occidentali), ISBN 978-0-300-08975-2
  9. ^ Alan Kramer Dynamic of destruction: culture and mass killing in the First World War Oxford University Press, 2007, Molti esempi di donne e bambini uccisi dai soldati tedeschi in Belgio nell'agosto 1914, pp. 1-24. ISBN 978-0-19-280342-9
  10. ^ World War I: encyclopedia, Volume 1, Spencer Tucker,Priscilla Mary Roberts, page 714, 2005 ABC-CLIO/Greenwood
  11. ^ Keegan 1998, pp. 82–83
  12. ^ Prove: the German army in Belgium, August 1914, Jeff Lipkes,pages 164-165, Leuven University Press, 2007

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

  • H-Net Recensione di Horne & Kramer, The German Atrocities of 1914 : A History of Denial.
  • H-Net Recensione di L. Zuckerman, The Rape of Belgium: The Untold Story of World War I.
  • HistoryOfWar.org Recensione di J. Lipkes, Rehearsals: The German Army in Belgium, August 1914.
  • H-Net Recensione di J. Lipkes Rehearsals: The German Army in Belgium, August 1914 di Jeffrey Smith.
  • Prof. John Horne, German War Crimes.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente








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